
Se il blocco del traffico navale nello Stretto di Hormuz, che è
iniziato lo scorso febbraio dopo i primi attacchi delle forze armate
di USA e Israele contro l'Iran, è ancora in atto ed è
usato da Teheran quale importante carta da giocare nelle trattative
per la cessazione delle operazioni militari, un'altra vitale arteria
marittima mondiale rischia di essere nuovamente messa in crisi dalla
possibile ripresa degli attacchi dei ribelli yemeniti Houthi contro
le navi che transitano nel Mar Rosso.
Stamane, infatti, il portavoce dei ribelli, il brigadiere
generale Yahya Saree, ha proclamato un divieto totale alla
navigazione nel Mar Rosso per tutte le navi riconducibili a
interessi israeliani, che verrebbero considerate quali obiettivi
militari. La minaccia è stata affiancata dall'annuncio
dell'avvenuto lancio di missili contro la città israeliana di
Giaffa che avrebbero raggiunto i propri obiettivi. «Alla
escalation - ha specificato Saree riferendosi alla prosecuzione
degli attacchi israeliani in Libano - si risponderà con
un'escalation, e le nostre operazioni si intensificheranno in base
agli sviluppi».
La possibile ripresa degli attacchi alle navi in transito nel
Mar Rosso costituisce una grave minaccia per il traffico navale
nella regione e nel canale di Suez. Da quando a fine 2023 la nave
PCTC Galaxy Leader era stata sequestrata dai miliziani Houthi
(
del 20
novembre 2023), la crisi del Mar Rosso si era rapidamente
aggravata con il moltiplicarsi degli attacchi alle navi, tanto che
da allora il traffico marittimo nel canale di Suez si è
pressoché dimezzato, con 12.758 navi transitate nel canale
egiziano nel 2025 rispetto a 26.434 nel 2023 e con 4.506 navi
transitate nel primo quadrimestre del 2026 rispetto a 8.630 nel
corrispondente periodo del 2023.