
Nel primo trimestre di quest'anno i ricavi della compagnia di
navigazione Finnlines del gruppo napoletano Grimaldi sono cresciuti
del +6,6% essendo stati pari a 176,9 milioni di euro rispetto a
166,0 milioni nello stesso periodo del 2025. I costi operativi hanno
registrato un rialzo del +7,6% salendo a 167,0 milioni. Il margine
operativo lordo è stato di 32,8 milioni (-1,5%), l'utile
operativo di 10,3 milioni (-8,4%) e l'utile netto di 7,4 milioni di
euro (-27,4%).
Commentando questi risultati, il presidente e amministratore
delegato della Finnlines, Thomas Doepel, ha ricordato che «i
primi tre mesi dell'anno sono stati caratterizzati da una volatilità
strutturale per l'intero settore marittimo. Il grave conflitto in
Medio Oriente, che ha visto coinvolti gli Stati Uniti e l'attacco
israeliano all'Iran del 28 febbraio 2026 e la chiusura dello Stretto
di Hormuz, hanno causato la più grande perturbazione del
mercato petrolifero globale nella storia moderna. Per Finnlines - ha
spiegato Doepel - ciò si è immediatamente tradotto in
forti aumenti dei prezzi del carburante e in una maggiore volatilità
dei prezzi. A causa del ritardo nell'applicazione dell'aumento dei
costi del carburante nel nostro Bunker Adjustment Factor, l'effetto
a breve termine degli aumenti dei prezzi del fuel ha avuto un
impatto negativo sul nostro risultato finanziario trimestrale. La
crisi energetica globale - ha precisato il presidente e CEO di
Finnlines - non è stato l'unico fattore ad aumentare i costi
per il commercio intraeuropeo. Dal primo gennaio 2026 - ha ricordato
- il sistema di scambio di quote di emissioni (ETS) dell'UE richiede
alle navi di coprire il 100% delle emissioni, introducendo nuovi e
significativi sovrapprezzi sul carbonio».
Nei primi tre mesi del 2026 le navi della compagnia di
navigazione finlandese hanno trasportato 196mila camion (194mila
nello stesso periodo del 2025), 19mila auto non al seguito dei
passeggeri (18mila), 297mila tonnellate di altre merci (297mila) e
162mila passeggeri (165mila).