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TRASPORTO FERROVIARIO
Il settore ferroviario chiede il riconoscimento del contributo del comparto alla decarbonizzazione nell'ambito della revisione del sistema EU ETS
Dichiarazione congiunta di AERRL, ALLRAIL, CER, EIM, ERFA, UIP, UIRR e UNIFE
Bruxelles
14 luglio 2026
In vista della presentazione da parte della Commissione Europea
della propria proposta di revisione del sistema di scambio di quote
di emissioni dell'UE (ETS), attesa per venerdì prossimo, le
associazioni europee del trasporto ferroviario e intermodale hanno
chiesto che l'EU ETS rimanga fedele al suo spirito, ovvero quello di
destinare i suoi introiti a premiare i settori che hanno
effettivamente effettuato la propria decarbonizzazione e, invece, a
responsabilizzare quelli che non lo hanno fatto. La richiesta è
stata formulata dall'Association of European Rail Rolling Stock
Lessors (AERRL), dall'Alliance of Passenger Rail New Entrants
(ALLRAIL), dalla Community of European Railway and Infrastructure
Companies (CER), dall'European Rail Infrastructure Managers (EIM),
dall'European Rail Freight Association (ERFA), dall'International
Union of Wagon Keepers (UIP), dall'International Union for Road-Rail
Combined Transport (UIRR) e dall'Association of the European Rail
Supply Industry (UNIFE).
In una dichiarazione congiunta, le otto associazioni hanno
evidenziato che, «mentre diverse modalità di trasporto,
comprese quelle alimentate prevalentemente da combustibili fossili,
si fanno avanti per rivendicare una quota dei ricavi dell'ETS,
sottolineiamo che il trasporto ferroviario è già il
sistema di trasporto pubblico di massa con le emissioni più
basse in Europa ed è un comprovato motore di riduzione delle
emissioni di carbonio sia per il trasporto delle merci che per
quello dei passeggeri. Oltre l'80% del traffico ferroviario nell'UE
è già elettrificato e il trasporto ferroviario
rappresenta meno dell'1% delle emissioni di gas serra del settore
dei trasporti. A differenza del trasporto su strada o aereo, la
ferrovia si basa già in gran parte su energia elettrica
decarbonizzata e genera risparmi di emissioni a livello di sistema
quando il trasporto delle merci si sposta dalla strada alla ferrovia
e al trasporto combinato, e quando i passeggeri passano dai voli a
corto raggio o dalle auto private al treno. Questo la rende pronta
per il futuro dal punto di vista climatico e molto meno dipendente
dai meccanismi di compensazione».
«Nel contempo - prosegue la dichiarazione - il trasporto
ferroviario elettrificato, i trasbordi elettrificati e i camion
elettrici sono indirettamente penalizzati dall'ETS dato che il
mercato dell'elettricità che alimenta queste attività
è stato fin dall'inizio interamente coperto dal meccanismo di
tariffazione del carbonio dell'ETS. La ferrovia non chiede di essere
esentata dall'ETS, ma chiede che parte di ciò che paga venga
reinvestito per sostenere l'utilizzo della sua capacità.
Questo dovrebbe valere per l'intero sistema ferroviario: da un lato
per il trasporto ferroviario passeggeri ad alta velocità,
regionale e urbano; dall'altro per i corridoi merci, per
l'elettrificazione dei terminal e dei depositi, nonché per
l'alimentazione elettrica per la trazione, per la modernizzazione
del materiale rotabile e per gli strumenti digitali per la gestione
della capacità per entrambi i segmenti».
Le otto associazioni, pertanto, hanno chiesto che, al fine di
garantire che il trasporto ferroviario rimanga competitivo e
attraente per i clienti, parte delle entrate del sistema EU ETS
venga destinato a sostenere gli sforzi del settore ferroviario a
livello europeo e che, a livello nazionale, una quota maggiore degli
introiti del sistema ETS venga destinata al trasporto ferroviario,
con gli Stati membri che dovrebbero vincolare una parte di tali
risorse agli investimenti ferroviari e ad altri strumenti al fine di
ridurre le disparità tra le diverse modalità di
trasporto.
Secondo AERRL, ALLRAIL, CER, EIM, ERFA, UIP, UIRR e UNIFE,
inoltre, la revisione del sistema ETS dovrebbe passare da buone
pratiche adottabili su base facoltativa ad obblighi più
chiari, con i vari strumenti di investimento basati sul sistema ETS
che dovrebbero dare priorità ai progetti ferroviari che
producono una riduzione misurabile delle emissioni di carbonio a
livello nazionale. Per le associazioni, dovrebbero essere destinati
fondi anche a sostegno del trasferimento modale, che comporta una
riduzione immediata delle emissioni.
Le associazioni, rilevando che la revisione del sistema EU ETS
deve sostenere il principio “chi inquina paga” e
garantire la concorrenza leale, hanno ribadito che il trasporto
ferroviario sostiene già i costi dell'ETS attraverso il
consumo di elettricità e contribuisce già alla
riduzione delle emissioni di carbonio per il trasporto di merci e
passeggeri, precisando che il costo dell'ETS sostenuto dal trasporto
ferroviario elettrificato nell'UE a 27 ammonta a circa 571 milioni
di euro all'anno con un prezzo del carbonio di 79,36 euro/tonnellata
di CO2 e se, come previsto, il prezzo del carbonio dovesse salire a
110 euro/tonnellata entro il 2027, il costo annuale potrebbe
superare i 790 milioni di euro.
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