 Attualmente sulle 85.148 navi mercantili della flotta marittima
mondiale si ritiene prestino servizio 2.565.580 marittimi, forza
lavoro costituita da 1.048.980 ufficiali e 1.516.600 comuni che
quest'anno sarà caratterizzata da una carenza di 39.100
ufficiali certificati STCW e da un surplus di 56.890 comuni.
Quest'anno, infatti, la domanda di marittimi certificati STCW è
stimata pari a 2.547.790 unità, di cui circa 1.088.080
ufficiali e 1.459.710 comuni. Questi dati sono presentati
nell'ultimo rapporto “Seafarer Workforce Report 2026”
pubblicato dal BIMCO e dall'International Chamber of Shipping (ICS)
e considerato il riferimento del settore per la pianificazione del
personale di bordo, che evidenzia come entro il 2030 saranno
necessari ulteriori 113.735 ufficiali per gestire la flotta
mercantile mondiale. In particolare, il rapporto, che viene
aggiornato ogni cinque anni, prevede che, per soddisfare la domanda
futura al 2030, prevista pari a 1.162.716 ufficiali e 1.558.973
comuni, dovranno entrare a far parte annualmente della forza lavoro
marittima ulteriori 22.747 ufficiali e 8.475 comuni, con incrementi
medi annui rispettivamente del +2,0% e del +0,5%.
Rispetto all'ultimo rapporto del 2021, anno per il quale la
domanda di marittimi certificati STCW era di 1.881.320 unità
di cui 883.730 ufficiali e 997.540 comuni, se al 2026 il numero di
navi della flotta mondiale risulta cresciuto del +14%, la domanda di
marittimi certificati STCW è aumentata del +35,4%, un
incremento significativo rispetto ai due rapporti precedenti del
2021 e del 2015. In particolare, al 2026 la domanda di ufficiali è
aumentata del +23,1% e quella di comuni del +46,3% rispetto ai
livelli del 2021. Il “Seafarer Workforce Report 2026”
spiega che la crescita della domanda sia di comuni che di ufficiali
è stata probabilmente trainata dall'espansione della flotta
mercantile globale e dalla ripresa seguita alla pandemia di
Covid-19.
Il rapporto pubblicato oggi da BIMCO e ICS specifica che, sul
fronte dell'offerta di manodopera marittima, la geografia della
fornitura di personale di bordo rimane concentrata in pochi Paesi,
con Filippine e India che risultano i maggiori fornitori mettendo a
disposizione della flotta mondiale un numero di ufficiali pari
rispettivamente a 203.179 e 140.718 unità ed un numero di
comuni pari a 256.968 e 171.218 unità, seguite da Cina,
Federazione Russa e Indonesia. Questi cinque Paesi rappresentano il
56,25% dell'intera forza lavoro marittima mondiale.
Il nuovo rapporto del BIMCO e dell'ICS fotografa quindi una flotta mercantile
globale in forte espansione ma alle prese con una carenza
strutturale di comandanti e ufficiali di macchina, un trend che
preoccupa per la sua direzione. La carenza di ufficiali non è
un fenomeno nuovo, ma si inasprisce con regolarità. Nel 2015
il deficit era pari a 16.500 ufficiali. Nel 2021 era salito a 26.240
ed oggi supera le 39.000 unità. In dieci anni il divario è
più che raddoppiato.
I segmenti che assorbono la quota
maggiore della domanda di ufficiali sono le navi per merci varie
(21,4%), le rinfusiere (18,9%) e le navi da crociera (14%). Queste
ultime sono anche quelle che totalizzano la domanda più
elevata di comuni, con il 22,5% del totale, riflettendo la
complessità dei servizi di ospitalità di bordo.
Il rapporto include per la seconda edizione consecutiva
un'analisi demografica dettagliata della forza lavoro marittima. I
dati mostrano che la fascia d'età dominante tra gli ufficiali
di livello gestionale si concentra tra i 31 e i 50 anni, con il
37,7% nella fascia 31-40 anni e il 32,4% in quella 41-50. Gli
ufficiali di livello operativo sono invece prevalentemente più
giovani: il 43,4% ha tra 31 e 40 anni e il 34,7% è nella
fascia 21-30 anni. L'età media degli ufficiali di alto
livello risulta peraltro in leggera diminuzione rispetto al 2021,
segnale di un parziale ricambio generazionale in atto.
Sul fronte della diversità di genere, il rapporto registra
progressi, seppure parziali. L'incremento della presenza femminile
si concentra prevalentemente nelle posizioni degli ufficiali, mentre
la quota di donne tra i comuni rimane sostanzialmente stabile. Solo
un'amministrazione marittima ha segnalato un calo del numero di
marittimi donne, limitato alla categoria dei comuni di coperta.
Il rapporto si chiude con due indicazioni operative rivolte
all'industria e ai governi. In primo luogo si ritiene essenziale
promuovere la formazione marittima e le carriere in mare, includendo
anche informazioni sulle opportunità di transizione verso
ruoli a terra, elemento che può migliorare la percezione
complessiva della professione e ridurre il turnover. In secondo
luogo le amministrazioni marittime dovrebbero monitorare con
regolarità i livelli di reclutamento e fidelizzazione del
personale, per fornire all'industria e ai responsabili politici un
quadro aggiornato della situazione.
«Il reclutamento, la formazione e la fidelizzazione della
forza lavoro marittima - ha rilevato David Loosley, segretario
generale e CEO del BIMCO, presentando il rapporto - saranno cruciali
per garantire che il nostro settore sia preparato per il futuro.
Abbiamo un grande compito collettivo davanti a noi, che consiste nel
collaborare con tutte le parti interessate e con i paesi che sono i
maggiori fornitori di marittimi che operano sulle nostre navi. Il
rapporto può contribuire a garantire che le politiche di
reclutamento e occupazione siano orientate al futuro».
«I marittimi - ha sottolineato il segretario generale
dell'ICS, Thomas A. Kazakos - sono la spina dorsale del commercio
globale e questo rapporto ribadisce quanto siano importanti per il
funzionamento dell'economia mondiale, soprattutto in un mondo sempre
più frammentato. Con l'evoluzione continua del settore
marittimo, è fondamentale attrarre un numero maggiore di
persone verso la carriera marittima. Dobbiamo proseguire i nostri
incessanti sforzi per coinvolgere i giovani fin dalla tenera età
e costruire un solido bacino di talenti per il futuro. Nel contempo
è altrettanto importante trattenere e sviluppare la forza
lavoro esistente. I marittimi svolgono un ruolo chiave nella
transizione del settore verso nuovi carburanti e tecnologie.
Garantire loro l'accesso alla formazione e alle competenze
necessarie per questo futuro sarà fondamentale. Senza
investimenti continui sia nel reclutamento che nella formazione, il
divario di personale qualificato rischia di aumentare in un momento
in cui il settore ha più che mai bisogno di marittimi
qualificati».
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