
L'associazione degli armatori europei ha apprezzato, quale
«passo nella giusta direzione importante e atteso da tempo»,
l'esplicita destinazione all'industria marittima, sia a livello UE
che nazionale, dei ricavi dell'EU ETS prodotti dal settore, ovvero
110 milioni di quote, per un valore di circa 10 miliardi di euro,
prevista dalla proposta di revisione del sistema di scambio di quote
di emissioni dell'UE presentata oggi dalla Commissione Europea
(
del
17
luglio 2026). Per European Shipowners - ECSA, si tratta però
solo di un primo passo anche in considerazione del fatto che sono
solo circa 10 miliardi sui 90 miliardi di euro che il settore
marittimo dovrebbe versare nel sistema tra il 2030 e il 2040.
L'associazione ritiene, infatti, che il pieno potenziale dei ricavi
generati dal trasporto marittimo debba essere utilizzato per la
transizione energetica del settore.
Nella giusta direzione, secondo ECSA, va anche il sostegno
all'adozione e alla disponibilità di combustibili navali
sostenibili previsto dalla proposta, nonché la
semplificazione degli obblighi di rendicontazione essendo un passo
essenziale per ridurre oneri amministrativi non necessari.
Tuttavia, per ECSA, la proposta non supporta a sufficienza i
progetti di efficienza energetica e l'adozione di tecnologie pulite,
non riuscendo a sostenere l'intero spettro di tecnologie delineato
nella proposta della Commissione sull'Industrial Accelerator Act. In
particolare, l'associazione rileva che la proposta prevede un elenco
molto ristretto di tecnologie ammissibili, mentre questo elenco
dovrebbe comprendere l'intera gamma di progetti di efficienza
energetica in grado di generare risparmi immediati sulle emissioni
per l'intera flotta esistente, nonché le nuove tecnologie
necessarie per l'impiego di combustibili puliti.
L'associazione degli armatori europei ha lamentato, inoltre, che
le deroghe dal sistema per le piccole isole, le navi ice-class e le
regioni ultraperiferiche sono state estese dalla proposta solo fino
al 2035, anziché per l'intero periodo operativo del sistema
europeo di scambio di quote di emissioni. ECSA ritiene che le
deroghe debbano essere estese e rese automatiche, permanenti e
adeguate allo scopo.
ECA ha rilevato poi che qualsiasi proposta volta a sostenere la
competitività dei porti dell'UE deve garantire l'integrità
del sistema e mantenere la parità di condizioni tra tutti i
segmenti del trasporto marittimo.
Quanto all'eventuale sovrapposizione dell'EU ETS al quadro
normativo internazionale per la decarbonizzazione dello shipping,
quando verrà adottato dall'International Maritime
Organization, ECSA ha apprezzato il fatto che la proposta preveda di
evitare doppi pagamenti per le compagnie di navigazione qualora si
raggiunga un accordo internazionale presso l'IMO, ma ha osservato
che la proposta non invia un segnale forte alla comunità
internazionale, ovvero che il sistema EU ETS verrà ritirato
una volta adottato un accordo IMO.
«Oggi - ha
commentato il segretario generale dell'ECSA, Sotiris Raptis - la
Commissione ha compiuto un primo passo per destinare gli introiti
dell'ETS a livello UE e nazionale. Il sostegno ai combustibili
sostenibili è benvenuto e necessario per renderli disponibili
a livello europeo e globale. A questo proposito, il sostegno alla
disponibilità di combustibili nei Paesi terzi è
incoraggiante. Tuttavia, la proposta non riesce a garantire
l'adozione di tecnologie pulite, limitando il sostegno al solo
eolico e all'elettricità. Le tecnologie che possono
migliorare rapidamente l'efficienza energetica e fornire risparmi
immediati sulle emissioni - ha denunciato Raptis - rimangono senza
sostegno».