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20 maggio 2022

Nel bimestre marzo-aprile il traffico delle merci nei porti della Russia è diminuito del -6%

Il calo è stato contenuto dalla crescita dei traffici di cereali, petrolio grezzo e gas naturale

Nel bimestre marzo-aprile di quest'anno, i primi due mesi di guerra in Ucraina provocata dall'invasione del territorio da parte delle truppe della Russia iniziata il 24 febbraio, il traffico delle merci movimentato dai porti russi è diminuito del -6% circa essendo ammontato a 132,5 milioni di tonnellate rispetto a 140,5 milioni di tonnellate nel periodo marzo-aprile del 2021. La riduzione si è generata principalmente nel mese di marzo quando il traffico ha registrato una flessione del -9% circa sullo stesso mese del 2021, mentre ad aprile 2022 le merci nei porti russi sono diminuite del -3% circa. Inoltre la contrazione dei volumi nel bimestre marzo-aprile di quest'anno si è prodotta soprattutto per la contrazione del -14,9% traffico di merci secche, più colpito dall'effetto delle sanzioni contro la Russia imposte dalle nazioni occidentali, mentre le rinfuse liquide sono aumentate del +3% grazie alla crescita dei flussi di materie prime non colpite dalle sanzioni, come il gas naturale, ma anche come il petrolio con l'Unione Europea che non ha ancora trovato un accordo su un embargo al greggio.

Delle 132,5 milioni di tonnellate di merci movimentate globalmente dai porti russi nel periodo marzo-aprile di quest'anno, in base ai dati resi noti dall'associazione dei porti commerciali russi, l'unico flusso di merci in crescita è risultato quello del traffico di cabotaggio con 11,7 milioni di tonnellate (+15%). In diminuzione, invece, il traffico in esportazione con 105,5 milioni di tonnellate (-6%), quello in importazione con 5,1 milioni di tonnellate (-26%) e il traffico di transito con 10,2 milioni di tonnellate (-7%).

Relativamente alla tipologia dei carichi, nel periodo marzo-aprile del 2022 le merci secche sono ammontate a 58,8 milioni di tonnellate (-15%). In rialzo solo il traffico dei cereali con 5,4 milioni di tonnellate (+20%) e quello di minerali con 1,7 milioni di tonnellate (+13%). Il carbone è diminuito del -17% a 30,3 milioni di tonnellate, le merci containerizzate del -33% a 7,2 milioni di tonnellate, i metalli ferrosi del -25% a 4,0 milioni di tonnellate e i fertilizzanti minerali del -21% a 2,7 milioni di tonnellate. Le rinfuse liquide si sono attestate a 73,7 milioni di tonnellate (+3%), con il traffico di petrolio grezzo che è cresciuto del +16% a 44,6 milioni di tonnellate e quello del gas naturale liquefatto salito del +8% a 6,5 milioni di tonnellate, mentre i prodotti petroliferi sono calati del -16% a 21,7 milioni di tonnellate e i prodotti alimentari sono scesi del -11% a 0,8 milioni di tonnellate.

Quanto ai volumi di traffico movimentati dai porti delle diverse regioni della Federazione Russa, con il conflitto i porti che hanno subito il maggiore impatto sono stati ovviamente quelli del Mar d'Azov-Mar Nero, che hanno movimentato 39,7 milioni di tonnellate (-7%), nonché i porti del Mar Caspio che hanno totalizzato 0,8 milioni di tonnellate (-32%). Riduzione, tuttavia, anche delle merci movimentate dai porti del Mar Baltico con 39,3 milioni di tonnellate (-5%), dagli scali del bacino dell'Artico con 15,6 milioni di tonnellate (-3%) ma anche da quelli dell'Estremo Oriente con 37,1 milioni di tonnellate (-5%).

Nel solo mese di marzo del 2022 il dato complessivo di traffico è stato di 63,5 milioni di tonnellate, con una diminuzione del -9% sullo stesso mese dello scorso anno che stata determinata dal calo dei volumi in esportazione ed importazione, attestatisi a 50,1 milioni di tonnellate (-10%) e 2,8 milioni di tonnellate (-17%), dalla riduzione dei volumi in transito, pari a 5,0 milioni di tonnellate (-13%), mentre il traffico di cabotaggio è aumentato del +9% a 5,6 milioni di tonnellate.

A marzo le merci secche sono state 27,8 milioni di tonnellate (-19%), incluse 14,4 milioni di tonnellate di carbone (-17%), 3,8 milioni di tonnellate di carichi in container (+30%), 2,4 milioni di tonnellate di cereali (+14%), 2,0 milioni di tonnellate di metalli ferrosi (-26%), 1,1 milioni di tonnellate di fertilizzanti minerali (-35%) e 0,7 milioni di tonnellate di minerali (-22%). In lieve incremento le rinfuse liquide con 35,6 milioni di tonnellate (+1%), con il petrolio grezzo che ha totalizzato 21,4 milioni di tonnellate (+13%), i prodotti petroliferi 10,4 milioni di tonnellate (-17%), il gas naturale liquefatto 3,4 milioni di tonnellate (+10%) e i prodotti alimentari 0,4 milioni di tonnellate (-34%).

Lo scorso marzo i porti del Mar Baltico hanno movimentato 18,6 milioni di tonnellate (-8%), quelli del Mar d'Azov-Mar Nero 18,7 milioni di tonnellate (-14%), i porti del Mar Caspio 0,4 milioni di tonnellate (-46%), gli scali dell'Artico 7,6 milioni di tonnellate (-5%) e quelli del Far East 18,2 milioni di tonnellate (-5%).

Ad aprile 2022 i porti russi hanno movimentato complessivamente 69,0 milioni di tonnellate, il -3% in meno rispetto ad aprile 2021, di cui 55,4 milioni di tonnellate di carichi in esportazione (-3%), 2,3 milioni di tonnellate in importazione (-35%), 5,2 milioni di tonnellate in transito (-1%) e 6,1% di traffici di cabotaggio (+20%).

Ad aprile le merci secche sono state pari a 31,0 milioni di tonnellate (-11%), di cui 15,9 milioni di tonnellate di carbone (-16%), 3,4 milioni di tonnellate di merci containerizzate (-36%), 3,0 milioni di tonnellate di cereali (+77%), 2,0 milioni di tonnellate di metalli ferrosi (-23%), 1,6 milioni di tonnellate di fertilizzanti minerali (-6%) e 1,0 milioni di tonnellate di minerali (+67%). Le rinfuse liquide hanno segnato un aumento del +6% salendo a 38,1 milioni di tonnellate, incluse 23,2 milioni di tonnellate di petrolio grezzo (+20%), 11,3 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi (-15%), 3,1 milioni di tonnellate di gas naturale liquefatto (+6%) e 0,4 milioni di tonnellate di rinfuse alimentari (+38%).

Lo scorso mese i porti del Mar Baltico hanno movimentato 20,7 milioni di tonnellate (-3%), gli scali portuali del Mar d'Azov-Mar Nero 21,0 milioni di tonnellate (0%), i porti del Mar Caspio 0,4 milioni di tonnellate (-29%), quelli dell'Artico 8,0 milioni di tonnellate (0%) e quelli dell'Estremo Oriente 18,9 milioni di tonnellate (-6%).


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