
Oggi il Comitato di gestione dell'Autorità di Sistema
Portuale del Mar Tirreno Settentrionale ha approvato oggi il
rendiconto di gestione 2025 dell'ente, che ha evidenziato in
particolare l'accelerazione avvenuta lo scorso anno sul fronte degli
investimenti, con 102,5 milioni di euro impegnati per
l'ammodernamento infrastrutturale, quasi il doppio dei volumi di
spesa del 2024. Dai dati illustrati dal dirigente del bilancio,
Simone Gagliani, emerge come tra gli interventi principali
finanziati con risorse statali e proprie spicchino per Livorno il
riordino del raccordo ferroviario di Livorno Porto Nuovo (5,2
milioni di euro), il ripristino di parte della banchina est del
Canale industriale (nove milioni), l'intervento di riqualificazione
dell'area pescherecci della Darsena Vecchia (2,7 milioni), lo
sviluppo e all'implementazione dell'impianto TVCC di sicurezza
portuale (1,4 milioni).
In merito allo scalo di Piombino, l'AdSP ha stanziato un milione
di euro per la progettazione di fattibilità tecnico-economica
della banchina ovest della Darsena Nord. L'investimento si aggiunge
ai significativi interventi, attualmente in fase di ultimazione,
come la realizzazione del cold ironing, il sistema di alimentazione
elettrica delle navi dalla banchina. I lavori, iniziati nel 2024,
sono ormai in fase di conclusione sia nel porto piombinese che in
quello elbano di Portoferraio.
Inoltre, l'ente portuale ha finanziato con oltre sette milioni
di euro di risorse proprie molteplici interventi di manutenzione
straordinaria. Altri quattro milioni sono stati investiti nella
realizzazione di progetti, studi afferenti lo sviluppo strategico
del porto e nelle spese per la sicurezza in ambito portuale, mentre
50 milioni derivanti dal mutuo BEI sono stati vincolati alle opere
marittime e ai dragaggi della Darsena Europa.
Le entrate correnti sono state pari a 54 milioni di euro, di cui
29,2 milioni di entrate tributarie, provenienti dal riversamento
delle tasse sulle merci imbarcate e sbarcate (17 milioni) , delle
tasse di ancoraggio (11,8 milioni). L'ente ha incamerato anche 18
milioni di entrate derivanti dai canoni demaniali.
Al 31 dicembre del 2025 l'avanzo di amministrazione di esercizio
risulta essere dimagrito di oltre 23 milioni di euro rispetto
all'inizio dell'anno a fronte degli ingenti investimenti impegnati e
oggi ammonta complessivamente a 63,2 milioni di euro.
Oggi anche il Comitato di gestione dell'Autorità di
Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale ha approvato il
rendiconto generale relativo all'esercizio 2025, che si chiude con
un avanzo generale di amministrazione di oltre 277 milioni di euro,
di cui circa 266 milioni vincolati in larga parte al finanziamento
degli investimenti. Tra gli indicatori principali, l'ente portuale
di Trieste ha segnalato un saldo di cassa di oltre 345 milioni di
euro e un risultato di parte corrente pari a circa 24,5 milioni di
euro, in crescita di circa l'8% rispetto al 2024 e di oltre il 150%
sul 2022, interamente destinato alla copertura degli investimenti
non finanziati. Le entrate correnti superano i 76 milioni di euro,
in aumento del +3,5% rispetto all'esercizio precedente, con un
incremento significativo delle entrate derivanti da tassa portuale e
diritti di ancoraggio.