 Nel 2025 i servizi di short sea shipping in Spagna hanno
trasportato complessivamente 257,5 milioni di tonnellate di merci,
con una diminuzione del -4,3% rispetto a 269,1 milioni di tonnellate
nell'anno precedente che è trainata soprattutto dal traffico
internazionale, sceso del -6,4% al livello più basso degli
ultimi anni, addirittura inferiore a quello del 2020, mentre il
cabotaggio nazionale ha registrato una crescita del +2,9%. Lo rileva
l'ultimo rapporto dell'Observatorio Estadístico del
Transporte Marítimo de Corta Distancia elaborato
dall'Asociación Española de Promoción del
Transporte Marítimo de Corta Distancia, che evidenzia come in
Spagna, dopo anni di crescita sostenuta, il trasporto marittimo a
corto raggio sia entrato in una fase di rallentamento strutturale.
Lo scorso anno quasi la metà del trasporto marittimo a
corto raggio con la Spagna (48,9%) era costituito da rinfuse (125,9
milioni di tonnellate) e l'altra metà (51,1%), da merci varie
(131,7 milioni di tonnellate) distribuite tra merci in container (65
milioni di tonnellate), merci ro-ro (55,9 milioni di tonnellate) e
merci convenzionali (10,8 milioni di tonnellate). Rispetto al 2024,
il traffico di rinfuse solide e liquide ha registrato variazioni
diverse: il traffico di rinfuse liquide (83,8 milioni di tonnellate)
è rimasto stabile, mentre quello di rinfuse solide (42,1
milioni di tonnellate) è diminuito del -14,0%. Il traffico
complessivo di merci varie è calato del -3,4% a causa della
significativa riduzione (-9,1%) del traffico containerizzato, mentre
il traffico di merci convenzionali è aumentato del +5,7% e
una leggera variazione positiva (+2,2%) è stata registrata
anche dal traffico ro-ro.
Secondo il rapporto, il principale elemento di rottura rispetto
agli anni precedenti è rappresentato dall'impatto delle nuove
normative ambientali europee e internazionali sul trasporto
marittimo, con l'entrata in vigore delle norme IMO, del sistema di
scambio di quote di emissioni ETS dell'UE e del regolamento europeo
FuelEU Maritime che avrebbero modificato profondamente l'equilibrio
competitivo fra trasporto marittimo e trasporto stradale. In
particolare, il rapporto rileva che se nel periodo 2013-2019 la
crescita dello short sea shipping in Spagna era stata superiore a
quella del trasporto su strada, con un incremento medio annuo pari
rispettivamente al +7,8% e al +4,6%, e un coefficiente di
correlazione di 0,95, nel periodo 2021-2025, con l'entrata in vigore
nel 2020 del nuovo regolamento IMO sul limite massimo del tenore di
zolfo nei combustibili navali e dopo l'applicazione al settore
marittimo nel 2024 e 2025 dell'ETS e del regolamento FuelEU,
l'evoluzione è stata opposta: +2,1% di incremento medio annuo
del trasporto su strada contro il calo del -2,3% dello short sea
shipping e un coefficiente di correlazione di -0,64.
Il rapporto sottolinea, inoltre, che nel 2025 l'offerta di
servizi marittimi ro-ro, in termini di capacità, è
diminuita sia sulla costa atlantica sia su quella mediterranea, con
la prima che ha registrato una flessione del -16,6% passando da tre
a 2,5 milioni di metri lineari, mentre nel Mediterraneo il calo è
stato del -11%, da 6,4 a 5,7 milioni di metri lineari. Il documento
spiega che le compagnie di navigazione stanno reagendo alla
contrazione della domanda riducendo frequenze e servizi: nel secondo
semestre del 2025 sulla costa atlantica spagnola operavano 14
servizi gestiti da sette compagnie con 34 navi ro-ro; nel
Mediterraneo cinque compagnie coprivano 13 linee marittime con 31
unità navali. Anche le Autostrade del Mare hanno mostrato
segnali di indebolimento e nel 2025 la capacità complessiva
di questi servizi è diminuita del -12,8%, con la costa
atlantica che ha perso due collegamenti, con una riduzione della
capacità del -22,6%, mentre il Mediterraneo ha limitato il
calo al -5,7% grazie soprattutto ai traffici con il Nord Africa.
Sul fronte della domanda, lo scorso anno il traffico ro-ro
internazionale ha segnato una riduzione del -0,8% attestandosi a
25,1 milioni di tonnellate. Il rapporto specifica che, tuttavia, il
dato nasconde forti differenze tra la costa atlantica (-8,7%) e
quella mediterranea (+0,6%). A pesare è soprattutto il
rallentamento dei traffici con alcuni Paesi europei: i collegamenti
con il Belgio sono crollati del -26,4%, quelli con l'Italia del
-6,0% e quelli con il Regno Unito del -2,2%. In controtendenza il
Marocco che è cresciuto del +4,6% confermandosi uno dei
mercati più dinamici per il sistema marittimo spagnolo.
In difficoltà anche il segmento dei veicoli commerciali
trasportati che rappresenta una componente importante del traffico
ro-ro internazionale. Nel 2025 il comparto, con 3,2 milioni di
tonnellate trasportate, equivalenti a circa 1,4 milioni di veicoli,
ha registrato una contrazione del -7,7%. La flessione ha riguardato
in particolare la costa mediterranea (-18,4%) e gli imbarchi
(-14,7%, mentre la costa atlantica ha mostrato una crescita del
+3,4%, con imbarchi in rialzo del +12,2%.
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