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24 de octubre de 2021 El diario on-line para los operadores y los usuarios del transporte 01:10 GMT+2

CONFITARMA Analisi comparata sulla competitività delle flotte europee


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L'aggiornamento dello studio "Analisi comparata sulla competitività delle flotte europee" del gennaio 1996 si è reso necessario per mettere in evidenza le recenti innovazioni normative introdotte da alcuni Stati europei.

Si registra la generale tendenza da parte degli Stati europei, una volta introdotte misure volte a ridurre i costi di gestione delle loro rispettive flotte, a ridurre altresì la pressione fiscale delle società di navigazione le cui navi operano prevalentemente nei traffici internazionali.

In aggiunta alla Grecia, altri Paesi europei hanno deciso di allineare la loro normativa fiscale a quella della migliore concorrenza in ambito internazionale. Nel corso del 1997 i Paesi Bassi hanno varato una normativa che, a livello opzionale, consente la determinazione del reddito per via forfettaria sulla base del tonnellaggio netto della nave. La Norvegia ha recepito invece un sistema di tassazione simile a quello greco. La Germania ha in avanzata fase di studio un progetto di tassazione del tipo greco-norvegese. Altri paesi (Portogallo e Spagna) consentono forti abbattimenti del carico fiscale alle navi iscritte nei loro secondi registri (per Madeira l'esenzione è totale). Da ciò ne consegue un ulteriore incremento della differenza dei costi dell'armamento italiano rispetto ai concorrenti armamenti europei su valori non sostenibili.

Nel corso del 1997 le aspettative create dall'accordo fra le parti sociali del 5 novembre 1996 hanno arrestato il fenomeno del depauperamento della flotta italiana.

Il progetto di legge italiano sul Registro internazionale, approvato dal Consiglio dei Ministri il 21 marzo 1997, è rimasto fermo per lungo tempo in prima lettura alla Camera dei Deputati per motivi che non avevano attinenza con la proposta di istituzione del Registro internazionale; a fine dicembre è stato emanato il Decreto-legge n. 457 sullo stesso tema.

La conversione del Decreto-legge n. 457 sul Registro internazionale italiano costituisce l'unica possibilità per convincere gli armatori italiani dell'esistenza di un'alternativa alla delocalizzazione delle navi e delle aziende con effetti negativi sull'occupazione; per rafforzare tale convincimento sarebbe opportuno fossero recepite in sede di conversione in legge del detto Decreto-legge n. 457 le esperienze già maturate dai nostri partner europei che nel frattempo hanno già proceduto a modificare la loro specifica normativa nazionale rendendola più rispondente e funzionale agli obiettivi da raggiungere.

Come già anticipato nell'edizione 1996 si riconferma che, in assenza del varo di specifiche misure per il nostro armamento, la flotta italiana adibita ai traffici internazionali è destinata a scomparire irrimediabilmente nel giro di pochissimi anni.

Di ciò le istituzioni nazionali e le parti politiche e sociali sono state ripetutamente edotte anche attraverso la presente documentazione.


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