 In occasione della riunione a Napoli del proprio consiglio
direttivo e di un incontro promosso dall'associazione, alla presenza
del presidente della IX Commissione della Camera Salvatore Deidda e
delle istituzioni del cluster marittimo portuale, l'Unione Nazionale
Imprese Portuali (UNIPORT) ha evidenziato la necessità di
accelerare il completamento delle opere nel porto di Napoli,
sbloccando i cantieri, accelerando le procedure e dando certezza sui
tempi di completamento dei lavori, per non perdere le opportunità
di sviluppo.
«È finito - ha affermato il presidente di UNIPORT,
Pasquale Legora de Feo - il tempo dei rinvii: il porto di Napoli non
può più permettersi di restare fermo. Occorre fare
presto, superare le persistenti conflittualità interne e
accelerare il completamento delle opere già avviate per non
disperdere le risorse pubbliche e private investite e per cogliere
appieno le prospettive di sviluppo. Ad oggi sono stati spesi oltre
200 milioni di fondi pubblici e almeno altrettanti dovranno essere
investiti in privato».
Nel corso dell'incontro è stato fatto il punto sui
principali interventi infrastrutturali già completati, come
la ristrutturazione della diga foranea e la nuova stazione marittima
a Molo Beverello e soprattutto di quelli in itinere: dal
completamento della diga foranea di Levante, fondamentale per
sicurezza e operatività, allo sviluppo della Darsena di
Levante, strategica per la riorganizzazione dei traffici; fino
all'approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, ad oggi ancora
in attesa del perfezionamento della procedura di Valutazione
dell'Impatto Ambientale, e alla realizzazione delle necessarie
connessioni viarie e ferroviarie. UNIPORT ha ricordato che si tratta
di opere attese da anni e oggi sostenute anche dalle risorse del
PNRR, ma che necessitano di un deciso cambio di passo sul fronte
autorizzativo e realizzativo.
«Parliamo in alcuni casi - ha osservato Legora de Feo - di
interventi programmati da oltre vent'anni che possono finalmente
diventare realtà, a beneficio dell'intera comunità
portuale in quanto si tratta di un'opera di cui evidentemente
godranno tutte le categorie produttive (terminal ro/ro pax, merci
varie, cantieristica, etc), grazie a un ampliamento degli spazi a
disposizione. Ma servono tempi certi e una collaborazione concreta
tra imprese e pubblica amministrazione; solo così sarà
possibile generare sviluppo, occupazione e valore per il
territorio».
Al presidente della IX Commissione della Camera è stato
manifestato l'apprezzamento per l'impegno e l'attenzione che il
Parlamento e la Commissione Trasporti della Camera, in particolare,
ripongono nel settore portuale, che hanno portato all'approvazione
di diverse misure, tra cui in ultimo l'esenzione dall'obbligo di
assicurazione individuale obbligatoria per i mezzi che operano in
ambito (non solo) portuale e la proroga al 2027 del cosiddetto
“buono portuale”. Al contrario, UNIPORT ha evidenziato
la una nota dolente costituita dalla tassazione della Regione
Campania sui canoni demaniali che in molti casi arriva fino al 25%.
«Come operatore del porto di Napoli, al pari di tutti i
colleghi della Campania - ha affermato Legora de Feo - auspico che
la Regione abroghi quanto prima la legge che ha previsto il
pagamento della tassa anche per le concessioni rilasciate
dall'Autorità di Sistema Portuale, al fine di non perpetrare
una situazione di svantaggio competitivo degli operatori dei porti
campani. Come presidente di UNIPORT, ritengo che sarebbe opportuno
che, almeno per le concessioni terminalistiche rilasciate dalle
AdSP, il legislatore statale ne escluda l'applicabilità o
quantomeno, preveda un limite alla misura, al fine di prevenire il
rischio di alterazioni del level playing field tra imprese che
operano in porti di regioni diverse. Il destino e lo sviluppo del
porto di Napoli non possono essere condizionati dalle istanze o
prese di posizione di pochi a svantaggio dei molti: se vogliamo
cambiare veramente passo, tutti gli attori del sistema devono
collaborare e dare un contributo allo sviluppo generale del porto e
della sua economia, e ci deve stare vicino anche la politica
nazionale, oggi qui rappresentata dal presidente Deidda».
Riferendosi, infine, alla riforma in corso dell'ordinamento
portuale, il presidente di UNIPORT ha ribadito la disponibilità
dell'associazione ad un confronto approfondito tra rappresentanze
degli operatori, decisore politico e istituzioni per addivenire ad
un testo di riforma che effettivamente consenta di superare e
risolvere gli aspetti problematici o dubbi della legislazione
attuale.
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