
European Shipowners (ECSA) e International Chamber of Shipping
(ICS) hanno pubblicato oggi uno studio indipendente sulle principali
aree di divergenza tra il regolamento dell'UE sul riciclaggio delle
navi (EU SRR), applicabile dal 31 dicembre 2018, e la Convenzione di
Hong Kong (HKC) dell'International Maritime Organization (IMO), che
esamina anche i significativi cambiamenti apportati dai nuovi
standard globali dopo l'entrata in vigore della HKC.
«L'entrata in vigore della Convenzione di Hong Kong, il 26
giugno 2025 - ha ricordato il segretario generale dell'ECSA, Sotiris
Raptis - ha rappresentato una pietra miliare per il riciclaggio
sicuro ed ecocompatibile delle navi a livello mondiale. Ha portato a
cambiamenti significativi e tangibili a livello internazionale e ha
già contribuito alla realizzazione di impianti più
conformi. Il nostro studio individua aree concrete in cui possiamo
sfruttare l'esperienza acquisita con il regolamento UE sul
riciclaggio delle navi per rafforzare la Convenzione ed elevare gli
standard globali. La fase di accumulo di esperienza, che inizierà
nel 2027, rappresenta l'occasione ideale per discutere le aree di
miglioramento e garantire un unico standard internazionale
ambizioso. Nel frattempo, dobbiamo affrontare le attuali sfide in
termini di capacità, promuovendo al contempo un riciclaggio
sicuro ed ecocompatibile delle navi su scala globale. Facilitare
l'inclusione dei cantieri non OCSE nell'elenco SRR dell'UE - ha
sottolineato Raptis - deve essere una priorità per
l'UE».
«Questo studio indipendente e dettagliato
- ha aggiunto John Stawpert, principal director (Marine) dell'ICS -
mostra le significative sovrapposizioni tra il regolamento UE sul
riciclaggio delle navi e la Convenzione di Hong Kong. Il rapporto
evidenzia le divergenze tra i due strumenti e, individuando tre
lacune critiche, fornisce un chiaro orientamento sulle aree di
intervento durante la fase di acquisizione di esperienza dell'IMO
del prossimo anno».
Lo studio sottolinea che la portata globale molto più
ampia della Convenzione di Hong Kong rappresenta un punto di forza
fondamentale e rileva che affrontare le lacune individuate
rafforzerebbe la Convenzione, innalzerebbe gli standard globali e
garantirebbe un'attuazione coerente in tutto il mondo. A tal fine,
lo studio evidenzia tre aree chiave che potrebbero essere
affrontate, a partire da quella dell'autorizzazione degli impianti
di riciclaggio navale. Si osserva che le parti contraenti della
Convenzione di Hong Kong dovrebbero comunicare i propri meccanismi
di autorizzazione degli impianti, compresi i criteri obbligatori
applicati e la forma e la frequenza delle ispezioni, con norme più
chiare sulle organizzazioni a cui può essere delegata
l'autorizzazione. Inoltre, dovrebbero essere specificati gli
standard internazionali applicabili alla gestione dei rifiuti a
valle ai sensi della Convenzione di Hong Kong e le parti dovrebbero
comunicare quali standard considerano obbligatori per
l'autorizzazione degli impianti. Infine, l'ambito dell'inventario
dei materiali pericolosi previsto dalla Convenzione di Hong Kong
dovrebbe essere aggiornato per includere il maggior numero di
materiali contemplati dal regolamento UE sui materiali pericolosi.