 Se lo scorso anno, con un totale di 60,0 milioni di tonnellate
movimentate e un incremento del +0,7% sul 2024, il porto di Trieste
si è confermato primo scalo portuale italiano per volume di
traffico complessivo delle merci, il porto di Gioia Tauro, con 54,1
milioni di tonnellate (+20,8%) ha scavalcato quello di Genova
insediandosi al secondo posto della graduatoria nazionale.
L'Associazione dei Porti Italiani (Assoporti) ha diffuso oggi i
dati sul traffico movimentato nel 2025 dai porti nazionali che è
ammontato complessivamente a 510,8 milioni di tonnellate, in
crescita del +3,5% sull'anno precedente, di cui 186,3 milioni di
tonnellate di rinfuse liquide (+1,8%), 53,0 milioni di tonnellate di
rinfuse solide (+7,1%), 131,9 milioni di tonnellate di merci in
container (+8,1%) realizzate con una movimentazione di contenitori
pari a 12,8 milioni di teu (+7,1%), 122,2 milioni di tonnellate di
rotabili (+0,4%) e 17,5 milioni di tonnellate di altre merci
(+0,1%).
Nel settore dei passeggeri, lo scorso anno nei porti italiani ne
sono transitati globalmente 75 milioni (+2,1%), di cui 41,6 milioni
trasportati da servizi marittimi locali (+3,5%), 18,9 milioni
imbarcati sui traghetti (-1,9%) e 14,4 milioni imbarcati sulle navi
da crociera (+3,4%).
L'ultimo numero di “Ports Infographics”, ricerca che
raccoglie e analizza le principali statistiche sul trasporto
marittimo, la logistica e la portualità nazionale e
internazionale ed è realizzata da Assoporti in collaborazione
con SRM, dedica uno speciale focus alle materie prime, evidenziando
il peso crescente delle rinfuse liquide e solide nei traffici
marittimi globali e il ruolo strategico del Mediterraneo nelle nuove
geografie commerciali.
Commentando le risultanze dell'ultima edizione del documento, il
presidente di Assoporti, Roberto Petri, ha evidenziato che «il
quadro che emerge conferma la solidità del sistema portuale
italiano in un contesto internazionale estremamente complesso. Nel
2025 i nostri porti hanno superato 500 milioni di tonnellate di
merci movimentate, con una crescita in tutti i segmenti merceologici
e 75 milioni di passeggeri transitati negli scali italiani. Sono
numeri - ha sottolineato - che dimostrano il valore strategico delle
infrastrutture per l'economia nazionale, per il commercio
internazionale e per la competitività del sistema produttivo
del Paese. In uno scenario globale segnato da tensioni geopolitiche
e ridefinizione delle rotte marittime, diventa ancora più
importante continuare a investire in infrastrutture, sostenibilità
ed efficienza logistica. Per questo come Assoporti riteniamo
essenziale lavorare sui dati e la ricerca per la programmazione
della nostra nazione».
«Le analisi che abbiamo condotto, grazie alla solida
collaborazione con Assoporti - ha rilevato il direttore generale di
SRM, Massimo Deandreis - mettono in evidenza il valore strategico
dei grandi chokepoint marittimi per l'economia globale. Ne abbiamo
prova con le tensioni geopolitiche e le disruption che stanno
interessando Hormuz e i conseguenti effetti sulle supply chain, sui
costi logistici e sull'organizzazione dei traffici marittimi ed
energetici internazionali. L'analisi mette però in evidenza
che i porti italiani stanno dimostrando importanti capacità
di adattamento, garantendo sostegno sia il sistema industriale che a
quello turistico nazionale. Nonostante la situazione generale, i
dati dimostrano che il Mediterraneo mantiene una centralità
strategica a livello globale e l'Italia, grazie alla sua posizione
geografica e alla rete portuale, può giocare un ruolo sempre
più rilevante nei nuovi equilibri logistici».
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