
Nel primo trimestre di quest'anno è proseguito il trend
di riduzione dei ricavi della compagnia di navigazione
containerizzata ZIM che nel periodo sono ammontati a 1,40 miliardi
di dollari, in calo del -30,4% sui primi tre mesi del 2025, di cui
1,13 miliardi generati dalle spedizioni marittime dei container
(-32,3%). In particolare, i servizi containerizzati transatlantici
hanno prodotto ricavi pari a 507,2 milioni (-33,9%) a fronte di
volumi di carico trasportati pari a 391mila teu (+1,6%); i ricavi
generati dai servizi Asia-Europa si sono attestati a 142,9 milioni
di dollari (-32,0%) e in questo mercato sono stati trasportati
66mila teu (-22,4%); i ricavi derivanti dai servizi transatlantici
sono stati pari a 143,2 milioni (-23,6%) e i volumi trasportati su
queste rotte hanno totalizzato 114mila container teu (-18,6%); i
servizi intra-asiatici hanno prodotto ricavi pari a 157,4 milioni
(-16,2%) a fronte di volumi trasportati pari a 198mila teu (+2,6%);
i ricavi dei servizi con l'America Latina sono stati pari a 121,4
milioni (-47,1%) e queste linee marittime hanno trasportato 97mila
teu (-31,2%).
Complessivamente, nel primo trimestre del 2026 le navi della ZIM
hanno trasportato 866mila teu (-8,3%) e nel periodo il valore medio
dei noli è risultato pari a 1.310 dollari/teu (-26,2%).
L'ultimo bilancio trimestrale della compagnia israeliana mostra
un margine operativo lordo pari a 313,0 milioni di dollari (-59,9%)
e un risultato operativo e un risultato economico netto entrambi di
segno negativo e pari rispettivamente a -18,3 milioni e -86,3
milioni, contro risultati di segno positivo pari a 464,3 milioni e
296,1 milioni nei primi tre mesi del 2025.
Il presidente e amministratore delegato della ZIM, Eli Glickman,
ha evidenziato che le performance economiche del primo trimestre del
2026 sono sostanzialmente in linea con le aspettative e - ha
specificato - «riflettono un contesto di noli più
favorevoli unitamente ad un indebolimento della domanda».
Relativamente alle prospettive a breve termine, Glickman ha rilevato
che «il conflitto nel Golfo Persico ha provocato un forte
aumento e una significativa volatilità dei costi di
bunkeraggio. Sebbene l'impatto sui risultati del primo trimestre sia
stato minimo - ha precisato - prevediamo un effetto più
rilevante nel secondo trimestre, prima che le nostre azioni per
compensare questi costi, tra cui l'aumento delle tariffe di
trasporto e i supplementi specifici per il bunkeraggio, inizino a
produrre i loro effetti. Inoltre - ha specificato Glickman - è
importante sottolineare che la ZIM probabilmente trarrà
ulteriori benefici dalla nostra tempestiva adozione della tecnologia
GNL e dagli accordi a lungo termine con Shell che garantiscono la
fornitura di gas naturale liquefatto a condizioni competitive. Con
una flotta composta per circa il 40% da navi alimentate a GNL, la
ZIM non solo offre agli spedizionieri un percorso per una
significativa riduzione delle emissioni di carbonio, ma mantiene
anche una flotta efficiente e conveniente dal punto di vista del
consumo di carburante».
«Nonostante i fondamentali del mercato rimangano difficili
lungo le principali rotte commerciali della ZIM - ha proseguito
Glickman - abbiamo recentemente osservato un cambiamento positivo
nel trend del commercio transpacifico, con un rafforzamento dei noli
in linea con la domanda. Se questo slancio dovesse continuare,
riteniamo che sosterrà i nostri risultati finanziari, in
particolare nella seconda metà dell'anno. Parallelamente,
abbiamo concluso le trattative per i contratti annuali, entrati in
vigore il primo maggio, mantenendo volumi contrattuali simili a
quelli dell'anno scorso, con circa il 65% del nostro volume
transpacifico esposto ai noli spot. Questo approccio è alla
base della nostra agile strategia commerciale e ci consente di
rimanere flessibili e proattivi nell'allocazione della capacità
in base all'evoluzione dell'andamento della domanda».
Glickman si è soffermato anche sulla procedura di fusione
con la tedesca Hapag-Lloyd attualmente in corso che è stata
annunciata lo scorso febbraio ed è stata approvata
all'unanimità dal consiglio di amministrazione della ZIM e
ratificata dagli azionisti in un'assemblea straordinaria tenutasi lo
scorso 30 aprile
(
del 16
febbraio 2026). Il presidente e CEO della ZIM ha ricordato che
il completamento della transazione che rimane soggetto
all'approvazione di diverse autorità di regolamentazione, tra
cui lo Stato di Israele.