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7. Dezember 2022 - Jahr XXVI
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COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTSJAHR XXVI - Anzahl 7/2008 - JULI 2008

Legislazione

Il parere della ESPO sulla nuova politica dei porti europei

Patrick Verhoeven è il Segretario Generale della ESPO (Organizzazione dei Porti Marittimi Europei).

La ESPO rappresenta le autorità portuali, le associazioni dei porti e le amministrazioni portuali degli scali marittimi dell'Unione Europea.

L'organismo è stato costituito nel 1993 per promuovere le politiche ed i punti di vista del settore portuale europeo nei confronti, in primo luogo, delle istituzioni dell'Unione Europea.

Di seguito, si riportano le opinioni di Verhoeven sulla nuova politica dei porti europei.

"In seguito al fiasco della seconda direttiva sui servizi portuali nel 2006, è sembrato per un po' che le prospettive di una politica coordinata dei porti europei fossero ormai definitivamente messe da parte.

Ciò avrebbe fatto sì che i porti continuassero ad essere governati dai principi fondamentali del Trattato di Roma e dalla normativa di secondo piano.

La questione essenziale verteva su se fosse nell'interesse dei porti essere assoggettati ad una incoerente mosaico di giurisprudenza e normativa che spesso ha mostrato contraddizioni, in un contesto di obiettivi contraddittori nell'ambito della politica trasportistica ed ambientale dell'Unione Europea.

Già nel 2004, la ESPO aveva lanciato un appello per una approfondita riflessione sulle priorità di una politica europea degli scali marittimi, esprimendo la necessità di una struttura coerente con ampie prospettive concentrate sulle principali sfide del settore portuale.

I tempi per una tale approfondita discussione sono divenuti maturi solo dopo l'insuccesso della proposta di seconda direttiva: molti fattori hanno contribuito ad alimentare il dibattito al riguardo.

In primo luogo, c'è stata la determinazione del Commissario ai Trasporti Jacques Barrot di ripristinare un clima di fiducia dopo la traumatica esperienza della direttiva.

In secondo luogo, la Commissione Europea ha dato il via ad un procedimento finalizzato a sviluppare una politica marittima esauriente ed integrata che inevitabilmente dovrebbe riguardare i porti.

In terzo luogo, c'è stata la proposta della ESPO di organizzare una consultazione ad ampio spettro dei soggetti interessati sui principali temi e sulle principali problematiche della politica portuale a livello europeo.

Questi ultimi due fattori hanno allargato il raggio d'azione del dibattito al di là del tradizionale contesto della politica trasportistica.

Nel periodo intercorrente fra giugno del 2006 e giugno 2007, si è tenuta una sessione di consultazioni tra i vari soggetti interessati, consistente in due conferenze e sei workshop tematici.

Essa è sfociata il 18 ottobre 2007 nell'adozione di una comunicazione della Commissione sulla politica dei porti europei.

La comunicazione è coerente con la politica marittima integrata della Commissione Europea e fa parte della sua agenda relativa al trasporto merci; entrambi i provvedimenti sono stati adottati più o meno nello stesso periodo.

La nuova comunicazione della Commissione si fonda su una visione d'insieme delle problematiche generali del sistema dei porti europei e tiene conto di questioni quali la domanda di trasporto internazionale, il cambiamento tecnologico, le emissioni (mutamenti climatici) ed il dialogo fra porti, città ed operatori interessati.

Infine, essa concilia il complesso delle norme della Commissione mediante linee-guida destinate a regolamentare la trasparenza e la concorrenza.

In termini di concrete proposte politiche, il dialogo consiste in na serie di interpretazioni delle regole del Trattato unitamente ad un piano d'azione con ulteriori provvedimenti e strumenti, che in gran parte constano di una "legislazione morbida", vale a dire che non giuridicamente vincolante ma che comporta certi effetti giuridici indiretti ed è mirata alla produzione di soluzioni pratiche.

Queste ultime si riferiscono a:

  • prestazioni portuali e connessioni con l'hinterland;
  • espansione della capacità nel rispetto dell'ambiente;
  • ammodernamento;
  • realizzazione di condizioni di eguaglianza mediante l'assicurazione di chiarezza nei confronti di investitori, operatori ed utenti;
  • istituzione di un dialogo strutturato tra porti e città ed, infine, avvio dei lavori nei porti.
La ESPO ha dato una risposta positiva alla comunicazione della Commissione, ritenendo che la nuova politica, in genere, riflettesse un quadro equilibrato che era emerso dalla sessione di consultazioni con gli operatori interessati svoltasi fra giugno 2006 e giugno 2007.

La ESPO è d'accordo sul fatto che la comunicazione si concentri sui provvedimenti e gli strumenti della legislazione morbida.

Ciò si attaglia meglio alla varietà dei porti europei rispetto ad una legislazione vincolante e rigorosa.

A questo proposito, la ESPO ha apprezzato il riconoscimento da parte della Commissione Europea del ruolo di punta delle autorità portuali, segnatamente rispetto all'uso delle concessioni.

Se considerate nella loro accezione più ampia, le concessioni costituiscono strumenti di governo assai utili per le autorità portuali titolari demaniali e spesso si tratta dell'unico mezzo a loro disposizione per proteggere i legittimi interessi dei loro porti.

L'interpretazione fornita dalla Commissione Europea corrisponde in larga parte ai principi cui secondo la ESPO le autorità portuali dovrebbero attenersi quando rilasciano le concessioni, ad esempio, riguardo ai criteri di selezione, alla durata ed alle clausole inerenti alle prestazioni ed alla proprietà.

Attualmente, la ESPO sta effettuando uno studio in ordine a come le autorità portuali stanno utilizzando gli strumenti concessori.

I risultati iniziali sono stati presentati in occasione della conferenza annuale della ESPO, svoltasi ad Amburgo il 29 e 30 maggio2007, ma ci si possono aspettare ulteriori iniziative in seguito.

La ESPO ha altresì accolto favorevolmente il fatto che la Commissione non stia cercando di adottare provvedimenti che potrebbero alterare la distribuzione dei traffici in tutta l'Europa.

Il mercato, unitamente alle politiche delle autorità locali e nazionali, è per lo più in grado di trovare da sé le soluzioni al problema.

Lo scenario portuale europeo sta infatti diventando diverso in modo rilevante in termini del numero di porti coinvolti e del raggio d'azione delle funzioni e dei servizi portuali, il che comporta maggiori opzioni di rotta per i caricatori.

A giudizio della ESPO, la Commissione dovrebbe astenersi, ora ed in futuro, da qualsivoglia politica interventista che, direttamente od indirettamente, miri alla modifica dell'orientamento dei flussi di traffico in Europa.

Infine, la ESPO guarda avanti allo scopo di persistere nel proprio costruttivo dialogo con la Commissione Europea ed altre organizzazioni di operatori interessati in relazione agli strumenti ed alle misure annunciati nel contesto della comunicazione.

In particolare, l'organismo è interessato a contribuire alla realizzazione delle linee-guida sull'applicazione della normativa ambientale comunitaria allo sviluppo portuale ed alle sovvenzioni statali.

Inoltre, ulteriori azioni sono in programma nei campi della logistica, della semplificazione amministrativa, degli indicatori delle prestazioni portuali, delle relazioni porto-città, del dialogo sociale e della concorrenza con i porti dei paesi vicini non appartenenti all'Unione Europea".
(da: Containerisation International, giugno 2008, pag. 92)



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