 Nella riunione odierna il Comitato di gestione dell'Autorità
di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale ha preso atto
dell'informativa relativa all'accordo procedimentale sottoscritto lo
scorso mese dall'ente con le società del gruppo PSA Italia
che operano nel porto di Genova
(
del 25
febbraio 2025). L'ente portuale ha ribadito che tale accordo
«non comporta obblighi vincolanti immediati né
l'approvazione del progetto o il rilascio di nuove concessioni, ma
va a definire un quadro di collaborazione pubblico-privata per il
corretto svolgimento dei procedimenti amministrativi e si inserisce
in un programma di investimenti privati, pari a circa un miliardo di
dollari, finalizzato all'efficientamento e alla modernizzazione del
terminal contenitori di Genova Prà, con interventi su
infrastrutture, sostenibilità, innovazione e sviluppo delle
competenze. Solo all'esito dell'istruttoria - ha precisato l'AdSP -
potrà essere definito un nuovo assetto concessorio. Per
questo PSA Genova Prà presenterà una specifica istanza
corredata da piano d'impresa e piano economico-finanziario
aggiornati, mentre Prà Distripark Europa ha manifestato
disponibilità a una rimodulazione parziale delle aree in
concessione. Tra le condizioni abilitanti sono richiamati il
potenziamento del nodo ferroviario di Voltri, il completamento del
corridoio TEN-T e il rafforzamento dell'intermodalità.
L'accordo contempla infine una possibile razionalizzazione futura
delle attività container e un percorso di gestione ordinata
del contenzioso tra le parti».
Riferendosi all'accordo quadro con PSA, il presidente dell'AdSP,
Matteo Paroli, ha precisato che «non è un punto di
arrivo ma un passaggio di metodo, che consente di ricondurre un
investimento industriale di scala rilevante dentro un perimetro di
regole chiare, trasparenza amministrativa e coerenza con la
pianificazione pubblica. Parliamo - ha sottolineato Paroli - di un
intervento che rafforza in modo strutturale Genova Prà come
hub di riferimento nel Mediterraneo e come porta di accesso ai
mercati europei, in un contesto internazionale segnato da profondi
cambiamenti nelle catene logistiche. Il ruolo dell'Autorità è
esattamente questo: creare le condizioni affinché gli
investimenti si realizzino, garantendo equilibrio tra sviluppo,
lavoro e interesse pubblico, e accompagnando l'evoluzione del
sistema portuale con una visione di lungo periodo».
Tra gli altri punti all'ordine del giorno, sul fronte del lavoro
portuale il Comitato di gestione si è espresso positivamente
sull'inserimento di 17 nuovi soci speciali nella Compagnia Unica
Lavoratori Portuali “Pippo Rebagliati” di Savona-Vado
Ligure, nei limiti dell'organico autorizzato di 156 unità. I
nuovi ingressi, con età media non superiore a 29 anni,
saranno assunti con contratto a tempo determinato e potranno essere
stabilizzati entro cinque anni. «Il provvedimento - ha
specificato l'ente - risponde alla crescita della domanda di lavoro
negli scali, con incrementi significativi degli avviamenti nel
settore container (+80,5% nei primi cinque mesi del 2025 rispetto al
2024), e si inserisce nel percorso di ricambio generazionale e
qualificazione professionale». Inoltre, il Comitato ha
deliberato il riconoscimento dei contributi per il reimpiego del
personale inidoneo, per un valore complessivo di circa 1,6 milioni
di euro, a favore delle imprese autorizzate ai sensi dell'art. 17
della legge 84/1994. La misura ha interessato oltre 150 lavoratori
della CULMV nel porto di Genova e nove soci della CULP a Savona-Vado
Ligure, garantendone la continuità lavorativa attraverso
l'assegnazione a mansioni compatibili.
Il Comitato di gestione ha approvato anche l'aggiornamento del
Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO)
2026-2028, adottato con decreto del presidente n. 31 del 30 gennaio
2026, documento che definisce in modo unitario indirizzi strategici,
assetto organizzativo e linee di sviluppo dell'ente, in coerenza con
le più recenti linee guida nazionali. Il Piano conferma il
percorso di programmazione integrata avviato negli anni precedenti e
individua le priorità di creazione di valore pubblico, in
linea con le politiche governative e con l'Agenda 2030, declinandole
in obiettivi di performance dirigenziale. In particolare, sono stati
definiti 38 target collegati a ambiti prioritari quali accelerazione
degli investimenti pubblici, valorizzazione delle aree demaniali,
digitalizzazione, sviluppo infrastrutturale e miglioramento dei
processi amministrativi. Tra le azioni qualificanti, il PIAO prevede
il rafforzamento delle misure di prevenzione della corruzione e
trasparenza, anche attraverso uno specifico indirizzo connesso alla
realizzazione del PTPCT 2027-2029 e l'avvio del percorso per la
certificazione del sistema di gestione secondo la norma UNI ISO
37001. La sezione “Rischi corruttivi e Trasparenza” è
stata aggiornata in coerenza con il nuovo Piano Nazionale
Anticorruzione 2025, articolando le strategie dell'ente in cinque
linee di intervento dedicate. Il documento prevede un monitoraggio
periodico con aggiornamento entro novembre 2026 ed eventuali
adeguamenti in funzione di nuove disposizioni normative.
Nell'ambito del PIAO è stato inoltre aggiornato il
fabbisogno di personale, con l'inserimento di un ingegnere marittimo
e di un ingegnere trasportista, senza variazioni della dotazione
organica né degli equilibri di bilancio. Al presidente è
stato infine conferito mandato per la definizione degli obiettivi
operativi del personale entro il prossimo 31 maggio.
Infine, in materia di demanio portuale, il Comitato ha espresso
parere favorevole al rilascio dell'autorizzazione, ai sensi
dell'art. 16 della legge 84/1994, a favore di Holcim Italia Spa per
lo svolgimento, in conto proprio, delle operazioni portuali presso
il Ponte Ex Idroscalo nel porto di Genova.
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