 Il porto di Taranto ha inanellato tre trimestri consecutivi di
flessione assai marcata del traffico delle merci che è
gravato dalla riduzione dei volumi di rinfuse solide connessa alla
crisi del settore siderurgico, ma anche dal notevole calo delle
merci convenzionali. Diminuzioni che sono parzialmente attenuate
dalla crescita delle rinfuse liquide, mentre il comparto dei
container fornisce ancora un apporto del tutto marginale rispetto
all'attività complessiva dello scalo portuale pugliese.
Nei primi tre mesi del 2026 il traffico totale è
ammontato a 2,66 milioni di tonnellate, con una contrazione del
-27,4% sul corrispondente periodo dello scorso anno. Il volume delle
rinfuse secche si è dimezzato essendo ammontato a 1,06
milioni di tonnellate (-48,4%), mentre le rinfuse liquide, con 1,11
milioni di tonnellate, hanno registrato un rialzo del +27,0%. Quasi
dimezzato anche il traffico delle merci convenzionali attestatosi a
390mila tonnellate (-46,1%). Nel segmento dei container il traffico
è stato di 96mila tonnellate, con un incremento del +1.888,6%
generatosi essenzialmente nel mese di marzo e prodotto dagli scali
del servizio Bora Med della francese CMA CGM.
Nel primo trimestre di quest'anno le merci allo sbarco hanno
registrato la diminuzione più accentuata essendo state paro a
1.54 milioni di tonnellate (-29,3%), di cui 981mila tonnellate di
rinfuse solide (-48,4%), 458mila tonnellate di rinfuse liquide
(+71,4%), 5mila tonnellate di merci convenzionali (+250,6%) e 93mila
tonnellate di merci containerizzate (+2.410,6%). Le merci
all'imbarco hanno totalizzato 1,12 milioni di tonnellate (-24,6%),
incluse 80mila tonnellate di rinfuse solide (-48,6%), 651mila
tonnellate di rinfuse liquide (+7,4%), 386mila tonnellate di merci
convenzionali (-46,6%) e 3mila tonnellate di carichi in container
(+188,4%).
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