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SAFETY & SECURITY
Container, uno su dieci non è a norma
Il WSC pubblica i dati 2025 sulle ispezioni: su 93.079 unità controllate in sette paesi, 9.645 presentavano carenze
Washington
14 settembre 2026
Il World Shipping Council (WSC), l'associazione internazionale
che rappresenta i principali armatori mondiali del settore dei
container, ha sollecitato gli Stati membri dell'International
Maritime Organization ad incrementare i controlli sul contenuto dei
container, in quanto il numero di quelli che presentano carenze è
decisamente troppo alto, e ad aumentare la trasparenza rispetto a
queste attività. L'esortazione giunge a seguito della
pubblicazione odierna del rapporto della WSC sulle ispezioni dei
container effettuate nel 2025 in Cile, Corea del Sud, Finlandia,
Germania, Olanda, Svezia e Stati Uniti, che evidenzia come su 93.079
container ispezionati, ben 9.645, pari al 10,36% del totale,
presentassero carenze e non erano a norma. Tra le carenze più
frequenti figuravano documentazione errata, marcatura ed
etichettatura non corrette, imballaggio inadeguato e stivaggio
insufficiente del carico, tutti fattori che - sottolinea il
documento - aumentano il rischio di danni alla merce, perdita di
container in mare e incendi a bordo delle navi.
I dati mostrano una notevole disomogeneità tra i vari
paesi, sia nel numero di ispezioni condotte sia nel tasso di non
conformità accertato. Negli USA, il paese con il maggior
numero di controlli in assoluto, sono stati ispezionati 55.857
container e riscontrate 4.706 carenze (8,43%). In Germania sono
state 23.848 le unità ispezionate e 3.560 le carenze
accertate (14,93%). Seguono la Corea con 6.817 unità
ispezionate e 375 carenze (5,50%), il Cile con 4.309 unità
ispezionate e 83 carenze (1,93%, il tasso di non conformità
meno elevato), la Svezia con 763 unità ispezionate e 341
carenze (44,69%), l'Olanda con 1.085 unità ispezionate e 543
carenze (50,05%) e la Finlandia con 400 unità ispezionate e
37 carenze (9,25%). Il rapporto specifica che il forte scarto tra
paesi come il Cile (1,93%) e l'Olanda o la Svezia (50,05% e 44,69%)
riflette probabilmente criteri di selezione dei contenitori da
ispezionare molto diversi tra loro, attuati ad esempio con ispezioni
mirate su spedizioni già segnalate come a rischio piuttosto
che controlli casuali, più che un'effettiva differenza nei
livelli di conformità del carico movimentato nei rispettivi
paesi.
Sul totale delle carenze rilevate, la voce più ricorrente
riguarda di gran lunga la marcatura e la segnaletica delle unità
di trasporto che da sola rappresenta il 46,72% dei casi, seguita
dallo stivaggio e fissaggio del carico all'interno dei container e
dei veicoli (26,57%). Completano il quadro la marcatura ed
etichettatura non corretta dei singoli colli (10,67%), la
documentazione errata o mancante (6,75%), l'imballaggio inadeguato o
danneggiato (4,19%), carenze strutturali gravi delle unità
(2,48%) e problemi di segregazione del carico, ossia il mancato
rispetto delle distanze di sicurezza tra merci incompatibili tra
loro (2,21%).
Nel rapporto, inoltre, si esprime preoccupazione per il fatto
che solo sette dei oltre 170 Stati membri dell'IMO abbiano
effettivamente trasmesso i risultati delle proprie ispezioni sui
container relative al 2025, lasciando importanti lacune nel quadro
globale della sicurezza del settore.
«Trovare carenze in più di un'unità su dieci
ispezionate - ha commentato il presidente e amministratore delegato
del World Shipping Council, Joe Kramek - è un dato
decisamente troppo alto. La corretta dichiarazione, il
confezionamento, lo stivaggio e la marcatura sono obblighi di
sicurezza essenziali. Quando questi requisiti non vengono
rispettati, si mette a rischio la vita delle persone».
Riferendosi poi all'esiguo numero di nazioni che hanno diffuso i
dati sulle ispezioni, Kramek ha rilevato che «il fatto che
solo sette Stati membri abbiano riportato i propri risultati è
preoccupante. Servono più governi che riportino le proprie
ispezioni, in modo che i rischi possano essere identificati in modo
sistematico e si possano adottare le contromisure necessarie».
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