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26 septembre 2021 Le quotidien en ligne pour les opérateurs et les usagers du transport 23:50 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNÉE XXVII - Numéro 11/2009 - NOVEMBRE 2009

Conferenze e convegni

Diventa più difficile il finanziamento dei porti

Anche se molti dei partecipanti alla conferenza “Port Finance International”, svoltasi recentemente a Londra, hanno ritenuto che le attività portuali a livello globale fossero “fondamentalmente buone”, la recessione mondiale ed il conseguente rallentamento dei traffici hanno reso molto più difficile il loro finanziamento.

Sotto molti aspetti, Martin Blaiklock, specialista finanziario della Independent Port Consultants con sede nel Regno Unito, ha riassunto i loro umori.

La sua presentazione, anche se ha descritto come le banche siano generalmente interessate ad investire nei porti e a prestare denaro a sviluppatori ed operatori, ha altresì sottolineato le condizioni più rigorose che adesso prevalgono.

Il relatore ha suggerito che le banche sono riluttanti a prestare denaro per periodi superiori a nove anni e afferma che il costo dei finanziamenti a debito dei porti si è raddoppiato a partire dal manifestarsi della crisi creditizia globale e della recessione economica.

Nel contempo, Alan Shaoul, tesoriere della Euroports Holdings con sede in Lussemburgo, un gruppo che gestisce un portafoglio delle società concessionarie portuali europee, ha sostenuto che i fondi infrastrutturali sono divenuti più selettivi nel settore portuale.

Negli ultimi anni si è visto il settore marittimo chiedere a gran voce molti di tali fondi, il che ha di conseguenza sospinto le valutazioni a livelli molto elevati, e, in alcuni casi, ha comportato vendite angosciose.

Avverte Shaoul: “I fondi infrastrutturali dovrebbero sapere che farsi coinvolgere nel settore portuale non è una sgroppata veloce”.

Fra gli altri, un relatore che rappresentava il settore delle operazioni terminalistiche portuali, ha chiesto di poter comprendere meglio quella che ha indicato come la “nuova realtà” del settore globale del trasporto containerizzato.

Christian Moller Laursen, vice presidente e dirigente finanziario in capo della APM Terminals con sede all'Aja, ha sostenuto che gli operatori terminalistici e le linee di navigazione loro clienti hanno bisogno di lavorare a più stretto contatto per avere successo nella nuova situazione di “crescita a rilento e proventi ridotti” nell'ambito dei traffici.

“Malgrado la crescita più lenta” ha dichiarato “il settore portuale resta sostanzialmente attraente.

Il mondo continuerà a crescere a lungo termine e la globalizzazione e la containerizzazione delle merci continueranno, in particolare nei mercati emergenti”.

Quest'anno, nei primi nove mesi, si stima che i traffici portuali containerizzati a livello globale siano diminuiti nella fascia dal 12% al 15% e, anche se vi sono alcuni segnali di ripresa, ci si aspetta che il 2010 sia assai difficile.
(da: ci-online.co.uk, 20.11.2009)





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Année XXVII
Numéro 11/2009

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