testata inforMARE
27 novembre 2022 - Anno XXVI
Quotidiano indipendente di economia e politica dei trasporti
13:17 GMT+1
LinnkedInTwitterFacebook


CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CONTAINERSANNO XXXVII - Numero 15 APRILE 2019

INDUSTRIA

LA RICERCA BRITANNICA DI UN RUOLO NELL'INIZIATIVA "UNA CINTURA, UNA VIA" È UN VIAGGIO VERSO IL NULLA A CAUSA DEL DISTACCO DEL REGNO UNITO DALL'EUROPA

La Gran Bretagna è su una strada senza uscita, non solo a causa del suo disordinato tentativo di lasciare l'Unione Europea, ma anche a causa della sua posizione fisica rispetto alla BRI (Iniziativa Una Cintura, Una Via) cinese.

A differenza dell'Italia, che si appresta a diventare una stazione di passaggio nella marcia della BRI verso l'Europa continentale, tutte le strade dalla Gran Bretagna conducono al nulla.

Poiché il Regno Unito barcolla ed inciampa nella ricerca di una qualche specie di uscita dall'Unione Europea, come una persona ubriaca attraverso una porta girevole, alcuni propugnatori della Brexit puntano ad un accordo di libero scambio fra la Cina ed il Regno Unito come modalità per uscire dall'isolamento: Una Cintura ed Una Via al salvataggio, per così dire.

Ma questo perde di vista l'imperativo logistico: è con il cuore dell'Europa industriale che la Cina è intenzionata a connettersi, non con un'isola che minaccia di recidere il proprio cordone ombelicale con il continente.

La cosa migliore in cui la Gran Bretagna può sperare è quella di diventare un centro finanziario offshore per la BRI.

Kent Calder, un eminente esperto in materia di Asia Nord-Orientale, ne ha parlato in modo estremamente sintetico nel corso di una conversazione avuta con lui riguardo alla strategia cinese in Europa.

Il vero nucleo delle propsettive di successo della BRI, a suo dire, "è la realizzazione di infrastrutture che collegheranno l'Europa e la Cina, in particolare la Germania e l'Europa Orientale" ha affermato.

"Le filiere produttive tedesche dalla fine della guerra fredda si sono spostate nel gruppo di Visegrád (Repubblica Ceca, Polonia, Ungheria e Slovacchia) ad est, mentre il centro di gravità economico cinese si è spostato ad ovest.

L'apertura delle frontiere ha rapidamente migliorato l'accesso al continente eurasiatico, tanto che le filiere produttive di tutto il continente stanno diventando sempre più economiche".

Può essere che i responsabili delle politiche del Regno Unito non lo abbiano previsto quando hanno cercato di recidere il collegamento della filiera distributiva fra il proprio paese e l'Europa continentale?

Sembrerebbe incredibile se così fosse, e peraltro tale pazzia collettiva sembra avere afferrato Westminster e Whitehall da ultimo, il che significa che tutto in effetti è possibile.

Com'è già stato pubblicato su questa rivista, sembra proprio che i responsabili politici da Donald Trump a Theresa May non abbiano colto il fatto che le relazioni commerciali ed economiche hanno bisogno di essere decise al giorno d'oggi nelle sale dei consigli di amministrazione tanto quanto nelle sacre stanze di Whitehall o della Casa Bianca.

Quando occorre proteggere filiere distributive essenziali, sarebbe folle pensare di poterle semplicemente ignorare.

La Gran Bretagna ha già azzoppato ditte giapponesi a questo riguardo ed ora sembra pensare che anche i cinesi abbiano il gusto di prenderle.

Quando il ministro del commercio britannico Liam Fox intavolò negoziati con il ministro del commercio cinese a Pechino lo scorso agosto, si era parlato di un accordo di libero scambio di prim'ordine fra i due paesi.

Ma questo accadeva quando il governo del Regno Unito ancora sperava nel migliore accordo commerciale possibile con l'Unione Europea.

In quel momento, sembrava ancora che avesse senso per la Cina investire in produzione del Regno Unito al fine di assicurarsi un accesso libero da dazi dalla Gran Bretagna all'enorme mercato europeo.

Dopo tutto, le relazioni Cina-Unione Europea sono ancora governate dall'Accordo di Cooperazione e di Scambio del 1985 ed alla Cina ancora manca un pieno accesso al mercato dell'Unione Europea.

Ma la Gran Bretagna ha messo seriamente a repentaglio - per usare un eufemismo - il proprio accesso all'unione doganale ed al Mercato Unico dell'Unione Europea.

Chi sa come probabilmente le relazioni Stati Uniti-Europa si svilupperanno da qui in avanti con la Gran Bretagna apparentemente divisa al suo interno ed incapace di decidere una chiara linea di condotta?

Visto il modo in cui alcune società giapponesi di rilievo hanno già portato via dal Regno Unito i propri investimenti o stanno rifiutando di effettuarne di nuovi, sembra probabile che le ditte cinesi adotteranno un atteggiamento assai prudente in ordine agli investimenti in Gran Bretagna, mentre Pechino è alla ricerca di legami diretti più stretti con l'Unione Europea.

È probabile che certe relazioni fra la Gran Bretagna e la Cina continuino a prosperare.

"Le relazioni finanziarie di Cina, Gran Bretagna e Hong Kong sono di importanza fondamentale" afferma Calder, direttore dell'Edwin O. Reischauer Centre for East Asian Studies presso la Johns Hopkins University.

Calder si riferisce al ruolo della City di Londra (e di Hong Kong) nelle pratiche inerenti all'emissione di obbligazioni in renminbi e di altre garanzie finanziarie per conto della AIIB (Asian Infrastructure Investment Bank) ed indirettamente per conto della BRI.

Gl'investimenti delle società cinesi nel Regno Unito, secondo un rapporto della BBC, avvengono per lo più nell'energia, nella finanza, nella tecnologia e nell'immobiliare.

Ci si aspetta che questi investimenti, si suggerisce nel rapporto, si espandano in altri settori come i beni di consumo, gli alimentari, il commercio, il turismo culturale e nei film, nella televisione e nei servizi multimediali.

Ma a meno che la Cina non decida di fare ingresso in aree strategiche fondamentali quale la proprietà portuale, come sta ora facendo in Italia, in Germania, nei Paesi Bassi ed in Grecia, è difficile vedere come Pechino possa ritenere il Regno Unito un anello forte ed essenziale nella catena dell'iniziativa "Una Cintura, Una Via" come lo era prima.
(da: hellenicshippingnews.com, 9 aprile 2019)



DALLA PRIMA PAGINA
Anche lo slancio dei risultati economici della CMA CGM ha perso forza
Marsiglia
Nuovo record di ricavi trimestrali. Nel periodo luglio-settembre i carichi trasportati dalla flotta sono tornati a crescere
Affidata la progettazione dell'elettrificazione di banchine dei porti di Bari e Brindisi
Bari
Contratto del valore di 488mila euro
La giapponese MOL ordinerà due nuove navi da crociera
Tokyo
Investimento di 100 miliardi di yen per unità da 35.000 tsl
Il porto di Trieste cresce nei primi dieci mesi del 2022 ma arretra nell'ultimo quadrimestre
Trieste
Nel periodo luglio-ottobre movimentate 18.325.525 tonnellate di carichi (-7,7%)
Prestito di 43 milioni di euro della BERS a Serbia Cargo
Londra
Fincanziato anche il potenziamento del porto kazako di Aktau
La Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS) ha concesso un prestito di 43 milioni di euro alla società ferroviaria merci statale serba ...
FESCO acquisterà portacontainer da 6-7.000 teu di seconda mano per importare banane dall'Ecuador
Mosca
Da febbraio a marzo 2022 le spedizioni di banane ecuadoriane verso la Russia sono calate da 9,32 milioni a 5,83 milioni di casse
La prima nave di Explora Journeys prenderà il mare il prossimo 17 luglio
Ginevra
Partirà da Southampton verso il Nord Europa sino ad oltre il Circolo Polare Artico
FerMerci, l'aumento del costo dell'energia rischia di bloccare il trasporto ferroviario merci
Roma
Domani l'associazione proporrà un “Patto per la formazione del personale di esercizio nel trasporto ferroviario merci”
Taglio della prima lamiera della nave da crociera Silver Ray
Papenburg
Silverseas Cruises decide di rinviare di un mese il lancio della gemella “Silver Nova”
Il Korean Register autorizzato a fornire servizi di certificazione e sorveglianza alle navi greche
Atene
Accordo con Ministero delle Attività marittime e delle politiche insulari di Atene
Ad ottobre il traffico delle merci nei porti marittimi cinesi è aumentato del +3,7%
Pechino
Il solo traffico da e per l'estero è stato di 393,4 milioni di tonnellate (+0,2%)
Nel terzo trimestre, per la prima volta in due anni, gli scambi commerciali del G20 sono diminuiti
Parigi
Ulteriore indebolimento della crescita del commercio di servizi
Bucchioni: SNAM ha diritto di sviluppare la sua attività, ma il porto della Spezia ha il diritto di decidere come utilizzare le proprie infrastrutture
La Spezia
I terminal ex art.16 e art.18 - ha ricordato il presidente degli agenti marittimi - sono le imprese titolate a svolgere le operazioni di imbarco-sbarco merci
Nel terzo trimestre il traffico delle merci nel porto marocchino di Tanger Med è cresciuto del +19%
Ksar El Majaz
Nei primi nove mesi del 2022 l'incremento è stato del +11%
Progetto per realizzare un nuovo porto franco nel Galles
Londra
È stato presentato da Associated British Ports, da Port of Milford Haven e dalle contee di Neath Port Talbot e Pembrokeshire
AGCS, l'inflazione ha l'effetto di incrementare la gravità dei sinistri marittimi
Monaco di Baviera
I recenti aumenti dei valori delle navi e dei carichi significano che le perdite e le riparazioni stanno diventando più onerose
PROSSIME PARTENZE
Visual Sailing List
Porto di partenza
Porto di destinazione:
- per ordine alfabetico
- per nazione
- per zona geografica
Nel 2021 il traffico delle merci nei porti dell'UE è aumentato del +4,1% (-3,5% sul 2019)
Bruxelles
Nel segmento dei container, il traffico in Italia è rimasto stabile mentre è cresciuto nelle altre principali nazioni marittime
BANCA DATI
ArmatoriRiparatori e costruttori navali
SpedizionieriProvveditori e appaltatori navali
Agenzie marittimeAutotrasportatori
PORTI
Porti italiani:
Ancona Genova Ravenna
Augusta Gioia Tauro Salerno
Bari La Spezia Savona
Brindisi Livorno Taranto
Cagliari Napoli Trapani
Carrara Palermo Trieste
Civitavecchia Piombino Venezia
Interporti italiani: elenco Porti del mondo: mappa
MEETINGS
Genova, workshop “Nuove energie ai porti”
Genova
Si terrà venerdì a Palazzo San Giorgio
Interporto di Nola, convegno su ZES e logistica
Nola
Si terrà il 3 novembre
››› Archivio
RASSEGNA STAMPA
Dollar crisis hits shipping sector as payment to MLOs face hurdles
(The Financial Express)
APSEZ forms JV with Gadot Chemical Terminals in Israel to buy Haifa Port
(Business Standard)
››› Archivio
FORUM dello Shipping
e della Logistica
Relazione del presidente Daniele Rossi
Napoli, 30 settembre 2020
››› Archivio
- Via Raffaele Paolucci 17r/19r - 16129 Genova - ITALIA
tel.: 010.2462122, fax: 010.2516768, e-mail
Partita iva: 03532950106
Registrazione Stampa 33/96 Tribunale di Genova
Direttore responsabile Bruno Bellio
Vietata la riproduzione, anche parziale, senza l'esplicito consenso dell'editore
Cerca su inforMARE Presentazione
Feed RSS Spazi pubblicitari

inforMARE in Pdf
Mobile