
L'associazione dei porti europei ha promosso a pieni voti le
conclusioni sulla strategia industriale marittima dell'Unione
Europea adottate ieri dal Consiglio dell'UE e le ritiene una base
solida per ulteriori discussioni sulla strategia e sulle relative iniziative
(
dell'
8
giugno 2026). L'European Sea Ports Organisation ritiene che «le
conclusioni del Consiglio siano frutto di una profonda conoscenza
dei porti europei, delle loro esigenze e sfide, del loro ruolo
strategico per l'Europa e della diversità degli ecosistemi
portuali e dei modelli di governance». «Gli Stati membri
- ha spiegato Isabelle Ryckbost, segretario generale di ESPO -
sembrano sostenere con chiarezza la necessaria attenzione alla
competitività, sia alleviando gli oneri amministrativi sia
affrontando la disparità di condizioni con i porti limitrofi
non-UE. È giunto il momento - ha sottolineato - di
comprendere che la quota del 23% degli scali mondiali di pertinenza
dei porti europei non è né un dato da dare per
scontato né un fattore da sottovalutare. Gli scali portuali
implicano investimenti in merci, terminal e attività
commerciali e, in definitiva, crescita e resilienza per l'Europa».
ESPO ha evidenziato che nelle proprie conclusioni il Consiglio
sottolinea giustamente l'importanza di un'attuazione proporzionata
ed efficiente e di evitare oneri amministrativi e finanziari non
necessari, in linea con i principi di una migliore regolamentazione,
e invita la Commissione e gli Stati membri ad individuare e ad
attuare misure di semplificazione». Inoltre, ESPO ha accolto
con favore il sostegno del Consiglio all'adeguamento della portata
regolamento generale di esenzione per categoria, dei limiti e delle
percentuali di intensità degli aiuti ai porti oggetto di
esenzione al fine di riflettere meglio i costi effettivi degli
investimenti adeguati all'inflazione, nonché il
riconoscimento dell'importanza del finanziamento delle
infrastrutture portuali di base ad alto valore aggiunto pubblico e
la necessità di salvaguardare un contesto di investimento
attraente per i porti europei ed evitare di scoraggiare investitori
affidabili.
ESPO ha specificato di sostenere con forza anche «l'appello
del Consiglio affinché la competenza nazionale in materia di
governance portuale, concessioni e piani regolatori dei porti non
sia compromessa da future iniziative dell'Unione».
L'associazione dei porti europei ha rilevato, inoltre, che il
Consiglio dell'UE ha preso atto «delle preoccupazioni relative
all'impatto del sistema EU ETS sulla competitività dei porti
dell'UE, in particolare per quanto riguarda il trasferimento dei
traffici, la delocalizzazione delle emissioni di carbonio e la
delocalizzazione degli investimenti» e che ha invitato la
Commissione Europea «ad intensificare il monitoraggio e a
proporre misure correttive mirate, soprattutto per quanto concerne
le attività di transhipmento». ESPO ritiene essenziale,
in particolare, che la prossima revisione del sistema europeo di
scambio di quote di emissioni EU ETS «affronti seriamente il
comprovato impatto negativo dell'attuale sistema EU ETS marittimo
sui porti europei. Solo una proposta di revisione adeguata, in grado
di mitigare efficacemente le conseguenze negative e indesiderate
dell'attuale sistema ETS - ha osservato l'associazione - potrà
ripristinare la competitività e la parità di
condizioni per i porti europei e per il settore del trasporto
marittimo a corto raggio». A tal proposito, ESPO ha ricordato
di aver presentato alla Commissione le proprie proposte per la
revisione dell'ETS e ha precisato di essere pronta ad un dialogo
costruttivo sulla preparazione della prossima proposta di revisione.
ESPO ha apprezzato anche l'attenzione dedicata alla necessità
di un accordo globale sulle emissioni dello shipping a livello IMO e
all'esigenza di adeguare la pertinente legislazione UE al fine di
evitare doppi pagamenti e ulteriori oneri amministrativi.
Per
quanto riguarda la valutazione degli investimenti esteri nei porti
dell'UE, ESPO ha espresso favore per l'invito del Consiglio ad
applicare i quadri normativi esistenti, evitando duplicazioni e
garantendo la certezza del diritto, salvaguardando al contempo la
sicurezza economica. Per ESPO, «è importante che i vari
strumenti orizzontali in vigore per affrontare i potenziali rischi
per la sicurezza, incluso il regolamento europeo sul controllo degli
investimenti esteri recentemente sottoposto a revisione, siano
attuati efficacemente e che eventuali orientamenti o iniziative
future non aggiungano un ulteriore livello di complessità,
criteri e condizioni al quadro legislativo già concordato,
applicabili solo ai porti e non, ad esempio, ad altre infrastrutture
critiche.
Infine, ESPO ha manifestato pieno sostegno al riconoscimento da
parte del Consiglio del ruolo dei porti nei combustibili alternativi
e nelle supply chain dei combustibili in termini di sicurezza, buona
governance, definizione delle condizioni appropriate in base alle
quali questi combustibili possono essere gestiti in sicurezza nelle
diverse aree portuali, cercando di attrarre investimenti che
corrispondano alla domanda di combustibili alternativi. In
particolare, l'associazione ha osservato che il Consiglio sottolinea
giustamente il ruolo cruciale del mercato nello sviluppo di una
catena di approvvigionamento di combustibili puliti nelle aree
portuali e, come concordato da ESPO, accoglie con favore ulteriori
misure per incentivare la domanda di combustibili sostenibili che
portino a garantire la loro disponibilità, scalabilità
e convenienza. ESPO ha quindi evidenziato l'importanza che i porti
siano supportati nel loro ruolo più ampio di hub energetici,
sia per quanto riguarda il loro ruolo nella decarbonizzazione del
trasporto marittimo sia come motori cruciali per la transizione
energetica e la sicurezza dell'economia e della società
dell'UE.