
Secondo l'ultimo aggiornamento del Dual-Fuel Fleet Dashboard
pubblicato dal World Shipping Council (WSC), il numero di
portacontainer e di car carrier a doppio combustibile in servizio
nel mondo ha superato quota 500, attestandosi a 503 unità.
L'associazione, che rappresenta le compagnie che operano servizi
marittimi di linea, ha evidenziato che si tratta di un traguardo che
riflette un'accelerazione imponente degli investimenti da parte
degli armatori, arrivati a superare complessivamente i 200 miliardi
di dollari tra navi già consegnate e ordini in portafoglio.
In particolare, i dati aggiornati a settembre 2026 fotografano
un settore in profonda evoluzione. Le navi dual-fuel operative sono
503, con un balzo del +41% rispetto alle 358 unità censite
nello stesso periodo dell'anno precedente. Inoltre, vi sono ben 849
navi dual-fuel attualmente in ordine, portando il totale complessivo
della flotta in acqua e in costruzione a 1.352 unità. Queste
navi sono progettate per essere alimentate sia dai tradizionali
combustibili marini sia da propellenti alternativi a basse o zero
emissioni come il metanolo verde o il GNL/biometano.
La preferenza del mercato per la tecnologia dual-fuel appare
netta, in particolare nei segmenti di riferimento dello shipping di
linea. Il rapporto segnala che nel settore delle portacontainer le
unità capaci di sfruttare combustibili alternativi
rappresentano il 65% degli ordini totali in base alla portata lorda.
Il distacco è ancora più marcato tra le navi
porta-auto, dove ben il 97% dei nuovi ordinativi riguarda navi a
doppio combustibile. A titolo di confronto, nel resto della flotta
mercantile globale la percentuale si ferma al 23%.
WSC ha sottolineato che, nonostante gli impegni finanziari
record profusi dall'industria per la decarbonizzazione del trasporto
marittimo, tuttavia persistono forti elementi di incertezza.
L'indecisione globale sulle normative in materia di gas serra (GHG)
discusse presso l'International Maritime Organization (IMO) ha
stimolato, parallelamente alla crescita verde, anche un incremento
degli ordini di navi con motorizzazione tradizionale rispetto ad un
anno fa. A tal proposito, evidenziando che «le navi ordinate
oggi resteranno operative per decenni», il presidente e CEO
del World Shipping Council, Joe Kramek, ha sottolineato che «le
compagnie di navigazione e i produttori di carburante hanno bisogno
di certezza per compiere gli investimenti in grado di plasmare la
flotta del futuro e la relativa catena di approvvigionamento».
Il World Shipping Council ha quindi ribadito la necessità
di adottare una misura globale sui gas serra in linea con la
strategia IMO 2023, essendo un quadro normativo internazionale
uniforme considerato indispensabile non solo per colmare il divario
di costo tra i carburanti fossili e quelli rinnovabili, ma anche per
evitare il rischio di una frammentazione normativa regionale che
finirebbe per appesantire i costi e la complessità del
commercio globale.«Ogni ritardo - ha osservato Kramek -
aumenta l'incertezza, rendendo la transizione più difficile e
costosa per l'economia globale».