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05 de diciembre de 2021 El diario on-line para los operadores y los usuarios del transporte 12:39 GMT+1



CENTRO INTERNAZIONALE STUDI CONTAINERS ANNO XXXVII - Numero 15 GIUGNO 2019

STUDI E RICERCHE

LA ALIANZ SAFETY & SHIPPING REVIEW 2019: NAVI PORTACONTAINER PIÙ GRANDI SIGNIFICANO RISCHI MAGGIORI PER TUTTI

Sembra che le ULCVs (navi portacontainer di grandissime dimensioni) che sono divenute la "nuova normalità" nella direttrice di traffico Asia-Europa non si siano dimostrate così apprezzabili come speravano le linee di navigazione che effettuano le loro operazioni.

Diversi caricatori con cui The Loadstar ha parlato in occasione della fiera Transport Logistics di Monaco di Baviera la settimana scorsa non hanno saputo nascondere la propria avversione a questi colossi e sembra che anche il settore delle assicurazioni sia preoccupato.

Nella sua 2019 Safety and Shipping review, la Allianz afferma che le ULCVs "sono causa di particolare preoccupazione" per il settore assicurativo, dato che navi più grandi significano rischi maggiori, con perdite potenziali per 4 miliardi di dollari.

Se ne riporta di seguito una sintesi.

* * *

Il settore del trasporto marittimo internazionale è responsabile del 90% circa dei traffici mondiali.

Ci sono circa 60.000 navi mercantili che trasportano ogni genere di merce.

La flotta mondiale è registrata in oltre 150 paesi ed i suoi equipaggi sono composti da oltre un milione di marittimi, il che significa che la sicurezza personale sulle navi è essenziale.

Il settore marittimo ha assistito nel corso del 2018 al crollo del numero delle perdite complessive di navi di oltre 100 tonnellate lorde a 46: il totale più basso di questo secolo.

Per fare un confronto, nel 2000 c'erano state 207 perdite complessive.

Le perdite nel trasporto marittimo sono diminuite per un livello record di più del 50% su base annua dalle 98 unità nel 2017, indotte da un significativo calo delle zone calde in tutto il mondo e dal fatto che le perdite correlate agli eventi meteo si sono dimezzate in seguito ad un'annata più tranquilla quanto ad uragani e tifoni.

L'anno di perdite 2018 è eccezionale rispetto alla media decennale delle perdite pari a 104 (in ribasso del 55%).

Nel contempo, dal 2009, (132), le perdite di navi sono diminuite del 65%.

Il miglioramento della progettazione e della tecnologia delle navi, il rafforzamento della regolamentazione ed i progressi nella gestione dei rischi e della sicurezza personale stanno spingendo il miglioramento a lungo termine delle perdite del settore.

Anche i più solidi sistemi di gestione della sicurezza personale e di gestione delle navi sono un fattore per la prevenzione dei guasti, degli incidenti e di altri errori affinché non aggravino le perdite complessive.

La regione marittima della Cina Meridionale, dell'Indocina, dell'Indonesia e delle Filippine resta la principale ubicazione di perdite nel corso dell'ultimo decennio.

Più di un quarto (26%) di tutte le perdite nel corso dell'ultimo anno a livello globale si sono verificate là (12).

Tuttavia, questo rappresenta un notevole calo su base annua (29 nel 2017) ed è la prima volta che la regione ha assistito ad un calo delle perdite in quattro anni, riflettendo il fatto che le operazioni di trasporto marittimo internazionale con base in Asia normalmente vengono condotte bene e hanno un tasso di frequenza delle richieste di risarcimento di danno alla pari con le controparti europee.

Anche le infrastrutture più recenti, le migliori operazioni portuali ed un numero maggiore di noleggi aggiornati contribuiranno ad affrontare i problemi relativi alla sicurezza nella regione, come il generale incremento della frequenza e dei costi delle collisioni, degli arenamenti e degli incidenti di incendio in alcune località.

La regione del Mediterraneo Orientale e del Mar Nero (6) è la seconda ubicazione di perdite più frequenti.

Le navi mercantili (15) sono state coinvolte in un terzo delle perdite nel corso del 2018, indotte dall'attività effettuata nei principali punti caldi di perdita a livello mondiale.

Il naufragio (affondamento) è stata la causa di oltre la metà delle perdite navali (53%) nell'ultimo decennio ed è stata la causa primaria del 65% delle perdite (30) nel 2018.

L'analisi di oltre 230.000 richieste di risarcimento di danno nel settore delle assicurazioni marittime per un valore di quasi 10 miliardi di dollari fra luglio 2013 e luglio 2018 da parte della AGCS (Allianz Global Corporate & Specialty) mostra che gli incidenti di affondamento/collisione navale rappresentano la causa più costosa di perdita per gli assicuratori, costituendo il 16% del valore di tutte le richieste, equivalenti ad oltre 1,5 miliardi di dollari.

Anche se il numero delle perdite è diminuito in modo significativo l'anno scorso in particolare, il numero dei sinistri o incidenti (2.698) resta problematico, essendo diminuito di meno dell'1%.

Il Mediterraneo Orientale ed il Mar Nero sono il principale punto caldo per gli incidenti, rappresentando uno su cinque incidenti a livello mondiale.

L'attività è in ascesa in questa regione su base annua, indotta dagli incidenti di danno o guasto ai macchinari, che sono altresì la causa primaria degli incidenti marittimi di tutto il mondo, rappresentandone il 40% (1.079).

Dei 26.000 e più incidenti marittimi riportati nel corso dell'ultimo decennio, oltre un terzo (8.862) sono stati causati da danni o guasti dei macchinari: più di due volte rispetto alla successiva principale causa.

Tali incidenti si sono incrementati di un terzo nello scorso decennio ed anche i costi sono aumentati.

Storicamente, essa è una delle maggiori cause di richieste di risarcimento marittimo, secondo la AGCS, avendo causato più di un miliardo di dollari di danni nel giro di cinque anni: la terza più costosa causa di richieste di risarcimento.

Un numero crescente di produttori di motori stanno ora installando congegni di "Internet delle Cose" al fine di raccogliere dati in tempo reale che possono essere utilizzati per rilasciare raccomandazioni alle navi ed effettuare la manutenzione, prevenendo potenzialmente i guasti prima che si verifichino.

RISCHI SOTTO I RIFLETTORI

Gli assicuratori avvertono da anni che l'aumento delle dimensioni delle navi sta comportando un accumulo maggiore del rischio.

Questi timori sono ora divenuti reali com'è evidenziato dal crescente numero, e dal costo, di incidenti come gli incendi sulle grandi navi portacontainer, dalle importanti perdite sulle navi porta automobili, che sono in media due all'anno, dai guasti al motore e persino dalla perdita di carico fuori bordo, tutti i quali potenzialmente bilanciano i miglioramenti alla gestione dei rischi e della sicurezza.

Tali incidenti possono facilmente risultare in richieste di risarcimento per centinaia di milioni di dollari, se non di più.

In futuro, lo scenario peggiore che comporti la collisione e l'arenamento di due grandi portacontainer in una località ecologicamente sensibile potrebbe risultare in una perdita fino a 4 miliardi di dollari se si considera il costo della perturbazione, del salvataggio, della rimozione dei relitti e delle richieste di risarcimento ambientali.

Le misure per la prevenzione non sempre tengono il ritmo con l'aumento di scala delle navi.

Salgono i rischi per i carichi e gli incendi

La capacità di trasporto dei contenitori che si è quasi raddoppiata nell'ultimo decennio apporta problemi ma anche vantaggi.

Gli incendi e le esplosioni a bordo continuano a generare grandi perdite con un incidente che si verifica ogni 60 giorni in media.

Gli interventi su incendi sono aumentati nel 2018 con 174 incidenti riferiti: una tendenza che è continuata nel corso dei primi mesi del 2019.

Si ritiene che l'erronea dichiarazione del carico, compresi gli scorretti etichettatura ed imballaggio delle merci pericolose, sia una causa scatenante di un certo numero di problemi esacerbata dalle maggiori dimensioni delle navi che possono rendere le problematiche più difficili da scoprire, individuare e combattere.

I regolamenti e le linee guida per le merci pericolose in effetti esistono ma non sono sempre applicati o rispettati adeguatamente.

Tuttavia, un numero sempre maggiore di armatori stanno intraprendendo passi innovativi per affrontare la questione della erronea dichiarazione del carico.

La capacità antincendio a bordo continua ad essere un problema per le navi più grandi.

Se viene richiesta una notevole assistenza esterna per controllare un incendio, è probabile che si verifichi un significativo danno alla nave prima che essa avvenga, incrementando considerevolmente le dimensioni della richiesta di risarcimento per il salvataggio.

Nel contempo, la perdita di centinaia di contenitori fuori bordo da una portacontainer di grandissime dimensioni all'inizio del 2019 ha fornito un promemoria in ordine al fatto che le merci pericolose, fra cui i contenitori, sono uno dei più frequenti generatori di richieste di risarcimento di danni nel settore delle assicurazioni marittime, rappresentando una richiesta su cinque nel giro di cinque anni.

L'inadeguato stivaggio ed ancoraggio del carico a bordo presenta un serio rischio in condizioni di maltempo.

Il tetto alle emissioni è una problematica per i caricatori

È probabile che il regolamento che limita le emissioni di ossido di zolfo dal 2020 rappresenti una svolta per il settore del trasporto marittimo con implicazioni di vasta portata in relazione ai costi, alla conformità ed agli equipaggi.

È importante che il trasporto marittimo faccia la sua parte in vista del conseguimento di un ambiente più sostenibile ma occorre che ciò venga fatto in modo tale da non sovraccaricare un settore già sotto pressione.

Gli assicuratori sono preoccupati riguardo al potenziale incremento della frequenza e del costo delle richieste di risarcimento per guasti ai macchinari in seguito all'introduzione dei carburanti a basso contenuto di zolfo nel caso che la transizione non venga gestita bene.

Esistono inoltre timori che l'incremento del costo di tali carburanti possa indurre a risparmi sui costi in altre aree come la formazione dell'equipaggio o la manutenzione.

C'è anche un potenziale di perturbazioni e ritardi nei viaggi nel caso manchi il carburante conforme e compatibile in un porto di bunkeraggio.

Il clima imprevedibile apporta nuovi scenari di perdite

Il settore dello shipping non è estraneo a condizioni meteo estreme che restano un fattore in molti incidenti.

Il clima che cambia sta aprendo nuove potenziali rotte marittime in zone alle quali precedentemente l'accesso era difficile come l'Artico, cosa che induce preoccupazioni riguardo alle problematiche relative al soccorso ed al salvataggio in occasione di un incidente che coinvolga una grande nave in una località remota, così come al potenziale impatto ambientale.

Sono stati riferiti 46 incidenti in mare nelle acque del Circolo Polare Artico nel corso del 2018.

Allo stesso tempo, i modelli climatici che stanno cambiando hanno comportato incidenti di arenamento e collisione negli Stati Uniti conseguenti alle acque alte fuori stagione dopo le abbondanti piogge estive, mentre il basso livello da record delle acque in Europa nel Reno e nell'Elba hanno indotto perturbazioni nella filiera distributiva.

La tecnologia sulla quale fare affidamento

L'uso in crescita della tecnologia di connessione nel settore marittimo è un fattore positivo per la sicurezza personale e le richieste di risarcimento.

Strumenti di navigazione elettronici, comunicazione bordo-terra ed un maggiore uso dei sensori dispongono del potenziale per migliorare la navigazione e contribuire ad evitare incidenti.

I sensori possono anche ridurre le richieste di risarcimento dei danni ai macchinari attraverso il monitoraggio delle prestazioni ed il tempestivo intervento, nonché contribuire a mitigare le perdite del carico.

Peraltro, allo stesso tempo, gli incidenti continuano a verificarsi a causa della eccessiva dipendenza dalla tecnologia: ad esempio nei casi in cui i membri dell'equipaggio stanno al telefono quando si verifica un evento di perdita.

Una generazione di marittimi è cresciuta confidando su ciò che vedono sullo schermo ma è fondamentale che l'equipaggio continui ad essere formato in modo appropriato e sviluppi una solida comprensione degli elementi essenziali di una corretta navigazione e della consapevolezza della situazione.

Automazione, navi senza equipaggio e rendicontazione

Continuano ad essere fatti progressi nel settore del trasporto marittimo autonomo, in particolare nelle acque costiere e con navi minori, e si prevede che tali sviluppi miglioreranno la sicurezza personale nel trasporto marittimo.

Mentre ci saranno occorrenze in cui la tecnologia e l'automazione potranno eliminare i pericoli per l'equipaggio, l'innovazione non dovrebbe essere indotta soprattutto dall'efficienza e dalla rendicontazione.

Si tratta di aspetti attuali riguardo alle grandi navi portacontainer ed agli incendi ed alla scorretta dichiarazione del carico: l'innovazione e la tecnologia non sono una panacea se non si affrontano le cause che stanno all'origine degli incidenti e delle perdite.

Individuazione delle esposizioni informatiche

I progressi tecnologici significano inoltre che le perdite correlate all'informatica saranno una caratteristica sempre maggiore delle richieste di risarcimento di danno marittimo d'ora in avanti.

Le compagnie di navigazione stanno rispondendo con un'impennata di valutazioni della sicurezza informatica mentre alcuni assicuratori puntano a chiarire le cosiddette esposizioni "silenziose".

Occorre predisporre un numero maggiore di piani di emergenza e di sistemi di prova dello stress al fine di opporsi al crescente numero di scenari di perdite come i ricatti.

Le minacce alla sicurezza si evolvono e sfidano

I rischi politici restano elevati in tutto il mondo e presentano sempre più una minaccia per il trasporto marittimo, i traffici e le filiere distributive attraverso conflitti, dispute territoriali, attacchi informatici, sanzioni e, naturalmente, la pirateria.

Gli incidenti dovuti alla pirateria si sono incrementati l'anno scorso e la Nigeria ha rimpiazzato l'Indonesia quale principale punto caldo del mondo.

La Nigeria, e nello specifico Lagos, è anche la località del più alto numero di incidenti riferiti in relazione ai clandestini: un problema risalente per gli armatori, che adesso sta comportando problemi anche per le navi mercantili, indotti dalla persistente crisi dei migranti.

I soccorsi ai clandestini ed ai migranti in mare possono avere serie conseguenze per gli armatori, causando ritardi e deviazioni e mettendo sotto pressione i membri dell'equipaggio, mentre il rimpatrio rappresenta una procedura complessa.

* * *

Per leggere l'intero rapporto, consultare il sito:
https://www.agcs.allianz.com/content/dam/onemarketing/agcs/agcs/reports/AGCS-Safety-Shipping-Review-2019.pdf
(da: theloadstar.com/agcs.allianz.com, 10 giugno 2019)





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