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17 de mayo de 2022 El diario on-line para los operadores y los usuarios del transporte 08:46 GMT+2



COUNCIL OF INTERMODAL SHIPPING CONSULTANTS ANNO XXIX - Numero 11/2011 - NOVEMBRE 2011

Porti

Tanger-Med nella bufera

Mesi di interruzione delle attività alla fine hanno preteso il proprio tributo dal complesso portuale del Tanger-Med in Marocco, dal momento che praticamente tutti i carichi di trasbordo sono stati dirottati dallo scalo in questione.

Effettivamente, ciò significa che oltre il 90% della sua attività containerizzata è andato perduto nel corso dell'ultimo mese o giù di lì.

Nel caso della Maersk Line e della Safmarine, che instradavano la maggior parte dei propri carichi di raccordo dell'Africa Occidentale attraverso l'infrastruttura T1 gestita dalla APM Terminals, tale attività è stata dirottata verso i porti spagnoli di Algeciras e Malaga.

Anche se non si è potuto stabilire quale sia esattamente la situazione presso il T2, le cui operazioni sono effettuate da un consorzio costituito fra la Eurogate, la CMA CGM con sede a Marsiglia e la MSC, si è capito da fonti vicine all'infrastruttura che il gruppo francese di navigazione ha fermato le offerte di servizio da e per il porto e che il T2 è stato chiuso.

“Si è verificata una continua interruzione del lavoro da parte del personale negli ultimi 10 mesi” dichiara Dennis Lenthe Olesen, dirigente operativo in capo della APM Terminals nella regione europea.

“I tassi di produttività sono scivolati dai 30 container per ora/gru prima di questa situazione a sole 10 movimentazioni all'ora nel momento peggiore delle agitazioni.

Quando il terminal funziona, adesso siamo tornati a 20-25 movimentazioni per gru all'ora ma stiamo movimentando volumi di carico assai minori ed i nostri clienti hanno deciso di spostarsi altrove, poiché la piattaforma non è abbastanza stabile da realizzare servizi di raccordo o primari affidabili”.

Con un avviso alla clientela, la Safmarine ha dichiarato: “A causa degli insoddisfacenti livelli di servizio, stiamo cessando il nostro servizio diretto alla volta di Port Tangiers.

La combinazione di ripetute interruzioni del lavoro e della mancanza di qualsiasi garanzia di miglioramento nel prossimo futuro ha portato a questa decisione.

Stiamo rilocalizzando le attività presso le infrastrutture della APM T e della Hanjin ad Algeciras e presso il porto di Malaga”.

Il vice presidente del dipartimento centrale operazioni della Maersk Line, Soren Toft, ha espresso opinioni simili.

Afferma infatti: “Abbiamo sperimentato un calo della produttività del 30% rispetto ai livelli del passato e, anche se non abbiamo avuto nessuna nave in attesa, una produttività così scarsa ed i fermi del lavoro ad hoc ci hanno indotto ad intraprendere iniziative finalizzate a mettere in sicurezza la nostra rete e le promesse fatte ai nostri clienti”.

Toft ha suggerito che il dirottamento verso i porti spagnoli ha coinvolto l'equivalente di circa un milione di movimentazioni all'anno.

A detta di Toft, i carichi locali saranno ancora trasportati dalle unità di raccordo al Tanger Med e che, se i livelli di produttività dovessero tornare quelli precedenti alle agitazioni su una base stabile e consistente, allora si potrebbe prendere in considerazione un ritorno allo scalo marocchino.

Nei risultati pubblicati dall'Autorità Portuale di Tanger-Med in relazione ai primi nove mesi del 2009 non si accennava ad alcun problema nel complesso, con un record di 1,8 milioni di TEU movimentati.

Rispetto a questo totale, solo 130.612 TEU riguardavano traffico di porta d'accesso (importazioni ed esportazioni locali).
(da: ci-online.co.uk, 07.11.2011)



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