
La Confederazione Italiana Armatori ha espresso disappunto per
quanto previsto per il settore marittimo dalla proposta di revisione
del sistema di scambio di quote di emissione ETS dell'UE presentata
oggi dalla Commissione Europea
(
del
17
luglio 2026). «Siamo fortemente delusi - ha spiegato il
presidente di Confitarma, Mario Zanetti - dal mancato coraggio della
Commissione Europea sull'ETS, nonostante gli appelli delle tre
principali associazioni industriali europee che nei giorni scorsi ne
hanno richiesto la sospensione. Nella proposta di revisione - ha
rilevato Zanetti - il grande assente è il tema della
competitività dell'industria armatoriale italiana ed europea.
Riteniamo, infatti, questo documento contraddittorio rispetto agli
obiettivi stessi dell'ETS e quindi ribadiamo la nostra richiesta che
il 100% dei proventi venga destinato alla decarbonizzazione del
settore marittimo».
Zanetti ha evidenziato, inoltre, che «le misure pensate
per i porti rischiano di mettere fuori mercato l'intero
Mediterraneo, perché non garantiscono un effettivo level
playing field tra tutti i segmenti dello shipping». «Inoltre
- ha aggiunto - la proposta della Commissione non elimina il ritorno
al tutto strada che stiamo registrando, con conseguenti e rilevanti
costi ambientali e sociali e rischia di compromettere sia la
competitività dello Short Sea Shipping e delle Autostrade del
Mare, sia gli stessi obiettivi europei di decarbonizzazione. Restano
infatti aperte questioni particolarmente rilevanti per l'Italia, a
partire dalla mancata estensione dell'attuale regime delle deroghe a
Sicilia e Sardegna, così come auspicavamo fosse resa
permanente la deroga per le isole minori, al momento prevista fino
al 2035, nonostante il trasporto marittimo rappresenti un servizio
essenziale per la vita di oltre sei milioni di cittadini».
«Preso atto della decisione di non ascoltare l'appello
delle principali associazioni industriali europee - ha osservato
Zanetti - registriamo inoltre che la proposta non prevede un
meccanismo chiaro che ne assicuri l'allineamento e il progressivo
superamento, una volta operativo il sistema globale equivalente
adottato dall'IMO».
«Confitarma - ha concluso - continuerà a lavorare
con il governo italiano, Confindustria, le istituzioni europee ed
ECSA, affinché il negoziato in Parlamento e Consiglio europeo
consenta di rafforzare la nostra proposta, coniugando gli obiettivi
di decarbonizzazione con la competitività dello shipping e la
tutela della coesione territoriale».