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MARITTIMI
Incontro di ICS e ITF con gli Stati del Golfo per far fronte all'impatto della crisi di Hormuz sui marittimi
Federlogistica, la logistica venga riconosciuta come servizio essenziale e infrastruttura strategica
Londra/Genova
31 marzo 2026
Delegati dell'International Chamber of Shipping (ICS) e
dell'International Transport Workers' Federation (ITF) hanno
incontrato i rappresentanti degli Stati del Golfo Persico per
discutere del conflitto in corso nella regione e del suo impatto sui
marittimi e sul trasporto marittimo nonché per definire
principalmente urgenti iniziative pratiche e congiunte volte a
sostenere le navi e gli equipaggi attualmente colpiti. Nella
regione, infatti, sono circa 20.000 i marittimi bloccati in
condizioni di paura e incertezza a bordo di navi impossibilitate ad
attraversare lo Stretto di Hormuz.
È stata evidenziata la necessità di introdurre,
attraverso l'International Maritime Organization, un meccanismo
affinché le navi possano segnalare le loro più
immediate necessità di rifornimento, in modo che queste
possano essere comunicate ai partner degli Stati del Golfo. Inoltre
è stata sottolineata la necessità del riconoscimento
dei marittimi come lavoratori essenziali, in conformità con
la legislazione nazionale, e l'urgenza di dare priorità alla
loro sostituzione a bordo delle navi, ove necessario e in conformità
con le norme internazionali, per garantire che le navi nella regione
continuino ad essere adeguatamente equipaggiate e operative. Infine,
è stata rimarcata la necessità di assicurare ai
marittimi la possibilità di sbarcare rapidamente e in
sicurezza dalle navi per motivi medici.
Durante l'incontro, i
rappresentanti degli Stati del Golfo presso l'IMO hanno specificato
che i rispettivi governi hanno già iniziato e continueranno a
fare tutto il possibile per sostenere i marittimi, sottolineando
l'importanza di sforzi concertati per garantire che né i
marittimi né i passeggeri a bordo delle navi si sentano
abbandonati. Hanno inoltre evidenziato che la fase attuale del
conflitto è diversa da quelle iniziali e, come tale, richiede
misure differenti. Hanno anche confermato che verrà
implementato un supporto logistico in tutti gli Stati del Consiglio
di Cooperazione del Golfo per le navi che non sono in grado di
lasciare la regione e che i cambi di equipaggio non incontreranno
difficoltà. Nei casi in cui i contratti degli equipaggi o i
certificati medici scadano, è stato indicato che gli Stati
del Consiglio di Cooperazione del Golfo possono ricorrere a misure
eccezionali, simili a quelle adottate durante la pandemia di
Covid-19, per alleviare la situazione dei marittimi. Infine, hanno
sottolineato la necessità di collaborare strettamente con
l'IMO e il suo segretario generale, nell'ambito delle risoluzioni
della sua sessione straordinaria tenutasi nei giorni scorsi
(
del 20
marzo 2026), per garantire l'istituzione di un corridoio
marittimo sicuro per l'evacuazione delle navi, per garantire la
sicurezza dei marittimi e per ripristinare i trasporti marittimi lo
Stretto.
Intanto, Federlogistica ha innalzato l'allarme per le
conseguenze del blocco dello Stretto di Hormuz sulla tenuta stessa
del commercio mondiale e del tessuto economico/produttivo europeo e
italiano, in quanto rappresenta un possibile punto di rottura di un
modello globale costruito negli ultimi trent'anni sulla continuità,
sulla prevedibilità e sulla fluidità degli scambi.
«Non siamo di fronte - ha osservato il presidente di
Federlogistica, Davide Falteri - a una crisi congiunturale bensì
a una possibile ridefinizione degli equilibri globali. Quando si
altera la logistica, non si rallenta semplicemente il commercio: si
mette in discussione il funzionamento stesso del sistema economico».
Falteri ha rilevato che se per decenni il commercio internazionale
si era basato su un presupposto implicito ma fondamentale, ossia che
le merci partono e arrivano, che le rotte erano considerate
affidabili, i tempi programmabili e i flussi continui, oggi invece
questo paradigma è incrinato essendosi introdotta
un'imprevedibilità strutturale che impedisce alle imprese di
pianificare, le costringe a congelare gli investimenti davanti a una
frammentazione delle filiere produttive. «Quando viene meno la
prevedibilità - ha evidenziato Falteri - il problema non è
più solo economico: diventa sistemico. E la logistica, spesso
percepita come invisibile, si sta rivelando per quello che è
realmente: un'infrastruttura critica globale, al pari dell'energia e
delle reti digitali».
«Per una crisi di tale portata - ha aggiunto il presidente
di Federlogistica - la risposta deve essere straordinaria: servono
decisioni rapide, coordinate e coraggiose, a livello nazionale ed
europeo. La logistica deve essere riconosciuta come asset strategico
e governata come tale per evitare un impatto diretto sulla
competitività delle imprese, sulla produzione e sulla
occupazione messe a rischio da quella che sarebbe una
regionalizzazione degli scambi».
Federlogistica ha lanciato quindi un appello alle istituzioni
affinché la logistica venga riconosciuta come servizio
essenziale e infrastruttura strategica, siano attivati strumenti
straordinari per garantire la continuità delle catene di
approvvigionamento, sia rafforzato il coordinamento europeo sulla
sicurezza delle rotte commerciali e venga accelerato il processo di
digitalizzazione e resilienza delle supply chain.
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