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TRASPORTO MARITTIMO
Ancora in crescita l'indice LSCI di connessione dell'Italia al network globale dei servizi marittimi containerizzati
Nel secondo trimestre del 2026 è risultato pari a 290,0 (+2,3%)
Ginevra
24 giugno 2026
Nel secondo trimestre del 2026 è risultato nuovamente in
crescita l'indice di connessione dell'Italia al network di linee
marittime mondiali di trasporto containerizzato definito dalla
Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD)
che, per identificarlo, ha istituito il Liner Shipping Connectivity
Index (LSCI), indice che ha come riferimento il valore medio di 100
della connettività portuale mondiale relativo al primo
trimestre del 2023. L'indice è generato da sei componenti: il
numero di scali settimanali di navi programmati nella nazione; la
capacità annua di stiva (misurata in container da 20' - teu)
offerta alla nazione; il numero di servizi di trasporto marittimo di
linea regolari da e per la nazione; il numero di compagnie di
navigazione di linea che forniscono servizi da e per la nazione; la
capacità (in teu) della nave più grande impiegata nei
servizi da e per la nazione; il numero di altri Paesi collegati alla
nazione tramite servizi di trasporto marittimo di linea diretti
(cioè servizi realizzati senza il ricorso al trasbordo dei
carichi).
L'indice LSCI dell'Italia relativo al secondo trimestre del 2026
è 290,0, pari ad un incremento del +2,3% rispetto allo stesso
periodo dello scorso anno. Tra le altre principali nazioni marittime
dell'Unione Europea e limitrofe, l'indice LSCI della Spagna relativo
al secondo trimestre di quest'anno è risultato di 416,6
(-2,0%), quello del Regno Unito di 387,6 (-1,3%), l'indice
dell'Olanda di 380,8 (-1,0%), l'indice del Belgio di 342,1 (-1,4%),
quello della Germania di 325,5 (+1,2%), l'indice LSCI della Turchia
di 305,8 (-3,2%), quello dell'Egitto di 284,3 (+5,8%), l'indice
della Francia di 269,6 (+1,8%), l'indice del Marocco di 265,5
(+2,7%), quello della Grecia di 173,0 (-5,4%) e l'indice di Malta di
117,9 (+12,0%).
È difficile desumere dagli indici LSCI qual è
stato sinora l'impatto sulle nazioni marittime dell'UE
dell'applicazione graduale del sistema europeo ETS di scambio di
quote di emissioni al trasporto marittimo con l'entrata in vigore il
primo gennaio 2024 della direttiva europea 959/2023 e quali sono
stati piuttosto gli effetti delle recenti crisi geopolitiche sulle
connessioni delle nazioni europee alla rete globale di servizi
marittimi containerizzati. Certamente le crisi geopolitiche, e in
particolare i conflitti bellici, paiono avere un impatto più
evidente su queste connessioni per le nazioni direttamente coinvolte
e per quelle più vicine agli epicentri delle azioni militari.
Ciò risulta particolarmente evidente per le nazioni dell'area
mediorientale, i cui legami con la rete mondiale di trasporti
marittimi sono stati messi sotto pressione dalla crisi nella regione
del Mar Rosso, dove alla fine del 2023 i ribelli Houthi, in risposta
alle azioni militari di Israele a Gaza dopo la strage del 7 ottobre
2023 sul territorio israeliano da parte dei miliziani di Hamas,
hanno iniziato a condurre attacchi contro le navi in transito che
hanno provocato una drastica riduzione del traffico navale
attraverso il canale di Suez, che ancora oggi risulta circa la metà
dei livelli pre-crisi. A questa crisi se ne sono sommate diverse
altre a partire da ulteriori azioni militari di Israele contro
Libano e Iran, con l'indiretto coinvolgimento di altre nazioni
mediorientali, tra cui la Siria che ha visto la caduta del regime di
Assad, e con interventi anche delle forze armate statunitensi in
appoggio a quelle israeliane. Eventi che sono stati caratterizzati
da una serie di cessate il fuoco e di riprese delle ostilità
che hanno portato ad un accordo preliminare di fine delle azioni
militari siglato da USA e Iran lo scorso 17 giugno che, tra gli
effetti, ha determinato una limitata ripresa del traffico marittimo
attraverso lo Stretto di Hormuz che si era bloccato a causa delle
azioni nell'area delle forze navali e aeree di Stati Uniti e Iran.
Tra le nazioni della regione mediorientale coinvolte nelle
recenti crisi, nel primo semestre di quest'anno hanno registrato un
forte aumento del loro indice LSCI alcune del Vicino Oriente, in
primis Israele (indice 122,7; +31,8%), Libano (93,4; +16,1%) e Siria
(48,7; +84,7%), mentre hanno accusato rilevanti flessioni
dell'indice diverse nazioni affacciate affacciate sul Golfo Persico,
sul Golfo di Oman, sul Mar Arabico e sul Mar Rosso, a partire da
Iran (indice LSCI 51,5; -12,6%), Kuwait (28,0, -22,0%), Bahrain
(25,0; -55,4%), Qatar (34,4; -66,6%), Arabia Saudita (207,9;
-15,1%), Emirati Arabi Uniti (190,0; -41,7%), Oman (126,5; -11,6%) e
Yemen (37,1; -3,4%).
L'Autorità del Canale di Suez ha annunciato
l'applicazione di supplementi alle tariffe di transito nel canale
egiziano per la gran parte delle principali tipologie di navi che
trasportano merci, che entreranno in vigore dal prossimo 15 luglio.
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