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Convegno Nazionale

22 maggio 2002
Villa Spalletti Trivelli - Roma

Relazione del presidente
Luigi Negri



Autorità, amici, colleghi,

svolgerò la mia breve relazione come se lo scorso anno fosse stato uguale ai tanti che l'hanno preceduto.

Sappiamo invece che non è stato così.

Il 2001 è stato diverso e la sua terribile diversità si ripercuote su quest'anno che stiamo vivendo e certamente continuerà a ripercuotersi su quelli futuri.

Vorrei sottolineare che la profonda crisi del settore marittimo-portuale è stata causata principalmente da un forte rallentamento della crescita dei traffici marittimi all'inizio dello scorso anno e da un eccessivo tonnellaggio messo a disposizione dei mercati dagli armatori, quantomeno nel settore container.

Questa drammatica situazione è stata successivamente aggravata dai tragici avvenimenti dell'11 Settembre e da quelli recenti in Paesi più vicini a noi ed anche di casa nostra, che ricordiamo con molta tristezza e preoccupazione.

Comunque, nonostante tutto, il mondo continua a vivere, forse meno bene di prima, forse con più paure di prima ma forse anche con più determinazione di prima.

Ma non intendo spendere ulteriori parole su questo argomento, parole che comunque sarebbero del tutto inadeguate.



FLOTTA E TRAFFICO MARITTIMO

Già lo scorso anno affermavo che i governi precedenti avevano iniziato un cammino e che il nuovo governo doveva proseguirlo, prestando molta attenzione al settore marittimo-portuale ed avendo ben presente la duplice necessità di inserire il trasporto marittimo in un sistema integrato ed efficiente e di rendere le società di navigazione italiane maggiormente competitive nei confronti delle concorrenti europee.

Non sembra che le cose siano andate nel senso auspicato dagli operatori del settore.

Il nostro governo non sembra aver preso in considerazione il fatto che l'Italia, priva di risorse naturali, ha come sua unica grande fortuna il mare e la sua posizione strategica, che la rende quasi una piattaforma nel cuore del Mediterraneo verso l'Europa.

La creazione del Registro internazionale nel 1998 e l'applicazione delle sue disposizioni in materia di riduzione del costo del lavoro al cabotaggio nel 1999, benché giunte in ritardo rispetto alla gran parte dei paesi europei, avevano avviato la nostra politica marittima verso positivi traguardi.

Ma già allora i provvedimenti adottati non erano considerati sufficienti per mettere la flotta italiana, in particolare quella impiegata nei servizi di cabotaggio, in competitività reale con le altre flotte europee.

Ci sembra veramente strano e quasi drammatico che Paesi Europei che si affacciano sul mare, che certamente non posseggono neanche un decimo delle coste che caratterizzano l'Italia, abbiano sviluppato una politica marittimo-portuale molto più incentivante di quella italiana.

Basti pensare che, con le nuove regolamentazioni comunitarie riguardanti il cabotaggio marittimo e lo Short Sea Shipping, la grande maggioranza delle flotte esistenti e ricercate nel mercato dei noleggi è di bandiera tedesca. Ciò mette naturalmente l'armamento tedesco in una situazione di grande privilegio rispetto a quello italiano.

Siamo veramente meravigliati dal fatto che chi ci governa non capisca quanto sia importante, direi fondamentale per un paese come il nostro, sviluppare una delle poche ricchezze in nostro possesso.

Abbiamo capacità e professionalità tali da fare invidia al resto del mondo. Si tratterebbe solo di poterle esprimere.

Proprio in riferimento a questo, nel dicembre scorso, la Confederazione degli armatori italiani avvertiva che, in assenza di un chiarimento definitivo della politica marinara da parte del governo e perciò dell'approvazione di misure adeguate per le compagnie di navigazione operanti sulle rotte internazionali e di particolari agevolazioni per il settore del cabotaggio, ai grandi gruppi armatoriali italiani non rimaneva altra alternativa che trasferire l'attività in altri paesi, nei quali tali misure sono in vigore.

L'opinione della Confitarma è stata confermata da tutti gli operatori del settore che hanno posto l'accento in particolare sul traffico di cabotaggio, che non deve intendersi soltanto quello tra porti nazionali ma anche quello tra paesi europei e all'interno del Mediterraneo.

Relativamente al primo, come è ben noto, con la liberalizzazione dei mercati marittimi nazionali, dal 1999 possono operare nel nostro paese navi iscritte ai registri internazionali di altri paesi dell'Unione Europea e quindi inserirsi sulle rotte italiane navi che usufruiscono di condizioni operative, dal punto di vista retributivo, fiscale, previdenziale, fortemente vantaggiose rispetto a quelle previste per le navi italiane.

Da uno studio commissionato alla fine dello scorso anno dalle Associazioni Armatoriali risulta che il costo di un equipaggio imbarcato su una nave italiana è superiore di 2/3 volte a quello imbarcato su navi della maggior parte dei paesi europei.

A questo fatto, già di per sé negativo, si deve aggiungere il più elevato carico fiscale, relativamente al quale ormai da tempo viene richiesta dagli armatori italiani l'applicazione di un regime fiscale forfettario basato sul tonnellaggio della nave, la cosiddetta tonnage tax.

A questo riguardo dobbiamo peraltro precisare che nel disegno di legge delega del governo sulla riforma del sistema fiscale, presentato recentemente al Parlamento, è prevista anche l'introduzione della tassa forfetaria.

Si tratterrà di vedere se e quando entrerà in vigore la legge di riforma ed i successivi decreti legislativi.

Questa è la situazione per la flotta italiana.

Sicuramente per altri motivi e comunque con ben altri effetti in campo mondiale la situazione delle flotte è anch'essa drammatica.

In particolare le flotte container scontano il gigantismo che ha pervaso il mondo armatoriale e che ha portato oggi ad un eccesso di offerta rispetto alla domanda.

Le previsioni in questo settore sono molto negative, soprattutto per i porti dell'alto Tirreno, e dobbiamo quindi aspettarci un lungo periodo di difficoltà perché questo trend inverta la sua tendenza.

Ma tornando alle nostre cose ed alla nostra flotta, se gli Stati dell'Unione Europea hanno deciso misure adeguate a sostegno delle rispettive marinerie proprio per evitare concorrenze sleali in questo campo, diventa indispensabile anche per il nostro paese trovare strategie e strumenti analogamente adeguati.

Per quanto riguarda poi il cabotaggio internazionale, lo Short Sea Shipping, la situazione non è meno difficile.

Come è stato evidenziato nel convegno tenuto a Genova nel novembre scorso, la domanda di trasporto in Europa crescerà del 40% da oggi al 2010 e non è pensabile che si risponda a questa crescita unicamente con un aumento del traffico stradale.

Come da tempo sostiene il nostro Umberto Masucci, responsabile dell'Ufficio italiano di promozione dello short sea shipping, che si affianca agli altri operanti in Europa, quella del trasporto via mare è una scelta obbligata.

Tra l'altro puntare sul trasporto marittimo a corto raggio significa anche rafforzare la posizione strategica del nostro paese che si trova al centro del Mediterraneo, da considerare uno snodo di assoluta rilevanza sia per le direttrici nord-sud, sia per quelle est-ovest.

Tutto ciò in linea con gli orientamenti politici indicati nel Libro Bianco della Commissione Europea del luglio scorso che per la prima volta ha riconosciuto validità al trasporto intermodale, inserendo porti e tratte marittime nella rete dei collegamenti continentali.

Ma, mentre sia a Bruxelles con il Libro Bianco sia in Italia con il Piano generale dei trasporti e della logistica sia nei numerosi convegni sull'argomento, si discute sulle alternative da offrire al trasporto su strada e si enfatizza il concetto di autostrade del mare, il traffico su gomma cresce.

Un motivo evidentemente esiste: i costi del trasporto via mare sono ancora troppo elevati.

Tutti gli operatori invocano provvedimenti: adeguamento delle infrastrutture portuali alle esigenze di questo tipo di traffico nel contesto di una politica di potenziamento dei nostri scali, finalizzando gli interventi al miglioramento dei collegamenti porto-entroterra, forte semplificazione delle procedure legate all'arrivo e alla partenza delle navi, perchè il trasporto marittimo a corto raggio non può prescindere dalla velocità dei collegamenti, incentivi mirati agli armatori e autotrasportatori.

Forse la strada per far affermare compiutamente questa importante modalità di trasporto delle merci, che ha margini di crescita molto superiori ad altri tipi di trasporto, è ancora lunga e difficile per interessi diversi profondamente radicati.

Un Paese con 144 porti e migliaia di chilometri di costa, inserito in un mercato globale a forte competizione, non ha, e forse non ha mai avuto, una cultura marittima adeguata all'importanza di un settore che produce enormi ricchezze.

È necessario che il governo si renda una volta per tutte consapevole di questo e non consideri il comparto marittimo come una cenerentola rispetto alla strada e alla ferrovia.

E allora occorre da parte governativa un vero e proprio salto di qualità che richiede in primis il coinvolgimento di tutti gli operatori della logistica - porti, armatori, agenti marittimi, spedizionieri, autotrasportatori - per definire una strategia che non sia fatta di parole e di slogan ma che predisponga un piano operativo graduale e concreto, che prefiguri traguardi precisi e verificabili.

Non dimentichiamo certo le difficoltà della situazione mondiale del trasporto marittimo ma qui si tratta anche di dare soluzione a problemi che investono pure l'ambiente in cui viviamo e la nostra sicurezza.

Sono certo che con azioni coerenti e coordinate in sede comunitaria e nazionale l'obiettivo potrà essere raggiunto.



SETTORE PORTUALE

Affermavo non più tardi dell'anno scorso che con il regolamento attuativo della legge 84 si era posta la parola fine al processo di riforma dell'organizzazione portuale iniziato nel 1994 e aggiungevo che la cosa più importante era che tale regolamentazione trovasse applicazione omogenea nei diversi scali marittimi italiani.

È peraltro da sottolineare subito che le regole introdotte dalla legge, indubbiamente complesse, devono essere calate in realtà locali non del tutto omogenee per quanto riguarda sia particolarità strutturali degli scali sia diversi assetti organizzativi degli stessi.

Ma pur in questa situazione di base molto diversificata occorre che tali regole trovino un'applicazione uniforme, per non vanificare un lavoro durato anni.

E qui purtroppo sembra che le cose non vadano in questo senso.

Le norme che vietano la commistione fra le imprese ex art. 18 (imprese concessionarie), le imprese ex art. 16 (imprese portuali) e le organizzazioni di fornitura di manodopera (ex art. 17), non sembra che siano applicate in modo coerente in tutti i porti italiani.

Lo spirito della legge prevedeva che le imprese ex art. 16 aiutassero (sotto forma di appalto dei servizi o di segmenti del ciclo) le imprese concessionarie e titolari dell'intero ciclo portuale e che le imprese ex art. 17 fornissero manodopera sia alle imprese ex art. 16, sia alle imprese concessionarie ex art. 18, evitando in tal modo che fra esse vi fosse commistione o identità.

In molti porti italiani, seppure sotto forme diverse, un'unica impresa opera sia come concessionario, sia come impresa portuale di servizi, sia come fornitore di manodopera.

Tutto ciò per affermare che l'omogeneità nell'applicazione delle norme è tutta da verificare e che vi sono interessi ben noti che tendono a non fare chiarezza per continuare a difendere privilegi consolidati.

D'altra parte anche se la stessa nota proposta di Direttiva europea sulla regolamentazione dei servizi e del lavoro nei porti, sul piano dei principi - fine dei monopoli e spazio alla libera concorrenza - sembra che trovi il generale consenso, le difficoltà nascono anche in questo caso al momento di tradurre tali principi in misure operative.

Già gli emendamenti alla proposta di Direttiva, approvati dal parlamento europeo nel novembre scorso, hanno significativamente modificato i vincoli inizialmente previsti.

Così, per esempio, per quanto riguarda il lavoro nei porti, verrà lasciata ad ogni singolo Paese la facoltà di disciplinarlo con regole proprie, avendo riconosciuto la necessità di non stravolgere assetti sociali codificati da sempre.

Così anche, per quel che concerne l'organizzazione delle imprese, si è rinunciato alla tesi che in ogni porto debbano esistere almeno due operatori di servizi per ogni categoria di merci movimentate.

Così ancora non è stato accettato un emendamento proposto dai porti del nord Europa con il quale si chiedeva che i servizi portuali venissero esclusi dalla Direttiva, consentendo in questo modo alle Port Authority di gestire direttamente tali servizi.

Successivamente però il testo così modificato dal Parlamento Europeo è stato oggetto di ulteriori emendamenti da parte della Commissione Europea, per cui al momento la partita è ancora aperta tra porti mediterranei e porti nordeuropei, soprattutto sul tema della liberalizzazione della movimentazione delle merci e quindi sul ruolo che devono avere le autorità portuali.

È evidente che la stretta finale per l'approvazione definitiva della Direttiva non è e non sarà facile, ma dobbiamo però dire che ad oggi la posizione italiana è più coerente ai principi comunitari che non quella di altri paesi nord europei.

Non possiamo certo, in una relazione di questo tipo, analizzare compiutamente i particolari elementi di convergenza e quelli di contrasto.

Dobbiamo però essere ben consapevoli che il ruolo di tutti gli operatori italiani e mediterranei - autorità, terminal operator, imprese di servizio, lavoratori e utenti/clienti - non è e non deve essere considerato inferiore a quello dei paesi nord-europei che già hanno beneficiato nel tempo di normative e condizioni particolarmente favorevoli.

Il governo è chiamato a difendere in sede europea gli interessi del settore portuale italiano che faticosamente ha forse raggiunto un punto di equilibrio e che, se coartatamente modificato, può farci tornare indietro di anni.



QUADRO DI RIFERIMENTO NAZIONALE

Anche se non intendiamo dire parole tardive e comunque inadeguate sull'argomento, è evidente che l'andamento lento dell'economia mondiale nel 2001 è stato indiscutibilmente influenzato da quanto accaduto nel settembre e dalle conseguenze che ne sono derivate.

Come ha rilevato l'OCSE, per la prima volta in questi ultimi vent'anni, nella seconda metà del 2001 i paesi industrializzati hanno conosciuto una crescita leggermente negativa e così il 2002 sarà contrassegnato da una sostanziale debolezza dovuta anche al sentimento di insicurezza prevalente dopo settembre.

Di conseguenza tutte le stime macroeconomiche formulate a suo tempo dal governo, dal centro studi di Confindustria, dal Fondo monetario internazionale, hanno dovuto essere riviste e ridimensionate.

Soprattutto il Fondo monetario internazionale è stato pessimista nelle sue previsioni ritenendo possibile una crescita molto indebolita in tutte le regioni del mondo.

Secondo l'Istituto, nel 2002 la crescita mondiale non supererà il 2,4%, anche se forse potrà essere possibile arrivare al 2,7%, quella europea non andrà oltre l'1,3% e quella italiana si fermerà all'1,2%.

Queste stime sono poi state corrette in positivo di due decimi di punto circa ma rimangono comunque molto aleatorie, tenuto conto della situazione internazionale e dei suoi riflessi sull'economia.

La stessa Confindustria ha rivisto la propria previsione ritenendo che il prodotto interno lordo italiano non potrà superare quest'anno l'1,3% quando ancora ad ottobre la sua stima considerava valido l'1,9%.

Il solo governo ha ritenuto fino all'ultimo valide la previsioni al riguardo fatte nell'ottobre nella nota di aggiornamento al documento di programmazione economica e finanziaria che fissavano nel 2,3% la crescita del nostro paese per il corrente anno.

È anche vero che il Governatore della Banca d'Italia, spiegando che le previsioni del Fondo monetario internazionale sono extrapolazioni delle tendenze passate e danno un andamento dell'economia mondiale dal quale fanno discendere l'andamento dei singoli paesi, ha sostenuto che le considerazioni del medesimo sono troppo pessimistiche e che si deve prevedere una ripresa nella seconda metà del 2002.

Sulla stessa linea di valutazione del Governatore si pronuncia l'OCSE che, pur mantenendo per il nostro paese una previsione di crescita per quest'anno dell'1,5%, ritiene che tale dato sconti la frenata del primo semestre e che al contrario la ripartenza sarà tanto valida da incidere in misura decisiva sulla crescita nel 2003 che segnerà per l'Europa un aumento della ricchezza intorno al 3% e per l'Italia al 2,8%.

Analoghe valutazioni previsionali, diversificate tra loro a seconda di chi le formula - governo, fondo monetario internazionale, confindustria, istituti di ricerca, etc. - sono state considerate per il rapporto deficit/prodotto interno lordo, inflazione, disoccupazione.

Non vogliamo però addentrarci oltre su questi elementi macroeconomici che tutti conoscono e neppure fare valutazioni politiche sul nuovo Esecutivo che governa il paese ormai da un anno.

Come imprenditori però sappiamo che molte cose rimangono da fare.

Esiste innanzitutto un problema di eccessiva pressione fiscale che riguarda tutti, in particolare le imprese.

Il governo ha nel suo programma la riduzione e la semplificazione delle aliquote fiscali: è indispensabile che questo programma venga realizzato, mettendo particolare attenzione al sistema produttivo per accrescerne la competitività nel campo internazionale.

La manovra sul versante fiscale dovrà essere accompagnata dalla dovuta attenzione alla spesa.

Anche su questo fronte, mentre l'OCSE ha stimato nell'1,4% il rapporto tra deficit e prodotto interno lordo per quest'anno e nell'1,3% per il prossimo, il Fondo monetario internazionale nelle sue ultime stime di aprile è stato più ottimista ritenendo che tale rapporto si attesterà sull'1,2% quest'anno per scendere allo 0,2% il prossimo.

Per parte sua il governo ha mantenuto la propria previsione nello 0,5% per l'anno in corso e nel pareggio per il 2003.

I traguardi sono ambiziosi: è necessario mettere in campo tutte le forze per raggiungerli.

Non vi è dubbio che ci attende un futuro difficile, e le difficoltà sono ben note a tutti e aggravate dal conflitto tra governo e organizzazioni sindacali, ma nello stesso tempo stimolante.

La globalizzazione non è più ormai una parola significativa per pochi, è ormai una sfida che investe tutti e fra tutti, per primi, gli imprenditori.

È pur vero che noi agenti marittimi la globalizzazione la conosciamo da sempre, essendo abituati a confrontarci con le problematiche di un mercato mondiale.

Ma se anche in questa dimensione abbiamo usufruito o approfittato di posizioni di comodo, questo non è più consentito.

Dobbiamo ricordarci, e ricordare a tutti, che gli agenti marittimi rappresentano la totalità dell'armamento estero che scala i nostri porti e grossa parte di quello nazionale, per un totale complessivo di circa l'80% dell'intero trasporto marittimo e per un movimento di valuta che, rapportato al numero di aziende e di addetti, ci fa essere tra i maggiori produttori di ricchezza del nostro paese.

E allora, se la dimensione complessiva è questa, dobbiamo anche adeguarci come singole aziende, essere reattivi ai cambiamenti per non subire il progresso ma per governarlo, svolgere la nostra attività in modo ancora più professionale di quanto l'abbiamo svolta fino ad oggi.

Certamente non partiamo da zero.

Già attualmente gli impegni delle nostre aziende in termini di certificazioni, di formazione, di auto regolamentazione attraverso codici di comportamento sono rilevanti in modo significativo.

Non dobbiamo fermarci e sono certo che non lo faremo.


* * * * * * * *

Chiudo questa mia relazione, che ho voluto mantenere in termini brevi per consentire tutti gli autorevoli interventi previsti, con un sincero ringraziamento proprio alle illustre personalità intervenute a questo nostro convegno che prenderanno la parola dopo di me.

Grazie.


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Im August wurden in den Häfen Westliguriens 5,2 Millionen Tonnen Güter umgeschlagen (+1,6).
Genua
In Genua wurde ein Anstieg von +6,1 % verzeichnet, während Savona-Vado Ligure einen Rückgang von -10,0 % hinnehmen musste.
Raben Italien eröffnet ein neues Lager in Pomezia
Mailand
Ziel ist es, die Positionierung und territoriale Expansion im Straßenverkehr zu festigen.
Der Hafen von La Spezia unterzeichnet ein Abkommen zur Entwicklung von Projekten der blauen Wirtschaft und der Sicherheit.
La Spezia
Es wurde von der AdSP und der Stiftung des Nationalen Zentrums für die Unterwasserdimension unterzeichnet.
Der Hafen von Long Beach feiert einen neuen monatlichen Rekord beim Containerumschlag
Long Beach
Ein neues Allzeithoch wurde ebenfalls im Juli-September-Quartal erreicht.
Die Ausschreibung für den Teilabriss des Nordpiers des Hafens von Ancona wurde veröffentlicht.
Ancona
Die Maßnahme umfasst die Regularisierung der betreffenden Meeresböden.
HMM investiert über 1,6 Milliarden Dollar in 12 neue Containerschiffe
Busan
Bis 2029 sollen acht Schiffe mit einer Kapazität von 13.000 TEU, drei Schiffe mit einer Kapazität von 2.800 TEU und ein Schiff mit einer Kapazität von 1.700 TEU ausgeliefert werden.
Paolo Pessina als Präsident von Federagenti bestätigt
Rom
Einstimmiger Beschluss der Föderationsversammlung
Die Verhandlungen zur Erneuerung des einheitlichen Tarifvertrags für die Schifffahrtsbranche haben begonnen.
Rom
Die Parteien haben einen umfangreichen Zeitplan für Treffen vereinbart.
Der Containerverkehr im Hafen von Hongkong wuchs im dritten Quartal um 15,1 %.
Hongkong
Im September betrug der Anstieg +25,0 %.
Maritime Ausbildung: Beschwerde beim Regionalen Verwaltungsgericht (TAR) gegen die Gebührenerhöhung der Hafenbehörde
Rom
ANIFORMAR, CONFORMAR und 15 Ausbildungszentren fechten den MIT-MEF-Erlass an: Erhöhungen erreichen bis zu 149,3 %.
Die Spinelli-Gruppe hat ein neues Leercontainerdepot in Novi Ligure eröffnet.
Genua
Investition im Wert von 14 Millionen Euro
Rhenus integriert seine Logistikdienstleistungen in einem einzigen Hub im Interporto Padua.
Padua
Der Standort wird Straßentransport, Luft- und Seefracht, Lagerhaltung und spezialisierte Dienstleistungen zusammenführen.
Ein Lkw-Fahrer stirbt im Hafen von Cagliari.
Cagliari
Er wäre von einer Ladung großer Rohre erdrückt worden.
Confitarma äußert Bedenken hinsichtlich der Unsicherheit, die sich aus der Auslegungshaltung der Steuerbehörde ergibt.
Mitsubishi Heavy Industries plant die Erweiterung der Schiffbaukapazitäten
Tokio
Das Unternehmen plant, 100 Milliarden Yen zu investieren.
Trasportounito: Die Regierung ist verrückt, wenn sie glaubt, die Krise im Straßengüterverkehr allein lösen zu können.
Rom
Anwendung der Dieselkostenanpassungsklausel dringend gefordert
Emanuele Grimaldi ist der neue Präsident der Malta International Shipowners Association.
Valletta
Sie übernimmt das Amt von Marily Frangista, die den Verband seit April 2022 geleitet hat.
Die vierte Ausgabe der Green Logistics Expo startet morgen früh in Padua.
Padua
Es werden über 300 Aussteller teilnehmen und 30 Konferenzveranstaltungen stattfinden.
Im dritten Quartal dieses Jahres ging der Güterverkehr in türkischen Häfen um 1,1 % zurück.
Ankara
Das Frachtaufkommen von und nach Italien stieg um 6,2 %.
Assiterminal, die Flexibilität der PRPs sollte den jeweiligen Markt berücksichtigen, in dem die Häfen tätig sind.
Genua
NÄCHSTE ABFAHRSTERMINE
Visual Sailing List
Abfahrt
Ankunft:
- Alphabetische Liste
- Nationen
- Geographische Lage
Cetus Maritime plant einen Börsengang an der Euronext Growth Oslo.
Hongkong
Erwerb von 16 Schiffen in Vorbereitung auf den Börsengang
Am Samstag kollidierte ein US-amerikanisches Kampfflugzeug mit einem Massengutfrachter im Golf von Oman.
Tampa
Centcom: Das Schiff hatte versucht, eine Seeblockade gegen den Iran durchzusetzen.
Schiff in der Nähe der Straße von Hormuz gerammt
Southampton
Eine Kugel löste ein Feuer aus, das später gelöscht wurde.
OOCL meldet ein Wachstum des Schiffsfrachtvolumens um 9,0 % im dritten Quartal.
Hongkong
Der Anstieg der Seefrachtraten führt zu einem Umsatzanstieg von +45,1 %.
HD Hyundai Marine Solutions übernimmt das amerikanische Unternehmen Goldens Worldwide
Dubai/Seongnam
Das Unternehmen befasst sich mit der Reparatur und Wartung von großen Schiffsmotoren und Industriemaschinen.
UNATRAS an die Regierung: Geben Sie unverzüglich die Maßnahmen zur Senkung der Dieselpreise frei.
Rom
Die Verbände des Straßenverkehrs berichten von Verzögerungen und Unsicherheiten bei der Umsetzung des Abkommens vom 22. Mai und fordern ein dringendes Treffen.
Hafen von Taranto: Gugliotti erneuert seine Forderung an die Regierung nach finanzieller Unterstützung für den Windpark des Hafens.
Taranto
Das Projekt – so betonte er – könne weder verkleinert noch verschoben werden.
Angriff auf ein Schiff mitten im Persischen Golf
Southampton
Die UKMTO berichtete, dass mehrere Geschosse zu Opfern unter den Besatzungsmitgliedern geführt hätten.
Gioia Tauro: Nachtrag zum aktualisierten Hafenplan genehmigt
Gioia Tauro
Die Analyse wird es uns ermöglichen, den Personalbedarf der Hafenbehörde zu ermitteln.
Schiffe in der Schlange, Treibstoffverschwendung: Wie Sie durch Warten vor Anker Geld sparen können.
Kopenhagen
Das Global Maritime Forum veröffentlicht die Testergebnisse von Cargill aus 16 realen Seereisen. Langsameres Fahren und Anlegen bei freiem Liegeplatz reduzieren Treibstoffverbrauch und Emissionen.
ZIM hebt Prognose für das Gesamtjahr 2026 an
Haifa
Das bereinigte EBITDA und EBIT werden voraussichtlich 2,7 Milliarden US-Dollar/3,0 Milliarden US-Dollar bzw. 1,4 Milliarden US-Dollar/1,7 Milliarden US-Dollar betragen.
Gabriele Sangiorgi wurde zum amtierenden Generalsekretär der Hafenbehörde von Ravenna ernannt.
Ravenna
Die Amtszeit von Fabio Maletti ist abgelaufen.
Hafen von Genua: Die Arbeiter des Messina-Terminals streiken seit einem Monat eine Stunde lang.
Genua
Das Unternehmen meldet, dass eines der Gewerkschaftsmitglieder bei der letzten Sitzung nicht erschienen ist, obwohl dies Teil des im nationalen Tarifvertrag vorgesehenen Abkühlungsverfahrens ist.
Hafen von Taranto, Vereinbarung zur Beteiligung an der Entwicklung des Valbasento Interporto in Ferrandina.
Matera/Taranto
Innerhalb von 180 Tagen wird ein logistisch-funktionaler Masterplan entwickelt.
In Attika wird das Defizit hauptsächlich dank Kapitalgewinnen und Deckungszuwächsen reduziert.
Kallithea
Erste Jahreshälfte mit weniger Überfahrten und leicht steigenden Einnahmen
Seit Jahresbeginn haben sich die Passagier- und Güterbeförderung auf den Schiffen von GNV um 2 % bzw. 5 % erhöht.
Marrakesch
Dreijährige strategische Partnerschaft mit dem Office National Marocain du Tourisme
Escola Europea – Intermodal Transport feiert ihr 20-jähriges Jubiläum
Barcelona
Eine Mittelmeerreise zwischen Barcelona, Civitavecchia, Palermo und Genua.
Filt Cgil erkennt die Arbeit in der Schifffahrt und im Hafen als anstrengend an
Rom
Die Gewerkschaft fordert, dass eine klare Regelung in das nächste Haushaltsgesetz aufgenommen wird.
Tanker in Hormuz angegriffen
Southampton
Das Gerät setzte seine Navigation regelmäßig fort.
FS Logistix und Interporto Bologna präsentierten den ersten italienischen experimentellen DAC-Zug
Assologistica-Veranstaltung zur Diskussion der Mittelmeerstrategie für die italienische Wettbewerbsfähigkeit
Rom
Es findet am 30. Oktober nächsten Jahres in Neapel statt.
Sanilog startet eine spezielle Kampagne zur Krebsprävention.
Rom
Drei neue Bereiche widmen sich der Prävention von Kopf-Hals- und Mundhöhlenkrebs sowie der Beurteilung des Gefäßrisikos.
Der Auftrag für die Ausbaggerung und die Fertigstellung der Elektrifizierung der Docks im Hafen von Gioia Tauro wurde vergeben.
Gioia Tauro
Sie werden jeweils von Dravo und RTI Saet-Suardi durchgeführt.
Preis für studentische Schiffsarchitektur in Genua verliehen
Genua
Die d'Amico Group und die Royal Institution of Naval Architects zeichnen herausragende Leistungen im Schiffbau aus.
Der Gütertransport ist für Malta teurer: 35 Millionen Euro pro Jahr zwischen ETS, FuelEU und BAF.
Zebbug
Der Speditionsverband fordert die Regierung auf, eine für den Kontinent konzipierte europäische Politik in Frage zu stellen.
CMA CGM hat die Übernahme von FedEx Supply Chain abgeschlossen.
Marseille/Atlanta
Durch die Transaktion hat sich die Präsenz von CEVA Logistics in Nordamerika verdreifacht.
Contships bestellt 10 Zubringerschiffe mit Optionen auf weitere 10+10.
Athen
Absichtserklärung mit der chinesischen Hubei Guangji Green Energy Shipbuilding Group Co.
DP World unterzeichnet Abkommen zur Entwicklung eines Tiefseehafens im nigerianischen Bundesstaat Ogun.
Dubai
Das Projekt umfasst rund vier Kilometer Docks.
Neue Hafenbestimmungen für Civitavecchia, Fiumicino und Gaeta wurden verabschiedet.
Civitavecchia
Die Verfahrensvereinbarung mit Interminal in Gaeta wurde genehmigt.
Kotug erwirbt Mehrheitsbeteiligung an Vortex Offshore
Rotterdam
Das in Dubai ansässige Unternehmen bietet maritime Dienstleistungen für die Offshore-Industrie im Nahen Osten an.
Über 1,9 Milliarden Euro in Spanien zur Verbesserung der Straßen- und Schienenverbindungen zwischen den Häfen
Madrid
Die Hafenbehörden werden 875,1 Millionen Euro beisteuern.
Attica Holdings verkaufte das Ro-Pax-Schiff Levka Ori für 8,3 Millionen Euro.
Kallithea
Die Fähre wurde 1987 gebaut.
Der RoRo-Dienst Triest-Damietta von DFDS wird ab Mitte Oktober alle zwei Wochen angeboten
Kopenhagen
Ein zweites Schiff in die Route einführen
Die italienische Handelsmarineakademie verstärkt die Zusammenarbeit mit dem Hafen von Durrës.
Genua
Eine Absichtserklärung wurde unterzeichnet
HÄFEN
Italienische Häfen:
Ancona Genua Ravenna
Augusta Gioia Tauro Salerno
Bari La Spezia Savona
Brindisi Livorno Taranto
Cagliari Neapel Trapani
Carrara Palermo Triest
Civitavecchia Piombino Venedig
Italienische Logistik-zentren: Liste Häfen der Welt: Landkarte
DATEN-BANK
ReedereienWerften
SpediteureSchiffs-ausrüster
agenturenGüterkraft-verkehrs-unternehmer
MEETINGS
Die vierte Ausgabe der Green Logistics Expo startet morgen früh in Padua.
Padua
Es werden über 300 Aussteller teilnehmen und 30 Konferenzveranstaltungen stattfinden.
Assologistica-Veranstaltung zur Diskussion der Mittelmeerstrategie für die italienische Wettbewerbsfähigkeit
Rom
Es findet am 30. Oktober nächsten Jahres in Neapel statt.
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NACHRICHTENÜBERBLICK INHALTSVERZEICHNIS
Cosco Shipping arm readies China IPO to capitalise on global shipbuilding wave
(South China Morning Post)
Rosatom expects cargo traffic along Northern Sea Route to rise 14% in 2026 - CEO
(Interfax)
››› Nachrichtenüberblick Archiv
FORUM über Shipping
und Logistik
Intervento del presidente Tomaso Cognolato
Roma, 19 giugno 2025
››› Archiv
Am Freitag wird in Livorno ein Buch über die Geschichte des toskanischen Hafensystems vorgestellt.
Livorno
Ein Vergleich der Akteure im Hafensektor: von den Reformen der 1990er Jahre bis zu den Herausforderungen der Zukunft.
Suardiaz übernimmt einen mit LNG betriebenen Autotransporter für 5.000 Fahrzeuge.
Madrid
Ein zweites PCTC-Schiff wird Mitte 2027 erwartet.
Hapag-Lloyd hebt seine Prognose für 2026 weiter an
Hamburg
Die starke Nachfrage und die steigenden Spotfrachtraten veranlassen das Unternehmen dazu, seine EBITDA- und EBIT-Prognosen deutlich anzuheben.
Die öffentliche Versammlung der UNIPORT findet am 6. Oktober in Rom statt.
Rom
Debatte über die Hafenreform und andere relevante Aspekte des Sektors
Tarros und Nurminen Logistics starten neuen skandinavisch-mediterranen intermodalen Service
La Spezia/Helsinki
Die Landroute verbindet Örebro, Parma und La Spezia.
Pilotprojekt zur Produktion und Nutzung von grünem Wasserstoff im Hafen von Savona
Savona
Paroli (Westligurische Hafenbehörde): Ein Hafengebiet wurde für Arbeiten identifiziert.
Der erste Senkkasten für den Wellenbrecher zum Schutz der Regasifizierungsanlage vor der Küste von Ravenna wurde gelegt.
Ravenna
Die maritimen Bauarbeiten werden etwa 900 Meter lang sein.
Fincantieri und PT PAL unterzeichnen Abkommen zur Modernisierung eines Schiffes der indonesischen Marine
Triest
Dies ist die Einheit "Kri Sriwijaya" (ehemals "Giuseppe Garibaldi")
In Italien hat die blaue Wirtschaft einen Wert von 225 Milliarden, und allein die nautische Industrie erzielt Exporte von über 10 Milliarden.
Rom
SACEs Fokus auf die Bootsmesse in Genua
Feuer an Bord des Ro-Ro-Schiffes Blue Carrier 2 von Blue Star Ferries
Kallithea
Die 29 Personen an Bord wurden evakuiert.
Die Kosten und der Zeitaufwand für den Wiederaufbau der vier US-Marinewerften steigen exponentiell.
Washington
Wenn man im Jahr 2018 mit 21 Milliarden Dollar und 20 Jahren Arbeit rechnete, liegt die Schätzung heute bei 200 Milliarden und mindestens 50 Jahren.
Die Schifffahrt steht vor einer dreifachen Herausforderung: Dekarbonisierung, Geopolitik und die neue Geografie der Automobilindustrie.
Spreu
Auf der Euromed-Konferenz in Grimaldi beschäftigt sich die Branche mit neuen Umweltauflagen, zunehmend exponierten Verkehrswegen und der Verlagerung der Automobilproduktion nach Südostasien.
Orizzonte Sistemi Navali unterzeichnet einen 3,7 Milliarden Euro schweren Vertrag über zwei Zerstörer
Triest
Das PPA-System "Domenico Millelire" wurde an die Marine ausgeliefert.
Livorno: Der Oberste Kassationsgerichtshof hebt die Verurteilungen im Fall der Darsena-Toscana-Hafen auf.
Rom
Das Berufungsurteil hob den Freispruch des Gerichts auf und verurteilte drei Angeklagte wegen ideologischer Urkundenfälschung.
Der Hafen von Rijeka rechnet damit, das Jahr 2026 mit einem Rekord-Containerumschlag von 800.000 TEU abzuschließen.
Fluss
Mit dem neuen Terminal auf der Insel Krk könnte der Güterverkehr auf 1,7 Millionen TEU steigen.
Finanzierung von Offshore-Windenergie: Pichetto gibt Taranto Zusicherungen, aber Taranto fordert Gewissheit.
Taranto
Die Finanzierung des apulischen Hafens sinkt 2026 auf 13,9 Millionen Euro. Gugliotti hofft auf eine formelle Bestätigung der verbleibenden Mittel im Jahr 2027.
Hafenreform: Die Mehrheit treibt die Reform von Porti d'Italia SpA voran.
Rom
Der Verkehrsausschuss der Kammer weist die unterdrückenden Änderungsanträge der Opposition zurück.
Das Porto Rifugio von Gela hat eine positive Stellungnahme bezüglich der Ausbaggerung der Hafengewässer erhalten.
Palermo
Greenbrier Europe wird das NIK-Umschlagsystem für TX Logistik produzieren.
Troisdorf/Berlin
Ermöglicht das schnelle Verladen von nicht kranfähigen Sattelaufliegern auf Züge
Maersk eröffnet eigenes Logistikzentrum im Herzen Deutschlands
Herleshausen
Es befindet sich in Herleshausen und hat eine Fläche von 71.800 Quadratmetern.
Südkoreas HJ Shipbuilding & Construction Co. erhält Aufträge für vier neue Containerschiffe mit einer Kapazität von 10.100 TEU
Busan
Der Vertrag hat einen Gesamtwert von rund 500 Millionen Dollar.
Demokratische Partei: Die Hafenreform der Regierung ebnet den Weg für die Privatisierung italienischer Häfen.
Rom
Ghio und Misiani: Es entzieht den Gebieten auch Ressourcen und Fähigkeiten.
Eigenproduktion im Hafen: Der Staatsrat verneint die Aufteilung der Genehmigung gemäß Artikel 16 Absatz 3.
Rom
Die "teilweise" Genehmigung von Cartour im Hafen von Salerno wurde ausgesetzt.
Der Hafen von Miami schließt das Geschäftsjahr 2026 mit einem Rekord-Kreuzfahrtverkehr ab
Miami
Die Schwelle von zehn Millionen Passagieren wurde überschritten, im Vergleich zu 8,56 Millionen im vorangegangenen Geschäftsjahr.
- Via Raffaele Paolucci 17r/19r - 16129 Genua - ITALIEN
tel.: +39.010.2462122, fax: +39.010.2516768, e-mail
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Verantwortlicher Direktor: Bruno Bellio
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