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CANTIERI NAVALI
Lievitano in modo esponenziale costi e tempi per la ricostruzione dei quattro cantieri navali della US Navy
Se nel 2018 erano previsti 21 miliardi di dollari e 20 anni di lavori, oggi la stima è di 200 miliardi e almeno 50 anni
Washington
25 settembre 2026
Occorrerà una cifra dieci volte superiore e due volte e
mezzo circa il tempo stimati nel 2018 per la ricostruzione dei
quattro cantieri navali pubblici della US Navy. È la
conclusione del nuovo rapporto del Government Accountability Office
(GAO), l'organismo di controllo del Congresso statunitense, che
stima per lo Shipyard Infrastructure Optimization Program (SIOP) un
costo complessivo superiore a 200 miliardi di dollari e un orizzonte
temporale di oltre 50 anni. Il programma era stato avviato dalla
Marina nel 2018 per affrontare le condizioni deteriorate dei quattro
cantieri navali pubblici di Norfolk, Portsmouth, Puget Sound e Pearl
Harbor, infrastrutture essenziali per la manutenzione e
l'ammodernamento delle unità nucleari della US Navy, in
particolare portaerei e sottomarini. Il progetto comprende la
costruzione e l'ammodernamento di bacini di carenaggio e banchine,
la riqualificazione degli edifici e degli impianti, l'ottimizzazione
dei flussi produttivi e la modernizzazione delle attrezzature e
delle tecnologie.
Nel 2018 la Marina statunitense stimava che il SIOP sarebbe
costato almeno 21 miliardi di dollari e avrebbe richiesto almeno 20
anni, ma già nel 2023 il GAO aveva evidenziato che la prima
stima non comprendeva una serie di costi rilevanti e che il piano
relativo al cantiere di Pearl Harbor era arrivato a circa 16
miliardi di dollari, il 162% in più rispetto alla stima
iniziale allora disponibile.
La ricostruzione dei quattro cantieri navali, pertanto, potrebbe
trasformarsi in uno dei più lunghi e costosi programmi
infrastrutturali mai affrontati dalla US Navy. L'aumento dei costi
non dipende da un'unica causa. Il GAO individua una combinazione di
fattori che hanno progressivamente modificato dimensione, costo e
calendario del programma, che secondo l'ultima previsione potrebbe
concludersi dopo il 2080. Uno dei principali riguarda la scoperta di
condizioni infrastrutturali peggiori di quelle inizialmente
previste. I quattro cantieri sono infatti caratterizzati da
strutture molto vecchie: alcune risalgono a oltre 80 o addirittura
120 anni fa. Le attività di progettazione e costruzione hanno
fatto emergere ulteriori esigenze di intervento, comprese opere di
sicurezza, riparazioni non programmate, adeguamenti degli impianti e
lavori sulle reti di servizi.
Anche l'incremento dei prezzi delle materie prime ha avuto un
peso. Il GAO ricorda che, tra gennaio 2018 e luglio 2022, i prezzi
di alcuni materiali e prodotti utilizzati in misura significativa
nei progetti SIOP erano aumentati sensibilmente: +29% per il
calcestruzzo, +116% per l'acciaio e +148% per il diesel. A questi
fattori si aggiunge la complessità intrinseca del programma.
Non si tratta semplicemente di costruire nuove infrastrutture su
aree libere, ma di trasformare contemporaneamente quattro cantieri
che devono continuare a svolgere la loro funzione industriale. Un
cambiamento nella progettazione o nella tempistica di un'opera può
quindi avere conseguenze sugli altri interventi e sulla stessa
operatività del cantiere.
La dimensione del programma è tale che l'US Navy ha
deciso di suddividerne l'attuazione in tre grandi blocchi temporali.
Il primo, indicativamente previsto tra il 2026 e il 2042, comprende
gli interventi con maggiore maturità progettuale, tra cui
nuovi bacini di carenaggio, banchine e alcune strutture produttive.
Il secondo dovrebbe svilupparsi approssimativamente tra il 2038 e il
2079 e comprendere le restanti strutture produttive e i relativi
interventi abilitanti. Il terzo, a partire indicativamente dal 2074,
riguarda infrastrutture logistiche, officine specializzate,
strutture amministrative e altre capacità ancora da
sviluppare.
Il quadro, inoltre, potrebbe non essere completo, essendo
parziale la trasparenza delle informazioni fornite al Congresso.
L'US Navy, infatti, trasmette già rapporti, comunicazioni e
briefing su diversi aspetti del SIOP, ma non esiste un obbligo di
produrre un quadro unico e standardizzato che consenta di seguire
nel tempo costi complessivi, spese già sostenute, tempi,
stato di avanzamento e rischi dell'intero programma. Per il GAO,
questo costituisce una lacuna rilevante. Senza una visione
consolidata del programma, il Congresso potrebbe assumere decisioni
su finanziamenti e priorità disponendo di informazioni
incomplete, con un'esposizione potenziale di miliardi di dollari di
risorse pubbliche.
Il World Shipping Council (WSC), l'associazione internazionale
che rappresenta i principali armatori mondiali del settore dei
container, ha sollecitato gli Stati membri ...
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