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16 marzo 2022

L'Istat ha analizzato l'impatto della pandemia sull'attività dei porti italiani

Considerevole sul segmento dei passeggeri; meno rilevante sulle merci

L'Istat ha fatto il punto sull'impatto della crisi indotta dalla pandemia di Covid-19 sul trasporto marittimo in Italia, emergenza - ha spiegato l'Istituto Nazionale di Statistica - che ha gelato il trasporto passeggeri ma non il traffico delle merci. Due soli dati lo evidenziano: nel 2020 la quantità di merci imbarcate e sbarcate nei porti italiani si è ridotta del -7,6% rispetto all'anno precedente, mentre il trasporto passeggeri è diminuito di oltre un terzo (-36,3%), anche se nel 2020 l'Italia si è confermata al primo posto tra i Paesi europei per numero di passeggeri trasportati via mare.

Relativamente alla posizione della portualità italiana nell'Unione Europea quanto a merci movimentate, l'Istat ha rilevato che da diversi anni l'Italia si colloca al secondo posto in Europa, dopo i Paesi Bassi, per il trasporto di merci via mare. Nel 2020, la pandemia da Covid-19 e le restrizioni messe in atto dai vari Paesi hanno determinato una drastica diminuzione delle merci trasportate a livello mondiale. Rispetto al 2019 - ha specificato l'Istituto - nell'insieme dei Paesi dell'UE27 (dal 2020 senza Regno Unito) il calo è stato del -7,3%. I Paesi Bassi, pur con una diminuzione pari a -8,2%, continuano a mantenere il primato per quantità di merce trasportata, (il 16,8% del totale dei Paesi UE). A seguire l'Italia, che detiene una quota del 14,1% e, rispetto al 2019, ha segnato una diminuzione del -7,6%. L'Italia precede la Spagna, che ha una quota del 13,7% e ha subito una variazione di -8,3% rispetto al 2019. Gli altri Paesi rilevanti per il trasporto di merci via mare sono Germania, Francia e Belgio (circa l'8% del totale UE per ciascun Paese). Tra i primi 20 porti europei con la maggiore quantità di merce trasportata, sempre nel 2020, Trieste figura all'ottavo posto e Genova al tredicesimo.

Quanto invece al settore del traffico dei passeggeri, l'Istat ha evidenziato che il 2020 è stato un anno drammatico soprattutto per il trasporto marittimo dei passeggeri a causa delle limitazioni alla mobilità imposte ai cittadini. A livello europeo, rispetto al 2019 il trasporto di persone via mare si è praticamente dimezzato (-45%). In Italia la diminuzione è stata inferiore alla media europea (-36,3%) e non ha compromesso il primo posto in Europa per quantità di passeggeri imbarcati e sbarcati (24% del totale UE). Seguono la Grecia, (17,8%) e la Danimarca (13,4%). Gli altri Paesi con una quota di passeggeri trasportati pur rilevante ma inferiore sono Croazia (8,2% sul totale UE), Germania (7,2%) e Spagna (6,2%). A segnare il primato dell'Italia contribuiscono principalmente i porti della Sicilia. Il primo porto per traffico di passeggeri a livello europeo è Messina e il secondo Reggio di Calabria, che comprende anche Villa San Giovanni. A seguire vi sono due porti greci, ma al quinto posto si posiziona Napoli.

Circa il traffico navale nei porti italiani nell'anno più colpito dalla pandemia, l'Istat ha spiegato che nel 2020, malgrado la diminuzione della quantità di merci e passeggeri trasportate via mare rispetto al 2019, si è registrato un aumento complessivo del numero di viaggi, determinato principalmente dai movimenti di navi vuote. Complessivamente in Italia nel 2020 sono arrivate 518.421 navi, di cui il 98% nei “main ports for goods” o “main ports for passengers”. Rispetto al 2019, questi ultimi hanno registrato un aumento del +7,1% del numero di navi arrivate. Questo incremento di movimenti marittimi è dovuto esclusivamente alla performance positiva delle navi cargo non specializzate (+11,7%) mentre tutte le altre categorie di navi hanno evidenziato diminuzioni significative. La flessione dei viaggi è stata particolarmente evidente per le navi da crociera (-90,5%), ma anche per i trasportatori specializzati (-32,3%), le navi passeggeri (-16,0%) e gli altri tipi di navi (-25,9%). In termini di stazza lorda, la riduzione complessiva del trasporto marittimo è pari a -15,6% (2,4 milioni la stazza lorda complessiva di tutte le navi arrivate nel 2020) e ha riguardato tutte le categorie, benché le navi cargo non specializzate risultino, in termini percentuali, quelle con la variazione più contenuta (-2,2%). Anche in questo caso la categoria più colpita è quella delle navi da crociera (-85,0%). Nei main ports, le navi cargo non specializzate si sono confermate, come nell'anno precedente, la tipologia di nave che ha realizzato più viaggi (circa 450mila navi arrivate, oltre l'88% del totale) e al tempo stesso anche la tipologia con la stazza lorda più elevata (70% del totale). Le navi passeggeri sono al secondo posto, rappresentano circa il 6% delle navi arrivate nei porti principali italiani e lo 0,3% del totale in termini di stazza lorda. Le navi container e le navi portarinfuse liquide costituiscono insieme il 4% del totale e oltre il 22% in termini di stazza lorda.

Nel 2020 oltre il 50% delle navi cargo non specializzate ha toccato un numero esiguo di porti, localizzati soprattutto al Sud: Messina e Reggio di Calabria con il 29% dei flussi; a seguire Napoli, Trapani, Piombino, Carloforte, Livorno, Portovesme, Palermo e Genova. Al contrario, le navi passeggeri (seconda categoria per numero di arrivi) hanno interessato una maggiore varietà di porti. Il 21% dei viaggi ha previsto un approdo nei porti di Napoli, Trapani, Messina, Reggio di Calabria e Palermo. Il 52% delle navi portarinfuse liquide è approdato nei porti di Augusta (al primo posto), Napoli, Ravenna, Venezia (con Porto Marghera), Gioia Tauro, Genova, Livorno, Trieste e Palermo. Le navi portacontainer, invece, hanno percorso rotte dirette principalmente ai porti di Genova e Gioia Tauro, seguiti da La Spezia, Livorno, Venezia, Salerno, Trieste, Ravenna e Napoli, coprendo complessivamente l'83% degli arrivi. I porti che si distinguono per numero di navi portarinfuse secche sono Ravenna e Venezia (che rappresentano il 37%) seguiti da quelli di Cagliari, Taranto, Bari, Monfalcone, Brindisi, Chioggia e Napoli (che complessivamente rappresentano il 30% degli arrivi).

Relativamente alle tipologie di merci sulle navi che hanno fatto scalo nei porti italiani, l'Istat ha specificato che in Italia arrivano o partono via mare circa mezzo miliardo di tonnellate di merci all'anno. Nonostante il trasporto di merci sia relativamente più intenso nei trimestri centrali dell'anno rispetto al primo e al quarto, l'attività portuale e marittima non presenta forti caratteri di stagionalità. Negli ultimi dieci anni, la quota di merci trasportate nel secondo e nel terzo trimestre si attesta mediamente a trimestre al 26% del totale annuale. Il primo e il quarto trimestre coprono una quota pari al 24% ciascuno. Le principali categorie merceologiche trasportate su nave sono le materie prime e i prodotti energetici come carboni fossili, petrolio greggio, gas naturale e coke e prodotti petroliferi raffinati (38,3% sul totale trasportato). Rispetto al 2019 la quantità di “Coke e prodotti petroliferi raffinati” è diminuita del -8,7%, quella dei “Carboni fossili e ligniti; petrolio greggio e gas naturale” del -14,3%. In calo tutte le altre categorie, ad eccezione della categoria “Materie prime secondarie; rifiuti urbani e altri rifiuti” che nel 2020, pur rappresentando solo lo 0,3% del totale delle merci trasportate, ha registrato un incremento del +46,1%. La rinfusa liquida costituisce il 39,3% della merce trasportata; i container il 20,5% mentre il 20,7% è costituita dai ro-ro cargo, cioè i mezzi trainati e non accompagnati, come i rimorchi e semirimorchi stradali per il trasporto merci, le roulotte e i vagoni ferroviari.

Quanto poi al trasporto via mare nazionale dell'Italia, il rapporto dell'Istat precisa che il trasporto marittimo di merci fra porti si concentra più sul versante tirrenico, anche per gli scambi con le regioni insulari; i flussi più consistenti sono fra Sicilia e Campania e fra Sardegna e Toscana. Fra i porti italiani del versante adriatico la relazione di traffico più importante è tra il Veneto e il Friuli - Venezia Giulia. Nella connessione fra le coste adriatiche e tirreniche prevale il traffico fra la Sicilia e l'Emilia-Romagna. Per le regioni ioniche, le relazioni prevalenti sono fra Puglia con Emilia-Romagna e Liguria, e Calabria con Liguria e Campania (escludendo i collegamenti con la Sicilia).

Relativamente invece agli scambi commerciali via mare con l'estero dell'Italia, il rapporto indica che nel 2020, nei porti italiani sono stati movimentati circa 470 milioni di tonnellate di merci imbarcate e sbarcate; tra queste il 60% riguarda relazioni di traffico internazionale, con una quantità complessiva di merci in entrata pari a circa 2,5 volte la quantità in uscita dal territorio nazionale. La relazione internazionale più importante è con la Turchia (oltre 37 milioni di tonnellate complessive, pari al 13,4% del totale), seguita da Russia (32 milioni, pari al 11,4%) e Spagna (23 milioni, pari a 8,3%). Le prime dieci relazioni di traffico costituiscono il 63% degli scambi di merci su nave fra Italia e resto del mondo e, tra queste, figura anche la Cina, pur se con un peso minore, pari al 3,3% del traffico commerciale marittimo internazionale.

Illustrando l'impatto della pandemia sulle attività portuali, l'analisi dell'Istat spiega che la pandemia non ha inciso su tutti i porti italiani in egual misura. In generale, la specializzazione di alcuni porti, che in condizioni normali rappresenta un punto di forza per la loro attività, si è trasformata in un fattore di debolezza esponendoli maggiormente agli effetti pandemici, mentre la diversificazione ha protetto gli snodi più versatili e polivalenti durante la crisi. Nel 2020 i cinque principali porti italiani per traffico internazionale di merce in container sono Genova, Gioia Tauro, La Spezia, Livorno e Trieste, i quali da soli hanno movimentato il 76% delle merci trasportate in container (nel 2019 era il 79%). Più in dettaglio, il porto di Genova è rimasto su livelli analoghi agli anni passati (solo per la merce in container, poiché complessivamente ha subito una diminuzione della merce del -11%), il porto di Gioia Tauro ha invece incrementato del +24,4% la quantità di merci in container, mentre i porti di Livorno, La Spezia e Trieste hanno subito un calo significativo (rispettivamente -35,2%, -30,6%, -10,2%).


TRASPORTO MARITTIMO: I NUMERI CHIAVE.
Anni 2019/ 2020, valori assoluti e variazioni percentuali


ANNO 2020

VARIAZIONE PERCENTUALE 2019

Ripartizione

merce imbarcata e
sbarcata - tonnellate
(migliaia)
numero navi
arrivate
stazza lorda
media
merce imbarcata
e sbarcata -
tonnellate
(migliaia)
numero navi
arrivate
stazza lorda
media

ITALIA

469.635

518.421

4.762

-7,6

7,4

-20,8

NORD-OVEST

69.442

8.200

39.061

-15,3

-17,5

-6,0

NORD-EST

115.738

9.299

18.160

-9,0

-24,3

1,7

CENTRO

59.841

59.494

7.247

-13,6

3,0

-36,5

SUD

93.300

203.412

3.347

4,9

-1,9

-4,3

ISOLE

124.468

236.710

3.620

-7,8

24,6

-20,2

Non allocato

6.847

1.306

8.113

20,1

-76,1

73,9

Fonte: Istat, Trasporto marittimo





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