
Dopo i rilievi mossi alle disposizioni contenute nel disegno di
legge governativo di riforma delle norme sui porti in occasione
della recente audizione presso la Commissione Trasporti, poste e
telecomunicazioni della Camera dei deputati
(
del
30
giugno 2026), nel pacchetto di proposte emendative al Ddl che
l'Associazione Italiana Terminalisti Portuali dovrà inviare
alla stessa Commissione entro il 28 luglio Assiterminal includerà
anche alcuni temi che aveva già proposto nel corso dei cicli
di audizione al Comitato interministeriale per le politiche del mare
(CIPOM) e che - ha lamentato l'associazione - non sono stati
recepiti nelle successive edizioni del Piano del Mare.
«Partiamo ovviamente - ha anticipato il presidente di
Assiterminal, Tomaso Cognolato - dall'annoso tema degli indici su
cui si dovrebbero calcolare le quote fisse dei canoni concessori e
su cui, nonostante una sentenza del Consiglio di Stato di due anni
fa e una recente del TAR Lazio, né il Ministero, né
tantomeno le Autorità di Sistema si sono mossi per compensare
i maggiori canoni pagati dai terminalisti in base a un errato
calcolo degli indici del 2023 che ci trasciniamo ancora oggi».
Per Assiterminal, il tema dei canoni concessori si inserisce
tuttavia in una più complessa riconsiderazione e conseguente
attuazione del principio generale di riequilibrio dei canoni
concessori, questione che l'associazione ha più volte
sollevato come cardine della relazione tra concedente e
concessionario, anche verso alcuni presupposti, molto criticati,
delle linee guida ministeriali successivamente ancor più
irrigiditi dalle delibere dell'Autorità di Regolazione dei
Trasporti.
Inoltre, Assiterminal sottoporrà altre questioni
all'attenzione del Parlamento. Tra queste, la circostanza in cui il
terminalista voglia fare investimenti infrastrutturali all'interno
di aree ZES o ZLS potendo utilizzare crediti di imposta che ad oggi
sono solo appannaggio di investimenti in beni strumentali. «In
un'ottica di partnership pubblico-privato e di carenza di risorse
pubbliche - hanno spiegato Cognolato e il direttore
dell'associazione, Alessandro Ferrari - riteniamo che incentivare
gli investimenti su infrastrutture demaniali, che quindi rimangono
allo Stato, attraverso meccanismi che in altri paesi UE sono già
attuati, possa essere uno strumento molto efficace, così come
favorire la costituzione di consorzi per l'autoproduzione di energia
elettrica utile al fabbisogno dei terminal ma anche, perché
no, se in surplus, al cold ironing».
Un'altra proposta di Assiterminal - hanno aggiunto Cognolato e
Ferrari - «sarà dedicata a fissare gli obiettivi di
traffico ferroviario, anche differenziati per ciascun ambito
portuale, nonché l'entità, i criteri e le modalità
di determinazione dello sconto sul canone di concessione
riconosciuto ai concessionari che incrementano il traffico
ferroviario in origine o destinazione dai porti: questo per dare
finalmente avvio, come succede solo in alcuni porti, a una
valorizzazione reale e misurabile di incentivi sull'incremento
dell'intermodalità ferroviaria».