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CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CONTAINERSANNO XXXVII - Numero 31 GENNAIO 2019

TRASPORTI ED AMBIENTE

L'INIZIATIVA DELLA CINA RIGUARDO AGLI SCARICHI DAI FILTRI DEPURATORI POTREBBE AGEVOLARE LA DOMANDA DI OLIO COMBUSTIBILE A BASSO CONTENUTO DI ZOLFO

La recente iniziativa della Cina di vietare lo scarico di acque di lavaggio dai sistemi di filtri depuratori a circuito aperto a partire dal 1° gennaio, una volta attuata su scala più vasta, probabilmente darà ulteriore impulso alla domanda di olio combustibile a basso contenuto di zolfo e di gasolio marino a basso contenuto di zolfo, hanno dichiarato alla S&P Global Platts alcune fonti del settore.

Il divieto significa che gli armatori dovranno passare a filtri depuratori a circuito chiuso o ibrido oppure a carburanti bunker a basso contenuto di zolfo in determinate aree ed alcune fonti hanno dichiarato che probabilmente l'olio combustibile a basso contenuto di zolfo o il gasolio marino a basso contenuto di zolfo saranno la principale scelta di carburante marino.

Il divieto cinese già riguarda le aree di controllo delle emissioni inerenti alle acque interne ed alla maggior parte della sua linea costiera, comprese le acque della Baia di Bohai.

Anche se la proibizione attualmente non si applica alle sue acque territoriali, un completo divieto relativo ai filtri depuratori a circuito aperto potrebbe essere adotatto presto, affermano fonti del settore.

Un filtro depuratore a circuito aperto utilizza l'acqua di mare per rimuovere gli ossidi di zolfo dagli scarichi del motore.

L'ossido di zolfo negli scarichi reagisce all'acqua formando acido solforico, che viene poi rilasciato in mare dopo la neutralizzazione.

Alcune fonti del settore affermano che i filtri depuratori non risolvono i problemi ambientali, dal momento che si limitano a togliere lo zolfo dall'aria per gettarlo in mare.

"L'impatto della domanda di olio combustibile ad elevato contenuto di zolfo sarà piccolo al momento attuale, dato che il divieto della Cina [in ordine alle navi dotate di filtri depuratori a circuito aperto] si applica solo alle navi che viaggiano entro le 12 miglia nautiche della costa" afferma una fonte.

Molte navi, ha aggiunto, lì stanno già utilizzando l'olio combustibile a basso contenuto di zolfo o il gasolio marino a basso contenuto di zolfo.

"In futuro sarà consumato meno olio combustibile ad alto contenuto di zolfo"

La messa al bando cinese rispecchia una iniziativa simile di Singapore, che tuttavia si appresta ad imporre il divieto dal 2020.

I provvedimenti adottati da entrambi i paesi, intesi a proteggere l'ambiente marino e a mantenere pulite le acque portuali, si presentano come la regola del limite globale allo zolfo per i combustibili marini dell'International Maritime Organization.

L'IMO a partire dal 1° gennaio 2020 apporrà un tetto al contenuto globale di zolfo nei carburanti marimi dello 0,5% rispetto a quello attuale del 3,5%.

Ciò si applica all'esterno delle Aree di Controllo delle Emissioni già definite in cui il limite è già dello 0,1%.

Il divieto degli scarichi delle acque di lavaggio da filtri depuratori a circuito aperto giunge in un momento in cui la Cina ha già messo in atto altre regole più rigorose per il controllo delle emissioni.

Il ministro dei trasporti cinese ha annunciato all'inizio di dicembre l'espansione delle Aree di Controllo delle Emissioni all'intera linea costiera della Cina dal 1° gennaio rispetto all'area iniziale riguardante il delta dello Yangtze, il delta del Fiume delle Perle e la zona di Bohai che veniva applicata alle navi che viaggiavano entro il limite di 12 miglia nautiche dalla costa.

Alle grandi navi viene ora richiesto di consumare carburanti bunker allo 0,5% di zolfo mentre quelle più piccole devono consumare bunker a 10 ppm di zolfo, in linea con le emissioni della Fase Nazionale 5 & 6 quando si trovano nelle idrovie interne, secondo l'annuncio fatto dal ministero all'inizio dello scorso mese di dicembre.

La nuova politica richiede altresì a tutte le navi marittime di utilizzare carburante bunker con contenuto di zolfo allo 0,1% quando fanno ingresso nelle aree delle idrovie interne in Cina, a partire dal 1° gennaio 2020.

Secondo Wang Zhuwei, analista senior della Platts Analytics, ci si aspetta che la domanda apparente di gasolio marino a basso contenuto di zolfo della Cina salga del 32% su base annua sino a 8,09 milioni di tonnellate/anno nel 2019, mentre la domanda di olio combustibile a basso contenuto di zolfo e di miscele distillate dovrebbe crescere del 44% nel corso dell'anno sino a 5,12 milioni di tonnellate/anno, come la Platts ha riportato a dicembre.

È probabile che la domanda di olio combustibile a basso contenuto di zolfo e di gasolio marino a basso contenuto di zolfo acceleri perché, a detta delle fonti, le limitazioni alla loro adozione generalizzata si affievoliscono.

I limiti degli impianti sono il maggiore impedimento attualmente alla fornitura di gasolio marino a basso contenuto di zolfo, affermano le fonti, aggiungendo che si richiedono le maggiori cisterne di stoccaggio e capacità di trasporto su chiatte per far fronte a qualsivoglia aumento della domanda.

"Solitamente le chiatte trasportavano da 30 a 50 tonnellate per ordinazione.

Ora le ordinazioni spaziano da 100 a 500 tonnellate" afferma una fonte.

Sono in corso piani da parte di alcuni soggetti finalizzati a migliorare la capacità di trasporto su chiatta, è stato detto.

Nel contempo, anche la domanda di olio combustibile a basso contenuto di zolfo viene ostacolata dalla carenza di adeguata disponibilità.

Attualmente, l'olio combustibile a basso contenuto di zolfo per bunkeraggio vincolato non è prodotto dalle raffinerie locali cinesi, ma viene importato in quantitativi limitati da Singapore, dalla Malaysia e dal Medio Oriente e stoccato in cisterne presso i principali porti cinesi come Shanghai e Zhoushan.

Le fonti affermano che la domanda di olio combustibile a basso contenuto di zolfo si incrementerà alla fine di quest'anno, poiché l'offerta diventerà più ampiamente disponibile.

Da agosto, ad esempio, la cinese Sinopec ha in programma l'avvio della prima fornitura commerciale di olio combustibile a basso contenuto di zolfo per il settore del carburante bunker dalle proprie raffinerie costiere.

"Finora, la domanda di olio combustibile a basso contenuto di zolfo non è stata forte.

Tuttavia, aumenterà" sostiene un commerciante con sede a Hong Kong.
(da: seanews.co.uk, 15 gennaio 2019)



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