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13 giugno 2021 Il quotidiano on-line per gli operatori e gli utenti del trasporto 18:42 GMT+2



14 maggio 2021

Federagenti, necessario che le promesse del PNRR per lo sviluppo dell'industria del mare si traducano in fatti

Santi: senza un'attenzione concentrata e prioritaria sulla risorsa mare, le possibilità di rilancio del sistema Italia si riducono drasticamente

Federagenti, la federazione degli agenti marittimi italiani, esorta l'industria nazionale dello shipping a non allentare l'attenzione e a premere affinché le proposte preliminari per lo sviluppo delle attività direttamente o indirettamente connesse ai trasporti marittimi e al mare incluse nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) vengano tradotte in realtà. A tal fine il presidente di Federagenti, Alessandro Santi, ha invitato a «non abbassare la guardia e vigilare costantemente affinché - ha sottolineato - all'affermazione di buoni principi e di tante valide intenzioni, facciano seguito fatti e azioni concreti».

Santi ha specificato che il suo non vuol essere «un richiamo fine a sé stesso, ma una esortazione che si basa su due considerazioni oggettive: da un lato - ha spiegato - quella relativa a un Paese in cui il rapporto debito Pil post pandemia sta assumendo caratteristiche allarmanti richiedendo tutti gli sforzi possibili per una ripresa rapida; dall'altro, quella relativa al ruolo che l'industria del mare, e cioè trasporti marittimi, porti e logistica possono e debbono avere per trainare il Paese fuori dalle secche in cui si è arenato».

Secondo il presidente di Federagenti, «alla base di tutto deve porsi una considerazione e quindi una consapevolezza di fondo: senza un'attenzione concentrata e prioritaria sulla risorsa mare, le possibilità di rilancio del sistema Italia si riducono drasticamente, su tutti i fronti caldi, dalle interconnessioni alla produzione industriale, dal turismo alla difesa dell'ambiente».

«Gli impegni sulle nuove infrastrutture indispensabili per questo settore - ha ammonito Santi - rischiano, e siamo convinti che il presidente del Consiglio ne sia pienamente consapevole, di sfociare in un nulla di fatto se non saranno accompagnati da un cambio di passo su riforme che prevedano l'abbattimento della burocrazia, la riforma della giustizia lo snellimento e la semplificazione dei rapporti con la pubblica amministrazione, ma anche uno stop preventivo a qualsiasi rinnovata propensione verso il rafforzamento di posizioni centralistiche contrastanti con la necessità di garantire competitività ed efficienza all'intero sistema dei traffici marittimi e della portualità».

In breve, per Federagenti, è necessario evitare il rischio sempre presente di finanziamenti insufficienti o solo promessi «che trasformino opere strategiche in clamorose e dannose incompiute o dall'altro lato che progetti ambiziosi si sfaldino come neve al sole».

«Il mare, e la pandemia lo ha fatto emergere con chiarezza - ha concluso Santi - rappresenta la prima risorsa e il fattore distintivo dell'economia italiana, anche nei rapporti con il resto d'Europa. Non sfruttare le opportunità che derivano anche dallo spostamento dell'asse economico del continente verso sud e dalla nuova centralità del Mediterraneo sarebbe non solo un errore, ma una colpa, di cui rendere conto alle future generazioni, e anche a quelle che oggi operano già sulla linea del fronte».

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