 Giovedì il Consiglio e il Parlamento dell'Unione Europea
hanno raggiunto un accordo sulla revisione del quadro doganale
dell'UE che prevede l'introduzione di strumenti innovativi per
agevolare i commerci, riscuotere i dazi doganali in modo più
efficiente e rafforzare i controlli sulle merci non conformi,
pericolose o non sicure. In particolare, è stata concordata
la creazione di un unico hub dati doganali dell'UE all'avanguardia:
una piattaforma centrale per importatori ed esportatori per
interagire con le dogane nell'UE, rafforzando l'integrità dei
dati, la tracciabilità e i controlli doganali. Si è
deciso anche di introdurre semplificazioni doganali più
efficaci per gli operatori più affidabili, consentendo loro
di risparmiare tempo e denaro; di istituire una nuova tariffa a
livello UE per gli articoli contenuti nei piccoli pacchi in ingresso
nell'UE; di creare una nuova agenzia decentrata per le dogane -
l'Autorità Doganale dell'UE con sede a Lille
(
del 26
marzo 2026) - che supervisionerà l'hub dati doganali
dell'UE e supporterà l'attività di gestione del
rischio delle autorità doganali nazionali.
L'hub dati doganali dell'UE, i che sarà gestito dalla
nuova Autorità Doganale dell'UE (EUCA), sarà l'unico
ambiente online progettato per raccogliere e analizzare i dati
doganali. Per adempiere ai propri obblighi doganali, le imprese che
importano ed esportano dall'UE dovranno presentare le informazioni
doganali una sola volta a questo portale unico, anziché sino
ad un massimo di 27 autorità doganali differenti e almeno 111
sistemi software attualmente utilizzati dalle dogane. In base
all'accordo, l'hub dati diventerà operativo per le merci
dell'e-commerce il primo luglio 2028. Un'implementazione graduale
prevede un suo uso facoltativo entro il 2031 e l'inclusione di tutti
i movimenti delle merci nel suo ambito entro il primo marzo 2034
quando il suo utilizzo diverrà obbligatorio entro il 2034.
Quanto all'istituzione dei “Trust and check traders”,
che rappresenta un'evoluzione quanto ad affidabilità
dell'attuale categoria degli operatori economici autorizzati (AEO),
l'aggiornamento della normativa prevede che le aziende che
ricadranno in questa nuova categoria dovranno fornire informazioni
complete sul movimento e sulla conformità delle merci,
unitamente ad altri rigorosi criteri, e potranno beneficiare di
obblighi doganali più snelli, come procedure semplificate per
il deposito temporaneo e il transito. Inoltre, le aziende più
affidabili potranno immettere le proprie merci in circolazione
nell'UE senza alcuna procedura doganale. Le altre aziende potranno
continuare a beneficiare delle semplificazioni già previste
per gli operatori affidabili nell'ambito dell'attuale regime degli
operatori economici autorizzati.
L'aggiornamento della normativa prevede, inoltre, che, al fine
di contribuire a coprire i crescenti costi derivanti dal
monitoraggio del numero sempre maggiore di piccoli pacchi che
entrano nell'UE tramite l'e-commerce, venga istituita una specifica
tassa di gestione che sarà riscossa dalle autorità
doganali sulle piccole spedizioni generate dalle vendite a distanza.
L'entità della tassa sarà stabilita con atto delegato
della Commissione Europea entro il prossimo novembre, prima che
inizi ad essere applicato dagli Stati membri dell'UE, e potrà
essere rivalutato ogni due anni. Lo scorso dicembre gli Stati membri
avevano già concordato di eliminare la soglia di esenzione
dai dazi doganali, che attualmente consente l'ingresso nell'UE di
merci di valore inferiore a 150 euro senza dazi, e di applicare un
dazio doganale temporaneo di tre euro sugli articoli contenuti in
questi piccoli pacchi che entrano nell'UE, principalmente tramite
e-commerce, a partire dal prossimo primo luglio.
Le nuove norme chiariscono, inoltre, che le piattaforme e coloro
che vendono a distanza nell'UE, ad esempio tramite e-commerce, sono
considerati importatori delle merci e responsabili di garantire che
tutte le formalità doganali e i pagamenti siano eseguiti
correttamente. In base alle nuove norme, i venditori e le
piattaforme che facilitano la vendita a distanza di merci da Paesi
extra-UE direttamente a clienti UE saranno considerati importatori e
ciò li obbligherà a fornire alle autorità
doganali tutti i dati necessari, a pagare o garantire eventuali
oneri e ad assicurarsi che le merci siano conformi alle leggi
dell'UE. Queste società dovranno avere sede nell'UE o essere
rappresentate da un'entità con sede nell'UE che possieda lo
status di AEO o di trusted trader. Ciò ha l'obiettivo di
impedire l'utilizzo di società di comodo. In aggiunta, per
incentivare le spedizioni di grandi quantitativi di merci, che sono
più facili da controllare per le autorità doganali, i
venditori e le piattaforme di Paesi extra-UE sono incoraggiati a
gestire magazzini nell'UE: pertanto, le loro spedizioni intra-UE
beneficeranno di una tassa di spedizione inferiore, a condizione che
le merci siano importate in imballaggi collettivi e in quantità
sufficienti a rendere più efficienti i controlli doganali.
La legislazione includerà anche un nuovo sistema di
sanzioni pecuniarie per gli operatori di e-commerce che non
rispettano sistematicamente i propri obblighi doganali, che potranno
essere sanzionati con una multa pari ad almeno l'1%, e fino al 6%,
del valore totale delle merci importate nell'UE nei 12 mesi
precedenti. Inoltre, le autorità doganali potrebbero
sospendere, revocare o annullare lo status di operatore affidabile o
di AEO e segnalarle come operatori ad alto rischio.
Prossimamente il Consiglio e il Parlamento dell'UE
finalizzeranno gli elementi tecnici del pacchetto prima
dell'adozione definitiva e la sua piena entrata in vigore 12 mesi
dopo la pubblicazione nella “Gazzetta Ufficiale”
dell'Unione Europea.
Il relatore della proposta legislativa di aggiornamento delle
norme doganali europee, Dirk Gotink, ha sottolineato che «il
Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto uno storico accordo sulla
riforma più significativa della legislazione doganale europea
dal 1968. Le nuove norme - ha evidenziato - affrontano la crescita
esplosiva dell'e-commerce: lo scorso anno, 5,8 miliardi di pacchi di
basso valore sono entrati nell'UE. La nuova legge si basa su quattro
pilastri fondamentali: i commercianti on-line diventano responsabili
delle merci che inviano ai consumatori; è prevista una nuova
imposta per coprire i maggiori costi di gestione per le nostre
dogane; è istituita un'Autorità doganale centrale
dell'UE e un hub dati dell'UE per fornire una panoramica integrata e
in tempo reale dei flussi di merci. Le piattaforme che
strutturalmente non rispettano le nostre norme saranno sanzionate.
La non conformità sistematica e ripetuta comporterà
sanzioni più severe, fino al 6% delle importazioni annuali, e
la sospensione della piattaforma di e-commerce online. L'obiettivo:
un mercato interno che non lasci più impuniti piattaforme
come Temu, SHEIN e AliExpress, le quali immettono sul mercato
europeo enormi quantità di merci non conformi e competono
slealmente con le nostre imprese. Questo renderà - ha
concluso Gotink - il mercato unico è significativamente più
sicuro ed equo per i consumatori e le imprese».
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