
Ieri la giunta comunale di Bologna ha approvato una proposta di
delibera al consiglio comunale di presa d'atto della deliberazione
della Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti
dell'Emilia Romagna relativa alla ricognizione ordinaria delle
partecipazioni societarie. Nella proposta di delibera
l'amministrazione comunale risponde, fra l'altro, a un'osservazione
della Corte relativa alla detenzione di quote di Interporto, dove il
Comune detiene al momento il 35,10% delle quote societarie (gli
altri soci sono la Città Metropolitana di Bologna con il
17,56% e la Camera di Commercio di Bologna con il 5,90%).
Relativamente ad alcune società partecipate dal Comune,
la Corte dei Conti aveva accertato alcune criticità in merito
alla ricorrenza del “controllo pubblico” e del
“controllo pubblico sostanziale”. In particolare, con
riferimento alla società Bologna Interporto Spa,
nell'adunanza dello scorso 16 aprile la Corte aveva espresso
«criticità in merito alla revoca del recesso
precedentemente avviato, in presenza di accertate perdite di
esercizio continuative e reiterate. In particolare - precisava la
Corte - la Sezione ritiene necessaria da parte dell'ente socio una
ponderazione, nel rispetto delle scelte di amministrazione attiva di
competenza esclusiva del Comune, nell'ambito della propria
discrezionalità amministrativa, relativa al mantenimento
della partecipazione nella società anche in considerazione
della precedente decisione di dismissione della partecipazione in
esame, successivamente revocata».
L'amministrazione comunale ha spiegato oggi che, a fronte di
questo invito a valutare il mantenimento di queste quote, la giunta
ha deciso di avviare l'analisi di fattibilità e di impatto
economico della dismissione della partecipazione in Interporto. «Le
recenti modifiche statutarie - ha ricordato il Comune in una nota -
hanno definito un nuovo oggetto sociale della società,
orientato non più alla gestione immobiliare ma a un impegno
nel settore ferroviario e in quello delle energie rinnovabili.
L'azione degli enti locali ha anche prodotto la Carta metropolitana
della Logistica Etica per garantire lavoro buono e dignitoso agli
operatori di Interporto, e nuovi collegamenti di trasporto pubblico
per lavoratrici e lavoratori. Sulla base di questo, Interporto ha
definito un nuovo piano industriale coerente con la nuova mission
societaria. A questo punto il Comune ritiene soddisfatta l'esigenza
che aveva portato al mantenimento delle quote societarie per guidare
questo processo. Il mantenimento della presenza fra i soci della
Città metropolitana conferma comunque l'interesse pubblico
per un asset centrale per lo sviluppo del nostro territorio».
Intanto, oggi l'Interporto di Bologna ha accolto una delegazione
istituzionale delle Fiandre guidata da Annick De Ridder, ministra
delle Fiandre per la Mobilità, i Lavori Pubblici, i Porti e
lo Sport, in visita ufficiale per approfondire modelli di sviluppo
logistico sostenibile e rafforzare il dialogo tra territori europei.
«Accogliere una delegazione di così alto profilo
istituzionale - ha sottolineato il presidente della società
interportuale, Stefano Caliandro - rappresenta un riconoscimento del
percorso intrapreso da Interporto Bologna nel campo della
sostenibilità e dell'innovazione. Il confronto con realtà
avanzate come quella fiamminga è fondamentale per condividere
competenze, strategie e visioni comuni a livello europeo».