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Il TAR del Lazio ha accolto il ricorso per l'annullamento dell'applicazione obbligatoria del contratto di lavoro unico nei porti
Siamo molto soddisfatti - ha detto il presidente degli utenti portuali italiani, Giorgio Fanfani - ma anche amareggiati per i danni subiti dall'utenza
28 novembre 2003
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio - con sentenza dello scorso 30 ottobre, che pubblichiamo di seguito - ha stabilito l'annullamento dell'applicazione obbligatoria del contratto collettivo di lavoro unico nei porti. Il pronunciamento è relativo al ricorso presentato da Comitato Nazionale di Coordinamento degli Utenti e degli Operatori Portuali, Marittima Spedizioni Srl e Ascheri & C. Srl contro i ministeri delle Infrastrutture e Trasporti e del Lavoro e delle Politiche sociali e nei confronti di Assoporti e delle organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl e UIL Trasporti. Il ricorso chiedeva l'annullamento della nota DEM3/382 del 7 febbraio 2001 con cui il ministero dei Trasporti e della Navigazione aveva diramato alle autorità portuali e marittime il testo del protocollo d'intesa e del contratto unico di lavoro stipulati tra le organizzazioni sindacali e Assoporti ai sensi dell'art. 17 comma 13 della legge n. 84 del 28 gennaio 1994.

«Siamo molto soddisfatti - ha dichiarato oggi il presidente del Comitato Nazionale di Coordinamento degli Utenti e degli Operatori Portuali, Giorgio Fanfani - per una sentenza che giunge due anni e mezzo dopo l'emanazione della circolare del ministero. Siamo altresì amareggiati perché è stata in vigore in questi anni. In questo periodo l'utenza portuale ha avuto certamente dei danni».

 

Repubblica Italiana

In nome del popolo italiano

il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, sez. 3'-ter, composto dai signori

Francesco CORSARO, Presidente,

Silvestro Maria RUSSO, Consigliere, relatore,

Stefania SANTOLERI, Consigliere,

ha pronunciato la seguente

SENTENZA

sul ricorso n. 5308/2001, proposto dalla MARITTIMA SPEDIZIONI s.r.l., dalla ASCHERI & C. s.r.l. e dal COMITATO NAZIONALE DI COORDINAMENTO DEGLI UTENTI E DEGLI OPERATORI PORTUALI, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, tutti rappresentati e difesi dai proff. Mattia PERSIANI e Filippo SATTA ed elettivamente domiciliati in Roma, via P.L. da Palestrina n. 47,

CONTRO

il MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI ed il MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI, in persona dei rispettivi sigg. Ministri pro tempore, rappresentati e difesi ope legis dall'Avvocatura generale dello Stato, domiciliataria

E NEI CONFRONTI

- della ASSOCIAZIONE DEI PORTI ITALIANI ' ASSOPORTI, in persona del legale rappresentante pro tempore, controinteressata, rappresentata e difesa dall'avv. Gaudenzio PIERANTOZZI ed elettivamente domiciliata in Roma, alla via degli Scipioni n. 284 e

- della FILT-CGIL, della FIT-CISL e della UIL Trasporti, in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, controinteressate, rappresentate e difese dal prof. Michele MISCIONE e dagli avvocati Davide MONTANARI, Antonio PELLEGRINI e Sergio VACIRCA ed elettivamente domiciliate in Roma, alla via Flaminia n. 195,

PER L'ANNULLAMENTO

della nota prot. n. DEM3/382 del 7 febbraio 2001, con cui il Direttore dell'UG Infrastrutture per la navigazione e demanio marittimo presso il Ministero dei trasporti e della navigazione ha diramato alle Autorità portuali e marittime il testo del protocollo d'intesa e del CCL unico, stipulati tra le OO.SS., l'Assoporti ed altri soggetti a'sensi dell'art. 17, c. 13 della l. 28 gennaio 1994 n. 84;

Visto il ricorso con i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio delle parti intimate;

Visti gli atti tutti della causa;

Relatore alla pubblica udienza del 30 ottobre 2003 il Cons. dott. Silvestro Maria RUSSO e uditi altresì, per le parti, solo i proff. SATTA e PROIA (per delega del prof. PERSIANI) e gli avvocati PIERANTOZZI, MONTANARI e VACIRCA;

Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue:

FATTO

La MARITTIMA SPEDIZIONI s.r.l., la ASCHERI & C. s.r.l. ed il Comitato nazionale di coordinamento degli utenti e degli operatori portuali assumono d'essere due imprese che svolgono operazioni portuali ex art. 16 della l. 28 gennaio 1994 n. 84 e, rispettivamente, l'associazione di categoria delle imprese che usano i servizi portuali od operano in ambito portuale.

Detta Società e consorti rendono altresì noto che le imprese portuali de quibus, autorizzate ex art. 16 (c.d. "senza terra"), o concessionarie ex art. 18 (c.d. "con terra"), nonché quelle di cui all'art. 21 della l. 84/1994, possono avvalersi pure dei servigi di fornitura di lavoro temporaneo, resi loro dai dipendenti o dai soci delle apposite imprese indicate nell'art. 17.

Ora, al fine di garantire a costoro un trattamento normativo e retributivo minimo inderogabile, il Ministero dei trasporti e della navigazione (ora, delle infrastrutture e dei trasporti), di concerto con il Ministero del lavoro e della previdenza sociale (ora, del lavoro e delle politiche sociali), promuove specifici incontri fra le OO.SS. dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello nazionale, le rappresentanze delle imprese dell'utenza portuale e delle imprese ex art. 21 e l'Assoporti, per determinare la stipulazione di un CCNL unico di riferimento. Ebbene, il 27 luglio 2000, la Assologistica, l'Assoporti e la FISE-Uniport, da un lato e le OO.SS. dei lavoratori portuali sottoscrissero un protocollo d'intesa, volto a stipulare detto CCNL unico, con la precisazione che esso avrebbe regolato i rapporti di lavoro tra le imprese ex artt. 16 e 18 della l. 84/1994, le Autorità portuali, i soggetti ex art. 17 ed i lavoratori da esse dipendenti, compresi quelli delle imprese di cui al successivo art. 21. Le parti contraenti s'impegnarono inoltre a sottoporre al Governo della Repubblica tale protocollo ed il conseguente CCNL unico, affinché ne prendesse atto ed a riferirsi al contratto stesso per regolare i rapporti di lavoro tra i soggetti dianzi indicati. Il CCNL unico fu poi stipulato tra le stesse parti in data 1' febbraio 2001 ed è stato diramato alle Autorità portuali e marittime dal Direttore dell'UG Infrastrutture per la navigazione e demanio marittimo presso il Ministero dei trasporti e della navigazione, con la nota prot. n. DEM3/382 del successivo giorno 7.

Avverso tale atto insorgono allora, con il ricorso in epigrafe, detta Società e consorti innanzi a questo Giudice, deducendo in punto di diritto, sotto vari profili, la violazione e falsa applicazione dell'art. 17, c. 13 della l. 84/1994 e lo sviamento di potere. Resistono in giudizio le Amministrazioni statali intimate, che eccepiscono preliminarmente l'inammissibilità del ricorso in epigrafe per non impugnabilità dell'atto ministeriale e per carenza di legittimazione all'azione e, nel merito, l'infondatezza della pretesa attorea. Anche le controinteressate OO.SS. si sono costituite nel presente giudizio, eccependo l'inammissibilità del ricorso in epigrafe per omessa impugnazione dell'ordinanza dell'Autorità portuale di Savona n. 10 del 15 dicembre 2001, la sopravvenuta estinzione dell'interesse azionato per l'intervento di accordi sindacali applicativi del CCNL unico e, nel merito, l'infondatezza della pretesa attorea. S'è costituita in giudizio pure l'Assoporti, che conclude per l'inammissibilità e l'infondatezza della domanda giudiziale dei ricorrenti.

Alla pubblica udienza del 30 ottobre 2003, su conforme richiesta delle parti, il ricorso in epigrafe è assunto in decisione dal Collegio.

DIRITTO

1. ' Con il ricorso in esame, due imprese che svolgono operazioni portuali ex art. 16 della l. 28 gennaio 1994 n. 84 e l'associazione di categoria delle imprese che usano i servizi portuali od operano in ambito portuale, impugnano la nota prot. n. DEM3 /382 del 7 giugno 2001, con cui il Ministero dei trasporti e della navigazione ha diramato alle Autorità portuali e marittime il testo del CCNL unico dei porti, stipulato a'sensi dell'art. 17, c. 13 della l. 84/1994 tra le OO.SS. dei lavoratori portuali, da un lato e la Assologistica, l'Assoporti e la FISE-Uniport, dall'altro.

2. ' Anzitutto, le ricorrenti MARITTIMA SPEDIZIONI s.r.l. ed ASCHERI & C. s.r.l., con separati, ma identici atti sottoscritti personalmente, debitamente notificati a tutte le parti resistenti e depositati il 23 maggio 2003, hanno rinunciato al ricorso in epigrafe. Essendo state rispettate le formalità ex art. 46, I c. reg. proc., devesi dar atto di detta rinuncia, con irripetibilità, tra tutte le parti, delle spese della procedura.

3.1. ' Ciò posto, è manifestamente infondata l'eccezione di tardività dell'impugnazione in questione, atteso che le resistenti OO.SS. calcolano il dies a quo del termine ex art. 21, I c. della l. 6 dicembre 1971 n. 1034 direttamente, ma in modo erroneo, dalla data in cui l'atto gravato è stato emanato. Nondimeno, tale riferimento già di per sé non ha senso alcuno ed ancor di più s'appalesa irrilevante, giacché l'atto impugnato non è soggetto a necessaria pubblicazione, né tampoco è indirizzato alle ricorrenti. In tal caso, detto termine decorre solo dalla piena conoscenza, del cui momento di formazioni le parti resistenti, peraltro, non forniscono alcuna contezza, né alcun serio principio di prova.

Né varrebbe obiettare che, perlomeno per la ricorrente Associazione, essa avrebbe conosciuto il contenuto del predetto CCNL unico fin da prima, sol perché di ciò si darebbe notizia nel notiziario dell'Autorità portuale di Venezia n. 11 del novembre 2000. Non è chi non veda come tal riferimento, in disparte la sua genericità, non è di per sé attendibile, in quanto è una mera notizia di stampa, non suffragata da una rigorosa prova sul punto. Inoltre, anche ad ammetterne la veridicità, non è seria dimostrazione di piena conoscenza la mera affermazione che l'Associazione ricorrente avrebbe commentato con favore la stipulazione del predetto CCNL, posto che parte resistente non chiarisce su che cosa in effetti sia caduto tale giudizio favorevole.

3.2. ' Ancora in via preliminare, parimenti infondato è l'assunto di parte resistente in ordine alla non attualità dell'interesse azionato, giacché, a suo dire, le Autorità portuali o marittime non avrebbero dato seguito all'invito contenuto nell'atto ministeriale impugnato.

Quest'ultimo non è un mero invito, ma è la diramazione d'un atto-fonte, sì di natura negoziale, ma specificamente promosso dal Ministero vigilante e cogente per l' espressa disposizione dell'art. 17, c. 13, I per. della l. 84/1994, laddove dette Autorità "'inseriscono negli atti di autorizzazione di cui al presente articolo, nonché in quelli previsti dall'articolo 16 e negli atti di concessione di cui all'articolo 18, disposizioni volte a garantire ai lavoratori e ai soci lavoratori di cooperative un trattamento normativo e retributivo minimo inderogabile'".

Come si vede, le Autorità non hanno alcuna discrezionalità in ordine all'introduzione, nei provvedimenti di loro spettanza a'sensi degli artt. 16/18, di siffatte disposizioni atte a garantire il trattamento de quo, tant'è che il CCNL unico di riferimento è promosso dalle Amministrazioni resistenti appunto a tale precipuo fine. Non a caso, le predette Autorità hanno sì titolo ad un'autonoma determinazione, a livello locale, dei trattamenti normativi e retributivi di riferimento per l'individuazione del minimo inderogabile, ma soltanto fino alla stipula del CCNL stesso, onde, una volta stipulato, da questo non possono più legittimamente prescindere: tertium non datur. Sfugge, quindi, al Collegio come tali Autorità potrebbero mai, in presenza del CCNL unico in parola, non farne applicazione concreta nei confronti delle imprese autorizzate o concessionarie, senza con ciò violare la norma di garanzia, presupposto fondante della capacità negoziale in materia, dei trattamenti minimi, chiamati appunto inderogabili anzitutto per la P.A. che, grazie alla conformazione dei poteri di dette imprese, li deve assicurare ai lavoratori da queste utilizzati. S'appalesa, quindi, uno pseudoproblema quello agitato dalle OO.SS. resistenti (cfr. pag. 7 della memoria di costituzione), se dovessero mancare sia il CCNL unico, sia determinazioni a livello locale, in quanto, aldilà della responsabilità delle Autorità per l'aperta violazione delle norme speciali sul lavoro portuale temporaneo recate dalla l. 84/1994, comunque l'ordinamento generale appresta, già di per sé ed in prima battuta, le idonee tutele, provvedendovi con gli artt. 4 e ss. della l. 24 giugno 1997 n. 196, ossia con l'imposizione ex lege di obblighi a carico dell'impresa utilizzatrice di lavoratori temporanei ed a garanzia di costoro.

Come si vede, sussiste attuale l'interesse azionato contro la procedura di formazione ed il contenuto del cogente ed inderogabile CCNL unico ¾ di cui la nota impugnata prende atto, in ossequio all'autonomia delle parti sociali, e ha dichiarato vigente ed efficace in sé¾ , indipendentemente da omissioni o interpretazioni più o meno arbitrarie di dette Autorità dell'art. 17, c. 13 della l. 84/1994. D'altronde, consta in atti la nota dell'Autorità portuale di Savona, che, in risposta all'istanza del Comitato ricorrente a non dar seguito al CCNL de quo, afferma l'impossibilità di "'ignorare, finché vigente, una circolare del proprio Ministero vigilante, senza incorrere in omissione di atti d'ufficio'".

3.3. ' Va poi rigettata l'eccezione di sopravvenuta estinzione dell'interesse attoreo, per omessa impugnazione dell'ordinanza dell'Autorità portuale di Savona n. 10 del 15 dicembre 2001, nonché del regolamento portuale, quali atti applicativi del CCNL unico in parola.

Al più siffatta considerazione avrebbe potuto riguardare quelle, tra tutte le imprese aderenti all'Associazione ricorrente, effettivamente operanti nell'ambito del porto di Savona, essendo direttamente coinvolte da atti applicativi di quello impugnato in questa sede. Del pari, all'Associazione stessa si sarebbe potuto contestare un gravame rivolto, quale titolare di interessi collettivi, avverso solo tale ordinanza savonese, giacché quest'ultima, di per sé, concerne soltanto quell'ambito territoriale.

Viceversa, l'interesse azionato dalla predetta Associazione attiene alla sua posizione di parte datoriale, ossia d'entità rappresentativa, investita della cura e del soddisfacimento degli interessi metaindividuali di tutte le imprese e le associazioni aderenti, quali utenti e/o operatori portuali. Al riguardo, l'art. 16, c. 1 della l. 84/1994 stabilisce che sono operazioni portuali il carico, lo scarico, il trasbordo, il deposito, il movimento in genere delle merci e di ogni altro materiale, svolti nell'ambito portuale, mentre sono servizi portuali quelli riferiti a prestazioni specialistiche, complementari e accessorie al ciclo delle operazioni portuali, come individuati dalle autorità portuali o da quelle marittime, mercé una specifica regolamentazione in conformità ai criteri vincolanti fissati con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. In relazione all'eterogeneità delle operazione e dei servizi portuali, invece dell'atomizzazione delle rappresentanze sindacali datoriali, ben si comprende la competenza rappresentativa unitaria in capo al Comitato ricorrente, nella sua qualità di soggetto titolare degli interessi collettivi della parte datoriale nella procedura di formazione del CCNL unico. Pertanto, il Comitato ricorrente agisce per la tutela di queste sue funzioni, per il corretto svolgimento di tale procedura e per la non pretermissione, da parte del CCNL unico, delle posizioni contrattuali generale e particolari, oltreché per la conformità del CCNL stesso alla l. 84/1994. Invero, l'impugnazione in esame concerne un atto a contenuto generale per i suoi (pretesi) vizi inerenti a tale interesse generale, prescindendo dalle vicende peculiari di ciascun operatore o degli atti applicativi di questa o di quell'Autorità portuale e, in particolare, da ogn'altra questione verificatasi in concreto presso l'Autorità portuale di Savona.

3.4. ' Non maggior pregio ha l'eccezione di carenza di legittimazione attiva, in capo all'Associazione medesima, in varia guisa sollevata dalle parti intimate che, a seconda dei casi, affermano o che detta Associazione non è rappresentante della parte datoriale ¾ e, quindi, non ha titolo a sottoscrivere il CCNL ex art. 17, c. 13, II per. della l. 84/1994¾ , oppure che essa è rappresentante non dell'utenza portuale, bensì di secondo grado, cioè delle organizzazioni che rappresentano gli utenti portuali.

Sul primo aspetto, in virtù del citato art. 17, c. 13 ed al fine di garantire ai lavoratori e ai soci lavoratori di cooperative portuali un trattamento normativo e retributivo minimo inderogabile, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto col Ministero del lavoro e delle politiche sociali, promuove specifici incontri fra le OO. SS. dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello nazionale, le rappresentanze delle imprese, dell'utenza portuale e delle imprese di cui al successivo art. 21, c. 1 (le ex-compagnie o gruppi portuali), e l'associazione fra le autorità portuali, per giungere alla stipula di un CCNL unico di riferimento. Tale dato testuale è inequivocabile e, quindi, in claris non fit interpretatio: tra i soggetti legittimati alla stipulazione del CCNL unico, con cui le altre parti sociali indicate dalle norma si devono incontrare ed il cui specifico incontro va promosso dai Ministeri concertanti, rientra pure la rappresentanza unitaria di tutta l'utenza portuale. Quest'ultima, le cui organizzazioni di categoria sono legittimate a trattare e stipulare il CCNL unico, non è che la denominazione generale dei soggetti utenti portuali, a loro volta individuabili nelle imprese che svolgono le operazioni o fruiscono dei servizi portuali ex art. 16, c. 1 della l. 84/ 1994 e, come tali, possono avvalersi, a'sensi del successivo art. 17, c. 1, della fornitura del lavoro portuale temporaneo. Anzi, proprio coerente alla tesi delle OO.SS. resistenti, per cui non tutti i possibili operatori economici possono ricoprire la qualifica d'utente portuale, è la legittimazione del Comitato ricorrente a trattare ed a stipulare unitariamente per tutte quelle, tra le Associazioni ad esso aderenti, che raggruppano le imprese autorizzate o concessionarie in àmbito portuale. Del pari, non è possibile distinguere ontologicamente un'"utenza portuale" dagli "utenti portuali", perché tale tesi, sì suggestiva, non è ancorata ad alcun dato testuale o funzionale, tant'è che l'art. 9, c. 1 della l. 84/1994 indica, tra i componenti del Comitato portuale, proprio i rappresentanti di armatori, industriali, spedizionieri, agenti e raccomandatari marittimi ed autotrasportatori operanti nell'ambito portuale, in una con quelli degli imprenditori di cui ai successivi artt. 16 e 18, le cui Associazioni di categoria sono a loro volta consociate nel Comitato ricorrente.

Né a diversa conclusione ritiene il Collegio di pervenire con riguardo alle associazioni di categoria dei servizi portuali, che raggruppano e curano gli interessi di imprese anch'esse direttamente coinvolte nell'utenza portuale. Non a caso, infatti, l' art. 2, c. 4 del DM 6 febbraio 2001 n. 132, nel definire i servizi portuali ex art. 16 della l. 84/1994, afferma che il carattere complementare ed accessorio delle prestazioni da ammettere come servizi portuali è costituito dalla circostanza che, pur trattandosi di attività distinte da quelle facenti parte del ciclo delle operazioni portuali, sono funzionali al proficuo svolgimento di esse, contribuiscono a migliorarne la qualità in termini di produttività, celerità e snellezza e risultano necessarie per eliminare i residui o le conseguenze indesiderate delle attività del ciclo

3.5. ' Tra dette Associazioni rientra pure, oltre a CONFITARMA, FEDERALINEA e FEDERAGENTI e diversamente da ciò che opinano le OO.SS. stesse, la FEDESPEDI, che riunisce le imprese di trasporto e di spedizione internazionale, compreso quello marittimo.

Com'è noto, per un verso, l'art. 419 c. nav. definisce il trasporto di cose come il contratto avente ad oggetto un carico totale o parziale, oppure cose singole e si può effettuare su nave determinata o su nave indeterminata, norme generali, queste, applicabili pure alla caricazione, ossia ogni qualvolta è assunto l'obbligo di riconsegnare a destinazione un carico totale o parziale su nave determinata (cfr. l'art. 439 c. nav.). Per altro verso, dall'art. 1739 c.c. s'evince che la differenza tra il contratto di trasporto e quello di spedizione consiste nel fatto che, mentre nel primo il vettore si obbliga ad eseguire il trasporto con i propri mezzi o anche a mezzo di altri ¾ assumendo su di sé i rischi dell'esecuzione¾ , nel secondo, che è una sottospecie del mandato, invece lo spedizioniere s'obbliga soltanto a concludere con altri, in nome proprio e per conto di colui che gli ha dato all'uopo l'incarico, il contratto di trasporto (cfr., per tutti, Cass., III, 29 marzo 1989 n. 1489; id., 6 marzo 1997 n. 1994). Ebbene, le imprese che svolgono siffatte attività, con ogni evidenza e quando operano per il trasporto marittimo, appartengono a quella "categoria dei porti" cui fa riferimento (cfr. pag. 16) la memoria di costituzione delle OO.SS. resistenti, perché svolgono nell'àmbito portuale operazioni di carico, scarico, trasbordo, deposito e movimento in genere delle merci e d'ogni altro materiale che hanno incarico di trasportare o spedire via mare.

3.6. ' In ordine, poi, al secondo aspetto, seppur ad altri fini, già il Consiglio di Stato (cfr. Cons. St., II, par. 31 maggio 2000 n. 696/2000) ha già avuto modo d'osservare, con considerazioni da cui il Collegio non ha motivo di discostarsi, che il Comitato ricorrente rientra perfettamente nella previsione dell'art. 17, c. 13, II per. della l. 84/ 1994, essendo sì un'associazione di secondo grado, costituita dalle Associazioni rappresentanti degli utenti e degli operatori portuali italiani, secondo le categorie imprenditoriali di cui al citato art. 9, c. 1, lett. i).

Detto Comitato è, quindi, portatore dell'interesse collettivo comune a tutti ed a ciascun'Associazione consociata, a che le operazioni svolte in ambito portuale non siano sottoposte ad illegittime imposizioni, limitazioni od obblighi. Né è revocabile in dubbio che pure tutte le sigle associative, coordinate e riunite nel Comitato stesso, siano a loro volta portatrici di tale interesse, essendo le associazioni rappresentative, sul piano nazionale, di quelle stesse categorie produttive indicate nel ripetuto art. 9, come portatrici di specifiche esigenze settoriali in seno al Comitato portuale, organo dell'Autorità portuale. In definitiva, le associazioni consociate rappresentano e curano, a livello nazionale, bisogni ed esigenze degli imprenditori aderenti e, come tali, han titolo ad assicurare il rispetto delle regole del lavoro portuale in ciascun porto nazionale.

4. ' Le parti resistenti eccepiscono altresì, in vario modo, l'inammissibilità del ricorso in epigrafe, perché, a loro dire, la nota impugnata non avrebbe contenuto provvedimentale, recando un mero invito alle Autorità portuali ad assumere il protocollo d'intesa, concluso tra le parti sociali il 27 luglio 2000, quale riferimento per l' inserimento, negli atti autorizzativi o concessori ex artt. 16/18 della l. 84/1994, delle prescritte disposizioni volte a garantire il trattamento minimo inderogabile ai lavoratori colà considerati.

L'eccezione è frutto d'un evidente equivoco e va disattesa.

Ora, la nota impugnata costituisce l'unica statuizione con cui il Ministero intimato manifesta la propria volizione di recepire il protocollo d'intesa, prodromico al CCNL unico e ad imporne il contenuto, sia pur attraverso la mediazione degli atti autorizzativi e concessori delle Autorità portuali, a tutte le imprese comunque svolgenti operazioni portuali nei porti interessati. Anche ad ammettere che l'atto impugnato svolga pure una funzione notiziale, non per ciò solo ne vien meno la caratteristica volitiva e conformativa dell'assetto degli interessi, tra gli altri, dell'utenza portuale, recando l'indicazione di quel trattamento minimo inderogabile che le Autorità portuali sono a loro volta tenute ad assicurare a garanzia e tutela dei lavoratori indicati dalla norma. Invero, il protocollo d'intesa, diramato dalla nota impugnata, è espressamente assunto quale esito della procedura dell'art. 17, c. 13, II per. della l. 84/1994, ossia di quegli specifici incontri che detto Ministero, di concerto con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è tenuto ad intraprendere tra le parti sociali per realizzare concretamente gli interessi di tutela indicati nel precedente I per. La nota impugnata, pur rivolgendosi in prima battuta alle Autorità portuali, in realtà, proprio per le caratteristiche d'inderogabilità dei trattamenti stabiliti dal CCNL unico che recepisce e dirama, s'inserisce automaticamente nei rapporti autorizzativi e concessori in corso, alle predette Autorità spettando d'osservarne scrupolosamente le regole e di dettare acconce clausole d'esecuzione a ciascun'impresa autorizzata o concessionaria. Da ciò discende l'immediata efficacia lesiva della nota impugnata, sotto il duplice profilo, in base alla domanda attorea, dell'erronea procedura di contrattazione e dell'illegittimo contenuto del protocollo d'intesa recepito.

Non giova allora obiettare che non di ordine si tratta, ma d'invito a dette Autorità, giacché l'uso di tale formalità non elide il carattere vincolante dell'atto stesso nei loro riguardi. Se è pur vero che esse sono le uniche titolari dei rapporti ex artt. 16/18 della l. 84/1994, ciò non toglie che tale competenza non è libera nei fini, né tampoco è discrezionale laddove deve realizzare i profili di tutela dei lavoratori ex art. 17, essendo, piuttosto, conformata sul punto dalle norme del CCNL unico. Né un argomento decisivo a favore della tesi di parte resistente può trarsi dalla circostanza che la nota impugnata sia stata sottoscritta da un dirigente di ufficio dirigenziale generale e non dal Ministro o da un Sottosegretario, in quanto, in virtù dell'art. 45, c. 1 del Dlg 31 marzo 1998 n. 80 (ancora vigente al momento dell'emanazione di tale atto) ed a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, ogni disposizione, che conferisca agli organi di governo l'adozione, tra gli altri, di atti di gestione, s'intendono nel senso che la relativa competenza spetta ai dirigenti. Al riguardo, parte resistente confonde la competenza ministeriale (recte, del Ministro) di vigilanza sulle Autorità portuali ex art. 12 della l. 84/1994, con quella (recte, del Ministero) di promozione degli specifici incontri di cui al successivo art. 17, c. 13, per la quale vige invece l'ordinario criterio di riparto tra Ministro e dirigenti a'sensi dell'art. 4, commi 1 e 2 del Dlg 30 marzo 2001 n. 165.

5.1. ' Passando al merito della res controversa, reputa opportuno il Collegio, ai fini d'una miglior comprensione delle vicende di causa, rammentare che, anche nel settore portuale, soprattutto in conseguenza di importanti arresti della giurisprudenza comunitaria, si son verificati, al contempo, due fenomeni correlati. In ossequio al principio della libertà d'impresa, affermato nei Trattati e da svariate fonti comunitarie e ribadito nell'ordinamento nazionale dalla l. 10 ottobre 1990 n. 287 e dalla l. 14 novembre 1995 n. 481, a fronte della ritrazione della "mano pubblica" dalla gestione diretta delle attività economiche e la sostituzione con maggiori potestà di verifica e controllo su queste. Si ha così, in linea di massima, la separazione tra le funzioni strategiche assunte ed esercitate dai pubblici poteri, quali loro fini primari (funzioni di polizia e di sicurezza, costruzione e manutenzione delle opere, gestione del demanio portuale, regolazione delle attività portuali) e le attività commerciali, pur se d'interesse collettivo, svolte esclusivamente da privati.

In particolare, già ab initio la l. 84/1994 operò siffatta separazione, nonché, con gradi d'approssimazione successiva ¾ con riguardo, cioè, all'evoluzione dell'ordinamento generale sul governo del mercato del lavoro¾ , la soppressione del monopolio del lavoro portuale.

5.2. ' Prima di tale riforma, infatti, il regime giuridico dei porti implicava, a parte la presenza delle apposite aziende dei mezzi meccanici e dei magazzini generali, che nei porti di maggior interesse economico l'apposito ente di settore assicurasse all'utenza i servizi e le operazioni portuali, come diretto gestore o indirettamente, attraverso concessionari. In ogni caso, l'art. 110, V c., c. nav. riservava la materiale manipolazione delle merci al monopolio delle compagnie o dei gruppi portuali, che obbligatoriamente raccoglievano tutte le maestranze portuali, a'sensi del precedente I c. V' era, dunque, il generale obbligo ex lege (art. 111, IV c., c. nav.) in capo ad imprese portuali ed enti, d'impiegare solo maestranze appartenenti ai gruppi o alle compagnie e da questi ultimi avviate al lavoro su chiamata.

È ben vero che, già da tempo (cfr., per tutti, Cass., I, 5 novembre 1984 n. 5583), era stato circoscritto il monopolio in favore delle compagnie o gruppi di lavoro portuale ex artt. 108, 110 e 112 c. nav. (e del connesso regolamento per la navigazione marittima) alle sole operazioni portuali d'imbarco e sbarco delle merci, per le quali fosse necessario l'impiego di mano d'opera, con esclusione, perciò, di quelle effettuate soltanto con mezzi meccanici, oppure con la sola prestazione personale dell'utente, consistente nella pura e semplice manovra dei mezzi stessi e con la conseguente esenzione dal pagamento delle tariffe portuali.

Nondimeno, solo grazie alla giurisprudenza comunitaria (cfr. C. giust. CEE, 10 dicembre 1991 n. 179, Merci Convenzionali Porto di Genova), anzitutto s stabilì l'illegittimità della normativa nazionale che conferisse ad un'impresa stabilita nello stesso Stato membro il diritto esclusivo d'esercizio delle operazioni portuali ¾ che rientrano nei servizi disciplinati dall'art. 60 del Trattato, per i quali il precedente art. 59 sancisce l'obbligo di sopprimere le restrizioni alla loro libera prestazione¾ , imponendole di servirsi, per la relativa esecuzione, di una compagnia portuale composta esclusivamente di maestranze nazionali. Peraltro e indipendentemente dalla sua qualificazione d'impresa incaricata della gestione di un servizio d'interesse economico generale ex art. 90, n. 2 Tratt., i diritti speciali conferiti a quest'ultima e le tariffe da essa praticate non sono giustificati da alcun'esigenza d'adempimento della specifica missione in ipotesi affidatale, che possa ostare all'applicazione delle norme del Trattato stesso e, in particolare delle regole di concorrenza. A ciò ha fatto poi eco la giurisprudenza nazionale, laddove (cfr. Cass., sez. un., 18 novembre 1998 n. 11620) ha constatato che, alla declaratoria d'illegittimità per contrarietà agli artt. 30, 48, 86 e 90 Tratt. CEE della normativa dei singoli Stati membri sull'attribuzione di diritti esclusivi d'esercizio delle operazioni portuali ad imprese nazionali, consegue la sopravvenuta inapplicabilità delle norme di cui agli artt. 110 e 112 c. nav. (monopolio delle compagnie portuali sulle operazioni d'imbarco, sbarco, movimentazione e depositi merci e materiali nei porti, ossia tutto ciò che l'art. 16, c. 1 della l. 84/1994 considera operazioni portuali) ed all'art. 203 reg. navig. marittima (in tema di tariffe per il lavoro portuale), incondizionatamente estesa a tutte le strutture portuali nazionali.

5.3. ' In questo contesto, s'inserisce la legge di riforma, che ha, appunto, completamente rivisto il sistema, partendo proprio dal superamento del monopolio de quo, il quale, perciò, non è più nuovamente introducibile, in modo più o meno surrettizio, nell'ordinamento nazionale.

Non a caso, l'art. 6, c. 6 della l. 84/1994 vieta espressamente alle Autorità portuali, fuori dalle funzioni d'indirizzo, programmazione, coordinamento, promozione e controllo delle operazioni portuali e delle altre attività commerciali ed industriali esercitate, l'esercizio, diretto o anche per tramite di partecipazioni in società, operazioni portuali o attività ad esse strettamente connesse. Al più, dette Autorità, in virtù della novella recata dall'art. 8-bis del DL 30 dicembre 1997 n. 457 (convertito, con modificazioni, dalla l. 27 febbraio 1998 n. 30), possono costituire società o partecipare a società aventi ad oggetto soltanto l'esercizio di attività accessorie o strumentali rispetto ai compiti istituzionali affidati alle autorità medesime, anche ai fini della promozione e dello sviluppo dell'intermodalità, della logistica e delle reti trasportistiche. L'accesso alle operazioni portuali, viceversa, è aperto a qualunque impresa dotata d'apposita autorizzazione, al fine di realizzare l'effettiva competizione tra le imprese, giacché l'Autorità portuale determina il numero massimo di autorizzazioni, assicurando, però, anche il massimo della concorrenza nel settore (art. 16, c. 7).

Alle compagnie ed ai gruppi portuali esistenti l'art. 21, c. 1 impone invece la trasformazione in società, a pena di messa in liquidazione e consente loro d'operare come imprese portuali ¾ sotto tale profilo assimilate a quelle previste dal precedente art. 16¾ , oppure come società di servizi d'intermediazione di manodopera in espressa deroga all'art. 1 della l. 23 ottobre 1960 n. 1369, che sancisce il divieto d'appalto di mere prestazioni di lavoro.

Da ciò discende, in primo luogo, che le operazioni e i servizi portuali possono essere esercitati esclusivamente da imprese private, soggette alla sola autorizzazione da parte dell'Autorità portuale, con o senza la concessione anche di spazi del demanio portuale e di banchine, a'sensi dell'art. 18 (aziende c.d. terminaliste) e previa pubblica gara. Discende altresì che le imprese autorizzate si possano servire, per la movimentazione della merce e per tutte le attività connesse, di personale proprio, appunto grazie all'abrogazione degli artt. 110 e 111 c. nav. recata dall'art. 27, essendo sparito l'antico obbligo, per le imprese (antiche concessionarie in ambito portuale) d'avvalersi, per l'esecuzione delle operazioni stesse, esclusivamente delle maestranze costituite nelle compagnie o nei gruppi. Da tanto discende, infine, la facoltà di tali imprese d' adoperare anche lavoro temporaneo altrui, appunto fornito da appositi soggetti monopolisti ex art. 17, c. 2 (nel testo da ultimo novellato dall'art. 3 della l. 30 giugno 2000 n. 186) ¾ che in nessun caso possono esercitare in proprio le operazioni o i servizi portuali¾ , pure in deroga alla l. 1369/1960.

5.4. ' In particolare, tale eccezione fu consentita, fin dalla formulazione originaria dell'art. 17 (cfr. c. 1), per far fronte alle peculiarità del lavoro portuale, notoriamente soggetto ai c.d. "picchi di manodopera" collegati all'arrivo delle navi e, comunque, al particolare andamento del mercato relativo. Ebbene, in origine, la fornitura di mere prestazioni di lavoro poteva esser richiesta, in deroga all'art. 1 della l. 1369/1960, alle società o alle cooperative di cui al successivo art. 21, ossia i soggetti derivanti dalla trasformazione ex lege delle compagnie e dei gruppi portuali, per lo svolgimento, in regime di concorrenza, delle operazioni portuali. Restava ferma la possibilità (c. 2) di Autorità portuali o marittime di promuovere l'istituzione, ove non fossero costituite le società o le cooperative de quibus, di un'associazione del lavoro portuale per far fronte alle fluttuazioni del traffico, garantendo una maggiore efficienza all'attività del porto, con applicazione ai suoi dipendenti del CCNL vigente per i lavoratori delle imprese di cui all'art. 16, nonché dei relativi trattamenti previdenziali e assistenziali.

Non per un diverso scopo intervenne la novella introdotta dall'art. 1, c. 21-ter del DL 21 ottobre 1996 n. 535 (convertito, con modificazioni, dalla l. 23 dicembre 1996 n. 647), che riformò integralmente l'art. 17 disciplinando la fornitura del lavoro portuale temporaneo, in attesa dell'entrata in vigore delle norme disciplinatrici della fornitura di mere prestazioni di mano d'opera e della riforma della l. 1369/1960. All' uopo prevedendo che le Autorità portuali o marittime promuovessero la costituzione di un consorzio volontario, aperto a tutte le imprese ex artt. 16, 18 e 21, solo per agevolare lo svolgimento delle fasi delle imprese consorziate caratterizzate da variazioni imprevedibili di domanda di manodopera, se del caso autorizzando una o più imprese consorziate, anche in deroga all'art. 1 della l. 1369/1960 e purché dotate di adeguato personale e risorse proprie, alla fornitura di mere prestazioni di mano d'opera a favore di altre imprese consorziate.

Ove non fosse costituito detto consorzio, oppure non vi partecipasse la maggioranza delle predette imprese, le Autorità portuali o marittime, se avessero ravvisato l'esigenza di soddisfare tali variazioni imprevedibili, avrebbero potuto istituire l'Agenzia per l'erogazione di mere prestazioni di manodopera, unico soggetto autorizzato a fornirle in deroga alla l. 1369/1960 nell'ambito portuale in cui fosse istituito.

5.5. ' Anche tutto l'attuale art. 17 disciplina, integralmente ed esclusivamente, la fornitura del lavoro portuale temporaneo, in deroga alla ripetuta legge n. 1369, alle imprese ex artt. 16 e 18. Al riguardo, già l'inequivoco dato testuale ex c. 1, per cui "' il presente articolo disciplina la fornitura di lavoro temporaneo'", implica che è logicamente difficile ritenerne possibile o giustificabile l'applicazione ad altre fattispecie di lavoro temporaneo e, a più forte ragione, a quelle di lavoro a tempo indeterminato. In ogni caso, l'art. 17 pone un complesso di regole sì successive, ma alternative alla l. 24 giugno 1997 n. 196, recante la fornitura in generale di lavoro temporaneo ¾ in risposta alla particolarmente avvertita esigenza d'introdurre e regolare forme di lavoro provvisorio sulla traccia dell'esperienza francese del c.d. travail interinaire¾ , ancorché dense di richiami non solo testuali, ma soprattutto concettuali a siffatta norma generale, come meglio si vedrà appresso.

Ora, l'erogazione delle prestazioni in parola è effettuata da un'impresa monopolista, appositamente autorizzata dalle Autorità portuali o marittime e la cui attività è esclusivamente rivolta alla fornitura di lavoro temporaneo per l'esecuzione delle operazioni e dei servizi portuali ¾ con esclusione, quindi, d'ogni altra attività imprenditoriale in ambito portuale e della partecipazione in una o più delle imprese ex artt. 16, 18 e 21 della l. 84/1994¾ , individuata in base ad una procedura aperta accessibile ad imprese nazionali e comunitarie. In caso contrario, le fornitura delle prestazioni in parola è erogata da agenzie promosse dalle Autorità portuali o marittime, soggette al loro controllo. La relativa gestione è affidata ad un organo direttivo composto da rappresentanti delle imprese di cui agli artt. 16, 18 e 21, c. 1, lett. a) e che assumono i lavoratori di cui alle società o cooperative ex art. 21, c. 1, lett. b), ossia quelle costituite da compagnie e gruppi portuali per la fornitura di servizi a favore di altre imprese portuali e terminaliste, comprese le mere prestazioni di lavoro in deroga alla l. 1369/1960. Entrambi i soggetti prestatori, solo in caso d'insufficienza di proprio personale per far fronte alla fornitura di lavoro portuale temporaneo, possono rivolgersi, quali imprese utilizzatrici, ai soggetti abilitati alla fornitura di prestazioni di lavoro temporaneo generale ex l. 196/1997.

Come si vede, il rapporto di lavoro portuale temporaneo, anche sotto il profilo semantico identico all'omonimo istituto generale regolato da quest'ultima, si manifesta con una struttura trilaterale, in quanto in esso l'impresa titolare dell'apposita autorizzazione dell'Autorità portuale, o l'agenzia ex c. 5 fornisce per un tempo e per esigenze limitati lavoratori con determinate caratteristiche alle imprese ex artt. 16, 18 e 21, c. 1, lett. a), che ne fanno richiesta. I lavoratori sono assunti, a tempo indeterminato o a termine dall'impresa o dall'agenzia, quest'ultima tra i dipendenti delle società o cooperative ex art. 21, c. 1, lett. b), per svolgere appunto le proprie prestazioni a favore delle imprese utilizzatrici. Anche per le prestazioni ex art. 17, c. 1, pertanto, il lavoro temporaneo è costituito da due rapporti contrattuali funzionalmente collegati, ma ontologicamente distinti, uno d'appalto, ossia d'utilizzazione delle prestazioni lavorative di soggetti estranei all'appaltante e solo per il tempo ed i compiti espressamente dedotti in appalto e l'altro di lavoro subordinato tra tali soggetti e l'impresa o l'agenzia fornitrice. Lo schema fin qui descritto, nondimeno, è esattamente quello evincibile dal combinato disposto dell'art. 1, c. 1 (contratto tra l'impresa fornitrice e l' impresa utilizzatrice) e, rispettivamente, dell'art. 3, c. 1 (contratto tra l'impresa fornitrice ed i suoi dipendenti da inviare, volta per volta, alle imprese utilizzatrici) della l. 196/1997.

Non a caso, l'art. 17, c. 7 fa riferimento ad alcune disposizioni della l. 196/1997, ma per una vicenda tutt'affatto diversa da quella, testé evidenziata, del ricorso dei soggetti prestatori di lavoro portuale temporaneo, a loro volta, ad imprese di lavoro c.d. "interinale", qualora ve ne sia bisogno. Il c. 7, invero, regola il contenuto minimo del CCNL unico di riferimento di cui al successivo c. 13, all'uopo mutuando dalla l. 196/1997 alcuni istituti di garanzia colà contenuti e che inderogabilmente le parti sociali individuano in sede di trattative per la stipula del contratto stesso. La ragione è evidente e fonda la clausola di garanzia di cui al successivo c. 13, I per.: a differenza dei dipendenti delle imprese ex artt. 16, 18 e 21, c. 1, lett. a) ¾ il cui rapporto di lavoro subordinato è già disciplinato, impresa per impresa, categoria per categoria, dai CCNL di comparto¾ , gli addetti alle imprese o alle agenzie fornitrici di lavoro portuale temporaneo, ossia i "' lavoratori (dipendenti delle imprese ex c. 2 e delle società ex art. 21, c. 1, lett. b assunti nelle agenzie ex c. 5) e ' soci lavoratori di cooperative (di cui all'art. 21, c. 1, lett. b)'" di cui al citato c. 13, non hanno di per sé un trattamento omogeneo ed unico, onde il loro CCNL unico di riferimento non può prescindere, nonostante il regime di separatezza del lavoro portuale, dagli istituti di minima garanzia che l'ordinamento generale appresta ai lavoratori c.d. "interinali". Si può, forse, discettare sulla necessità attuale d'un regime separato per il lavoro portuale, ma al Collegio non sfugge né la tradizionale peculiarità di tale tipo di prestazione d'opera, né la necessità di prevedere per i relativi addetti una disciplina che non dimentichi l'imprevedibilità (e soprattutto le oscillazioni e le stasi) del fabbisogno di manodopera, né tampoco l'esigenza d'assicurare ai lavoratori portuali temporanei le garanzie esistenti per tutti i lavoratori temporanei. Si tratta di situazioni, tutte queste, che giustificano ancor oggi una disciplina ad hoc per questi lavoratori, solo ai quali fa riferimento il successivo c. 13, fermo restando che tali garanzie, come ben evincesi dal dato testuale, non possono valere né fuori dall'àmbito portuale, né, a più forte ragione, nei confronti di lavoratori che, pur operando in quell'ambito, godono già e di per sé del trattamento giuridico, retributivo e previdenziale di competenza, in base a fonti legali e negoziali di pari forza formale a quelle per cui è causa.

In particolare, s'avrà che nel CCNL ex c. 13 le parti sociali individuino: 1) ' i casi in cui il contratto di fornitura di lavoro temporaneo possa esser concluso a'sensi dell'art. 1, c. 2, lett. a) della l. 196/1997, ossia nelle ipotesi previste dai CCNL della categoria d'appartenenza dell'impresa utilizzatrice, stipulati dalle OO.SS. comparativamente più rappresentative; 2) ' le qualifiche professionali cui s'applica il divieto di cui al successivo c. 4, lett. a), ossia quelle inerenti alle mansioni indicate nei CCNL della categoria d'appartenenza dell'impresa utilizzatrice, il cui svolgimento possa presentare maggior pericolo per la sicurezza del prestatore di lavoro o di terzi; 3) ' la percentuale massima dei prestatori di lavoro temporaneo in rapporto ai lavoratori occupati nell'impresa utilizzatrice, giusta quanto indicato nel successivo c. 8; 4) ' i casi per i quali può esser prevista la proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato a' sensi dell'art. 3, c. 4; 5) ' le modalità di retribuzione dei trattamenti aziendali previsti dall'art. 4, c. 2 (retribuzione non inferiore a quello cui hanno diritto i dipendenti di pari livello dell'impresa utilizzatrice; divieto del trattamento previsto per la categoria d'inquadramento di livello più basso quando tale inquadramento sia considerato dal CCNL avente carattere solo esclusivamente transitorio; criteri per la determinazione e corresponsione della retribuzione di risultato).

Inoltre, la profonda analogia con la disciplina della l. 196/1997 implica, in ordine alla deroga che l'art. 17 della l. 84/1994 fa all'art. 1 della l. 1369/1960, il medesimo rapporto di coordinamento esistente tra quest'ultima e la legge n. 196. Invero, come già accade per la norma generale sul lavoro temporaneo, neppure l'art. 17 fa venir del tutto meno il tradizionale divieto d'intermediazione di manodopera, la disciplina del 1960 continuando a trovare applicazione al di fuori dei casi consentiti di fornitura di lavoro portuale temporaneo, foss'anche da parte di un'impresa ex artt. 16, 18 o 21, c. 1, lett. a) nei riguardi di un'agenzia di lavoro interinale, perché detta impresa non si può rivolgere che SOLO all'impresa ex art. 17, c. 2 o all'agenzia ex c. 5. Pertanto, come l'art. 10, c. 1 della l. 196/1997 non ha abolito il divieto d'interposizione fittizia di manodopera ex l. 1369/1960 nei confronti dell'impresa utilizzatrice che ricorra alla fornitura di prestatori di lavoro dipendente da parte di soggetti diversi da quelli cui all'art. 2 della stessa legge n. 196, oppure che violi le disposizioni di cui al precedente art. 1, commi 2, 3, 4 e 5 (così Cass., sez. lav., 9 aprile 2001 n. 5232), allo stesso modo va trattata l'impresa portuale che eluda l'obbligo d'approvvigionarsi di manodopera temporanea dai soggetti monopolisti ex art. 17 della l. 84/1997. Si tratta, con ogni evidenza, di un'ulteriore forma di garanzia a favore dei lavoratori portuali temporanei, le cui funzione ed utilità sono nulle per i dipendenti delle imprese portuali, il cui rapporto, invero, non è conformato da tali norme, ma, al contrario, le loro regole contrattuali e le altre tutele approntate dalla legge si comunicano ai lavoratori temporanei e li salvaguardano.

6. ' Così chiarito per sommi capi il quadro normativo di riferimento, il ricorso in epigrafe s'appalesa fondato e, come tale, è meritevole d'accoglimento nei sensi e per le considerazioni qui di seguito indicate.

7. ' Da condividere è, anzitutto, il primo assunto attoreo (pag. 10 del gravame introduttivo), laddove afferma che l'art. 17 regola esclusivamente il lavoro portuale temporaneo, con conseguente impossibilità di trasmettere a lavoratori terzi le regole del loro CCNL, come il Collegio ha avuto modo finora di far presente.

Ma da accogliere è pure tutto il primo mezzo d'impugnazione, in quanto, in effetti, l'atto impugnato pretermette illegittimamente le ragioni di tutte le parti sociali, ugualmente legittimate a trattare ed a stipulare il CCNL unico di riferimento, laddove recepisce il protocollo d'intesa a suo tempo ratificato da alcuni contraenti a guisa di testo definitivo del contratto stesso.

Ora, non sfugge al Collegio che il Ministero intimato non possa prescindere da un testo siffatto, frutto a sua volta di intese negoziali di per sé sole non nulle, né illecite, ma solo in attesa di perfezionamento. Infatti, l'obbligo ex lege di promozione degli incontri con le parti sociali non esclude che queste ultime possano, aliunde ed in via del tutto autonoma, raggiungere comunque l'accordo nei sensi ex art. 17, c. 13. La promozione de qua ben si potrebbe rivelare superflua qualora l'accordo raggiunto in altra sede soddisfi, sotto i profili della completezza delle parti stipulanti e della conformità del contenuto ai fini sottesi al c. 13, la norma sulla contrattazione. Pertanto, per un'evidente ragione d'economia dei mezzi giuridici, non è invocabile l'inversione o l'astrazione dalla procedura, una volta legittimamente raggiunto il risultato, nemmeno quando una o più parti sociali, regolarmente invitate negli incontri promossi dal Ministero intimato, non v'abbia partecipato, oppure abbia fatto constare in altra sede il proprio specifico assenso sull'oggetto del CCNL.

Sennonché siffatta astrazione è illegittima quando, come nella specie, non vi sia completezza di stipulanti legittimati e correttezza di contenuto, né certezza, secondo gli ordinari canoni di buona fede nelle trattative e d'interpretazione secondo il contegno delle parti, di raggiungimento del consenso, se questo è manifestato in forme atipiche o espresse in sedi diverse dal tavolo di trattativa (p.es., dichiarazioni giornalistiche, ecc.). In tal caso, è obbligo del Ministero intimato non già recepire acriticamente il testo così parzialmente concordato, bensì adoperarlo a guisa di mera piattaforma per la prosecuzione delle trattative e, quindi, promuovere gli ulteriori incontri necessari alla perfezione dell'accordo.

Parimenti da condividere è il secondo motivo di gravame, laddove il Comitato ricorrente lamenta l'evidente violazione del significato dell'art. 17, c. 13 della l. 84/ 1994, da parte dei contraenti, i quali erroneamente hanno ritenuto applicabile il contratto colà previsto a tutti indistintamente i lavoratori di tutte le imprese comunque operanti in ambito portuale. Già il Collegio ha avuto modo di rilevare l'incongruenza, già sotto l'aspetto testuale ancor prima che logico, d'una tale dilatazione delle regole di tutela, pensate dal legislatore a solo vantaggio dei lavoratori portuali temporanei perché di per sé privi di idonee garanzie soprattutto per i periodi di stasi delle loro prestazioni, a soggetti di per sé ben tutelati in altra sede. Qui giova solo osservare che il trattamento minimo inderogabile, colà previsto, non può concernere altri soggetti che tali lavoratori, come ben evincesi dal precedente c. 7 e, soprattutto, dal c. 15, in base al quale le parti sociali di cui al c. 13 regolano le modalità di retribuzione dei soggetti impiegati dalle imprese e/o dalle agenzie fornitrici per le giornate di mancato avviamento al lavoro. Né varrebbe osservare che siffatta mancata "estensione" del CCNL unico anche ai dipendenti delle imprese portuali potrebbe implicare una disparità di trattamento a svantaggio di questi ultimi, giacché, a parte l'impossibilità d'individuare ex lege la categoria dei c.d. lavoratori portuali ¾ invero indefinita nei contorni, anziché lasciarne l'esatta indicazione alla dinamica contrattuale¾ , in base al c. 7 s'evince, non diversamente da ciò che accade per il lavoro "interinale" ex l. 196/ 1997, che sono tali lavoratori a comunicare il proprio trattamento retributivo e giuridico a quelli temporanei e non mai viceversa.

8. ' Il ricorso va così accolto, ma la novità della questione e giusti motivi suggeriscono l'integrale compensazione, tra tutte le parti, delle spese di giudizio.



P.Q.M.

il Tribunale amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, sez. 3'-ter, accoglie il ricorso n. 5308/2001 in epigrafe e per l'effetto annulla, per quanto di ragione e nei sensi di cui in motivazione, l'impugnata nota direttoriale prot. n. DEM3/382 del 7 febbraio 2001, meglio indicata in premessa.

Spese compensate.

Ordina all'Autorità amministrativa d'eseguire la presente sentenza.

Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio del 30 ottobre 2003.

Francesco CORSARO

, PRESIDENTE

Silvestro Maria RUSSO

, ESTENSORE
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Roma
Incentivi per un totale massimo di 30 milioni di euro in cinque anni
Le compagnie di navigazione sollecitano ulteriori incentivi per accelerare il ripristino dei transiti nel canale di Suez
Le compagnie di navigazione sollecitano ulteriori incentivi per accelerare il ripristino dei transiti nel canale di Suez
Ismailia
Evidenziata anche la necessità di ridurre i premi assicurativi per le navi in transito nella regione del Mar Rosso
Recuperati 3,1 milioni di euro di addizionale regionale ai canoni demaniali marittimi non versati nei porti campani
Napoli
422 avvisi di messa in mora ai concessionari risultati inadempienti
A novembre 2025 il traffico delle merci nei porti di Genova e Savona-Vado è calato del -5,5%
Genova
I due scali hanno registrato variazioni percentuali rispettivamente del -7,5% e +0,6%
UE ETS, Interferry chiede di bloccare lo scatto al pagamento del 100% delle emissioni prodotte dai traghetti nel 2026
Victoria
La stragrande maggioranza delle entrate dell'ETS marittimo - denuncia l'associazione - viene dirottata verso i bilanci nazionali degli Stati membri
La nuova configurazione del network di servizi di Ocean Alliance conferma sette toccate ai porti italiani
Hong Kong/Taipei
Due al porto di Genova, due a quello della Spezia e uno scalo ciascuno ai porti di Vado Ligure, Trieste e Salerno
Lo scorso anno il traffico delle merci nel porto di Marsiglia-Fos è aumentato del +5%
Lo scorso anno il traffico delle merci nel porto di Marsiglia-Fos è aumentato del +5%
Marsiglia
Crocieristi in crescita del +7%
AD Ports ha comprato il cantiere navale spagnolo Astilleros Balenciaga
Abu Dhabi
Transazione del valore di 11,2 milioni di euro
CMA CGM riporta tre servizi sulla rotta che transita attorno al Capo di Buona Speranza
Marsiglia
Lo scenario internazionale - spiega la compagnia francese - è complesso e incerto
Lo scorso anno i terminal portuali di COSCO Shipping Ports hanno movimentato un traffico dei container record
Hong Kong
Crescita del +6,2% sul 2024
Nel quarto trimestre del 2025 il traffico delle merci nel porto di Venezia è cresciuto del +13,5%
Venezia
Nell'intero anno è stato registrato un aumento del +4,9%
Aree buffer per decongestionare il sistema logistico del Nord Ovest
Genova
La proposta è di Connect. Ricordiamoci - ammonisce Palenzona - che il sistema Italia dipende dall'autotrasporto
Nel 2025 i porti russi hanno movimentato 884,5 milioni di tonnellate di merci (-0,4%)
Nel 2025 i porti russi hanno movimentato 884,5 milioni di tonnellate di merci (-0,4%)
San Pietroburgo
Nel solo quarto trimestre il traffico è stato di 231,1 milioni di tonnellate (+6%)
Il porto di Civitavecchia ha segnato un nuovo record di traffico crocieristico annuale
Civitavecchia
Incremento del +5,4% dei passeggeri in transito. Stabili quelli allo sbarco e imbarco
Nel porto di Brindisi è stata posta sotto sequestro una nave proveniente dalla Russia
Brindisi
Presunta violazione delle sanzoni nei confronti della Federazione Russa
A FS Logistix le manovre ferroviarie nell'area 6A del porto di Anversa
Anversa
Verranno impiegate locomotive ibride di nuova generazione
L'associazione degli armatori greci esorta l'UE a prendere misure per proteggere navi ed equipaggi
Pireo
Invito a presentare manifestazioni d'interesse per la ristrutturazione e gestione del terminal crociere del porto di Gibilterra
Gibilterra
I candidati dovranno essere disposti a finanziare per intero i lavori
Nel 2025 gli atti di pirateria contro le navi sono aumentati del +18%
Nel 2025 gli atti di pirateria contro le navi sono aumentati del +18%
Kuala Lumpur
Nell'ultimo trimestre è stato registrato un calo del -43% degli incidenti
A InRail la gestione per un anno del terminal intermodale di Interporto Pordenone
Pordenone
Soluzione temporanea in vista della costituzione di una società pubblico-privata
La turca Kuzey Star Shipyard costruirà un cantiere navale nel porto siriano di Tartous
Damasco
Previsto un investimento di almeno 190 milioni di dollari in cinque anni
Nel 2025 il traffico delle merci nei porti ucraini è diminuito del -15%
Kiev
Movimentazione dei container in crescita del +66%
Lo scorso anno il traffico dei container nel porto di Hong Kong è diminuito del -5,7%
Hong Kong
Nel solo quarto trimestre il calo è stato del -8,0%
Nel 2025 i terminal portuali di PSA hanno movimentato un traffico dei container record
Singapore
Nuovi picchi massimi dei volumi movimentati a Singapore e nei terminal esteri del gruppo
Lo scorso anno i terminal portuali della cinese CMPort hanno movimentato un traffico dei container record
Hong Kong
Il totale è stato di 151,5 milioni di teu, con un incremento del +4,0% sul 2024
COSCO ordina 12 nuove portacontainer da 18.000 teu e sei da 3.000 teu
Hong Kong
Commesse per 2,7 miliardi di dollari a Jiangnan Shipyard, China Shipbuilding Trading e COSCO Shipping Heavy Industry
Il porto di Trieste chiude il 2025 con una crescita del +0,7% del traffico delle merci grazie all'aumento del greggio
Trieste
Il porto di Gioia Tauro ha stabilito nuovamente il proprio record di traffico dei container
Il porto di Gioia Tauro ha stabilito nuovamente il proprio record di traffico dei container
Gioia Tauro
Nel 2025 incrementato del +14% il precedente picco segnato l'anno precedente
Il porto di Singapore segna un nuovo record storico di traffico dei contenitori
Il porto di Singapore segna un nuovo record storico di traffico dei contenitori
Singapore
Lo scalo si conferma secondo porto container mondiale
Invariato il volume di traffico delle merci nel porto di Koper nel 2025
Koper
Incremento dei container e dei rotabili. Calo delle altre tipologie di carichi
Le taiwanesi Evergreen, Yang Ming e WHL chiudono il 2025 con cali a due cifre dei ricavi
Taipei/Keelung
Nel 2025 gli atti di pirateria contro le navi in Asia sono aumentati del +23%
Singapore
Diminuita la gravità degli incidenti
Il PD accusa il governo di bloccare gli investimenti nei porti e di commissariare le AdSP
Roma/Genova
Nova Marine Carriers, Bolten e Ership hanno rilevato l'intero controllo di VCK Port Logistics
Lugano
Messe le mani ad Amsterdam sull'unico terminal con accosti “coperti” in grado di operare in qualsiasi condizione meteo
Nel quarto trimestre del 2025 i ricavi generati dalla flotta di portacontainer della OOCL sono calati del -17,2%
Hong Kong
Volumi trasportati in aumento del +0,8%
TKMS presenta un'offerta non vincolante per comprare German Naval Yards
TKMS presenta un'offerta non vincolante per comprare German Naval Yards
Kiel
L'azienda di Kiel costruisce navi militari e yacht di lusso
Sequestrate oltre due tonnellate di cocaina nel porto di Genova
Genova
Immessa sul mercato, la droga avrebbe fruttato alle organizzazioni criminali circa 1,5 miliardi di euro
Seatrade acquisisce una partecipazione strategica in JR Shipping
Harlingen
La compagnia olandese continuerà ad operare come organizzazione indipendente e autonoma
Nel 2025 Ningbo-Zhoushan si è confermato primo porto mondiale per traffico complessivo delle merci
Nel 2025 Ningbo-Zhoushan si è confermato primo porto mondiale per traffico complessivo delle merci
Ningbo
Movimentati oltre 1,4 miliardi di tonnellate di carichi. I container sono stati circa 43 milioni
Nel 2025 il porto di Ravenna ha registrato il proprio nuovo record storico di traffico annuale delle merci
Ravenna
Volume mai raggiunto in precedenza anche dei carichi movimentati nel solo quarto trimestre
L'AdSP sarda si affida alla consulenza basata sull'AI di Financial Times per capire quali strategie, opere e infrastrutture realizzare
Cagliari
Affidamento diretto del valore stimato di 140.000 euro
Approvato il conferimento presso la nuova diga foranea di Genova dei sedimenti dei dragaggi nel porto della Spezia
La Spezia
Ok al trasferimento di 282.000 metri cubi da effettuare nel corso del 2026
A novembre il traffico navale nel canale di Suez è aumentato del +16,0%
Il Cairo
Nei primi undici mesi del 2025 sono transitate 11.620 navi (-4,8%)
ABB realizzerà gli impianti di shore power in tre container terminal del porto di Rotterdam
Rotterdam/Zurigo
Saranno in grado di ricaricare sino a 32 portacontainer contemporaneamente
Lo scorso mese il traffico delle merci nei porti marittimi cinesi è cresciuto del +5,8%
Lo scorso mese il traffico delle merci nei porti marittimi cinesi è cresciuto del +5,8%
Pechino
I carichi con l'estero sono aumentati del +8,2%. Container in rialzo del +8,9%
Ruote Libere, l'aumento dei pedaggi autostradali certifica il fallimento delle politiche del governo e del ministro Salvini per l'autotrasporto
Modena
Franchini: prima le accise, ora i pedaggi; un doppio colpo che colpisce direttamente le piccole imprese
Trasportounito attribuisce la responsabilità degli aumenti dei pedaggi autostradali alla Corte Costituzionale e all'ART
Genova/Roma
Casu e Simiani (PD): ma è colpa dei giudici se Salvini non sa fare il ministro?
Nel 2025 i porti marocchini hanno movimentato un traffico record di 262,6 milioni di tonnellate di merci (+8,9%)
Rabat
Transhipment pari al 50,5% del totale
Yang Ming immette la prima di cinque navi dual-fuel a GNL da 15.500 teu sulla rotta Asia-Mediterraneo
Keelung
Sarà impiegata nel servizio MD2
Uno studio evidenzia i problemi delle portacontainer a GNL nel conformarsi al futuro obbligo della connessione agli impianti di cold ironing
Berlino/Amburgo
Accordo Fincantieri-Wsense nell'offerta di sistemi all'avanguardia per la dimensione subacquea
Trieste
Previsto il co-sviluppo di soluzioni tecnologiche wireless avanzate
Uno studio rileva elevati livelli di inquinanti organici persistenti causati dalle attività di demolizione navale
Bruxelles
Porto di Livorno, al via la gara per la gestione dei rifiuti prodotti dalle navi
Livorno
Il valore previsto dell'appalto è di oltre 40 milioni di euro
Ricavi e profitti della DSV risentono dell'effetto dell'acquisizione della Schenker
Copenaghen
Nel 2025 il volume d'affari è cresciuto del +48,0%
Wärtsilä registra una sensibile crescita dei risultati trimestrali e annuali del segmento Marine
Helsinki
Stabile il valore dei nuovi ordini acquisiti dal gruppo finlandese nel 2025
L'olandese Portwise è stata comprata dalla connazionale Haskoning
Rijswijk
L'azienda offre soluzioni per l'ottimizzazione delle operazioni dei terminal attraverso l'automazione e l'elettrificazione
Avviata in Cina la costruzione della prima di sei portacontainer per Italia Marittima
Trieste
Le navi, che potranno utilizzare combustibile tradizionale e metanolo, avranno una capacità di 2.400 teu
Nello Stretto di Hormuz imbarcazioni armate hanno intimato ad una tanker statunitense di fermarsi
Southampton/Londra
GTS annuncia nuovi servizi ferroviari tra il porto di Genova e il Centro-Sud Italia
Bari
Collegamenti tramite il terminal di Segrate Milano
Nel 2025 è raddoppiato il numero di navi dual-fuel impiegate dai vettori marittimi di linea
Washington
Attualmente il portafoglio ordini è costituito per il 74% da unità di questo tipo
Kuehne+Nagel incrementa le aree nella CargoCity South dell'aeroporto di Francoforte
Schindellegi
Una nuova struttura verrà completata e presa in consegna alla fine del 2028
AD Ports sigla un accordo per la realizzazione e gestione di un terminal multipurpose nel porto di Matadi
Abu Dhabi/Kinshasa
Rilancio del progetto di costruzione del porto in acque profonde di Banana
Confitarma, la posizione dell'Agenzia delle Entrate rischia di produrre pesanti ripercussioni sull'occupazione dei marittimi italiani
Roma
Bucchioni nominato presidente pro tempore dell'Associazione degli Spedizionieri del Porto della Spezia
La Spezia
Al via la gara per lo sviluppo del polo della cantieristica nautica nel porto di Ancona
Ancona
Il Comitato di gestione dell'AdSP ha approvato il bando
Ulteriore flessione delle performance finanziarie trimestrali della ONE
Singapore
Stabile il volume di carichi containerizzati trasportati dalla flotta
Firmato l'atto di nomina di Laura DiBella alla presidenza della FMC
Washington
Il suo mandato scadrà il 30 giugno 2028
Nel 2025 il porto di Singapore ha registrato forniture di bunker record
Singapore
Joint venture PSA-MOL per la gestione di un nuovo terminal ro-ro
Il porto di Taranto è stato visitato da una delegazione della giapponese FLOWRA
Taranto
L'associazione riunisce 21 tra i principali player energetici nipponici
Nuovi ordini ad ABB in un trimestre per la prima volta sopra i dieci miliardi di dollari
Zurigo
Crescita della domanda nei settori marittimo, portuale e ferroviario
Negli Stati Uniti la MSC è stata multata per un totale di 22,67 milioni di dollari
Washington
La Federal Maritime Commission ha comunicato gli esiti di un'indagine
CSC Vespucci e Livorno Reefer costituiranno una piattaforma unica dedicata ai prodotti ortofrutticoli ed esotici nel porto di Livorno
Signal Ocean ha acquisito AXSMarine
Parigi/Londra
La società propone piattaforme web a supporto del settore del noleggio navale
Stena RoRo ha ordinato in Cina la costruzione di due navi ro-ro con opzioni per altre quattro unità
Göteborg
Sono state progettate in cooperazione con l'italiana Naos
Shanghai Zhonggu Logistics Co. ordinerà quattro nuove portacontainer da 6.000 teu
Shanghai
La commessa includerà opzioni per due ulteriori navi
Nel 2025 i ricavi della UPS sono diminuiti del -2,6%
Nel solo ultimo trimestre è stata registrata una flessione del -3,2%
ICS ha pubblicato la propria analisi periodica sulle performance degli Stati di bandiera
Londra
A maggio Michail Stahlhut lascerà la carica di amministratore delegato della Hupac
Chiasso
Bertschi: sotto la sua guida rafforzata la posizione della società come principale fornitore nel trasporto combinato strada/rotaia in Europa
Nominati i membri dell'Organismo di partenariato della risorsa mare di Ravenna
Ravenna
Si riunirà per la prima volta il prossimo 4 febbraio e rimarrà in carica quattro anni
Messina (Assarmatori): bene il decreto del MIT sul cold ironing
Roma
Passaggio fondamentale - ha sottolineato - per far sì che l'elettrificazione delle banchine sia concretamente utilizzabile
Contship ha aderito al programma DCSA+ della Digital Container Shipping Association
Melzo
Tra gli scopi, migliorare l'efficienza delle operazioni in terminal, l'accuratezza del planning e la collaborazione con le compagnie di navigazione
La Federación de Estibadores Portuarios Argentinos minaccia uno sciopero nei porti nazionali
La Plata
Azione a sostegno dei lavoratori del porto di Concepción del Uruguay
Nel 2025 il traffico delle merci nel porto di Taranto è cresciuto del +0,8%
Taranto
Nel solo ultimo trimestre è stato registrato un calo del -22,6%
Lo scorso anno il traffico dei container nel porto di Valencia è cresciuto del +3,4%
Valencia
Sono stati movimentati 5.662.661 teu
Fincantieri, commessa della Marina Militare italiana per il potenziamento della cyber resilienza delle unità navali
Nuovo stabilimento a Charleston per la produzione e il collaudo di sistemi di potenza e propulsione navale
Arlington
È stato inaugurato dalla Leonardo DRS, controllata dell'italiana Leonardo
Progetto per il rafforzamento della sicurezza informatica marittimo-portuale
Brest/Bruxelles/Roma
I partner sono France Cyber Maritime, FEPORT e la Federazione del Mare
PROSSIME PARTENZE
Visual Sailing List
Porto di partenza
Porto di destinazione:
- per ordine alfabetico
- per nazione
- per zona geografica
Nell'ultimo trimestre del 2025 il traffico dei container nel porto di Los Angeles è calato del -10,6%
Los Angeles
Nell'intero anno è stata registrata una flessione del -0,6%
Nei primi sei mesi d'attività InnoWay Trieste ha prodotto 170 carri ferroviari
Trieste
Nel 2026 a Bagnoli della Rosandra è prevista la costruzione di 600 unità
Ferretti, no all'Opa volontaria condizionata e parziale lanciata dalla KKCG Maritime
Milano
Riaffermata la forte fiducia nella strategia di lungo periodo della società
Haropa Port segna un nuovo record di traffico dei container
Le Havre
Lo scorso anno il traffico complessivo delle merci è aumentato del +2%
È deceduto Decio Lucano, decano dei giornalisti che si occupano di shipping
Genova
Innumerevoli le sue avventure cartacee, tra cui “Vita e Mare” e “TMM”, ma anche digitali con “DL News”
Marsa Maroc ordina 106 trattrici portuali elettriche alla Terberg
Benschop
Saranno impiegate nel porto di Nador West Med
Contargo acquisisce il 50% di Cargo-Center-Graz Logistik
Mannheim
L'azienda tedesca estende il suo network intermodale ai porti adriatici di Koper e Rijeka
Un'unica offerta vincolante da Dubai per l'acquisto della Venice Ro-Port Mos
Venezia
La società gestisce il terminal per le autostrade del mare e le crociere di Fusina
Nel 2025 il porto di Long Beach ha movimentato un traffico dei container record
Long Beach
Nell'ultimo trimestre è stata registrata una flessione del -8,8%
HMM introdurrà soluzioni di navigazione autonoma basate sull'intelligenza artificiale su 40 navi
Seul
Contratto con Avikus e accordo con KSOE
Due nuove connessioni ferroviarie con la Germania dall'Interporto di Padova
Padova
Sono operate da InRail e LTE Italia
Intersea è diventata agente generale in Italia della portoghese GS Lines
Genova
La compagnia di navigazione fa parte del Grupo Sousa
A MSC e alla qatarina Maha lo sviluppo e la gestione del porto libico di Misurata
Parigi/Misurata
Previsto un investimento di 1,5 miliardi di dollari
F2i si è aggiudicato la concessione del porto turistico di Lavagna
Milano
Il contratto di concessione avrà una durata di 50 anni
Eni, varo dello scafo della Coral North FLNG
Geoje/San Donato Milanese
Sarà impiegata nell'offshore di Cabo Delgado, a nord del Mozambico
Laghezza ha acquisito un magazzino logistico a Sarzana
La Spezia
L'intento è di istituire un hub di prossimità destinato alle attività produttive locali
Inaugurato il Red Sea Container Terminal del porto egiziano di Sokhna
Sokhna
È gestito da una joint venture di Hutchison Ports, COSCO e CMA Terminals
Nella flotta di GNV è entrato il traghetto GNV Altair
Genova
Ha una capacità di 2.700 passeggeri e 915 metri lineari di rotabili
Maersk conferma il ripristino dei transiti attraverso il canale di Suez del servizio MECL
Copenaghen
La linea collega India e Medio Oriente con l'East Coast USA
Ignazio Messina & C. ha acquisito l'intero controllo della Thermocar
Genova
L'azienda genovese opera nel settore della logistica di container frigo a temperatura controllata
Il Cda della Genco ha respinto la proposta di acquisizione avanzata da Diana Shipping
New York/Atene
La compagnia americana lascia tuttavia uno spiraglio aperto ammettendo la validità della fusione
MSC includerà il porto di Trieste nel servizio Dragon Italia-USA
Ginevra
Lo scalo giuliano verrà toccato a partire dalla seconda metà di febbraio
De Wave Group ha comprato la francese DL Services
Genova
L'azienda è specializzata nella progettazione di cucine industriali e nella fornitura di componenti tecnici e ricambi di bordo
Il servizio transatlantico TUX della CMA CGM scalerà il porto di Salerno
Marsiglia
La linea collega la Turchia con la costa orientale degli USA
Nuovi collegamenti intermodali tra l'Italia settentrionale e il Belgio di GTS Rail e CargoBeamer
Bari/Leipzig
Attivati sulle linee Padova-Zeebrugge e Liegi-Domodossola
Lo scorso anno il traffico delle crociere nel porto del Pireo è aumentato del +9%
Pireo
Movimentati circa 1,85 milioni di passeggeri
Nel 2025 il traffico delle crociere nel porto di Genova è cresciuto del +6,5%
Genova
Passeggeri dei traghetti in diminuzione del -3,6%
Grimaldi ha preso in consegna la PCTC Grande Manila
Napoli
La nave ha una capacità totale pari a 9.241 ceu
Vendita all'asta della nave da crociera per spedizioni Exploris One
Nantes
Ha una capacità di 144 passeggeri e 102 membri dell'equipaggio
SeaCube Container Leasing ha comprato la Martin Container
Montvale
L'azienda è specializzata nel segmento dei contenitori frigo
Pisano: la Zona Logistica Semplificata ha una grande valenza strategica per il porto della Spezia
La Spezia
A RINA e HPC un progetto per la promozione dei porti “verdi” nella regione del Caspio
Genova
Contratto quinquennale con l'OSCE
Vard costruirà quattro Multi-Purpose Robotic Vessels per Ocean Infinity
Trieste
Il contratto ha un valore complessivo di oltre 200 milioni di euro
Hanseatic Global Terminals diventerà unica proprietaria della Florida International Terminal
Rotterdam
Il 19 gennaio a Genova un convegno sul congestionamento del sistema logistico del Nord Ovest
Genova
Si terrà presso la Sala della Trasparenza della Regione Liguria
Il settore dei trasporti entra in una fase di svolta con l'adozione dell'intelligenza artificiale
Ulm
Tuttavia la maggior parte delle aziende si trova ancora nelle fasi iniziali di questo processo
Consegnati i lavori per l'allargamento del canale di accesso al porto di Livorno
Livorno
La larghezza tra le due sponde sarà portata da 70 a 120 metri
Nexans stabilisce un record di profondità di posa di un cavo sottomarino ad alta tensione sul Tyrrhenian Link
Parigi
Installazione a -2.150 metri
Fondi ai porti spagnoli per il loro adeguamento all'impiego di energia eolica e altre energie rinnovabili marine
Madrid
Programma del valore complessivo di 212 milioni di euro
CMD - Costruzioni Motori Diesel torna nuovamente di proprietà interamente italiana
Atella
Giorgio e Mariano Negri hanno rilevato il 67% del capitale detenuto dalla cinese Loncin Motor Co.
Intesa Sanpaolo finanzia la costruzione di tre PCTC destinate a Grimaldi Euromed
Milano
Le nuove navi saranno prese in consegna nel corso di quest'anno
Medlog compra le attività dell'australiana Seaway nel settore intermodale
Fremantle
La transazione sarà portata a termine entro il primo trimestre di quest'anno
Il MIT ha aggiornato le misure di cybersecurity per le navi nazionali, i porti e gli impianti portuali
Roma
Pubblicata una circolare che, tra l'altro, introduce la formazione del personale
V.Group ha comprato la danese Njord
Londra
La società offre all'industria navale soluzioni per l'efficienza energetica e la decarbonizzazione
PORTI
Porti italiani:
Ancona Genova Ravenna
Augusta Gioia Tauro Salerno
Bari La Spezia Savona
Brindisi Livorno Taranto
Cagliari Napoli Trapani
Carrara Palermo Trieste
Civitavecchia Piombino Venezia
Interporti italiani: elenco Porti del mondo: mappa
BANCA DATI
ArmatoriRiparatori e costruttori navali
SpedizionieriProvveditori e appaltatori navali
Agenzie marittimeAutotrasportatori
MEETINGS
Il 19 gennaio a Genova un convegno sul congestionamento del sistema logistico del Nord Ovest
Genova
Si terrà presso la Sala della Trasparenza della Regione Liguria
L'1 e il 2 dicembre a Genova il convegno di Spediporto “Take opportunities navigating trade tensions”
Genova
Si terrà presso il Salone delle Conferenze di Banca Bper
››› Archivio
RASSEGNA STAMPA
Auction of megaterminal in Santos may be postponed due to deadlock within the Federal Government
(A Tribuna)
East Port Said Port faces a new challenge with Europe's carbon rules for shipping
(EnterpriseAM)
››› Archivio
FORUM dello Shipping
e della Logistica
Intervento del presidente Tomaso Cognolato
Roma, 19 giugno 2025
››› Archivio
Porto di Genova, incendio a bordo del traghetto Majestic
Genova
Domate con l'intervento delle squadre antincendio di bordo, le fiamme non hanno provocato feriti
COSCO acquisirà il controllo della società logistica tedesca Zippel
Amburgo
Accordo per acquisirne l'80% del capitale
Il porto di Colombo segna un nuovo record di traffico annuale dei container
Colombo
La Sri Lanka Ports Authority sigla un accordo con il gruppo armatoriale francese CMA CGM
Viasat uscirà dal capitale della società britannica Navarino
Londra
ICG supporterà i fratelli Tsikopoulos in un reinvestimento nell'azienda
Il governo di Palau assicura la piena operatività del Registro Navale
Koror
Moses (BMT): i servizi continuano a essere erogati in conformità con le procedure e gli standard internazionali
Nei primi nove mesi del 2025 le merci trasportate sulla rete ferroviaria austriaca sono aumentate del +1,4%
Vienna
Nel solo terzo trimestre registrata una crescita del +4,9%
A Saipem un contratto offshore da 425 milioni di dollari per lo sviluppo del campo di gas di Sakarya
Firmato il decreto per il riparto delle risorse PNRR agli interporti
Roma
Prevista l'erogazione di 1,9 milioni di euro
Nuovo servizio con l'Algeria della genovese Messina
Genova
La rotazione tocca i porti di Fos, Genova, Barcellona, Algeri, Fos
FS Logistix prima in Europa a certificare la carbon footprint per il trasporto merci
Roma
La società del gruppo FS ha ottenuto la certificazione ISO 14067
WASS (gruppo Fincantieri) si aggiudica la fornitura di siluri alla Marina Indiana
Trieste
Commessa del valore complessivo di oltre 200 milioni di euro
Il primo gennaio diventerà operativa FHP Intermodal
Milano
FHP Group completa la procedura di integrazione tra le controllate CFI Intermodal e Lotras
La nave da crociera Coral Adventurer si è arenata in Papua Nuova Guinea
Port Moresby
Nessun danno alle persone a bordo
d'Amico International Shipping ordina due nuove navi cisterna MR1 a Guangzhou Shipyard International
Porto di Gioia Tauro, deliberata nuovamente la riduzione dell'importo delle tasse di ancoraggio
Gioia Tauro
Stanziata una somma complessiva pari a 1,5 milioni di euro
Il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità della gara per il nuovo Molo Ravano della Spezia
Roma/La Spezia
Confermata la sentenza del TAR per la Liguria
Hupac avvierà un nuovo servizio con treno shuttle tra Duisburg e Novara
Chiasso
Programmate sei rotazioni alla settimana
Assegnati gli slot per gli approdi nel 2026 dei traghetti ai porti di Piombino e dell'Isola d'Elba
Livorno
Procedura di project financing per il primo impianto di produzione di idrogeno del porto della Spezia
La Spezia
Progetto per effettuare rifornimenti “mobili” a veicoli quali locomotori e imbarcazioni
Il nuovo terminal aliscafi del porto di Messina sarà intitolato ad una vittima di femminicidio
Messina
L'iniziativa per ricordare Omayma Benghaloum
Al terminal PSA Venice-Vecon sono arrivate tre nuove gru di piazzale e-RTG
Venezia
Investimento di 8,5 milioni di euro
Fincantieri consegna la seconda multipurpose combat ship alla Marina Militare indonesiana
Trieste
Cerimonia nel cantiere navale di Muggiano
Sottoscritto il rinnovo del contratto di lavoro per i dirigenti di aziende di trasporti e logistica
Roma
Firmato oggi da Manageritalia e Confetra
A giugno il gruppo Grendi si doterà di una quinta nave ro-ro
Genova
Avrà una capacità di carico di 3.000 metri lineari
Bruxelles ha approvato il prestito per il salvataggio della società ferroviaria di trasporto merci Lineas
Bruxelles
Sessantuno milioni di euro concessi dal governo belga
Partnership di Green Mobility Partners e KKR per creare una piattaforma europea per il leasing ferroviario
Francoforte
Investimento della società americana in GMP
Saipem si aggiudica un contratto EPCI offshore in Qatar
Milano
Valore della commessa di circa 3,1 miliardi di dollari
Wärtsilä vende la divisione Gas Solutions alla società tedesca di private equity Mutares
Helsinki/Monaco di Baviera
Bank of China finanzia l'acquisto della Grande Melbourne di Grimaldi Euromed
Importo di 57 milioni di euro
GeneSYS Informatica (Fratelli Cosulich) ha acquisito il 51% del capitale di Navimeteo
Ordine da 466 milioni di dollari alla KSOE per la costruzione di quattro portacontainer
Lysaker/Seongnam
Commessa della NYK e della Ocean Yield per quattro nuove navi per gas naturale liquefatto
L'Adriatic Service 1 della ONE effettuerà scali anche al porto di Ancona
Singapore
La linea con Damietta ha frequenza settimanale
- Via Raffaele Paolucci 17r/19r - 16129 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail
Partita iva: 03532950106
Registrazione Stampa 33/96 Tribunale di Genova
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Vietata la riproduzione, anche parziale, senza l'esplicito consenso dell'editore
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