
Il conflitto Russia-Ucraina e quello USA-Iran stanno causando
sempre più numerose vittime tra i marittimi a causa
dell'escalation di attacchi che in questi giorni sono avvenuti
contro navi mercantili nel Mar Nero e Mar d'Azov e nella regione
dello Stretto di Hormuz. Il segretario generale dell'International
Maritime Organization, Arsenio Dominguez, ha nuovamente espresso
condanna per «tutti gli ingiustificati attacchi contro navi
mercantili derivanti da conflitti geopolitici, ovunque si
verifichino. Tali atti - ha ribadito - mettono in pericolo i
marittimi, minacciano la sicurezza della navigazione, interrompono
le supply chain e minano i principi su cui si fonda il trasporto
marittimo internazionale».
Una nuova condanna è stata espressa anche dall'
International Transport Workers' Federation: «l'ITF e tutti i
sindacati dei marittimi nostri affiliati - ha affermato il
segretario generale del sindacato internazionale dei lavoratori dei
trasporti, Stephen Cotton - sono profondamente preoccupati per i
tragici e vergognosi attacchi contro le navi mercantili avvenuti la
scorsa settimana. Esprimiamo tutti il nostro profondo cordoglio per
il marittimo indiano ucciso nell'attacco di ieri sera alla Mombasa
B, la nostra speranza che il marittimo indiano disperso della
GFS Galaxy venga ritrovato vivo e porgiamo il nostro sostegno
a tutti i feriti in questi attacchi».
«L'escalation del conflitto a cui stiamo purtroppo assistendo nei pressi dello
Stretto di Hormuz - ha proseguito Cotton - sta ancora una volta
costando la vita a marittimi innocenti e deve finire ora. E mentre
gli attacchi aumentano nei Paesi della regione, i lavoratori dei
trasporti vengono ancora una volta coinvolti in questo conflitto che
non hanno causato: lavoratori aeroportuali, camionisti, pescatori,
lavoratori portuali e molti altri sono tutti a grave rischio.
Numerose navi mercantili nel Mar d'Azov e nel Mar Nero sono state
colpite la scorsa settimana, causando la sospensione di tutte le
navigazioni nel Mar d'Azov, mentre anche il porto di Odessa è
sotto attacco. Anche qui, come nei mesi scorsi, temiamo la perdita
di vite umane tra marittimi civili innocenti».
«Qualunque sia il conflitto, ovunque si svolga - ha
concluso il segretario generale dell'ITF - i lavoratori civili dei
trasporti devono essere protetti. Siamo molto preoccupati per il
costo del carburante, per l'impatto di questi conflitti
sull'inflazione e sulle nostre economie, ma ricordiamoci che sono i
lavoratori dei trasporti a collegare i vari tasselli dell'economia e
a far progredire il nostro mondo. Senza di loro, tutto crollerebbe.
Chiediamo a tutte le parti coinvolte in questi conflitti di cessare
immediatamente gli attacchi contro i lavoratori dei trasporti, di
allentare la tensione e di tornare immediatamente alla diplomazia».