 Negli ultimi mesi l'evoluzione dello scenario geopolitico ed
economico mondiale, combinata con le disfunzioni del sistema
marittimo-portuale globale, ha determinato un incremento della
domanda di trasporto marittimo containerizzato di cui hanno
beneficiato le principali compagnie di navigazione del mercato, tra
cui la danese Maersk e la tedesca Hapag-Lloyd che da febbraio 2025
collaborano nell'ambito del loro vessel sharing agreement denominato
Gemini Cooperation
(
del 17
gennaio 2024). Annunciando oggi i risultati conseguiti nel
trimestre aprile-giugno, l'amministratore delegato della A.P.
Møller-Mærsk, Vincent Clerc, ha rilevato che «il
secondo trimestre ha confermato ancora una volta la nuova era di
elevata volatilità in cui siamo entrati. La notevole e
diffusa domanda proveniente dall'Estremo Oriente dal 2024 - ha
spiegato - ha generato flussi commerciali assai più
squilibrati, con volumi che mettono a dura prova la capacità
delle infrastrutture terrestri. Dai porti ai trasporti interni,
stiamo assistendo ad un aumento della congestione e ad interruzioni
in diverse aree geografiche. La capacità del nostro team
globale di cogliere le opportunità in questi difficili
mercati ci ha permesso di registrare una crescita significativa dei
volumi e degli utili in tutte le nostre divisioni, portando ad un
sostanziale rialzo delle nostre previsioni per l'intero anno».
Nel secondo trimestre del 2026 i ricavi del gruppo danese,
risultati pari a 15,76 miliardi di dollari, hanno registrato un
deciso rialzo del +20,0% sullo stesso periodo dello scorso anno.
All'aumento del giro d'affari hanno contribuito i principali
segmenti d'attività: nel settore del trasporto marittimo
containerizzato i ricavi sono ammontati a 10,53 miliardi (+22,8%),
di cui 8,58 miliardi generati dalle operazioni di shipping
containerizzato (+17,8%) e 1,94 miliardi dalle attività
correlate (+51,2%); nel comparto della logistica i ricavi sono stati
pari a 4,22 miliardi (+15,1%) e in quello dei terminal portuali a
1,45 miliardi di dollari (+10,8%).
Il gruppo danese ha registrato un margine operativo lordo
trimestrale pari a 2,99 miliardi (+30,2%), con un apporto di 2,04
miliardi dal trasporto marittimo containerizzato (+41,4%), di 468
milioni dalla logistica (+11,7%) e di 517 milioni dai terminal
portuali (+12,9%). L'utile operativo di gruppo è stato di
1,57 miliardi di dollari (+85,9%), con contribuiti dalle tre
divisioni d'attività pari rispettivamente a 935 milioni
(+308,3%), 217 milioni (+24,0%) e 458 milioni (-0,7%). L'azienda
danese ha chiuso il secondo trimestre del 2026 con un utile netto di
1,31 miliardi di dollari (+105,3%).
Nel periodo le portacontainer della Maersk hanno trasportato
merci per un volume pari complessivamente a 3,36 milioni di
contenitori da 40' (feu) (+4,1%) e il valore medio dei noli nel
trimestre è risultato pari a 2.746 dollari/feu (+21,6%). Nel
periodo, inoltre, i volumi movimentati dalla divisione logistica
sono stati pari a 27,32 milioni di metri cubi (+4,8%) e i terminal
portuali del gruppo hanno movimentato 3,66 milioni di container
(+2,2%), di cui 1,41 milioni servendo le navi del gruppo (+4,4%) e
2,26 milioni servendo navi di terzi (+0,9%), inclusi un totale di
1,08 milioni di container movimentati nel Nord America (+6,5%),
696mila container in America Latina (-0,1%), 811mila in Europa
(+8,0%), 192mila in Africa (+1,6%) e 880mila in Asia e Medio Oriente
(-5,3%).
Nel secondo trimestre del 2026 anche i ricavi della Hapag-Lloyd
hanno segnato un aumento, anche se più contenuto, essendosi
attestati a 5,02 miliardi di euro (+8,4%), di cui 4,88 miliardi
generati dai servizi marittimi di linea (+7,6%) e 165 milioni dal
settore dei terminal portuali e delle infrastrutture (+38,7%). «Il
secondo trimestre - ha commentato l'amministratore delegato della
Hapag-Lloyd, Rolf Habben Jansen - è stato migliore del primo
grazie a noli spot notevolmente più elevati e ad una notevole
domanda. Il nostro network Gemini si è dimostrato resiliente
e ha continuato a superare le performance del mercato, ponendosi
quale punto di riferimento del settore in termini di affidabilità
delle schedule. Inoltre - ha aggiunto - il business dei terminal
continua a crescere e sta acquisendo sempre maggiore rilevanza
strategica supportato da un elevato volume di traffico e da
investimenti in nuove infrastrutture».
A differenza della Maersk, la compagnia tedesca ha accusato un
aumento dei costi operativi che è risultato analogo alla
crescita dei ricavi e ciò ha condotto ad un valore del
margine operativo lordo trimestrale pari a 711,9 milioni di euro,
cifra analoga a quella del secondo trimestre del 2025 e generata da
un apporto di 664 milioni dal trasporto marittimo containerizzato
(-1,3%) e di 47 milioni dai terminal e dalle infrastrutture
(+20,5%), e ad un valore dell'EBIT pari a 150,1 milioni di euro, in
calo del -3,8% e contributi dai due settori d'attività pari
rispettivamente a 131 milioni (-3,7%) e 18 milioni (-10,0%). L'utile
netto è stato di 70,5 milioni di euro (-73,2%).
Nel secondo trimestre di quest'anno le portacontenitori della
Hapag-Lloyd hanno trasportato carichi per un totale pari a 3,48
milioni di contenitori da 20' (teu) (+3,5%), di cui 948mila sulla
rotta Asia-Europa (+2,0%), 1,28 milioni su quella Asia-America
(+0,7%), 728mila sulla rotta Europa-America (+1,7%) e 522mila teu
sulle rotte con l'Africa e su quelle intra-regionali (+17,8%). Il
valore medio dei noli è risultato pari a 1.475 dollari/teu
(+8,9%). Il nolo medio dei soli servizi Asia-Europa è
risultato pari a 1.448 dollari/teu (+16,3%), quello dei servizi
Asia-America a 1.469 dollari/teu (+5,1%), il nolo medio dei servizi
Europa-America a 1.506 dollari/teu (+0,1%) e quello dei servizi con
l'Africa e di quelle intra-regionali a 1.494 dollari/teu (+23,1%)
Ricordiamo che Hapag-Lloyd ha in corso la procedura per
l'acquisizione di ZIM Integrated Shipping Services
(
del 16
e 16
febbraio 2026), che lo scorso 30 aprile è stata approvata
dagli azionisti della compagnia israeliana.
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