
«La situazione nelle acque del Golfo e nella regione dello
Stretto di Hormuz cambia di ora in ora». Lo sottolinea in una
nota odierna Intercargo, l'associazione internazionale che
rappresenta il settore del trasporto marittimo di rinfuse solide.
Tuttavia, se per regione Intercargo intende, come sembra, quella
marittima, allora la situazione nel Golfo Arabico e ad Hormuz non
appare affatto mutare di ora in ora dato che il traffico navale
nella regione è sempre fermo. Ciò, nonostante siano
cessati gli attacchi alle navi presenti nell'area, con l'ultimo
incidente segnalato nella regione che risale a martedì
scorso, appena prima dell'annuncio di una tregua temporanea di due
settimane del conflitto tra Stati Uniti ed Iran.
Intercargo specifica di aver tenuto i propri associati
aggiornati sugli ultimi sviluppi, inclusi gli esiti delle ultime
riunioni degli uffici delle marine militari, mentre dagli associati
sono giunte manifestazioni di preoccupazione relative all'incertezza
della situazione e alla sicurezza degli equipaggi e delle navi.
Timori a cui, si presume, Intercargo non avrà potuto
rispondere con informazioni certe né, tantoméno, con
rassicurazioni, dato che la stessa associazione rende noto di aver
consigliato agli associati di consultare i siti web del Joint
Maritime Information Center, del Maritime Security Center Indian
Ocean e dello United Kingdom Maritime Trade Operations per avvisi e
altre tempestive informazioni. Avvisi e tempestive informazioni che,
però, questi centri operativi militari non forniscono
dall'annuncio della tregua.
L'incertezza regna quindi sovrana, impedendo di fatto alle
compagnie marittime di prendere decisioni basata su dati certi o
attendibili e impossibilitando quindi l'evacuazione di navi ed
equipaggi ancora bloccati nella regione. Quello che, invece, pare
certo è che l'incertezza di una situazione sfuggita di mano
ai protagonisti della crisi, che sembrano non avere chiari obiettivi
e soluzioni, rischia di rendere duratura una situazione di
instabilità che sta bloccando un quinto del fabbisogno
energetico mondiale, con gravi ripercussioni sulle economie che, da
temporanee, rischiano di diventare croniche. La domanda vera è:
quanto tempo passerà tra l'auspicata evacuazione di navi ed
equipaggi dalla regione e il loro successivo ritorno nell'area del
Golfo Arabico e di Hormuz?