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10 giugno 2022

Esito della MEPC 78: il World Shipping Council vede il bicchiere mezzo pieno. All'ICS sembra quasi vuoto

Ok all'istituzione di un'Area di controllo delle emissioni nel Mediterraneo

Il World Shipping Council (WSC) vede il bicchiere mezzo pieno. L'International Chamber of Shipping (ICS) lo vede quasi vuoto. Quest'ultima è l'organizzazione internazionale a cui fanno capo 32 associazioni armatoriali nazionali nonché altre rappresentanze e singole compagnie marittime. La prima è invece la voce internazionale di quelle compagnie che operano servizi di trasporto marittimo containerizzato. Il bicchiere a cui stanno guardando WSC e ICS è quello riempito con l'esito della riunione di questa settimana del Marine Environment Protection Committee (MEPC) dell'International Maritime Organization (IMO) che era focalizzata sulle misure per decarbonizzare l'industria dello shipping.

Prima le cattive notizie. L'International Chamber of Shipping ha lamentato che i membri del MEPC non hanno sostenuto l'istituzione del fondo di ricerca e sviluppo volto a supportare la decarbonizzazione del settore marittimo, fondo che era stato proposto dalla stessa industria marittima e ritenuto vitale per finanziare la transizione energetica dello shipping ( del 18 dicembre 2019). «Rifiutando di portare avanti il fondo di ricerca e sviluppo proposto dall'industria dello shipping - ha recriminato il segretario generale dell'ICS, Guy Platten - l'IMO ha sprecato la sua opportunità di dare il via ad una rapida transizione verso tecnologie a zero emissioni di carbonio, che saranno essenziali se vogliamo portare a termine la decarbonizzazione entro il 2050».

«Nonostante il sostegno di molti Stati dell'IMO - ha rilevato Platten - ciò è stato vanificato da manovre politiche miopi che hanno condotto di fatto all'affossamento della proposta. Il segnale inviato - ha denunciato il segretario generale dell'ICS - è che il rischio finanziario connesso agli investimenti “green” rimarrà elevato, rallentando gli sforzi per passare il prima possibile a combustibili a zero emissioni».

Commentando lo sviluppo della discussione tenutasi in questi giorni al MEPC in modalità virtuale, Platten ha osservato che «taluni hanno affermato che il fondo è una misura basata sul mercato e che non è sufficientemente ambiziosa, interpretando deliberatamente in modo errato le nostre intenzioni. Il fondo - ha spiegato Platten - non è mai stato presentato come una misura di determinazione del prezzo del carbonio, che, nonostante sia una misura aggiuntiva che sosteniamo pienamente, è politicamente assai più complessa e richiederà molti anni per essere sviluppata. Se i governi avessero dato prova della volontà politica - ha sottolineato Platten - lo specifico fondo per la ricerca e lo sviluppo sarebbe potuto diventare operativo l'anno prossimo, raccogliendo miliardi di dollari dall'industria senza alcun costo per i governi».

A tal proposito il vice segretario generale dell'International Chamber of Shipping, Simon Bennett, ha evidenziato che, «oltre a fornire mezzo miliardo di dollari all'anno per sostenere i programmi globali di ricerca e sviluppo, il fondo avrebbe fornito 50 milioni di dollari all'anno per sostenere i progetti di riduzione delle emissioni di gas serra in ambito marittimo nei Paesi in via di sviluppo, con un aumento pari a dieci volte rispetto all'attuale budget di cooperazione tecnologica dell'IMO. Purtroppo - si è rammaricato Bennett - sembra che anche questa opportunità di fornire un aiuto immediato a Paesi come i piccoli Stati insulari in via di sviluppo sia andata persa».

«In positivo - ha aggiunto Bennett cercando di vedere più liquido nel bicchiere - rimane la possibilità per l'IMO di utilizzare l'architettura normativa del fondo proposta per sostenere una futura tassa globale sulle emissioni di CO2 dello shipping, al fine di colmare il divario di prezzo con i combustibili a zero emissioni di carbonio quando questi saranno disponibili, e di fornire risorse rilevanti per contribuire ad accelerare la transizione verso l'azzeramento delle emissioni entro il 2050. Se il sistema di contributi che abbiamo sviluppato può accelerare l'implementazione di una tassa globale sul carbonio per il trasporto marittimo - ha concluso Bennett - potremmo ancora essere in grado di guardare indietro a questa battuta d'arresto all'IMO come se si trattasse di un rilevante successo».

Il World Shipping Council non sembra invece fare alcuno sforzo per immaginare il bicchiere mezzo pieno, anzi lo vede quasi colmo. Secondo l'associazione delle compagnie di navigazione di linea, alla 78esima sessione del MEPC «si è assistito a buoni progressi importanti, inclusa la prossima fase della strategia dell'IMO sui gas ad effetto serra». Di più: il WSC ha esortato «gli Stati membri a mantenere lo slancio e ad intensificare il cruciale lavoro sullo sviluppo dei percorsi per la decarbonizzazione dello shipping».

«La transizione del trasporto marittimo mondiale da un settore dipendente dal carbonio ad uno che opera senza emissioni di gas serra - ha commentato il presidente e amministratore delegato del WSC, John Butler - è un compito enorme. Siamo incoraggiati dai contributi degli Stati membri che riconoscono la necessità di concentrarsi sulle azioni chiave e sollecitano tutti gli Stati membri ad accelerare ed ampliare questo lavoro cruciale. I vettori che trasportano container e rotabili - ha affermato Butler riferendosi alle attività svolte dalle compagnie associate - stanno già investendo nello sviluppo di tecnologie a zero emissioni di gas serra e si impegnano a consentire la transizione del settore verso l'azzeramento delle emissioni. Ora - ha precisato - i governi devono intraprendere un'azione decisiva per fornire quadri normativi chiari e segnali al mercato che promuovano gli investimenti e supportino le compagnie all'avanguardia».

Per il WSC la mancata intesa sulla creazione del fondo di ricerca e sviluppo non è un dramma: «sfortunatamente - ha osservato il poco preoccupato Butler - l'accordo per istituire l'International Maritime Research Board (IMRB) e l'International Maritime Research Fund (IMRF) non è stato raggiunto al MEPC 78. Tuttavia siamo incoraggiati dal crescente riconoscimento di molte parti che la ricerca applicata e lo sviluppo sono fondamentali se vogliamo procedere con una grande transizione energetica nel settore marittimo».

A far ritenere il World Shipping Council che il bicchiere sia più pieno che vuoto è anche la decisione assunta dal MEPC di procedere all'istituzione di un'Area di controllo delle emissioni (ECA) nel Mediterraneo, una decisione - ha osservato l'associazione - «che se adottata dal MEPC 79 offrirà significativi miglioramenti sia per la salute umana che per l'ambiente della regione».

Pienamente soddisfatto dell'esito della 78esima riunione del MEPC è il segretario generale dell'International Maritime Organization (IMO). Chiudendo questa sera i lavori, Kitack Lim ha elencato alcuni di quelli che, a suo avviso, sono stati i rilevanti passi avanti compiuti nel corso di questa settimana, a partire dall'esito della discussione sulla gestione delle acque di zavorra delle navi: «avete acconsentito - ha detto Lim rivolgendosi ai membri del Comitato - allo sviluppo di un piano di revisione della convenzione e istituito un gruppo di corrispondenza responsabile della revisione della Convenzione BMW sulla gestione delle acque di zavorra, il cui primo compito sarà quello di finalizzare il piano di revisione della Convenzione, che determinerà la direzione del lavoro dell'Organizzazione verso una revisione olistica di questa Convenzione».

«Inoltre - ha proseguito il segretario generale dell'IMO - avete approvato una serie di linee guida aggiornate a sostegno dei recenti emendamenti alla Convenzione AFS (normativa sul controllo dei sistemi antivegetativi nocivi applicati sulle navi, ndr). Avete adottato un progetto di modifica dell'annesso V della MARPOL per rendere obbligatorio il registro dei rifiuti anche per le navi di stazza lorda pari o superiore a 100 tonnellate e inferiore a 400 tonnellate, ed avete convenuto di sviluppare requisiti obbligatori basati sugli obiettivi per la marcatura degli attrezzi da pesca». In ultimo Lim ha citato «l'approvazione del progetto di modifica dell'annesso VI della MARPOL per designare l'area di controllo delle emissioni di ossidi di zolfo e di particolato per il Mare Mediterraneo, in vista dell'adozione al MEPC 79 del 12-16 dicembre 2022». Nessun accenno al fondo per la ricerca e lo sviluppo tanto invocato dall'industria dello shipping.


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