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TRASPORTO MARITTIMO
ETS marittimo, Bruxelles apre ai traghetti ibridi ed elettrici, ma Interferry chiede di più
La proposta di revisione rafforza il meccanismo SMAP ma lascia a AFIR e FuelEU Maritime la partita di reti e infrastrutture portuali
Bruxelles
24 settembre 2026
Interferry, l'associazione internazionale che rappresenta le
compagnie di traghetti, si è presa del tempo, forse anche
troppo visto l'impatto che la proposta normativa può avere
sull'attività degli associati europei, per commentare la
proposta di revisione del sistema di scambio di quote di emissione
dell'UE (EU ETS) presentata dalla Commissione Europea lo scorso luglio
(
del 17
luglio 2026).
Oggi Interverry ha espresso il proprio favore alla proposta
ritenendo che «abbia un notevole potenziale per accelerare la
decarbonizzazione marittima, a condizione che il testo finale
garantisca infrastrutture di alimentazione da terra accessibili e
connessioni alla rete affidabili, attraverso obblighi per gli Stati
membri e meccanismi di finanziamento più solidi». Il
riferimento è alla disponibilità nei porti di impianti
di onshore power supply (cold ironing) che consentano alle navi di
collegarsi alla rete elettrica di terra spegnendo i motori ausiliari
di bordo.
L'associazione, infatti, ha evidenziato che «l'espansione
delle operazioni con traghetti ibridi ed elettrici a batteria
dipende dal rispetto, da parte dei porti passeggeri dell'UE, degli
obblighi di legge relativi alla fornitura di energia da terra. Gli
Stati membri devono inoltre garantire che le reti locali siano in
grado di fornire elettricità sufficiente affinché i
porti possano ricaricare le navi ibride ed elettriche senza
compromettere le forniture energetiche regionali».
Inoltre, Interferry ha chiesto che per sostenere la transizione
energetica del settore marittimo i legislatori stabiliscano di
destinare il 100% dei proventi prodotti dall'ETS applicato al
settore marittimo alla decarbonizzazione del comparto, incentivando
la produzione nell'UE di combustibili marini sostenibili, lo
sviluppo di tecnologie pulite e la realizzazione di infrastrutture
di ricarica a terra. Questa richiesta non è soddisfatta da
quanto attualmente previsto dalla proposta di revisione della
Commissione che introduce un vincolo generale del 50% minimo dei
proventi ETS complessivi (non specificamente marittimi) verso una
lista ampia di settori prioritari - energie pulite,
decarbonizzazione industriale, trasporto marittimo e aereo, gestione
rifiuti, ecc. - lasciando agli Stati membri la scelta su come
ripartire tale 50% tra le diverse priorità.
Infine l'associazione delle compagnie di traghetti, precisando
il proprio favore per il meccanismo proposto dalla Commissione per
la propulsione marittima alternativa sostenibile (SMAP), ha
evidenziato la sussistenza del rischio concreto che la domanda
superi i fondi disponibili. Interferry ha specificato che la cifra
stimata di un miliardo di euro all'anno deve infatti coprire
l'intero settore marittimo, compreso il trasporto via traghetto, e
ha rilevato che gli Stati membri dovrebbero quindi integrare i
finanziamenti SMAP con misure di sostegno nazionali mirate. Il
timore espresso da Interferry è confermato dal testo di
revisione proposto, che recita che “se per un dato anno la
domanda è superiore alla disponibilità, il
quantitativo di quote è ridotto in modo uniforme per tutte le
società di navigazione interessate dall'assegnazione per
l'anno in questione”, confermando quindi che non c'è
garanzia di copertura piena della domanda. La proposta consente sì
che l'assegnazione SMAP possa “tenere conto dell'eventuale
sostegno nell'ambito di altri regimi a livello nazionale, unionale o
internazionale”, il che apre la porta a schemi di supporto
nazionale complementare, ma non impone né incentiva
esplicitamente gli Stati membri a istituire un supporto nazionale
mirato, come richiesto da Interferry.
Per l'associazione, la revisione deve anche definire un percorso
chiaro e prevedibile affinché gli operatori a zero emissioni
possano accedere anticipatamente ai fondi SMAP dato che, sebbene gli
operatori di traghetti completamente elettrici non siano tenuti a
restituire quote di emissione, devono comunque sostenere ingenti
costi di investimento iniziali.
Alla luce delle osservazioni formulate da Interferry, sembra
difficile capire quali aspetti della proposta di revisione della
Commissione Europea incontrino il favore dell'associazione. Se la
proposta di revisione rafforza in modo sostanziale gli strumenti di
finanziamento ETS per la decarbonizzazione marittima e riconosce
esplicitamente l'elettrificazione navale come ambito ammissibile,
tuttavia sui quattro punti più specifici sollevati da
Interferry - obblighi statali su OPS/rete, ring-fencing al 100% dei
proventi marittimi, garanzia di finanziamento nazionale
complementare al SMAP, e accesso anticipato ai fondi per operatori a
zero emissioni - il testo non introduce disposizioni vincolanti,
lasciando questi aspetti a strumenti diversi (AFIR, FuelEU
Maritime), con i quali non è stabilito un esplicito
coordinamento, o alla discrezionalità degli Stati membri.
Il World Shipping Council (WSC), l'associazione internazionale
che rappresenta i principali armatori mondiali del settore dei
container, ha sollecitato gli Stati membri ...
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