
Nel suo incessante profluvio di dichiarazioni, nelle scorse ore
Donald Trump ha fatto sapere che le azioni delle forze armate
statunitensi a supporto delle navi che transitano nello Stretto di
Hormuz hanno permesso ad oltre 100 milioni di barili di petrolio di
attraversare lo Stretto e di raggiungere il mercato libero. «Più
di 200 navi mercantili - ha evidenziato il presidente americano -
hanno attraversato lo Stretto in sicurezza. Questo straordinario
successo - ha aggiunto - è dovuto al fatto che gli Stati
Uniti d'America controllano lo Stretto di Hormuz, non l'Iran. Il
loro esercito - ha sottolineato - è stato sconfitto e la loro
economia è perduta. Per l'Iran è finita!». Poche
ore dopo Trump ha annunciato di aver deciso, prendendo atto «che
le discussioni con la Repubblica Islamica dell'Iran sono state
portate ai massimi livelli della leadership iraniana e approvate»,
di annullare «gli attacchi e i bombardamenti contro l'Iran
previsti per questa sera. Le discussioni e i punti in sospeso - ha
precisato - sono stati approvati, sia a livello concettuale che nei
dettagli, da tutte le parti coinvolte, inclusi Stati Uniti, Israele,
Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia, Pakistan,
Bahrein, Kuwait, Giordania, Egitto ed altri. Il blocco navale
rimarrà pienamente in vigore fino alla finalizzazione di
questo accordo. Data e luogo della firma saranno annunciati a
breve».
In attesa come tutti di sapere se la comunicazione di un accordo
con l'Iran, più volte annunciata da Trump, si tradurrà
questa volta nella firma di un patto che anche oggi la parte
iraniana sembra ben lungi dal voler sottoscrivere, la francese
AXSMarine pone qualche dubbio anche sulle ultime dichiarazioni del
presidente statunitense sul successo dell'operazione per
ripristinare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. La
società di shipping intelligence e analisi del mercato navale
ha reso noto che, sulla base dei propri dati AIS, nel periodo tra il
4 maggio e il 10 giugno 2026 lo Stretto di Hormuz è stato
attraversato da 140 navi commerciali uscite dal Golfo Persico,
totale che, includendo le navi in entrata nel Golfo Persico sale a
circa 220 transiti navali. Tuttavia - ha specificato AXSMarine -
quest'ultimo dato non è relativo alle sole navi assistite nel
transito dal Progetto Freedom avviato dall'amministrazione americana
per ripristinare il traffico marittimo nella regione, ma include
tutti i transiti commerciali comprese le navi che utilizzano le
rotte del corridoio navale nello Stretto sotto il controllo del
Corpo delle guardie della rivoluzione islamica.
Inoltre, AXSMarine ha evidenziato che, per valutare il successo
delle azioni per il ripristino del traffico navale nello Stretto di
Hormuz, è essenziale un confronto anno su anno da cui risulta
che nello stesso periodo di 38 giorni del 2025 sono stati registrati
2.155 attraversamenti di navi commerciali in uscita dallo Stretto di
Hormuz, pari a una media di 56,7 attraversamenti in uscita al
giorno. La società ha sottolineato che pertanto nei 38 giorni
del 2026 il traffico in uscita risulta quindi pari solo al 6-7% dei
livelli di un anno fa.
Inoltre, AXSMarine ha osservato che, se si è registrato
un netto picco di attraversamenti in uscita nella settimana
immediatamente successiva al 4 maggio, raggiungendo il totale
settimanale più alto dall'inizio di aprile, tuttavia il
traffico è diminuito nelle settimane successive e nei primi
dieci giorni di giugno si è attestato al di sotto dei livelli
di aprile e marzo. I dati - ha rilevato la società -
suggeriscono pertanto che l'aumento di inizio maggio sia da
considerare come una breve ripresa della domanda, repressa dopo
settimane di traffico ridotto, piuttosto che come una riapertura
duratura dello Stretto.