
Oggi il segretario generale dell'International Maritime
Organization, Arsenio Dominguez, ha aggiornato il consiglio
dell'organizzazione sulla situazione che interessa le navi e i
marittimi ancora bloccati nello regione dello Stretto di Hormuz.
«Ricorderete - ha affermato Dominguez - che, a seguito
dell'esito della trentaseiesima sessione straordinaria del
Consiglio, ho avviato i lavori con gli Stati membri interessati e i
rappresentanti del settore per l'elaborazione di un piano di
evacuazione e, alla fine di giugno, siamo stati in grado di dare
inizio all'evacuazione per portare in salvo le navi e i marittimi
bloccati nello Stretto di Hormuz». Dominguez ha reso noto che
«durante il periodo di operatività del quadro di
evacuazione, 136 navi con un totale di 2.900 marittimi sono state
evacuate con successo attraverso due rotte alternative, poiché
il vigente Traffic Separation Scheme non poteva essere utilizzato a
causa dei rischi per la sicurezza, in particolare per la presenza di
mine marine. Come saprete - ha aggiunto riferendosi alla
recrudescenza della crisi tra USA e Iran e ai nuovi attacchi alle
navi in transito nella regione - tale processo è stato
successivamente sospeso, in quanto non era più possibile
garantire la sicurezza delle navi e dei marittimi».
«Circa 6.000 marittimi - ha sottolineato il segretario generale dell'IMO -
rimangono intrappolati nella regione. Continuo a cercare garanzie
affinché le navi possano evacuare lo Stretto di Hormuz
utilizzando una delle rotte alternative previste, senza il rischio
di minacce di attacco. Rimango fiducioso che il piano di evacuazione
possa essere ripreso e il Segretariato continua a collaborare con
tutte le parti interessate a tal fine, affinché le migliaia
di marittimi coinvolti possano tornare in salvo e le normali
condizioni commerciali possano iniziare a essere ripristinate nella
zona».
Relativamente alle parti interessate, Dominguez ha ringraziato
le nazioni della regione e i partner del settore per il loro
sostegno, e in particolare il Sultanato dell'Oman per la sua
collaborazione con l'IMO nella definizione del quadro di
evacuazione.
Dominguez si è soffermato anche sul persistente costo
elevato delle assicurazioni marittime nella regione quale altro
motivo di grande preoccupazione, che aggrava ulteriormente la
situazione per armatori e operatori. «Ciò - ha rilevato
- ci indica che i prezzi di mercato non si stanno adeguando al
miglioramento delle condizioni. I governi che hanno influenza sui
mercati assicurativi e riassicurativi - ha esortato - hanno un ruolo
da svolgere nel dialogare con le compagnie assicurative per
garantire che i premi riflettano la realtà attuale, anziché
continuare a riflettere il picco della crisi. Ciò non
contribuisce alla riduzione dei costi di trasporto merci e colpisce
in particolare i Paesi di quelle regioni che hanno già subito
le conseguenze di questi conflitti e necessitano di assistenza e
della ripresa del commercio marittimo».