
Oggi, nell'ambito dell'esame del disegno di legge C. 2925 di
“Riordino della legge 28 gennaio 1994, n. 84, in materia di
governance portuale e rilancio degli investimenti in infrastrutture
strategiche di trasporto marittimo di interesse generale”,
presso la Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della
Camera dei deputati si sono tenute le audizioni informali di
rappresentanti dei sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti,
Fast-Confsal, UGL Mare e Porti e USB, ma anche della Compagnia Unica
Lavoratori Merci Varie “Paride Batini”.
In occasione dell'audizione, Filt-Cgil ha evidenziato che «c'è
la necessità di aggiornare il sistema portuale e di
rafforzare il coordinamento strategico nazionale delle politiche
della logistica e dei trasporti, ma - ha precisato l'organizzazione
sindacale in una nota - non come previsto nell'impianto della
riforma proposta». «Al centro delle criticità
evidenziate - ha spiegato Filt-Cgil - c'è la prevista
costituzione di Porti d'Italia S.p.A., un nuovo soggetto cui
verrebbero attribuite rilevanti funzioni infrastrutturali e
gestionali oggi in capo alle Autorità di Sistema Portuale. La
proposta rischia di indebolire l'autonomia e il ruolo delle Autorità
portuali, concentrare poteri e risorse in una struttura
centralizzata, alterare il confine tra funzioni pubbliche e attività
economiche e aprire interrogativi sulla tutela dell'interesse
pubblico e sulla gestione del patrimonio portuale nazionale. Siamo
anche fortemente preoccupati per le disposizioni che prevedono il
trasferimento di personale dalle AdSP alla nuova società,
nonché per il possibile utilizzo delle risorse generate dai
porti al di fuori delle esigenze dei singoli territori».
«Per noi - conclude la nota della Filt - serve rafforzare
il ruolo di indirizzo e coordinamento dello Stato, potenziare le
capacità operative delle AdSP e affrontare le principali
sfide del settore, dalla sicurezza sul lavoro al ricambio
generazionale, dal sostegno al lavoro portuale agli investimenti
infrastrutturali e logistici».