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PORTI
Porto di Taranto, accordo per partecipare allo sviluppo dell'Interporto Valbasento di Ferrandina
Entro 180 giorni l'elaborazione di un masterplan logistico-funzionale
Matera/Taranto
5 ottobre 2026
Per il suo sviluppo il porto di Taranto punta
sull'intermodalità, e in questo quadro sabato l'Autorità
di Sistema Portuale del Mare Ionio ha siglato un protocollo d'intesa
con Regione Basilicata, Confindustria Basilicata, Comune di
Ferradina e Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di
Matera per la valorizzazione dell'Interporto Valbasento di
Ferrandina (Matera) quale centro strategico nella rete logistica
regionale e nei collegamenti al servizio del sistema produttivo
lucano. La firma è stata apposta a Matera in occasione
dell'evento Sulle rotte dello sviluppo. Infrastrutture, Trasporti e
Logistica per una Basilicata più competitiva” promosso
da Confindustria Basilicata.
L'accordo punta a costruire un sistema logistico integrato porto
di Taranto-Ferrandina, nel quale Taranto rappresenti il gateway
marittimo e Ferrandina la piattaforma inland per il consolidamento,
la lavorazione e la distribuzione delle merci. Tra le priorità
indicate, il completamento del collegamento ferroviario dell'area
industriale di Ferrandina alla rete RFI. Si tratta di un intervento
considerato abilitante per l'intero progetto e oggetto di una
programmazione finanziaria FSC che punta a raggiungere i 19 milioni
di euro, attraverso il perfezionamento della riprogrammazione
dell'Accordo per la Coesione.
Il protocollo prevede inoltre, entro 180 giorni, l'elaborazione
di un masterplan logistico-funzionale Ferrandina-Taranto,
accompagnato da un Investment Dossier e da un'indagine sulla domanda
logistica delle imprese. In questo percorso Confindustria Basilicata
avrà un ruolo diretto nel raccordo con il sistema produttivo,
contribuendo a individuare i fabbisogni logistici delle imprese,
definire i servizi dell'Interporto e promuovere il progetto presso
operatori e investitori. Tra gli obiettivi dell'intesa figurano
anche l'inserimento dell'Interporto nella programmazione della ZES
Unica, la prospettiva della Zona Franca Doganale, il percorso di
riconoscimento dell'infrastruttura da parte del Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti e la costruzione di una strategia
comune per intercettare risorse nazionali ed europee.
In occasione della firma, il presidente di Confindustria
Basilicata, Francesco D'Alema, ha spiegato che l'obiettivo è
trasformare Ferrandina in un vero nodo logistico al servizio delle
filiere produttive lucane e del Mezzogiorno, integrato con il porto
di Taranto. Ora - ha specificato - è necessario procedere
rapidamente, a partire dal completamento del collegamento
ferroviario, dalla definizione del masterplan e dal bando pet».
«La Basilicata - ha aggiunto il vicepresidente di
Confindustria Basilicata, Leopoldo Destro - ha una posizione
strategica tra Tirreno, Ionio e Adriatico. Ma occorre renderla
sempre più accessibile, una vera cerniera del Sud: rafforzare
i collegamenti di Melfi, Potenza, Matera e Metapontino con le grandi
direttrici nazionali ed europee, potenziare l'asse Salerno Potenza
Bari, sviluppare l'intermodalità e l'integrazione tra
infrastrutture e ZES Unica, puntare sull'interporto di Ferrandina.
La Basilicata ha capacità produttive importanti. Dobbiamo
trasformarle in competitività stabile».
«La firma del protocollo - ha dichiarato l'amministratore
unico del Consorzio per lo Sviluppo Industriale della Provincia di
Matera, Antonio Di Sanza - conferma le volontà dei soggetti
pubblici coinvolti di dare sostanza al progetto, rafforzando la
capacità attrattiva che deve avere per richiamare gli
interessi degli investitori privati. La cabina di regia e del tavolo
tecnico permanente consentirà un monitoraggio costante
sull'iniziativa, garantendo tempi certi e il coordinamento di ogni
azione funzionale all'avvio vero e proprio di questa importante
opera strategica».
Da parte sua l' Autorità di Sistema Portuale del Mare
Ionio ritiene che, nel quadro della diversificazione dei traffici
che rappresenta una direttrice strategica del Piano Operativo
Triennale 2026-2028 del porto di Taranto, l'interporto e il raccordo
con il sistema portuale tarantino possano costruire una vera
piattaforma logistico-produttiva, mettendo in connessione le aree
industriali lucane con il porto e con le principali direttrici del
Mediterraneo, con la ferrovia chiamata a diventare un fattore di
competitività del porto grazie ad una funzione di cerniera
tra il sistema produttivo del Mezzogiorno e il Mediterraneo.
L'ente portuale inserisce l'interporto lucano nella sua
strategia di rilancio dell'attività del porto di Taranto che
negli ultimi decenni è stato colpito dalla crisi dello
stabilimento siderurgico dell'Ilva e dal crollo del traffico dei
container con l'abbandono dello scalo da parte del gruppo taiwanese
Evergreen. «Oggi per Taranto - ha affermato il presidente
dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, Giovanni
Gugliotti - parlare di merci e traffici sembra quasi azzardato. Ma
noi dobbiamo investire sul futuro partendo da una posizione
strategica eccezionale e cogliendo opportunità che non
possono essere perse». Gugliotti ha sottolineato che, in
questa ottica, l'accordo per l'interporto «si colora di un
significato particolare: investire oggi sull'efficienza per
ricostruire un domani portuale, industriale, commerciale
strategico». «L'AdSP - ha spiegato Gugliotti - deve
essere soggetto attivo nella costruzione delle connessioni,
lavorando insieme a Regioni, enti locali, RFI, operatori logistici e
sistema produttivo per creare condizioni concrete di trasferimento
delle merci dalla strada alla ferrovia e di integrazione con il
porto. Ciò per passare dalla logica del “porto che
riceve traffici” a quella del “porto che costruisce
traffici”. Questo significa lavorare sull'hinterland,
intercettare nuovi bacini produttivi, accompagnare le imprese nella
scelta delle modalità logistiche e costruire servizi
ferroviari competitivi. Per noi l'intermodalità - ha concluso
- non è semplicemente una questione di trasporto: è
una politica industriale. Se vogliamo diversificare i traffici del
porto di Taranto, dobbiamo contemporaneamente ampliare il suo
hinterland, rafforzare i collegamenti ferroviari e costruire
connessioni stabili con le aree produttive dell'entroterra.
Ferrandina può rappresentare, in questo senso, un tassello
importante di una rete nella quale porto, ferrovia, logistica e
industria smettono di essere infrastrutture separate e diventano un
unico sistema di sviluppo».
Il World Shipping Council (WSC), l'associazione internazionale
che rappresenta i principali armatori mondiali del settore dei
container, ha sollecitato gli Stati membri ...
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