
Martedì la sesta sezione della Corte di Cassazione ha
annullato la sentenza della Corte d'Appello di Firenze che aveva
riformato la pronuncia di assoluzione emessa dal Tribunale di
Livorno nei confronti dei vertici dell'Autorità di Sistema
Portuale di Livorno e di alcuni imprenditori nell'ambito del
procedimento relativo all'ipotesi di falso ideologico connessa al
rilascio di autorizzazioni temporanee all'interno del porto. La
vicenda giudiziaria riguarda la gestione di alcune banchine della
Darsena Toscana di Livorno, e in particolare le modalità con
cui l'Autorità Portuale aveva consentito ad alcune imprese di
utilizzare le banchine, con il reiterato ricorso ad autorizzazioni
di occupazione temporanea, rinnovate più volte, invece del
ricorso ad una vera e propria concessione demaniale. La vicenda
giudiziaria aveva avuto origine nel 2018 anche con l'applicazione di
misure interdittive nei confronti dei vertici dell'ente portuali e
di alcuni imprenditori, successivamente annullate
(
del
27
febbraio e
27
agosto 2019).
Il procedimento aveva visto nel 2022 il Tribunale di Livorno
assolvere tutti gli imputati, ritenendo insussistente il fatto
contestato. Nel 2025 la Corte d'Appello di Firenze aveva riformato
la decisione di primo grado, condannando il presidente dell'Autorità
di Sistema Portuale Stefano Corsini, il segretario generale Massimo
Provinciali e l'imprenditore Corrado Neri. Per gli altri imputati -
Matteo Paroli, Costantino Baldissara, Luca Becce, Massimiliano
Ercoli e Corrado Neri - era stata dichiarata la prescrizione. La
medesima sentenza aveva inoltre disposto la condanna degli imputati
al risarcimento dei danni in favore delle parti civili. Con la
sentenza pronunciata martedì - hanno reso noto i difensori
degli imputati - la Corte di Cassazione ha annullato tutte le
condanne, escludendo altresì il diritto delle parti civili al
risarcimento del danno.
L'avvocato Fabio Viglione, difensore di Stefano Corsini, già
presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno
Settentrionale/Livorno, ha evidenziato che «l'esito del
giudizio è pienamente coerente con quanto emerso nel processo
e con quanto già accertato dal Tribunale di Livorno, che, al
termine di un articolato dibattimento, aveva escluso la sussistenza
del fatto contestato, riconoscendo la correttezza delle condotte del
presidente Corsini, sempre orientate alla tutela dell'interesse
pubblico. La Cassazione, accogliendo i nostri motivi di ricorso, ha
annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva riformato
quella assolutoria di primo grado. Stefano Corsini, dopo tanta
sofferenza, può andare a testa alta perché questa
pronuncia riconosce incontrovertibilmente la piena correttezza del
suo operato».
L'avvocato Sabrina Franzone, difensore dell'ex segretario
generale dell'Autorità Portuale di Livorno, Massimo
Provinciali, ha espresso «viva soddisfazione per la pronuncia
della Corte di Cassazione che, accogliendo i motivi di ricorso, ha
escluso la fondatezza delle contestazioni poste alla base della
condanna pronunciata in appello, restituendo pieno riconoscimento
alla correttezza dell'azione dell'ente. La decisione assume
particolare rilievo anche per la posizione del dott. Massimo
Provinciali, poiché riconosce come egli abbia sempre
esercitato le proprie funzioni perseguendo esclusivamente gli
interessi dell'ente e della comunità portuale. Si tratta di
una pronuncia che pone finalmente un punto fermo su una vicenda
giudiziaria lunga e complessa e che conferma la coerenza delle
scelte adottate con le finalità istituzionali dell'Autorità».