
Le ripercussioni negative sul trasporto marittimo della crisi
nella regione mediorientale, che si sono aggravate a seguito del
conflitto USA-Iran che ha come epicentro il controllo dello Stretto
di Hormuz, una principale arteria marittima mondiale per il transito
di prodotti energetici, potrebbero ulteriormente intensificarsi con
la conquista da parte degli yemeniti Houthi dell'isola di Perim,
situata nello Stretto di Bab el-Mandeb.
Il traffico navale attraverso Bab el-Mandeb, che collega il
Golfo di Aden e il Mar Rosso, è sotto la minaccia degli
Houthi dalla fine del 2023 quale estensione marittima della guerra
di Gaza iniziata con il sequestro della pure car and truck carrier
Galaxy Leader della giapponese NYK
(
del 20
novembre 2023). Il successivo ripetersi e intensificarsi degli
attacchi aveva indotto gran parte degli operatori marittimi ad
evitare la rotta attraverso il Mar Rosso e il canale di Suez
dirottando le loro navi sulla rotta che circumnaviga l'Africa
attorniando il Capo di Buona Speranza. Con il cessate il fuoco tra
Israele e Hamas di inizio 2025 è seguita una fase di
allentamento della tensione, con una sospensione degli attacchi alle
navi inframmezzata a marzo da una intensa campagna aerea
statunitense contro obiettivi Houthi nello Yemen e poi a maggio da
un accordo tra USA e Houthi mediato dall'Oman. Nei mesi successivi e
nel 2026 gli Houthi hanno condotto meno attacchi concentrandoli
sulle navi ritenute legate ad interessi israeliani e poi su quelle
della compagnia saudita Bahri.
L'annuncio odierno della presa della strategica isola di Perim
da parte degli Houthi, che è stata comunicata dal portavoce
della milizia Yahya Sare'e, può senz'altro essere considerato
un aggravamento della potenziale minaccia al traffico navale nello
Stretto di Bab el-Mandeb. Una peggioramento dello scenario subito
percepito dall'associazione armatoriale tedesca Verband Deutscher
Reeder (VDR), che in queste ore ha lanciato un allarme per il
crescente rischio per le navi che continuano ad attraversare lo
Stretto, evidenziando nel contempo che l'ipotesi di tornare alla
rotta attraverso il Mar Rosso, che costituisce il collegamento
marittimo più breve tra Asia ed Europa, si allontana
ulteriormente.
VDR ha avvertito che «dopo che il traffico navale
attraverso lo Stretto di Hormuz si è praticamente arrestato,
ora si profila un'ulteriore escalation anche in un altro punto di
passaggio obbligato di vitale importanza per l'Europa. Eventuali
interruzioni a Bab el-Mandeb - ha sottolineato l'associazione
tedesca - possono ritardare le spedizioni, determinare carenze di
merci e di semilavorati essenziali e far lievitare i prezzi».
VDR ha ricordato che sulla rotta che transita nel Mar Rosso e nel
canale di Suez non vengono trasportati solo petrolio e altre fonti
energetiche, ma anche prodotti elettronici, macchinari e componenti,
generi alimentari, abbigliamento, nonché medicinali e
semilavorati farmaceutici. «La sicurezza di questa rotta
marittima - ha spiegato il direttore generale della VDR, Martin
Kröger - è di fondamentale importanza per
l'approvvigionamento della Germania e dell'Europa». «La
libertà di navigazione - ha aggiunto - non è
negoziabile: chi minaccia Bab el-Mandeb attacca un'arteria vitale
del commercio mondiale».