
Mentre ieri, secondo quanto riferito dalla britannica Winward,
lo Stretto di Hormuz è stato attraversato da sole quattro
navi, pari al 3% del traffico navale nell'area precedente gli
attacchi israelo-americani contro l'Iran, e mentre il presidente
statunitense Donald Trump ha appena affermato che, «dato che
abbiamo posto lo Stretto di Hormuz sotto il controllo degli USA,
dovremmo cambiarne il nome in “Stretto di Trump”,
l'ultimo incidente nella strettoia che collega il Golfo Persico con
il Golfo di Oman ha provocato la morte di due membri dell'equipaggio
della nave colpita lunedì da tre proiettili mentre transitava
nello Stretto
(
dell'
1
settembre 2026). Ad essere attaccata è stata ancora una
volta un'unità della flotta della Bahri. La compagnia di
navigazione saudita ha reso noto nelle scorse ore che è stata
colpita la very large crude carrier
Sidr di 301mila
tonnellate di portata lorda e che l'incidente ha provocato la morte
di due marittimi di nazionalità filippina.
Il Ministero degli Affari esteri dell'Arabia Saudita ha espresso
condanna «per l'attacco sferrato dalla Repubblica Islamica
dell'Iran contro la petroliera saudita Sidr durante il
transito nello Stretto di Hormuz, che ha causato morti tra
l'equipaggio».