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TRASPORTO MARITTIMO
Meno container, più incassi: la divisione marittima della Maersk cresce con i noli
Nel terzo trimestre i volumi sono calati del -0,8%, ma tariffe e congestione hanno elevato l'EBIT di Ocean a 2,6 miliardi
Copenaghen
5 novembre 2026
Nel terzo trimestre di quest'anno i ricavi del gruppo danese
A.P. Møller-Mærsk, sospinti dal rialzo del valore dei
noli marittimi, hanno registrato un aumento del +27,4% sullo stesso
periodo del 2025 salendo a 18,1 miliardi di dollari. Le sole
attività di trasporto marittimo containerizzato hanno
totalizzato ricavi pari a 12,6 miliardi (+37,0%), di cui 10,7
miliardi generati dalle spedizioni marittime (+37,4%) e quasi 1,9
miliardi dai servizi correlati (+34,9%). Tra le altre principali
attività del gruppo, i ricavi generati dai servizi logistici
sono ammontati a 4,5 miliardi di dollari (+12,7%) e quelli delle
attività terminalistiche al valore record di 1,5 miliardi
(+4,9%).
Nel core business del trasporto marittimo containerizzato i
costi operativi trimestrali sono aumentati del +18,0% a 8,7
miliardi, principalmente a causa del rincaro del carburante: il
prezzo medio del bunker è salito del +48,6% a 798 dollari per
tonnellata e la spesa è cresciuta del 36,6% ad oltre 2,1
miliardi, nonostante consumi (2,5 milioni di tonnellate) inferiori
del -6,3% aiutati dal parziale ritorno alla rotta che attraversa il
canale Suez. I costi connessi al network marittimo, bunker escluso,
sono aumentati del +12,4% e quelli di movimentazione dei container
del +9,3% per effetto della chiusura dello Stretto di Hormuz e della
congestione nei terminal.
Nel terzo trimestre del 2026 il valore del margine operativo
lordo trimestrale di gruppo è stato di 4,7 miliardi (+75,4%)
e quello dell'utile operativo di 3,3 miliardi (+154,6%), con un
apporto di 2,6 miliardi dallo shipping containerizzato (+357,0%), di
256 milioni dalla logistica (+18,8%) e di 493 milioni di dollari dai
terminal portuali (-13,7%). Maersk ha concluso il terzo trimestre
del 2026 con un utile netto in crescita del +178,0% a 3,0 miliardi
di dollari.
Maersk ha specificato che l'EBIT della divisione Ocean è
stato sostenuto anche da ammortamenti più bassi, dovuti alla
revisione della vita utile delle navi. A fine trimestre Maersk
operava 754 navi per una capacità totale pari a 4,7 milioni
di teu +2,2%), di cui 338 di proprietà e 416 a noleggio. Solo
l'1,2% della flotta era inattivo. A settembre il gruppo ha ordinato
26 portacontainer dual-fuel da 18.600 teu, capaci di funzionare a
gas naturale liquefatto, in consegna tra il 2029 e il 2030. Il
portafoglio ordini di navi dual-fuel è salito così a
56 unità.
Nel terzo trimestre la flotta di portacontainer del gruppo
danese ha trasportato container per un totale pari a 3,37 milioni di
contenitori da 40' (-0,8%), con una crescita del +6,7% del traffico
intra-regionale attestatosi a 764mila feu, mentre quello nord-sud è
rimasto stabile a 1,09 milioni di feu (-0,5%) e il traffico
est-ovest ha accusato un calo del -4,3% scendendo a 1,52 milioni di
feu. Nel periodo il valore medio dei noli è stato di 3.287
dollari/feu (+46,5%), con nolo medi pari a 3.631 dollari/feu per i
servizi est-ovest (+36,5%), a 4.104 dollari/feu per i servizi
nord-sud (+26,4%) e a 1.703 dollari/feu per quelli intra-regionali
(+3,3%).
Maersk ha evidenziato che nel terzo trimestre di quest'anno la
domanda mondiale di spedizioni containerizzate è cresciuta
tra il +2% e il +4%, mentre l'offerta è stata assorbita da
congestioni diffuse: il tempo medio di attesa delle navi nei porti
ha toccato il picco di 16,6 ore il 25 agosto, il livello più
alto da gennaio 2023, anche a causa dei tifoni nell'Asia orientale.
La capacità della flotta mondiale era del 5,1% maggiore
rispetto ad un anno prima, ma una parte consistente è quindi
rimasta di fatto bloccata.
Nel trimestre i terminal portuali della filiale terminalista APM
Terminals hanno movimentato 3,80 milioni di container (+2,6%), di cui
1,41 milioni a servizio delle navi del gruppo (+0,4%) e 2,39 milioni
a servizio di terzi (+4,0%). I soli terminal in Nord America hanno
movimentato 1,09 milioni di contenitori (-0,4%), quelli nell'America
Latina 692mila (0%), i terminal in Europa 839mila (+6,7%), quelli in
Africa 218mila (+14,1%) e i terminal in Asia e Medio Oriente 966mila
(+2,1%). Nel periodo il ricavo per movimentazione di container è
cresciuto del +6,4% a 393 dollari, grazie a tariffe più alte,
maggiori ricavi da stoccaggio e ad un mix favorevole, mentre il
costo per movimentazione è salito del +5,7% a 293 dollari.
Nel periodo luglio-settembre la divisione logistica ha
movimentato spedizioni pari a 31,5 milioni di metri cubi (+5,6%), a
cui si aggiungono 100mila tonnellate di spedizioni aeree (+22,0%).
Il gruppo danese ha rivisto di nuovo al rialzo le stime per
l'intero esercizio 2026: l'EBIT sottostante è atteso tra 8,0
e 8,5 miliardi di dollari, rispetto ai 4,5-6,5 miliardi indicati lo
scorso 13 agosto.
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