
L'associazione armatoriale europea European Shipowners (ECSA) e
l'associazione di compagnie aeree europee Airlines 4 Europe (A4E)
hanno sollecitato la Commissione Europea ad indirizzare l'utilizzo
dei proventi a livello europeo e nazionale del sistema ETS di
scambio di quote di emissioni dell'UE per investire in carburanti e
tecnologie sostenibili per il trasporto marittimo e aereo al fine di
accelerare la decarbonizzazione dei due settori.
Le due associazioni hanno evidenziato che il trasporto marittimo
e aereo contribuiscono già con oltre 11 miliardi di euro al
gettito annuo del sistema ETS dell'UE e hanno rimarcato l'importanza
di convogliare questi fondi verso investimenti a basso rischio in
carburanti sostenibili che - hanno ricordato ECSA e A4E - oggi
costano in media quattro volte di più per il trasporto
marittimo e da tre a sei volte di più per l'aviazione
rispetto ai carburanti convenzionali. Le due associazioni hanno
sottolineato che colmare questo divario di prezzo tra carburanti
sostenibili e convenzionali è essenziale per aumentarne la
disponibilità sul mercato e, a tal fine, la Commissione
Europea dovrebbe imporre agli Stati membri dell'UE di destinare
almeno una parte degli introiti del sistema ETS all'adozione e alla
disponibilità di carburanti sostenibili per il trasporto
marittimo e aereo, ed incentivarli ad integrare gli eventuali
meccanismi UE esistenti con i proventi del sistema ETS nazionale.
«Gli armatori europei - ha sottolineato il segretario
generale dell'ECSA, Sotiris Raptis - sono all'avanguardia negli
investimenti complessivi in navi alimentate da combustibili
sostenibili, con il 44% degli ordini mondiali, ma la disponibilità
di combustibili in Europa non tiene il passo. L'Asia è leader
con il 74% dei progetti di produzione di combustibili, mentre
l'Europa ne rappresenta solo il 10%, e meno del 5% della produzione
europea di combustibili sostenibili è attualmente destinata
all'uso marittimo. Il settore marittimo - ha aggiunto Raptis -
contribuisce con circa nove miliardi di euro al sistema EU ETS.
Questi fondi dovrebbero essere utilizzati a livello europeo e
nazionale per colmare il divario di prezzo e sostenere la
disponibilità di combustibili sostenibili e i progetti di
tecnologie pulite. Ciò è fondamentale per la
transizione energetica del settore e per la sicurezza energetica del
continente».
Ourania Georgoutsakou, direttore generale
di Airlines for Europe, ha ricordato che «nel solo 2024 le
compagnie aeree europee hanno contribuito con 2,3 miliardi di euro
al sistema EU ETS, una cifra destinata a superare i cinque miliardi
di euro all'anno entro il 2030. Eppure - ha lamentato - i ricavi non
vengono reinvestiti nei carburanti e nelle tecnologie di cui le
compagnie aeree hanno bisogno per decarbonizzarsi. I 20 milioni di
quote SAF disponibili non sono sufficienti per quanto sarà
necessario al 2030 e, senza chiarezza sulla disponibilità
dopo il 2030, gli investimenti non risultano giustificabili. Le
compagnie aeree, e in ultima analisi i passeggeri - ha denunciato
Georgoutsakou - stanno finanziando un sistema che non funziona né
per loro né per il clima. Investire i ricavi dell'ETS nella
disponibilità e nell'acquisto di carburanti è
essenziale per la decarbonizzazione del trasporto marittimo e aereo
e per la sicurezza energetica dell'Europa».