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FORUM über Shipping
und Logistik

Associazione Porti Italiani
(Assoporti)

Relazione del Presidente
Sen. Francesco Nerli

Assemblea Generale

 

Roma, 24 ottobre 2006

 

Signori Ministri, Autorità, graditissimi ospiti, cari colleghi e rappresentanti del mondo portuale, porto a voi tutti, con piacere, il benvenuto alla nostra Assemblea annuale.

È opinione comune che la portualità del nostro Paese sia giunta ad un passaggio estremamente delicato, e che vi è giunta anzitutto perché negli ultimi anni, pur se in una situazione economica generale del Paese sostanzialmente stagnante, è mancata una visione ed una politica della logistica.

Al di là di interventi di facciata ed episodici, non si è investito in modo organico, sufficiente ed integrato nel potenziamento delle reti e dei nodi, nel governo della rete complessiva, nell'ammodernamento dei servizi ferroviari, nella razionalizzazione del settore dell'autotrasporto.

In poche parole non si sono create le condizioni per far sì che la logistica diventasse, come innegabilmente può essere, un fattore di sviluppo e di traino dei processi economici. E tutto ciò è avvenuto in una fase in cui i naturali competitori europei hanno progressivamente orientato in tal senso le loro azioni ed i loro investimenti, in primo luogo la Spagna; per tacere di ciò che ormai da molti anni si sta realizzando nell'agguerrito range portuale del nord Europa, in grado di assicurare servizi alle merci fino alla pianura Padana, erodendo quote di traffico che nella seconda metà degli anni '90 e nei primissimi anni del 2000 avevamo recuperato.

E come sappiamo, questo è ancor più grave se teniamo conto che la quota maggiore di esportazioni italiane è verso i Paesi europei, mentre l'export in direzione dei Paesi dell'Asia ricopre quote marginali, determinando sbilanciamenti nei traffici marittimi che rendono meno attrattivi i nostri scali.

Se poi si pensa al fatto che sono nati e stanno nascendo sulle coste sud del Mediterraneo (es. Damietta e Port Said) o in prossimità dei punti di accesso (es. Tangeri) grandi terminal containers deputati a diventare catalizzatori di rotte transoceaniche con regole, condizioni di insediamento e di operatività più vantaggiose delle nostre, il quadro diventa ancor più problematico.

Negli ultimi anni, invece di mettere in campo strategie idonee a contrastare l'erosione dei traffici a noi destinati o generati dall'Italia ed a favorire la competitività con una concorrenza più agguerrita, ci si è impantanati in un dibattito, anche parlamentare, riguardante aspetti che non erano, pur nella legittima ricerca di innovazioni normative, finalizzate a razionalità ed efficienza all'altezza ed in sintonia con questa sfida.

È successo così che in questo periodo la fase riflessiva dell'andamento dell'attività portuale ha innescato contraccolpi sulle attività delle imprese e sulle opportunità di lavoro, e come se non bastasse, si è combinata con provvedimenti che hanno limitato la capacità della Autorità Portuali di svolgere il ruolo di regolatori delle complesse realtà che essi amministrano, con misure di taglio di spese (ben 7 in meno di cinque anni) inopinatamente applicati ad enti che non gravano per la loro gestione sul bilancio dello Stato; provvedimenti riferiti tra l'altro alla spesa per investimenti, compresi quelli che dovevano essere effettuati con risorse per le quali era già prevista la necessaria copertura di bilancio, o con risorse prodotte dalle stesse Autorità Portuali.

Tutto questo è ancor più grave ove si consideri che i nostri porti, oltre alla funzione di centro di distribuzione di flussi marittimi, sono elementi di una rete logistica composita, che debbono rispondere a funzioni diverse tutte indispensabili per il sistema-Paese:

  • approvvigionamento energetico;
  • supporto alle aree produttive e di consumo di dimensione regionale;
  • gates delle autostrade del mare;
  • collegamenti con le aree insulari;
  • funzione passeggeri, turistico-crocieristica.

Occorre quindi una decisa sterzata.

Cogliamo un chiaro segnale in tal senso nella manifestata volontà del Governo di porre al centro delle problematiche politiche ed economiche la logistica e, all'interno di essa, la portualità.

A nostro avviso, una prima importante risposta nel senso del cambiamento si coglie nel d.d.l. finanziaria e nell'articolo 13 del decreto legge n. 262/06.

Infatti, il recente d.d.l. finanziaria per il 2007, sembra segnare finalmente un punto di svolta significativo. Naturalmente migliorabile. Comunque tale da dare le prime risposte a questione che, da anni, Assoporti ha sottoposto a Governo e Parlamento, la cui risoluzione è decisiva per il rilancio della portualità.

Con l'art. 136 del d.d.l. finanziaria 2007 si disegna, infatti, il superamento dei vincoli di spesa - che, a nostro avviso, dovrebbe riferirsi anche alle spese per tutte le attività istituzionali delle Autorità Portuali - e lo si disegna come logica conseguenza della costruzione di un sistema di autonomia finanziaria effettiva delle Autorità Portuali. Autonomia da avviare attraverso 3 passaggi fondamentali: l'automatica attribuzione alle Autorità Portuali, a partire dal 2007, del gettito delle tasse propriamente portuali - al prioritario fine di realizzare la manutenzione dei porti - integrata con risorse "perequative"; la previsione, da determinare nel quantum, che una quota della ricchezza generata dal porto deve ritornare alle Autorità Portuali affinché esse possano investirla in nuove infrastrutture; l'ipotesi di revisione della disciplina delle tasse e dei diritti portuali, con finalità, a nostro giudizio, di semplificazione e razionalizzazione, di revisione per la tassa di ancoraggio di alcuni elementi che non consentono di ricondurre puntualmente il gettito al porto che effettivamente lo genera. Il tutto fermo rimanendo il principio della non comprimibilità di "diritti portuali" la cui misura unitaria (inferiore a quella di diversi Paesi europei) è ormai ferma da più lustri.

Nel medesimo ambito si danno risposte ad argomenti da troppo tempo in sospeso: il finanziamento degli oneri di gestione della security; il regime fiscale dei canoni di concessione demaniale e il regime fiscale applicato alla realizzazione di opere di ampliamento, ammodernamento e riqualificazione nei porti esistenti, in modo da evitare tra l'alto inutili e dannosi contenziosi.

Come ho già detto la proposta è migliorabile. In particolare è necessario eliminare il riferimento alle "costruzioni" contenuto nel comma 2; non possiamo certo credere che per le grandi opere di infrastrutturazione siano sufficienti le risorse derivanti dalle sole tasse e diritti marittimi; inoltre il riferimento alle "costruzioni" non è coerente con quanto si prevede al comma 8, che è il vero completamento dell'autonomia finanziaria.

Condivisibile e importante ci appare la previsione (contenuta nell'art. 137) finalizzata allo sviluppo degli hub portuali di interesse nazionale, seppure noi suggeriamo di estendere il concetto anche a possibili sistemi portuali.

Comunque cogliamo in questa previsione il segnale di avvio di una politica di sviluppo complessivo delle varie filiere e direttrici di traffico cui corrispondono le diverse funzioni della portualità nazionale cui prima ho fatto cenno.

Questa misura, combinata con la adeguata determinazione di risorse per la realizzazione di opere previste al comma 8 dell'art. 136 potrà concretizzare quell'effettivo salto di qualità della portualità italiana che il Governo dice di voler perseguire con queste misure.

A ciò fa da premessa e corollario l'articolo 13 del citato d.l. 262/06 sui dragaggi nei porti, proposto dal Ministro Di Pietro, senza del quale non sarebbe possibile dare avvio a molte opere portuali e consentire il ritorno agli investimenti degli operatori privati con forme di finanziamento pubblico-privato, anche attraverso il project financing.

Detto questo, il tema della realizzazione di opere infrastrutturali necessita, a nostro avviso, una ulteriore breve riflessione alla luce di ciò che sta avvenendo in Europa.

Infatti, dopo la bocciatura, per la seconda volta, della proposta di Direttiva sull'accesso al mercato dei servizi portuali, la Commissione Europea, a giugno scorso, in occasione dell'ultima Assemblea dell'ESPO - l'Organizzazione dei Porti Marittimi Europei - ha annunciato l'avvio di un processo di consultazione sulla politica portuale europea, processo che, a partire dai prossimi giorni, si dispiegherà fino alla metà del 2007 e dovrebbe concludersi con una "Comunicazione" della stessa Commissione sul tema.

Tra gli argomenti del dibattito (e presumibilmente della Comunicazione) vi è quello del "finanziamento dei porti e degli aiuti di Stato". Pur essendo quasi unanimemente condiviso dai rappresentanti di tutte le portualità europee il fatto che lo sviluppo dei porti richiede sostanziali investimenti, ma essendo anche condiviso - e ciò non può essere taciuto - il principio secondo il quale "gli organismi di gestione dei porti" dovrebbero essere finanziariamente autonomi, va emergendo, già nella fase di avvio del dibattito, la tendenza di alcuni a ricondurre nel novero degli aiuti di Stato anche il finanziamento di quelle opere che consentono l'erogazione di servizi alle navi ed alle merci (moli, banchine, piazzali, sistemi informativi).

Riteniamo assolutamente non condivisibile questo indirizzo

, in particolare se si pensa alle banchine "pubbliche" (non in concessione) ed a quelle affidate in concessioen a seguito di adeguate procedure di selezione. Appare anzi inopportuno e non coerente con il principio del Trattato dell'UE (secondo il quale "la Comunità ha il compito di promuovere - nell'insieme della Comunità medesima - uno sviluppo armonioso ed equilibrato") mettere in dubbio la possibilità di investimenti pubblici intesi ad adeguare l'offerta di infrastrutture anche in aree (quali l'Italia) meno attrezzate rispetto a quelle di diversi partners. Tutto ciò ci impone almeno due cose: la prima, una risposta coordinata dai Ministeri competenti e dall'intero "cluster" marittimo in tutte le sedi, a partire da Bruxelles;
la seconda di dare una vigorosa accelerazione alle politiche di investimento prima che sia troppo tardi. Solo così possiamo evitare la progressiva marginalizzazione degli scali marittimi italiani.

Riprendendo il filo del discorso, ritengo che, ovviamente, come peraltro già detto, lo sviluppo e la crescita dei porti quali anelli di una rete logistica, va collocata all'interno di un'adeguata cornice di "piano" che assicuri la mobilità di merci e persone mediante una crescita quantitativa e qualitativa dell'intera rete dai punti di vista infrastrutturale, organizzativo-amministrativo, gestionale e dei servizi.

Il disegno complessivo che si andrà quindi a delineare dovrà tenere conto del contesto economico a scala mondiale, che vede anzitutto il permanere di un trend di decisa crescita dell'economia dei Paesi dell'Asia, del Pacifico, dell'Africa e dell'America Latina.

Dovrà, altresì, considerare che, nonostante un quadro definito di incertezza, in particolare in Europa, si prevede un incremento del traffico mondiale di merci introno al 7% nel 2006 (in accelerazione rispetto al 6,5% del 2005), quindi una crescita attesa del trasporto marittimo e del transito delle merci in Mediterraneo, in particolare lungo la direttrice da est a ovest.

Assumendo come parametro di riferimento i containers, che certo non esauriscono i commerci marittimi mondiali (si pensi ai grandi volumi di rinfuse liquide e solide trasportati) questo si potrebbe tradurre - secondo autorevoli ricerche di settore - nel passaggio della movimentazione di containers nel Mediterraneo dagli attuali 29 milioni circa di TEU ai 54 milioni di TEU nel 2015. Traffici ai quali si sommano quelli inframediterranei già esistenti, quelli generati in particolare nel settore orientale del bacino, derivanti dalla crescita dell'economia turca, nonché le potenzialità che potrebbero derivare dal Mar Nero, su cui si affacciano i prossimi partners europei (Romania e Bulgaria), e che è area verso la quale va manifestando crescente attenzione anche l'armamento nazionale.

Per ciò che concerne la cornice/piano di settore, condividiamo quindi l'ipotesi di quel "piano della mobilità" che il Ministro Bianchi, fin dal suo insediamento, ha indicato come priorità dell'Amministrazione dei Trasporti.

Anche noi riteniamo necessario che esso nasca da un confronto con tutti i rappresentanti dei soggetti operanti per il trasporto, degli utilizzatori e degli enti territoriali ai diversi livelli (Regionale e locale).

Si tratta di ricostruire una linea di continuità con il Piano Generale dei Trasporti e della Logistica il cui aggiornamento è necessario alla luce delle evoluzioni intervenute a livello mondiale; dell'approssimarsi della scadenza -2010- cui è fissata la realizzazione dell'area mediterranea di libero scambio; di criticità e sfide nuove, a partire da quella della security; dei mutamenti apportati alla Carta Costituzionale. Questa ricostruzione non potrà prescindere da una stretta collaborazione tra il Ministero delle Infrastrutture e quello dei Trasporti. Assoporti, per quanto compete, sosterrà questo percorso e darà ogni volta il contributo che gli sarà richiesto.

*****

Sul finire della passata legislatura, era stato elaborato il "Piano per la logistica". Avevamo giudicato quel documento "parziale", era infatti più un piano per la logistica dell'autotrasporto, e solo in parte del combinato strada-mare.

Emergeva da esso una sottovalutazione dei comparti marittimo e portuale nella loro valenza e complessività. Alcuni elementi di quell'analisi appaiono comunque utili in particolare quelli riguardanti il tema delle "Autostrade del mare", anche se ci è parso limitativo affrontarlo in una dimensione solo nazionale. Una delle misure previste, con l'approvazione del provvedimento del cosiddetto "Ecobonus", si avvia alla fase attuativa; fase delicata. Si va ad intervenire su un mercato già operante i cui equilibri vanno spostanti in avanti ma non possono essere artificiosamente alterati.

Naturalmente non intendiamo a questo punto mettere in discussione l'ecobonus, desideriamo tuttavia ribadire che se si vuole puntare su una consistente crescita delle "Autostrade del mare" occorre porre in essere una serie di azioni che vanno dal potenziamento delle infrastrutture e strutture portuali ed extra portuali, alla messa in esercizio di nuovo naviglio, alle alleanza operative tra armatori, autotrasportatori, vettori ferroviari e piastre logistiche. In questo ambito, a nostro avviso, RAM può svolgere un compito di supporto e di servizio, ma non può svolgere funzioni di regolazione e gestione.

*****

Tornando alla rete logistica, ed in particolare alla crescita dei porti nella rete stessa, come già detto, va vista nei suoi aspetti infrastrutturale, organizzativo e gestionale.

Per il primo aspetto, il miglioramento e la crescita dei porti maggiori, lo dico solo di passaggio, vanno coniugati con il miglioramento delle connessioni alle reti terrestri - in particolare ai grandi assi nazionali, comunitari (le direttrici della TEN) ed ai corridoi internazionali, che per la gran parte coincidono con la rete della TEN ed agli altri grandi nodi intermodali interni (Interporti, centri logistici, etc.).

Mentre, dal punto di vista gestionale e dell'erogazione dei servizi, non è superfluo soffermarsi un momento su alcune considerazioni.

Intanto bisogna continuare a garantire nelle nuove condizioni un mercato trasparente, benché regolato. Naturalmente, per quanto riguarda le operazioni portuali (sbarco, imbarco e movimentazione in genere delle merci) non bisogna perdere di vista che anche per esse si tratta di mercato regolato nel quale non riteniamo siano ammissibili forme di dumping sociale. E questo a prescindere dal fatto che la concorrenza si stia esprimendo "nel" mercato o per "il" mercato.

Quindi occorre coniugare la produttività e l'efficienza delle attività e dei servizi portuali, compresi quelli tecnico-nautici, con costi adeguati e adeguata remunerazione dei fattori produttivi.

Non può essere inoltre ignorato che le reti trasportistiche, ed ancor più i nodi - primi tra tutti i porti - non hanno capacità illimitata.

Proprio per questo motivo è decisivo valutare con la massima cura i modelli organizzativi sia degli enti gestori che degli operatori.

È un aspetto questo, sul quale negli ultimi anni si è sviluppato un importante confronto in varie sedi. In parte è stato stimolato anche da Assoporti. Ma a nostro avviso, diversamente da quello che ci aspettavamo, ci si è focalizzati su aspetti secondari rispetto all'obiettivo vero, quello della costruzione di una portualità forte a servizio di un Paese che vuol crescere anche nel comparto logistico.

In mancanza di un asse forte come quello che oggi sembra delinearsi questo confronto si è caratterizzato per un continuo susseguirsi di interessi particolari, se non corporativi e lobbystici.

Non ha peraltro contributo a creare condizioni favorevoli di confronto il modo in cui è affrontata nella passata legislatura la questione della nomina dei Presidenti delle Autorità Portuali. Per anni il meccanismo previsto dalla legge, che assicura un equilibrato intervento dei diversi poteri pubblici - lo Stato, la Regione, le autonomie locali - non ha impedito di individuare nei tempi normali i vertici delle Autorità Portuali. Siamo pertanto perplessi rispetto a modifiche che alterino questo meccanismo e mutino l'equilibrio istituzionale. Siamo solo interessati a che le Autorità Portuali possano operare disponendo di tutti i propri ordinari organi.

Naturalmente l'esito positivo della finanziaria potrà consentire al Vice Ministro De Piccoli, che ha iniziato a lavorare a questo proposito, di proseguire in condizioni diverse dal passato; e quindi attraverso il confronto con le associazioni/organizzazioni nonché quando necessario attraverso il "tavolo del mare", raggiungere un'utile ipotesi di aggiornamento della Legge 89/94.

*****

Non è estraneo a tutto questo lo stesso tema delle dimensioni territoriali delle Autorità Portuali. Vorrei limitarmi ad osservare a questo proposito che laddove aggregazioni di porti interno ad una preesistente Autorità Portuale sono sorte come proposta o esigenza dal basso, queste hanno dato buoni risultati. Viceversa forti dubbi suscita l'ipotesi di aggregazione calata dall'alto.

Appare al di fuori di ogni logica non tenere conto delle realtà in cui ci troviamo ad operare e dell'impossibilità di forzare un mercato che vede operatori diversi validamente ed efficacemente agire, anche per le stesse tipologie merceologiche, in porti talora poco distanti tra loro.

In definitiva (salvo casi particolarissimi) la specializzazione non può essere decisa a tavolino.

Proprio per questo, partendo dall'esigenza di un disegno programmatico complessivo, riteniamo che all'interno di una pianificazione complessiva si possono fornire le indicazioni e le opportunità ad ogni porto perché trovi una propria finalizzazione peculiare. Ciò va fatto attraverso il confronto con gli enti responsabili dell'assetto del territorio e partendo dai compiti di pianificazione e programmazione degli ambiti portuali, propri delle Autorità Portuali, che sono strettamente connessi con la programmazione delle altre strutture - lineari e nodali - della logistica.

Ne deriva da questo che Assoporti è contraria ad una proliferazione delle Autorità Portuali, che non abbiamo condiviso quando è avvenuta, né intendiamo condividere, poiché, tra l'altro, si sminuiscono così la valenza e la funzione del modello istituzionale ed organizzativo, che ha dato tanti risultati in questi anni.

Visto che siamo all'inizio di una nuova legislatura, credo sia utile soffermarsi su un altro aspetto che riguarda la connotazione o il modello delle Autorità Portuali. Qualcuno ipotizza il passaggio da un modello puramente autoritativo-regolatore ad una tipologia di ente pubblico-economico, o verso forme societarie; credo che sia opportuno a questo proposito riflettere partendo dalle esperienze già vissute in Italia.

Dobbiamo partire dal fatto che l'Autorità Portuale così come oggi è intesa - ente regolatore e di pianificazione - è stata anzitutto la risposta ad enti, consorzi, variegati tra loro, per assetto e competenze, ma accomunati dal fatto di essere al contempo regolatori del mercato ed operatori nello stesso mercato. Da quelle esperienze il Paese ereditò strutture burocratiche, frequentemente elefantiache; una massa di debiti considerevoli (che le Autorità Portuali hanno di fatto "pagato" fino a tutto il 2005); l'assenza (o quasi) di imprenditori portuali forti, che solo dopo l'entrata in vigore della L. 84/94 sono cresciuti o si sono insediati nei nostri porti, provenienti anche dall'estero. Un modello che aveva creato lavoro ed impresa entrambi assistiti.

Ma non sono solo quei risultati che ci fanno dubitare dell'opportunità di tornare al passato. Dirimenti appaiono altre considerazioni:

  • come reagirebbe il mercato all'irruzione di un soggetto operativo che è anche regolatore?
  • quali garanzie avrebbe un operatore privato, vigilato e regolato da un suo concorrente, reale o anche solo potenziale?

Anche a voler ipotizzare la trasformazione delle Autorità in soggetti societari, peraltro gestori di un bene pubblico qual è il porto - che deve rimanere pubblico poiché risponde ad esigenze non solo economiche dell'intero sistema Paese o di ampie aree di esso:

  • che senso avrebbe interporre un soggetto privatistico tra il proprietario del bene ed il suo utilizzatore?
  • quale forza e credibilità avrebbe un soggetto di natura privatistica nei confronti degli enti e delle comunità locali allorché propone e realizza interventi sul territorio, perseguendo una logica di propri interessi economici, non sempre conciliabili con gli interessi generali e pubblici del territorio?

Tra l'altro non possiamo ignorare il dibattito e l'evoluzione in corso in sede comunitaria. Pur nella diversità dei sistemi e delle tradizioni giuridiche nazionali, ci si indirizza comunque, per i porti maggiori, verso organismi di gestione caratterizzati da strutture specialistiche, dotati di ampia autonomia finanziaria, cui sono devoluti poteri decisionali dai livelli centrali e locali (rispetto ai quali conservano una loro indipendenza), quindi anche con ampia autonomia decisionale.

Concludendo su queste questioni, ritengo che una discussione intorno alla migliore "forma" dell'organo di gestione dei porti, di fatto sottovaluta un aspetto ben più determinante: quello dei rapporti tra le Autorità Portuali ed i grandi operatori terminalisti insediati in numerosi porti, e con quei terminalisti che fanno riferimento a grandi gruppi dello shipping-operatori globali. Essi in virtù dei considerevoli volumi movimentati e per alcuni degli stessi della capacità di investimenti, hanno un potere contrattuale fortissimo nei confronti dei porti.

Per questi aspetti la possibile risposta appare il consolidamento (da perseguire anche a livello comunitario) degli strumenti concessori e di quanto già previsto dalla Legge 84. L'applicazione cioè di questi strumenti secondo forme adeguate e trasparenti, tali da consentire all'operatore/concessionario di rientrare degli investimenti realizzati; con meccanismi ancor più stringenti di quanto attualmente previsto, che impegnino l'operatore/concessionario ad assicurare il raggiungimento degli obiettivi che si assume nell'atto di concessione e consentano all'Autorità Portuale di svolgere la propria funzione di controllo circa il perseguimento da parte del concessionario di detti obiettivi.

È venuto quindi il momento di adottare il decreto attuativo dell'articolo 18 della Legge 84/94 e, se ritenuto opportuno, introdurre nuovi elementi di specificazione nello stesso articolo 18, anche avendo riguardo ad una dimensione del problema che non è solo del singolo porto o di un'area geografica, ma può riguardare il sistema-Paese.

*****

Nell'avviarmi alle conclusioni di questa relazione, un cenno è doveroso ad altre questioni solo apparentemente di minor livello.

Anzitutto l'esigenza di dare una soluzione stabile e definitiva all'ordinaria discontinuità del lavoro temporaneo portuale.

Acclarata e condivisa da tutte le parti sociali l'inapplicabilità alla specificità del lavoro portuale del meccanismo (adottato per altri settori), di cui all'art. 17, comma 15 della L. 84/94, si tratta di individuare, attraverso una misura di carattere strutturale, a favore dei lavoratori portuali fornitori di prestazioni di mano d'opera temporanea, un'indennità per il mancato avviamento al lavoro (quindi per la disponibilità alla prestazione), che sia equa, compatibile con il sistema generale degli ammortizzatori sociali e coerente con i costi della fase portuale. A questo riguardo, sottolineiamo la richiesta, così come recentemente ripresentata dalle parti sociali ai Ministeri competenti, intesa alla risoluzione legislativa del problema, a partire dalla finanziaria in discussione al Parlamento.

Naturalmente pensiamo di continuare ovvero riprendere il dialogo costruttivo con le competenti Direzioni Generali e strutture dei competenti Ministeri su temi già avviati quali quelli rispettivamente riguardanti la safety (ex Decreto Legislativo 272/99), la security, i servizi tecnico-nautici ed altri.

Per quanto concerne tematiche di rilievo anche ambientale, quali ad esempio i dragaggi e la c.d. "Seveso-ter" di cui al Decreto Lg.vo n. 238/05, senza addentrarmi nello specifico, a partire dal tema rilevante dei dragaggi - come già detto prima -, sul quale proprio in questi giorni si sta dibattendo in Parlamento, auspichiamo che vada presto a buon fine l'istituzione di quel tavolo di confronto tra Ministeri dei Trasporti e delle Infrastrutture con il Ministero dell'Ambiente e gli altri competenti Ministeri, nonché i soggetti interessati. A tale tavolo di confronto intendiamo dare il nostro pieno contributo.

Circa la security, vorrei ricordare che le Autorità Portuali ed in genere gli operatori portuali sono consapevoli di essere parte di coloro che devono farsi carico di una sfida che non ha confini. Consci di questa responsabilità, in coerenza con le previsioni delle Convenzioni internazionali e le regole comunitarie in materia, non consideriamo però possibile "scaricare", sulle Autorità Portuali e sugli operatori, compiti che non appartengono loro o forme di controllo incompatibili con la fluidità della fase portuale, peraltro senza sfruttare le sinergie e le economie che si possono realizzare interagendo con controlli e verifiche di altra natura (es. i controlli doganali e della Guardia di Finanza), che pure si effettuano in porto. In questi termini consideriamo che questa complessa questione debba essere riesaminata da subito.

*****

In conclusione, rinnovo il più sentito ringraziamento a tutti gli intervenuti, e, se consentite, alla compagine di Assoporti, cominciando dai nostri collaboratori.

La portualità italiana svolge un ruolo fondamentale per lo sviluppo del nostro Paese che va salvaguardato e potenziato. Così come vanno salvaguardate le competitività della nostra flotta, dei nostri cantieri e di tutte le altre attività che compongono il "cluster" marittimo. Con questo ed insieme alle istituzioni, a partire dalle Capitanerie, insieme al mondo del lavoro, le Autorità Portuali intendono continuare a fare la loro parte, in modo da costruire un ulteriore progresso dell'intero comparto marittimo-portuale e della logistica.

 

 


Tabella 1

MOVIMENTO MERCI E PASSEGGERI IN PRINCIPALI PORTI ITALIANI
- Anno 2005 -

 

Rinfuse
liquide
(x 1.000)

Rinfuse
solide
(x 1.000)

Merci
varie
(x 1.000)

Totale
tonn.
(x 1.000)

TEU's
(n'.)

Passeggeri
(n'.)

             

Savona-Vado

8.039

4.396

3.721

16.156

219.876

947.586

Genova

21.464

8.201

25.524

55.189

1.624.964

3.037.979

La Spezia

3.055

1.530

12.577

17.162

1.024.455

56.358

Marina di Carrara

-

267

2.794

3.062

6.681

-

Livorno

8.627

1.186

18.398

28.211

658.506

2.513.377

Piombino

486

6.101

1.699

8.286

-

3.637.323

Civitavecchia

4.475

1.609

5.433

11.517

44.615

3.167.024

Fiumicino

5.399

-

-

5.399

-

-

Gaeta

1.915

720

108

2.743

-

-

Napoli

5.619

4.176

11.214

21.009

373.628

9.001.918

Salerno

-

122

8.073

8.195

418.205

301.138

Gioia Tauro

365

124

24.276

24.765

3.208.859

-

Taranto

6.907

24.117

16.633

47.657

716.856

138

Brindisi

2.863

6.364

79

9.306

2.166

562.227

Bari

106

1.365

2.945

4.416

10.008

1.454.948

Ancona

5.046

1.511

2.652

9.210

64.209

1.536.432

Ravenna

4.757

11.980

7.142

23.879

168.588

15.700

Chioggia

-

1.159

974

2.133

-

-

Venezia

12.147

9.556

7.396

29.099

289.860

1.365.375

Portonogaro

-

363

865

1.228

42

-

Monfalcone

245

1.141

2.452

3.838

1.496

165

Trieste

37.970

1.963

7.785

47.718

198.319

90.523

Messina-Milazzo

16.267

758

8.635

25.661

-

9.819.258

Catania

54

206

3.557

3.817

15.343

261.873

Augusta

31.970

1.448

-

33.419

-

1.169

Palermo

750

240

4.749

5.739

27.984

2.003.755

Cagliari-Sarroch

26.985

414

10.514

37.913

639.049

453.042

Olbia-Golfo Aranci

-

125

6.425

6.550

-

4.438.063

             

Totale (n' 28 porti)

205.513

91.144

196.622

493.278

9.713.709

44.665.371

Fonte: Elaborazione Assoporti su fonti diverse (Autorità Portuali, Aziende Speciali)

 

Tabella 2

MOVIMENTO MERCI E PASSEGGERI IN PRINCIPALI PORTI ITALIANI
Confronto anni 2004 - 2005

 

2004

2005

 

Totale
tonn.
(x 1.000)

TEU's
(n'.)

Passeggeri
(n'.)

Totale
tonn.
(x 1.000)

TEU's
(n'.)

Passeggeri
(n'.)

             

Savona-Vado

14.362

83.891

833.522

16.156

219.876

947.586

Genova

55.837

1.628.594

3.015.365

55.189

1.624.964

3.037.979

La Spezia

18.435

1.040.438

41.036

17.162

1.024.455

56.358

Marina di Carrara

3.032

7.917

-

3.062

6.681

-

Livorno

27.051

638.586

2.378.892

28.211

658.506

2.513.377

Piombino

8.165

-

3.615.441

8.286

-

3.637.323

Civitavecchia

11.304

36.301

2.591.778

11.517

44.615

3.167.024

Fiumicino

5.939

-

-

5.399

-

-

Gaeta

2.404

-

-

2.743

-

-

Napoli

19.667

347.537

9.450.931

21.009

373.628

9.001.918

Salerno

8.992

411.615

421.065

8.195

418.205

301.138

Gioia Tauro

26.361

3.261.034

-

24.765

3.208.859

-

Taranto

43.582

763.318

433

47.657

716.856

138

Brindisi

11.065

3.815

544.403

9.306

2.166

562.227

Bari

3.816

20.192

1.339.464

4.416

10.008

1.454.948

Ancona

9.098

65.077

1.412.905

9.210

64.209

1.536.432

Ravenna

25.422

169.432

17.599

23.879

168.588

15.700

Chioggia

2.000

-

-

2.133

-

-

Venezia

29.756

290.898

1.037.833

29.099

289.860

1.365.375

Portonogaro

1.764

-

-

1.228

42

-

Monfalcone

3.987

2.234

284

3.838

1.496

165

Trieste

46.906

174.729

303.490

47.718

198.319

90.523

Messina-Milazzo

16.404

-

11.033.265

25.661

-

9.819.258

Catania

5.104

12.135

289.420

3.817

15.343

261.873

Augusta

33.022

-

-

33.419

-

1.169

Palermo

5.937

24.040

1.764.499

5.739

27.984

2.003.755

Cagliari-Sarroch

32.237

501.194

498.055

37.913

639.049

453.042

Olbia-Golfo Aranci

6.415

-

3.952.717

6.550

-

4.438.063

             

Totale (n' 28 porti)

478.067

9.482.977

44.542.397

493.278

9.713.709

44.665.371

Confronto su totali anni 2005 e 2004:

 
   

- Percentuale su totale Tonnellate:

+3,2%

   

- Percentuale su totale TEU's:

+2,4%

   

- Percentuale su totale Passeggeri:

+0,3%

Fonte: Elaborazione Assoporti su fonti diverse (Autorità Portuali, Aziende Speciali)

 

Tabella 3

MOVIMENTO MERCI E PASSEGGERI IN PRINCIPALI PORTI ITALIANI
Confronto anni 2004 - 2005

 

2000

2005

 

Totale
tonn.
(x 1.000)

TEU's
(n'.)

Passeggeri
(n'.)

Totale
tonn.
(x 1.000)

TEU's
(n'.)

Passeggeri
(n'.)

             

Savona-Vado

13.198

36.905

477.479

16.156

219.876

947.586

Genova

50.804

1.500.632

2.765.668

55.189

1.624.964

3.037.979

La Spezia

16.521

909.962

75.647

17.162

1.024.455

56.358

Marina di Carrara

3.384

10.635

-

3.062

6.681

-

Livorno

24.583

501.339

1.717.531

28.211

658.506

2.513.377

Piombino

10.381

-

3.205.633

8.286

-

3.637.323

Civitavecchia

9.849

12.617

2.258.525

11.517

44.615

3.167.024

Gaeta

1.628

-

30

2.743

-

-

Napoli

14.784

396.562

7.920.842

21.009

373.628

9.001.918

Salerno

3.834

275.963

304.461

8.195

418.205

301.138

Gioia Tauro

30.818

2.652.701

-

24.765

3.208.859

-

Taranto

33.880

3.400

132

47.657

716.856

138

Brindisi

8.048

6.922

992.470

9.306

2.166

562.227

Bari

3.455

1.373

1.155.198

4.416

10.008

1.454.948

Ancona

11.152

83.934

1.210.453

9.210

64.209

1.536.432

Ravenna

22.677

181.387

6.706

23.879

168.588

15.700

Chioggia

1.488

17

-

2.133

-

-

Venezia

28.176

218.023

873.239

29.099

289.860

1.365.375

Portonogaro

1.591

1.303

-

1.228

42

-

Monfalcone

3.278

160

-

3.838

1.496

165

Trieste

47.612

206.134

205.626

47.718

198.319

90.523

Messina-Milazzo

10.776

-

12.344.545

25.661

-

9.819.258

Catania

2.637

12.851

80.009

3.817

15.343

261.873

Augusta

31.299

-

-

33.419

-

1.169

Palermo

5.225

17.128

1.342.364

5.739

27.984

2.003.755

Cagliari-Sarroch

30.316

21.631

502.313

37.913

639.049

453.042

Olbia-Golfo Aranci

5.759

-

3.516.891

6.550

-

4.438.063

             

Totale (n' 28 porti)

427.153

7.051.579

40.955.762

487.879

9.713.709

44.665.371

Confronto su totali anni 2005 e 2000:

 
   

- Percentuale su totale Tonnellate:

+14,2%

   

- Percentuale su totale TEU's:

+37,8%

   

- Percentuale su totale Passeggeri:

+9,1%

Fonte: Elaborazione Assoporti su fonti diverse (Autorità Portuali, Aziende Speciali)

 

Tabella 4

CONTAINERS MOVIMENTATI IN PRINCIPALI PORTI MEDITERRANEI DELL'UNIONE EUROPEA
(in migliaia di TEU)

 

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

                     

Gioia Tauro (1)

572

1.449

2.094

2.203

2.653

2.448

3.009

3.149

3.261

3.209

Algeciras (1)

1.307

1.538

1.826

1.833

2.009

2.152

2.229

2.516

2.937

3.180

Valencia

708

832

1.005

1.170

1.308

1.507

1.821

1.993

2.137

2.398

Barcellona

767

972

1.095

1.235

1.388

1.411

1.461

1.652

1.911

2.078

Genova

826

1.180

1.266

1.234

1.501

1.527

1.531

1.606

1.629

1.625

Cipro

593

663

1.072

1.045

1.033

1.165

1.244

1.300

1.461

(*)

1.500

Pireo (1)

575

684

933

906

1.161

1.166

1.405

1.605

1.542

1.395

La Spezia

871

616

732

843

910

975

975

1.007

1.040

1.024

Marsiglia

548

622

660

664

722

742

831

833

913

916

Taranto (1)

-

-

1

1

3

198

472

658

763

717

Livorno

417

501

535

458

501

502

520

541

639

659

Cagliari (1)

24

25

26

22

22

35

74

314

501

639

Salerno

209

219

251

267

276

321

375

417

412

418

Napoli

246

299

320

334

397

430

444

433

348

374

Salonicco

161

168

182

217

230

234

240

270

336

366

Venezia

169

212

206

200

218

246

262

284

291

290

Trieste

177

204

174

189

206

201

185

120

175

198

Ravenna

191

188

173

173

181

158

161

160

169

169

                     

Totale

8.361

10.372

12.551

12.994

14.719

15.458

17.239

18.858

20.465

21.155

(*)

- dati stimati
(1) Scali di transhipment

Fonte: Elaborazione Assoporti su fonti diverse

 

Tabella 5

PASSEGGERI CROCIERISTI IN ALCUNI PRINCIPALI PORTI ITALIANI
(Sbarchi + Imbarchi + Transiti)

 

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

                       

BARI

22.435

23.181

99.304

120.527

1.506

106.789

145.781

203.431

213.984

262.888

277.979

CAGLIARI

5.777

8.857

9.413

12.877

23.695

39.491

16.607

20.221

47.389

46.492

35.423

CATANIA

n.d.

43.213

82.039

50.898

40.927

42.616

46.740

22.968

25.299

47.918

59.130

CIVITAVECCHIA

165.961

156.241

239.122

255.953

296.213

392.103

477.579

487.000

559.942

659.277

983.171

GENOVA

310.528

399.227

353.566

364.647

569.124

397.516

471.245

567.506

615.800

287.863

395.797

LIVORNO

65.391

114.244

178.771

195.743

251.394

237.119

263.657

297.748

363.883

387.379

462.383

NAPOLI

176.000

194.875

236.766

334.685

502.625

404.568

435.971

485.072

613.609

773.223

830.158

PALERMO

82.938

98.532

90.183

83.171

135.427

157.092

181.l02

199.837

206.804

195.197

329.858

RAVENNA

-

-

-

-

-

-

-

2.917

47.846

13.318

12.071

SAVONA

223

12.168

98.646

102.755

89.332

120.071

109.633

105.438

195.303

530.057

632.895

VENEZIA

242.884

262.762

299.450

335.483

97.398

337.475

526.436

507.547

689.836

677.990

815.153

                       

TOTALE

1.072.137

1.313.300

1.687.260

1.856.739

2.007.641

2.234.840

2.148.315

2.899.685

3.579.695

3.879.802

4.834.018

Fonte: Elaborazione Assoporti su fonti diverse

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Rheinmetall übernimmt die Mangalia-Werft für 138 Millionen Euro
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Genf
Die WTO hat ihre Prognosen revidiert: ein Wachstum des Warenverkehrs von 3,9 % im Jahr 2026 und ein Wachstum des Dienstleistungsverkehrs von 3,3 %. Die Auswirkungen der Nahostkrise sind jedoch nicht für alle gleich.
Europäische Häfen: Nachhaltigkeit tritt in die Umsetzungsphase ein
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Fedespedi-Bericht: Häfen an der nördlichen Adria wachsen, aber dort spricht man Slowenisch und Kroatisch.
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Assoporti vertrat die italienische Position zum EU-ETS auf der ESPO.
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DP World sichert sich für weitere zehn Jahre die Betriebsführung des Mehrzweckterminals im Hafen von Luanda.
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Seit 2021 hat das Unternehmen über 260 Millionen Dollar investiert.
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Der neue Shuttlezug von Hupac zwischen Busto Arsizio/Gallarate und Barcelona
Lärm
Der dreimal wöchentlich stattfindende Service wird am 9. November eingeführt.
Uniport: Die Widerstandsfähigkeit des Hafens muss in Wachstum umgewandelt werden
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Rom
Der Verband fordert die Regierung auf, klare Zeitpläne für Infrastrukturmaßnahmen und Ausbaggerungen vorzulegen, den Unternehmen mehr Gewicht bei der Entscheidungsfindung einzuräumen und das EU-ETS zu ändern.
Bangladesch strebt eine Steigerung der Wettbewerbsfähigkeit des Schiffsrecyclingsektors an.
Dhaka
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Drei Handelsschiffe kollidierten im Schwarzen Meer in den Sonderwirtschaftszonen Rumäniens und Bulgariens.
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HD Hyundai installiert das erste System, das das Verzurren und Abziehen von Containern auf Schiffen überflüssig macht
HD Hyundai installiert das erste System, das das Verzurren und Abziehen von Containern auf Schiffen überflüssig macht
Seoul
Ein 13.000-TEU-Containerschiff von CMA CGM wurde damit ausgestattet.
Die Angriffe auf Schiffe in der Straße von Hormuz dauern an
Southampton/London
Gestern wurde ein weiteres Schiff getroffen. Seit Jahresbeginn hat es im Nahen Osten 93 Vorfälle gegeben.
Deep Wave erweitert seine digitale Plattform auf Passagiere und Kreuzfahrten.
Graz
Investition in Austrian MarineXchange
Im japanischen Hafen Naha hat der Bau eines Kreuzfahrtterminals begonnen.
Naha
Die Inbetriebnahme ist für März 2028 geplant.
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Genua
Die Terminalbetreiber hoben drei kritische Punkte hervor: die Rolle des AdSP, die Überschneidung zwischen dem Konzessionsgeber und dem Konzessionsnehmer sowie die Rückwirkung der neuen Vorschriften.
LNG-Schiffe und Taxonomie: EU-Gerichtshof verwirft fehlende Methangrenzwerte
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Brüssel
Frankreich und Spanien erhielten ebenfalls eine begründete Stellungnahme: zwei Monate Zeit zur Einhaltung der Verordnung über Hafendienstleistungen.
Ein weiteres Schiff wurde in der Straße von Hormuz angegriffen.
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Europäische Korridore: Italien steht vor der Herausforderung 2030
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FEPORT: EU-ETS sollte den Transitverkehr nicht aus Europa verdrängen.
Brüssel
Der Verband der Terminalbetreiber fordert die ENVI-Kommission auf, die Maßnahmen gegen Steuerhinterziehung zu verstärken und einen Teil der ETS-Einnahmen den Häfen zuzuweisen.
Neue Angriffsserie auf Schiffe in der Straße von Hormuz
Southampton/Teheran/Tampa
Drei Tanker wurden von Granaten getroffen. Ein weiteres Schiff geriet in Brand.
Eurokai, höhere Umsätze, aber geringere Gewinne
Eurokai, höhere Umsätze, aber geringere Gewinne
Hamburg
Der Umsatz stieg um 14,4 % und der Besucherandrang um 8,3 %, der Nettogewinn sank jedoch um 8,3 % aufgrund des geringeren Anteils von Eurogate.
Genueser Beherbergungssteuer: Das regionale Verwaltungsgericht entscheidet zugunsten des Stadtrats.
Genua
Die Beschwerde der Reeder und Schifffahrtsagenten wurde zurückgewiesen.
Carnival meldet Rekordumsätze und -gewinne im Juni-August-Quartal trotz eines Anstiegs der Treibstoffkosten um 36 %.
Carnival meldet Rekordumsätze und -gewinne im Juni-August-Quartal trotz eines Anstiegs der Treibstoffkosten um 36 %.
Miami
Die Kundeneinlagen sind so hoch wie nie zuvor. Preise und Auslastung werden voraussichtlich im nächsten Jahr Rekordwerte erreichen.
Gewinner und Verlierer der Hafenanbindung: Die lange Reise der Höhen und Tiefen italienischer Häfen.
Gewinner und Verlierer der Hafenanbindung: Die lange Reise der Höhen und Tiefen italienischer Häfen.
Genf
Die UNCTAD-Indizes zeigen ein sich veränderndes Mittelmeer: Italien rutscht auf den siebten Platz ab, La Spezia, Triest und Vado Ligure gewinnen an Bedeutung, während der Süden an Boden verliert.
Elektro-Lkw sind in sechs wichtigen EU-Märkten günstiger als Diesel-Lkw.
Brüssel
Laut T&E sind Elektrofahrzeuge in Ländern, die 46 % des europäischen Absatzes ausmachen, innerhalb von fünf Jahren bereits günstiger geworden. Italien, Spanien und Polen hinken hinterher.
AP Moller Capital übernimmt Mehrheitsbeteiligung an Euroports
Kopenhagen/Antwerpen
R-Logitech scheidet aus dem Kapital aus, während PMV und SFPIM Aktionäre bleiben.
China: Exporte wachsen, aber Häfen verlangsamen sich
Peking
Im August stieg der Welthandel um 19,8 %, der internationale Güterumschlag in den Seehäfen ging jedoch um 2,3 % zurück.
Von Puertos del Estado zu Ports of Italy: die gleiche Inspiration, ein gegensätzliches Ergebnis.
Genua
Bei der Hafenreform orientiert sich die Regierung am spanischen Modell, baut aber genau das Gegenteil: einen weiteren Umweg, wie ihn der italienische Unternehmergeist so gut zu erfinden weiß.
Maritimes Emissionshandelssystem: Brüssel öffnet sich für Hybrid- und Elektrofähren, aber Interferry fordert mehr.
Brüssel
Die vorgeschlagene Überarbeitung stärkt den SMAP-Mechanismus, überlässt die Frage der Hafennetze und -infrastruktur jedoch AFIR und FuelEU Maritime.
Seemann auf Massengutfrachter bei Angriff in der Straße von Hormuz getötet
Neu-Delhi/Southampton/Teheran
Die übrigen Besatzungsmitglieder wurden gerettet.
Der Güterverkehr in den Häfen von Genua und Savona-Vado schwankt weiterhin zwischen Anzeichen einer Erholung und einer Verlangsamung.
Genua
Im Juli stiegen die Umschlagsmengen in beiden ligurischen Häfen.
Trasportounito bietet ein automatisches System zur Anpassung der Straßentransportraten an den Dieselpreis.
Rom
Seeleute, fünf Jahre nach dem Verhaltenskodex besteht die Kluft zwischen Politik und Realität weiterhin.
London
Die Einhaltung der Vorschriften durch die Schifffahrtsunternehmen nimmt zu, doch es bestehen weiterhin Probleme in Bezug auf Müdigkeit, psychologische Sicherheit, Beschwerden und Rekrutierungsgebühren.
Im vergangenen Monat stieg der Schiffsverkehr im Suezkanal um 26,9 %.
Ismailia
In den ersten acht Monaten des Jahres 2026 wurde der Kanal von 9.602 Schiffen überquert (+17,4 %).
Entscheidung über wichtigen Bahnabschnitt des Skandinavisch-Mittelmeerischen Korridors in Deutschland erneut verschoben
Hamburg
Deutsche Hafenbetreiber fordern eine Beschleunigung sowohl des Ausbaus der Infrastruktur als auch der Modernisierung der bestehenden Anlagen.
Kühne+Nagel vereinbart langfristige strategische Partnerschaft mit Amazon
Schindellegi
Die Vereinbarung beinhaltet eine Kaufoption auf bestehende Aktien der Logistikgruppe.
MSC verhandelt über die Übernahme des deutschen Schiffbaukonzerns Meyer Werft
New York
Derzeit befinden sich 80,73 % des Kapitals im Besitz der deutschen Bundesregierung und des Landes Niedersachsen.
Trafigura gründet ein neues Schifffahrtsunternehmen, das sich auf den Öltransport spezialisiert.
Genf
Volare Shipping verfügt anfänglich über eine Flotte von sechs VLCCs, acht weitere befinden sich im Bau.
Die Reeder fordern die EU-Mitgliedstaaten auf, die Aufnahme zweier indischer Werften in die europäische Liste der Schiffsrecyclinganlagen zu genehmigen.
Brüssel
Der neue Hauptsitz der italienischen Handelsmarineakademie wurde in Genua eingeweiht.
Genua
In den französischen Häfen herrscht im zweiten Quartal ein Gleichgewicht zwischen Zu- und Abwärtsbewegungen.
Paris
Der Gesamtverkehr erreichte 71,1 Millionen Tonnen (-0,2 %). Der Containerverkehr stieg um 8,1 %.
Der Masterplan für den Hafen von Genua, das Pra'-Dock und die Chemikalienlager in Multedo stellen die schwierigsten Themen in den Gesprächen mit den Betreibern und der lokalen Bevölkerung dar.
Genua
Crosetto: Die italienische Marine wird die sichere Durchfahrt italienischer Schiffe durch die Straße von Bab el-Mandeb gewährleisten.
La Spezia
Wir verfügen – so unterstrich der Verteidigungsminister – über die Fähigkeiten, seinen Durchtritt zu schützen.
Assiterminal: Gewissheit über den Meeresboden und geplante Ausbaggerungen sind für die Wettbewerbsfähigkeit des Hafens unerlässlich.
Genua
Mordeglia: Wir brauchen nicht nur eine einfachere Regel, wir brauchen eine vorhersehbare.
Deutschland reformiert die Mehrwertsteuer, um seine Häfen wettbewerbsfähiger zu machen.
Hamburg
Die Konferenz der Finanzminister billigt das Kompensationsmodell, das die Vorfinanzierung der Steuer ab 2030 überflüssig machen soll.
Saudi-Arabien verurteilt, dass die Huthis eine Politik verfolgen, die darauf abzielt, die Straße von Hormus zu "strangulieren" und die internationale Gemeinschaft als Geisel zu nehmen.
New York
Der UN-Sicherheitsrat ist gespalten zwischen Verurteilungen und Forderungen nach Verhandlungen.
WTO: Eine Reform des Handelssystems könnte das globale BIP bis 2050 um 3 % steigern.
Genf
Der Welthandelsbericht 2026 warnt vor den Kosten der Fragmentierung: bis zu 7 % weniger globales BIP in einer Welt, die von Freihandelsabkommen dominiert wird.
Einer von zehn Behältern entspricht nicht den Standards.
Washington
WSC veröffentlicht Inspektionsdaten für 2025: Von 93.079 in sieben Ländern geprüften Einheiten wiesen 9.645 Mängel auf.
Schiff in der Nähe der Straße von Hormuz gerammt
Southampton
Eine Kugel löste ein Feuer aus, das später gelöscht wurde.
OOCL meldet ein Wachstum des Schiffsfrachtvolumens um 9,0 % im dritten Quartal.
Hongkong
Der Anstieg der Seefrachtraten führt zu einem Umsatzanstieg von +45,1 %.
HD Hyundai Marine Solutions übernimmt das amerikanische Unternehmen Goldens Worldwide
Dubai/Seongnam
Das Unternehmen befasst sich mit der Reparatur und Wartung von großen Schiffsmotoren und Industriemaschinen.
UNATRAS an die Regierung: Geben Sie unverzüglich die Maßnahmen zur Senkung der Dieselpreise frei.
Rom
Die Verbände des Straßenverkehrs berichten von Verzögerungen und Unsicherheiten bei der Umsetzung des Abkommens vom 22. Mai und fordern ein dringendes Treffen.
Hafen von Taranto: Gugliotti erneuert seine Forderung an die Regierung nach finanzieller Unterstützung für den Windpark des Hafens.
Taranto
Das Projekt – so betonte er – könne weder verkleinert noch verschoben werden.
Angriff auf ein Schiff mitten im Persischen Golf
Southampton
Die UKMTO berichtete, dass mehrere Geschosse zu Opfern unter den Besatzungsmitgliedern geführt hätten.
Gioia Tauro: Nachtrag zum aktualisierten Hafenplan genehmigt
Gioia Tauro
Die Analyse wird es uns ermöglichen, den Personalbedarf der Hafenbehörde zu ermitteln.
Schiffe in der Schlange, Treibstoffverschwendung: Wie Sie durch Warten vor Anker Geld sparen können.
Kopenhagen
Das Global Maritime Forum veröffentlicht die Testergebnisse von Cargill aus 16 realen Seereisen. Langsameres Fahren und Anlegen bei freiem Liegeplatz reduzieren Treibstoffverbrauch und Emissionen.
ZIM hebt Prognose für das Gesamtjahr 2026 an
Haifa
Das bereinigte EBITDA und EBIT werden voraussichtlich 2,7 Milliarden US-Dollar/3,0 Milliarden US-Dollar bzw. 1,4 Milliarden US-Dollar/1,7 Milliarden US-Dollar betragen.
Gabriele Sangiorgi wurde zum amtierenden Generalsekretär der Hafenbehörde von Ravenna ernannt.
Ravenna
Die Amtszeit von Fabio Maletti ist abgelaufen.
Hafen von Genua: Die Arbeiter des Messina-Terminals streiken seit einem Monat eine Stunde lang.
Genua
Das Unternehmen meldet, dass eines der Gewerkschaftsmitglieder bei der letzten Sitzung nicht erschienen ist, obwohl dies Teil des im nationalen Tarifvertrag vorgesehenen Abkühlungsverfahrens ist.
Hafen von Taranto, Vereinbarung zur Beteiligung an der Entwicklung des Valbasento Interporto in Ferrandina.
Matera/Taranto
Innerhalb von 180 Tagen wird ein logistisch-funktionaler Masterplan entwickelt.
In Attika wird das Defizit hauptsächlich dank Kapitalgewinnen und Deckungszuwächsen reduziert.
Kallithea
Erste Jahreshälfte mit weniger Überfahrten und leicht steigenden Einnahmen
Seit Jahresbeginn haben sich die Passagier- und Güterbeförderung auf den Schiffen von GNV um 2 % bzw. 5 % erhöht.
Marrakesch
Dreijährige strategische Partnerschaft mit dem Office National Marocain du Tourisme
Escola Europea – Intermodal Transport feiert ihr 20-jähriges Jubiläum
Barcelona
Eine Mittelmeerreise zwischen Barcelona, Civitavecchia, Palermo und Genua.
Filt Cgil erkennt die Arbeit in der Schifffahrt und im Hafen als anstrengend an
Rom
Die Gewerkschaft fordert, dass eine klare Regelung in das nächste Haushaltsgesetz aufgenommen wird.
Tanker in Hormuz angegriffen
Southampton
Das Gerät setzte seine Navigation regelmäßig fort.
FS Logistix und Interporto Bologna präsentierten den ersten italienischen experimentellen DAC-Zug
Assologistica-Veranstaltung zur Diskussion der Mittelmeerstrategie für die italienische Wettbewerbsfähigkeit
Rom
Es findet am 30. Oktober nächsten Jahres in Neapel statt.
Sanilog startet eine spezielle Kampagne zur Krebsprävention.
Rom
Drei neue Bereiche widmen sich der Prävention von Kopf-Hals- und Mundhöhlenkrebs sowie der Beurteilung des Gefäßrisikos.
Der Auftrag für die Ausbaggerung und die Fertigstellung der Elektrifizierung der Docks im Hafen von Gioia Tauro wurde vergeben.
Gioia Tauro
Sie werden jeweils von Dravo und RTI Saet-Suardi durchgeführt.
Preis für studentische Schiffsarchitektur in Genua verliehen
Genua
Die d'Amico Group und die Royal Institution of Naval Architects zeichnen herausragende Leistungen im Schiffbau aus.
Der Gütertransport ist für Malta teurer: 35 Millionen Euro pro Jahr zwischen ETS, FuelEU und BAF.
Zebbug
Der Speditionsverband fordert die Regierung auf, eine für den Kontinent konzipierte europäische Politik in Frage zu stellen.
CMA CGM hat die Übernahme von FedEx Supply Chain abgeschlossen.
Marseille/Atlanta
Durch die Transaktion hat sich die Präsenz von CEVA Logistics in Nordamerika verdreifacht.
NÄCHSTE ABFAHRSTERMINE
Visual Sailing List
Abfahrt
Ankunft:
- Alphabetische Liste
- Nationen
- Geographische Lage
Contships bestellt 10 Zubringerschiffe mit Optionen auf weitere 10+10.
Athen
Absichtserklärung mit der chinesischen Hubei Guangji Green Energy Shipbuilding Group Co.
DP World unterzeichnet Abkommen zur Entwicklung eines Tiefseehafens im nigerianischen Bundesstaat Ogun.
Dubai
Das Projekt umfasst rund vier Kilometer Docks.
Neue Hafenbestimmungen für Civitavecchia, Fiumicino und Gaeta wurden verabschiedet.
Civitavecchia
Die Verfahrensvereinbarung mit Interminal in Gaeta wurde genehmigt.
Kotug erwirbt Mehrheitsbeteiligung an Vortex Offshore
Rotterdam
Das in Dubai ansässige Unternehmen bietet maritime Dienstleistungen für die Offshore-Industrie im Nahen Osten an.
Über 1,9 Milliarden Euro in Spanien zur Verbesserung der Straßen- und Schienenverbindungen zwischen den Häfen
Madrid
Die Hafenbehörden werden 875,1 Millionen Euro beisteuern.
Attica Holdings verkaufte das Ro-Pax-Schiff Levka Ori für 8,3 Millionen Euro.
Kallithea
Die Fähre wurde 1987 gebaut.
Der RoRo-Dienst Triest-Damietta von DFDS wird ab Mitte Oktober alle zwei Wochen angeboten
Kopenhagen
Ein zweites Schiff in die Route einführen
Die italienische Handelsmarineakademie verstärkt die Zusammenarbeit mit dem Hafen von Durrës.
Genua
Eine Absichtserklärung wurde unterzeichnet
Am Freitag wird in Livorno ein Buch über die Geschichte des toskanischen Hafensystems vorgestellt.
Livorno
Ein Vergleich der Akteure im Hafensektor: von den Reformen der 1990er Jahre bis zu den Herausforderungen der Zukunft.
Suardiaz übernimmt einen mit LNG betriebenen Autotransporter für 5.000 Fahrzeuge.
Madrid
Ein zweites PCTC-Schiff wird Mitte 2027 erwartet.
Hapag-Lloyd hebt seine Prognose für 2026 weiter an
Hamburg
Die starke Nachfrage und die steigenden Spotfrachtraten veranlassen das Unternehmen dazu, seine EBITDA- und EBIT-Prognosen deutlich anzuheben.
Die öffentliche Versammlung der UNIPORT findet am 6. Oktober in Rom statt.
Rom
Debatte über die Hafenreform und andere relevante Aspekte des Sektors
Pilotprojekt zur Produktion und Nutzung von grünem Wasserstoff im Hafen von Savona
Savona
Paroli (Westligurische Hafenbehörde): Ein Hafengebiet wurde für Arbeiten identifiziert.
Tarros und Nurminen Logistics starten neuen skandinavisch-mediterranen intermodalen Service
La Spezia/Helsinki
Die Landroute verbindet Örebro, Parma und La Spezia.
Der erste Senkkasten für den Wellenbrecher zum Schutz der Regasifizierungsanlage vor der Küste von Ravenna wurde gelegt.
Ravenna
Die maritimen Bauarbeiten werden etwa 900 Meter lang sein.
Fincantieri und PT PAL unterzeichnen Abkommen zur Modernisierung eines Schiffes der indonesischen Marine
Triest
Dies ist die Einheit "Kri Sriwijaya" (ehemals "Giuseppe Garibaldi")
In Italien hat die blaue Wirtschaft einen Wert von 225 Milliarden, und allein die nautische Industrie erzielt Exporte von über 10 Milliarden.
Rom
SACEs Fokus auf die Bootsmesse in Genua
Feuer an Bord des Ro-Ro-Schiffes Blue Carrier 2 von Blue Star Ferries
Kallithea
Die 29 Personen an Bord wurden evakuiert.
Die Kosten und der Zeitaufwand für den Wiederaufbau der vier US-Marinewerften steigen exponentiell.
Washington
Wenn man im Jahr 2018 mit 21 Milliarden Dollar und 20 Jahren Arbeit rechnete, liegt die Schätzung heute bei 200 Milliarden und mindestens 50 Jahren.
Die Schifffahrt steht vor einer dreifachen Herausforderung: Dekarbonisierung, Geopolitik und die neue Geografie der Automobilindustrie.
Spreu
Auf der Euromed-Konferenz in Grimaldi beschäftigt sich die Branche mit neuen Umweltauflagen, zunehmend exponierten Verkehrswegen und der Verlagerung der Automobilproduktion nach Südostasien.
Orizzonte Sistemi Navali unterzeichnet einen 3,7 Milliarden Euro schweren Vertrag über zwei Zerstörer
Triest
Das PPA-System "Domenico Millelire" wurde an die Marine ausgeliefert.
Livorno: Der Oberste Kassationsgerichtshof hebt die Verurteilungen im Fall der Darsena-Toscana-Hafen auf.
Rom
Das Berufungsurteil hob den Freispruch des Gerichts auf und verurteilte drei Angeklagte wegen ideologischer Urkundenfälschung.
Der Hafen von Rijeka rechnet damit, das Jahr 2026 mit einem Rekord-Containerumschlag von 800.000 TEU abzuschließen.
Fluss
Mit dem neuen Terminal auf der Insel Krk könnte der Güterverkehr auf 1,7 Millionen TEU steigen.
Finanzierung von Offshore-Windenergie: Pichetto gibt Taranto Zusicherungen, aber Taranto fordert Gewissheit.
Taranto
Die Finanzierung des apulischen Hafens sinkt 2026 auf 13,9 Millionen Euro. Gugliotti hofft auf eine formelle Bestätigung der verbleibenden Mittel im Jahr 2027.
Hafenreform: Die Mehrheit treibt die Reform von Porti d'Italia SpA voran.
Rom
Der Verkehrsausschuss der Kammer weist die unterdrückenden Änderungsanträge der Opposition zurück.
Das Porto Rifugio von Gela hat eine positive Stellungnahme bezüglich der Ausbaggerung der Hafengewässer erhalten.
Palermo
HÄFEN
Italienische Häfen:
Ancona Genua Ravenna
Augusta Gioia Tauro Salerno
Bari La Spezia Savona
Brindisi Livorno Taranto
Cagliari Neapel Trapani
Carrara Palermo Triest
Civitavecchia Piombino Venedig
Italienische Logistik-zentren: Liste Häfen der Welt: Landkarte
DATEN-BANK
ReedereienWerften
SpediteureSchiffs-ausrüster
agenturenGüterkraft-verkehrs-unternehmer
MEETINGS
Assologistica-Veranstaltung zur Diskussion der Mittelmeerstrategie für die italienische Wettbewerbsfähigkeit
Rom
Es findet am 30. Oktober nächsten Jahres in Neapel statt.
Die öffentliche Versammlung der UNIPORT findet am 6. Oktober in Rom statt.
Rom
Debatte über die Hafenreform und andere relevante Aspekte des Sektors
››› Archiv
NACHRICHTENÜBERBLICK INHALTSVERZEICHNIS
Cosco Shipping arm readies China IPO to capitalise on global shipbuilding wave
(South China Morning Post)
Rosatom expects cargo traffic along Northern Sea Route to rise 14% in 2026 - CEO
(Interfax)
››› Nachrichtenüberblick Archiv
FORUM über Shipping
und Logistik
Intervento del presidente Tomaso Cognolato
Roma, 19 giugno 2025
››› Archiv
Greenbrier Europe wird das NIK-Umschlagsystem für TX Logistik produzieren.
Troisdorf/Berlin
Ermöglicht das schnelle Verladen von nicht kranfähigen Sattelaufliegern auf Züge
Maersk eröffnet eigenes Logistikzentrum im Herzen Deutschlands
Herleshausen
Es befindet sich in Herleshausen und hat eine Fläche von 71.800 Quadratmetern.
Südkoreas HJ Shipbuilding & Construction Co. erhält Aufträge für vier neue Containerschiffe mit einer Kapazität von 10.100 TEU
Busan
Der Vertrag hat einen Gesamtwert von rund 500 Millionen Dollar.
Demokratische Partei: Die Hafenreform der Regierung ebnet den Weg für die Privatisierung italienischer Häfen.
Rom
Ghio und Misiani: Es entzieht den Gebieten auch Ressourcen und Fähigkeiten.
Eigenproduktion im Hafen: Der Staatsrat verneint die Aufteilung der Genehmigung gemäß Artikel 16 Absatz 3.
Rom
Die "teilweise" Genehmigung von Cartour im Hafen von Salerno wurde ausgesetzt.
Der Hafen von Miami schließt das Geschäftsjahr 2026 mit einem Rekord-Kreuzfahrtverkehr ab
Miami
Die Schwelle von zehn Millionen Passagieren wurde überschritten, im Vergleich zu 8,56 Millionen im vorangegangenen Geschäftsjahr.
Die Grimaldi-Gruppe hat den neuen reinen Auto- und Lkw-Transporter Grande Egitto in Empfang genommen.
Neapel
Seine Ladekapazität erreicht 9.800 CEU.
Die Hafenreform wird am 2. Oktober in Genua diskutiert.
Genua
Workshop organisiert von AdSP und dem Verein Altero Matteoli
Fratelli Cosulich stärkt sein Logistiknetzwerk mit der Eröffnung von Express Global Dubai
Dubai
Teresa Cosulich wird für das neue Logistikbüro verantwortlich sein.
"Ein Meer aus der Schweiz" findet am 9. Oktober in Lugano statt.
Lugano
Neunte Ausgabe des Internationalen Forums für Verkehr und Infrastruktur
Neuer Angriff auf ein Schiff in der Straße von Hormuz
Southampton
Zwei Besatzungsmitglieder wurden durch eine Kugel leicht verletzt.
Die Brullo-Gruppe bestellt drei Öl-/Chemikalientanker mit je 40.800 Tonnen Tragfähigkeit.
Rom
Auftrag an die chinesische Werft Anhui Shipyard
In Triest wird ein neues Zentrum für die Produktion, Wartung und Lagerung von Megayachten eröffnet.
Triest
Trieste Shipyards wurde von Seadock (Samer-Gruppe) und Yachting Expertise gegründet und befindet sich im Besitz von Friulia.
Confitarma begrüßt die Initiative der Regierung zum Schutz italienischer Schiffe im Roten Meer.
Rom
Zanetti: Maritime Sicherheit ist faktisch ein Bestandteil der nationalen wirtschaftlichen Sicherheit.
Die Gewerkschaften stimmen der Plattform für den einheitlichen Tarifvertrag für die Schifffahrtsbranche zu.
Rom
Filt, Fit and Uilt ist um drei zentrale Elemente herum strukturiert: Gehalt, Schutz, Beteiligung und dreizehn konkrete Forderungen.
FHP Intermodal erhöht die Frequenz seines Güterzugverkehrs zwischen Fiorenzuola und Incoronata/Bari.
Mailand
Es geht bis zu fünf Tage die Woche.
In diesem Jahr waren über 2000 große Yachten entlang der italienischen Küsten unterwegs.
Rom
Plus 10 % für eigene Boote und ein im Wesentlichen stabiler Trend für gecharterte Boote
Die Veranstaltung "Cyberresilienz im maritimen Sektor: Verteidigung, Regulierung und europäische Zusammenarbeit" findet am Dienstag in Rom statt.
Rom
Es wird von der Var Group und Confitarma organisiert.
Mit der Übernahme von HTG erweitert Smeup sein Portfolio im Logistik- und Transportsektor.
Erbusco
Das in Turin ansässige Unternehmen ist auf die Entwicklung proprietärer Software spezialisiert.
Saudi-arabische Häfen: Flüssiggutumschlag wird 2025 stark zurückgehen
Riad
Der Gesamtverkehr sank auf 298,3 Millionen Tonnen (-10,9 %).
Eine Delegation des litauischen Hafens Klaipeda besuchte den Hafen von Livorno.
Livorno
Detaillierter Vergleich ihrer jeweiligen Infrastrukturentwicklungspläne
Neue OOCL-Verbindung zwischen dem westlichen Mittelmeer und Kanada
Hongkong
Zusammenarbeit mit Ocean Alliance-Unternehmen und anderen Reedereien
Die Zukunft des Hafens steht im Mittelpunkt der Veranstaltung zum 80-jährigen Jubiläum von Assosped Venezia und Asamar Veneto.
Venedig
Eine Konferenz am Freitag wird der Höhepunkt des Festivals sein.
Zunahme der Hafenarbeiter in den Häfen von Monfalcone und Milazzo
Rom
Grünes Licht von der Generaldirektion für Häfen, Logistik und Intermodalität des Innenministeriums.
Der Güterverkehr in griechischen Häfen ist stark rückläufig.
Piräus
Stagnation der Passagierzahlen
Mercitalia Shunting & Terminal hat acht Eurolight Dual Bimodal-Lokomotiven erworben.
Rom
Der Containerumschlag im Hafen von Hongkong stieg im letzten Monat um 22,1 %.
Hongkong
Die Gesamtsumme für die ersten acht Monate des Jahres 2026 bleibt unverändert.
Die AGV Expo, eine neue europäische Fachmesse für fahrerlose Transportsysteme, findet nächsten Monat in Piacenza statt.
Genua
Die Veranstaltung wird außerdem ein umfangreiches Konferenzprogramm umfassen.
- Via Raffaele Paolucci 17r/19r - 16129 Genua - ITALIEN
tel.: +39.010.2462122, fax: +39.010.2516768, e-mail
Umsatzsteuernummer: 03532950106
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